Il Natale è alle porte e i Meccano di Valter Bassani e Andrea Bassani dedicano a questo periodo un progetto musicale importante intitolato “Buon Natale al Mondo”, che vi racconteremo in questa intervista. Dodici brani, prodotti e arrangiati dai Meccano, con la partecipazione di Cristiano Popi Minellono e Remo Zito (Via Verdi).
Valter Bassani, raccontaci com'è nata l'idea di una produzione dedicata al Natale, con un titolo che in un periodo così particolare, vorrebbe davvero essere di buon auspicio al mondo.
E' vero, questa produzione nasce dall'osservazione della realtà e dal desiderio di avere un Natale, come quelli che noi ricordiamo da bambini. Ed è una produzione creata proprio per lanciare un buon auspicio: buon Natale al mondo. Quindi, ognuno di noi si può immaginare il suo Natale e tornare bambini insomma. Siamo tutti un po' bambini che non cresceranno mai, perché abbiamo il desiderio di giocare, di giocare con la vita, con tutto quello che noi vogliamo nella vita. E' un augurio affinché tutti possano poterlo fare: Buon Natale al mondo è proprio questo.

Uno dei fattori sicuramente più importanti è il fine di questo progetto.
Sì, è vero. In questo progetto ci sono tanti amici, ma tanti: cantanti, musicisti, grafici, animatori grafici, la nostra promoter, il nostro stampatore distributore, tutti insieme abbiamo creato questo progetto che, trasformato in un bel quantitativo di cd con 12 canzoni, che è stato donato all'Associazione Cuori Grandi, per poter raccogliere delle offerte, dei fondi, per la costruzione dell'Ospedale della Missione di Amakpape in Togo, la Missione di Maristella Bigogno. Quindi, loro a Natale regaleranno, daranno questo cd alle persone che lo desidereranno e queste ultime potranno dare un'offerta, in cambio di questo bel prodotto di comunicazione.
Da uno a dieci: quanto sei soddisfatto di questa produzione, perché dalla tua voce, mi pare addirittura che indichi mille.
Sì, esattamente: se è da zero a mille, io sono a mille. Felicissimo e davvero soddisfatto di questa produzione, perché è fatta da amici, senza nessuno scopo, se non quello di aiutare la costruzione di un ospedale, laddove c'è veramente una necessità molto, molto, molto grande. Quindi, la grande soddisfazione mia personale, è quella di essere riuscito a coinvolgere tanti amici sulla stessa linea e alla fine vederli più felici di me, per aver partecipato a questa bellissima cosa.

Tornando ai Meccano non natalizi, non so perché, ma qualcosa mi dice che le sorprese non sono finite.
Assolutamente no, perché come dice il nome: il Meccano è un gioco che, con gli stessi pezzi, ti permette ogni giorno di fare qualcosa di nuovo e noi siamo sempre alla ricerca, siamo sempre in fase creativa. Il nostro ruolo è quello di regalare tre minuti e mezzo di felicità a chiunque ascolti una nostra canzone. Quindi, ci sono alcuni singoli pronti, video pronti che usciranno a breve e poi, c'è in lavorazione un album per il prossimo anno, per i primi mesi del prossimo anno, insomma ci sono tante cose che, noi non riusciamo a fermare. Poi, ho passato il testimone ad Andrea mio figlio, che si è innamorato dell'organo Hammond e sta scrivendo brani molto belli.

Dopo tanti anni di attività musicale, ci spieghi qual è il segreto del bellissimo entusiasmo che trapela da questa intervista.
Non c'è nessun segreto: è la consapevolezza di quanto sia importante la responsabilità del mio ruolo. Nella mia vita sono stato abbastanza stupido nel voler essere famoso: e ci sono anche riuscito. E lì però, stupido nel senso che, non che quelli famosi sono stupidi, parlo di me, della mia condizione personale. Quando mi sono reso conto che, raggiunto quello scopo il gioco era finito, perché ormai la partita era finita e bisognava fare qualcosa di importante. E siccome io vengo da una famiglia, dove c'era un grande musicista che era il mio papà, il quale mi ha sempre tenuto con i piedi per terra e ha sempre tenuto l'attenzione sull'importanza dell'insegnare ai bambini la musica, perché è uno strumento meraviglioso per essere felici e per dare felicità.
Quindi, quando arrivi al mio tempo, io sono un veterano della musica, tutte le cose che prima sembravano importanti, quindi, essere interessante, essere conosciuto, essere famoso, riconosciuto, queste cose qua, fanno parte del desiderio di arrivare di un giovane. Adesso, per me tutto ciò è una realtà e quindi, ho la consapevolezza della musica che devo fare per aiutare qualcuno, per far felice gli altri. Ormai la mia velocità operativa è così alta che, quando mi viene un'idea e la realizzo subito, perché l'esperienza negli anni è ormai consolidata.
Poi, non seguo le mode. Io sono convinto che, se vuoi fare qualcosa di bello, non devi seguire una moda: la devi inventare tu. Per esempio, in un mondo musicale come quello di adesso, il vero trasgressivo è quello che fa la musica vera, la musica quella difficile, quella pop italiana, perché, non c'è nessuno adesso, non c'è nessuna casa discografica, raramente trovi la possibilità di uscire con un prodotto, cioè, fatto di vera musica. Noi abbiamo avuto una collaborazione con un'orchestra sinfonica del Liceo di Magenta, abbiamo tante belle collaborazioni tutte fatte con amici e questa mia consapevolezza di poter fare delle cose belle per le nuove generazioni e aprire loro una strada, dando loro il nostro background, questo mi crea un grande entusiasmo. Anche perché, la prima cosa che un insegnante deve fare è trasmettere sì, il suo background, ma in primis seminare e trasmettere il suo entusiasmo e tu l'entusiasmo non lo puoi trasmettere ai giovani, se non l'hai tu.

Hai un suggerimento per i giovani che si approcciano al mondo musicale?
Il mondo musicale ha diverse sfaccettature: se si parla di musica e un giovane vuole veramente arrivare ad essere un artista di valore e fa le cose per il suo pubblico senza danneggiarlo, in primis deve conoscere i codici e analizzarli come si deve, cioè, deve imparare a scrivere e a leggere la musica e soprattutto deve ascoltare tanto. Se un giovane ha in mente di diventare un compositore e un autore, dovrebbe ascoltare tutti, tutti, tutti i dischi di Battisti, compresi gli ultimi come Hegel, che aveva scritto con il poeta paroliere Pasquale Panella, un disco difficilissimo, quasi incomprensibile, ma, Battisti è Battisti. Quindi, ascoltare tanto e poi fate questo gioco: prendete una canzone che vi piace, togliete il testo, mantenete la melodia, scrivete un altro testo, un gioco che poi era l'esame della Siae di una volta per diventare autore. Quindi, ascoltare e studiare, imparare a leggere la musica e imparare a suonare uno strumento e non stancarsi mai di esercitarsi, di diventare estremamente competenti, pensando di riuscire a scrivere dei brani, che facciano emozionare tutti quelli che le ascoltano.

Un domanda che non manca mai nelle mie interviste: hai qualche rimpianto?
No, non ho rimpianti. Tutte le cose che mi sono messo in testa di fare, le ho fatte: giuste o sbagliate che potevano essere, ma, non ho nulla che lascio indietro col desiderio, col rimpianto di non averle fatte. Sono felice ed entusiasta ancora più di quando ero giovane proprio per questo motivo: perché non ho nulla da rimpiangere. E' stata sempre una mia scelta: errori, vittorie, cadute, risalite, ma è sempre stata una mia scelta, per questo non ho rimpianti.

Poiché il progetto è nato in amicizia, come ha ben spiegato nell'intervista Valter Bassani, è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questa produzione. Voci: Remo Zito dei Via Verdi, Cristiano Popi Minellono, Silvia Fusè, Adriano Di Grazia, Jacques di Grazia, Lorenzo Di Grazia, Sara Galli, Gloria Salerio, Dafne Valla, Maria Cristina Loffredo, Jasmine Dell'Acqua, Tea Mandaglio, Patrizia Barbarossa, Ida Bukasila Zola, Mauro Lovati, il Coro Arte e Vita, e il Coro Cuori Grandi di Amakpape. Chitarra acustica: Pino Di Consoli. Chitarra elettrica: Diego Torti. Dj Meccano: Frank Caffarella. Progetto grafico: Alberto Dalfiume. Animazioni in 3d Claudio Mainieri.
Rossella Biasion
