MARZO 2026 recensione della commedia STRAPPO ALLA REGOLA a cura di Francesca Brugnoli

Scritto e diretto da Edoardo Erba, con Maria Amelia Monti e Cristina Chinaglia
con la partecipazione in video di Asia Argento, Marina Massironi, Sebastiano Somma
e con Daniele Gaggianesi, Giuseppe Lelli, Francesco Meoni, Sabina Vannucchi, Fabio Zulli

La storia della commedia di Erba inizia in un cinema dove una ragazza, Moira, che vi lavora come maschera, è fidanzata con tale Calogero, gelosissimo e violento. Prima che il film inizi, assistiamo a una telefonata tra i due dove lui si lamenta del fatto che, per l’ennesima sera, la sua donna rincaserà tardi. A inizio del film, un horror, vediamo i personaggi secondari recarsi in una casa dove regnano presenze sinistre. Poi, ecco un assassino che, coltello alla mano, insegue una donna, Orietta, per ucciderla. La quale, per scampare al pericolo, fa uno strappo allo schermo (non al cielo di carta) dove si proietta la pellicola, esce dal film e si materializza davanti a Moira. Mentre sullo schermo i personaggi del film girano a vuoto, Moira si confida: è una donna disperata, che vive una relazione tossica, da cui non riesce a uscire. Ora è Orietta a incoraggiare Moira a trovare lo “strappo” per scappare da una storia dell’orrore. E alla fine sarà proprio lei a salvarla. 

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La maschera non crede ai suoi occhi. Come fa un personaggio a esistere davanti a lei, parlarle, a voler ascoltare le sue storie? È tutto così assurdo, incredulo. Ci vuol poco per Moira a non distinguere più ciò che è reale da quello che non lo è. E su che basi poi? Le due iniziano a parlare, a raccontarsi. E che accade? Orietta, sentendo le tristi vicende di Moira (madre di un figlio avuto con un altro uomo e vittima d’una relazione violenta con questo Calogero), la invita a ribellarsi da tutto questo orrore. La incita a fare quello che ha fatto lei. Cioè, per dirla con Pirandello, uno strappo nel suo cielo di carta. Con una inedita interazione fra Teatro e Cinema, con una comicità dai ritmi incalzanti, la nuova commedia di Edoardo Erba con Maria Amelia Monti ci tiene sospesi in un mondo di mezzo fra realtà e fantasia, e va dritta al cuore, attraversando con leggerezza i nostri incubi peggiori.