Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Band - VALIUM

Ciao Valium, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Il percorso dei Valium si stende in quasi 12 anni di garage e concerti underground; abbiamo iniziato a suonare quando eravamo sotto i vent’anni, con un’eccezione per Marco, che ne avrà avuti 16 o 17. Nel 2001 mettemmo insieme qualche soldo per l’attrezzatura e registrammo il primo ep allo Zork studio di Salerno; era la fine del periodo d’oro della musica indipendente ma in una città di provincia certe influenze arrivano in ritardo e si protraggono per qualche anno in più. Nascevano le webzine e c’era un’aura di novità attorno a tutto ciò che significasse autoproduzione. Venne un secondo demo pezzi (TNT/I GIORNI DARK) che riscosse, un ottimo favore di pubblico e di critica ed approdammo, nel 2006 a Willy e la teoria della cospirazione, una specie di concept che realizzammo chiudendoci per una settimana nella mitica sala prove di Willy Carusio (il punto di riferimento della musica salernitana al tempo) e che rappresenta la sintesi musicale dei Valium: una strana commistione di iridescenze sixties, il brit rock e una certa vena cantautorale italofona. Partecipammo a molti festival e collezionammo numerose aperture live finchè nel 2009 entrammo in contatto con Alkemist Fanatix, e da lì con Matteo Cantaluppi, il quale mixò La Maledizione Sta Per Arrivare, il primo album con un’etichetta, Warner Chappell, nonché una nuova sintesi tra il pop e il rock’n’roll, definita a suo tempo, da Cristiano Santini: New Beat. IL resto è storia del momento, è uscito Revolution (Cpsr/Andromeda), un disco liberatorio, di cui siamo molto fieri e che stiamo portando in giro per il Sud Italia. Influenze musicali? Le nostre radici nascono negli anni 90 e da li siamo andati indietro, abbiamo ascoltato tantissimo ed ancora divoriamo rock'n'roll 60s, garage-punk, beat e di norma tutto ciò con dentro schitarrate sporche e poco educate. Manteniamo pero' una certa eleganza, siamo dei signori. Come nascono le vostre sonorità? Le nostre sonorità nascono da un rapporto con la musica giornaliero e quasi ossessivo, diciamo che fondamentalmente è l’unica cosa che ci interessa. Per questa ragione è la traduzione totale del nostro modo di essere e della nostra visione del mondo. Ci piace pensare che i dischi dei Valium siano fortemente autentici proprio grazie agli elementi culturali, compositivi e caratteriali che ognuno di noi apporta. Forse quello che fa la davvero differenza è l’approccio al formato canzone, che per le ragioni sopra elencate si discosta molto dai temi classici dell’amore e della disillusione e piuttosto compie ragionamenti e riflessioni, molto spesso estemporanee, delle still life. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Da che punto di vista? ... Economico? Artistico? Carriera? Noi cerchiamo di fare tutto per bene, cioè fare un buon disco, non sputtanato, e suonare molto in giro. E direi che ci stiamo riuscendo. In ogni caso, sempre e comunque è più importante scrivere musica di qualità, roba autentica intendo. I live sono solo un modo per sfogarsi e fare qualche soldo perchè le vendite dei dischi sono in crisi oggi, ma la cosa più importante è fare un disco che ti rappresenti, non che rappresenti gli altri in modo da piacergli. Fare live per molte band è duro soprattutto a livello psicologico, devi sapere che potrai trovare di tutto, e dico di tutto, ma tu devi essere sempre al massimo, fottertene e suonare come se fosse sempre il tuo ultimo concerto. Ho visto più di una band sciogliersi perchè c'era poca gente ai live, e questo è assurdo, non puoi smettere di fare musica perchè non piace agli altri. Devi smettere perchè non piace a te. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L'impatto visivo è molto importante, ma non per forza l'impatto estetico. Puoi trasmettere molto visivamente anche vestito in maniera semplice e trasmettere poco vestito da cornacchia. Sta tutto a quello che c'è nell'involucro. Certo se ti vesti da cornacchia ci sarà molta più gente al tuo concerto ma non sarà li per ascoltarti. Noi cerchiamo di essere noi stessi, ogni tanto ci vestiamo tutti uguali perchè alcuni membri della band hanno il senso estetico di Malgioglio e quindi preferiamo tagliare la testa al toro. Non per altro. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Noi, ci facciamo un mazzo così. Uno di noi lavora nel campo e quindi siamo leggermente avvantaggiati, ma in ogni caso lavoriamo davvero duramente. E' una cosa snervante ed impegnativa, che esula dallo scrivere canzoni e fare concerti. In passato abbiamo collaborato con vari uffici stampa che ci hanno dato una piccola mano, al momento siamo sotto l’ala protettiva di Lunatik, ma di solito curiamo direttamente tutti gli aspetti della promozione e diffusione del nostro lavoro. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Una miseria totale. A parte i talent, Radio Italia e la logica dell’auto comprarsi i dischi per restare in classifica, c’è quello che una volta era l’ underground, oggi il cadavere di un mito anni 90 dilaniato da persone improvvisate. Una corsa alla notorietà che affoga nella rete una serie di tendenze di serie z che pretendono di rappresentare il nuovo che avanza; In pratica una lotta tra poveri che da 20 anni scrivono sempre lo stesso pezzo distorto o lo stesso folk minimale, e che non lesinano nell’ odio per chiunque altro tolga loro il merito di aver venduto 10 dischi in più. Oggi bastano due accordi, qualche tatuaggio e un bel taglio di capelli per invadere la rete. E non dimentichiamo l’amico che fa le recensioni su Rockit, quello che ha le mani in pasta in radio, quello che ha smesso di suonare ma organizza concerti e quindi chiama te perché ti paga molto meno, ma in cambio ti regala un po’ di notorietà. Insomma è tutta una presa per il culo. Di musica seria non se ne fa, da nessuna parte. Però da qualche parte ci sono ancora degli indipendenti, diversi da tutto, che fanno gli assoli di chitarra, che si fanno un mazzo così per cercare contatti, ma che nessuno considera perché non sono nati al posto giusto e nel momento giusto, o meglio” non sono alla moda”. Ma menomale. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Perchè c'è la mafia dell'industria discografica. E' semplice. Se non dai scelta alla massa questa continuerà ad ascoltare sempre le stesse cose. E lo scopo è proprio quello: creare dei mantra ipnotici in radio che ti portano sempre allo stesso ascolto, all'annullamento dello spirito critico, in modo da poter poi vendere facilmente qualsiasi immondizia all'utente finale che si ritroverà a cantare una canzone che ha ascoltato cento volte in radio anche se non gli piace. E dunque perchè investire sul nuovo? Sono sempre i soliti zombieartisti che vengono spinti perchè sono già nel giro, e quindi portano soldi. Ma li portano perchè sono nel giro, non perchè sono bravi. Esistono dei circoli viziosi studiati a tavolino che tagliano fuori il nuovo. Una soluzione? Costringere i network con un legge a passare il 50% di musica emergente. Troppo difficile. Proprio qualche giorno fa uno dei deejay più pagati di Italia ha dimostrato interesse per 'Io Sono Un Punk', il nostro ultimo singolo. Gli ho detto 'beh, passacela in radio!', lui mi risponde 'se dovessi passare tutti quelli che me lo chiedono come farei?', beh, allora non sei un deejay, sei un impiegato. Un deejay passa quello che gli piace, o no? Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Mai. I talent non rispettano nessuna logica artistica reale. C’è una cosa che si chiama “ispirazione”, che non può e non deve essere insegnata. La cosa triste è che la gente li guarda, gente che magari una volta ascoltava i Pink Floyd e adesso compra i dischi di Emma, che ci mette 6 mesi ad imparare ad eseguire le parti vocali di una canzone, mentre una band in 6 mesi registra 6 dischi. Che brutta fine che abbiamo fatto. Davvero. Marco ha avuto una proposta per un talent qualche settimana fa, penso che abbia risposto in maniera molto più educata di quanto si meritassero. Dai , non scherziamo. Rapporto con i fan? I fan sono degli stronzi. No scherzo… I fan sono volubili, ecco. In realtà c'è troppa roba in rete e la gente viene distratta da troppe cose, quindi ci troviamo ad avere una bella fetta di fan dell'ultim'ora che ovviamente va sempre bene, e poi i nostri adorati supporters, le persone speciali che dopo un concerto con 2 parole riescono a farti capire che hanno colto quello che pensi del mondo ed hanno esattamente capito quello che volevi dire, molto più di qualsiasi critico indie. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Mah onestamente dipende da che tipo sei. Se sei vittima dei sogni di gloria finisci, mai come in questi anni, rovinosamente sull’asfalto di un marciapiede. Il concetto di wonderland popolata da Dèi dorati è ormai lontano anni luce dalla realtà. Viviamo nella nostalgia di un mondo che non c’è più e scriviamo canzoni per dimenticarci che siamo nati almeno 20 anni dopo. Però diciamo che molto spesso ci riusciamo, e quindi direi più soddisfazioni. Credete nella discografia Italiana? No. Ma il problema non è la discografia intesa come Majors, quella è sempre stata il ricettacolo dei disperati che si fanno scrivere le canzoni e vanno sui palchi con gli strumenti staccati per fare scena. Il problema più grande oggi è nella piccola discografia che si sta involvendo, che è disseminata di personaggi semi-hipsters e parolai che seguono le mode e ascoltano tutto ciò che non ha a che fare con la musica e l'ispirazione, ma solo con: 'figa sta song', 'fighi questi qui vestiti da benzinai che parlano delle loro unghie dei piedi'. Non so se mi sono spiegato. Sogni nel cassetto? Scrivere una colonna sonora. Abbiamo sempre pensato che un album non debbaessere semplicemente un disco ma qualcosa di più. Poi chiaramente ci sono tremila altre cose, come ad esempio una rivoluzione degli indipendenti. Oppure una rolls royce. Progetti futuri ed aspettative? I progetti immediati sono quelli di finire la prima parte del tour, girare un nuovo video e buttarci a capofitto nelle date estive. Il prossimo autunno poi ci dedicheremo al nord Italia e magari troveremo il tempo per scrivere un nuovo disco, o un ep. Seguiteci, la rivoluzione è appena iniziata! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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