Progetto Almax

15112015

2013 Aprile -"BIG" Band - MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO

I poeti maledetti? bleah! La finta rabbia, la finta bava, la finta sbornia, le finte frecce. Tutto finto o tutto vero, chi si conforma pure dall'altro lato, quello alternativo, per sembrare più alternativo. La risposta a tutto questo è: IL MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO la soluzione all'inconveniente di essere nati. Nati in questo mare di mezzibusti scolpiti per questo o quest'altro mito inventato dall'industria del cinema americano. I quattro da Lanciano (CH), una piangente cittadina medievale, hanno indossato le vesti del giullare per ridere e sputare! Si fracassano in un incidente d'auto, fanno due conti con il dolore e l'inefficienza degli ospedali italiani e si rendono conto, semmai non fosse abbastanza, che così non va, che si sono stancati. Ma lo sbuffo più grande, più totale, il più annoiato "AUFF!!" del loro disco d'esordio che li ha portati a suonare in tutt’Italia - compreso Berlino e lo Sziget festival di Budapest - è diretto verso di loro = Questi maledetti, che siano maledetti! Prima di produrre il disco con MArteLabel hanno vinto numerosi premi: Italia Wave, Primo Maggio Tutto l’Anno, Il Rock è Tratto, UPLOAD di Bolzano, alla cui direzione c'è il Sig. Cristiano Godano dei Marlene. Nel 2010 vincono il “Premio produzione al festival MArteLive ” ed entrano quindi nel roster dell'etichetta MArteLabel. L’anno seguente inizieranno le registrazioni del primo album sotto la direzione artistica di Manuele MAX STIRNER Fusaroli, ed ora, sono disposti a disboscare le montagne, con il taglio della mano. Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Luca Di Bucchianico (basso) e Nicola Ceroli (batteria). Dicono dei MaDe DoPo: “La band è vorace: nei suoni, nei testi e nell’intensità che mette sul palco. Era tanto che non si sentiva niente di così prepotentemente provocatorio ma intelligente e, contemporaneamente, facile da ascoltare. Auff!! è stipato di pezzi forti, coi ritornelli che funzionano come nella migliore musica popolare. Che qui ha la forma del punk-funk: chitarre quadrate, batteria secca e (moderati) inserti elettronici. Il modo di prendere in giro tutto e tutti, con arguzia e con una giusta dose di violenza […]” (Luca Valtorta - dir. di XL – su IL VENERDì di Repubblica) “Una delle novità più frizzanti e autentiche emerse dal panorama nazionale da un bel po’ di tempo in qua, con tutto quel che occorre – physique du role e presenza scenica compresi – per crescere moltissimo in termini di spessore artistico e di audience. […] noi puntiamo su di loro”. (Federico Guglielmi – IL MUCCHIO) "Schizofrenici, irrequieti, fanno della particolarità un credo religioso [...] E' la strada che porta diritti al piacere, incontrollato e senza regole, analgesico per lenire il dolore, dopo essere passati dal pronto soccorso dell'adolescenza [...] La band strangola qualsiasi cosa si possa definire futuro e speranza" (Michele Chisena – XL DI REPUBBLICA) "Schizofrenici, irrequieti, fanno della particolarità un credo religioso [...] E' la strada che porta diritti al piacere, incontrollato e senza regole, analgesico per lenire il dolore, dopo essere passati dal pronto soccorso dell'adolescenza [...] La band strangola qualsiasi cosa si possa definire futuro e speranza" . (Michele Chisena – XL LA REPUBBLICA) "…il progetto è molto valido, nei testi, nel sound, nell’immagine, soprattutto funzionano perché hanno un chiaro concetto di base. Si sono meritatamente guadagnati uno spazio nella scena musicale con irriverenza e senza chiedere il permesso". (Marica Ciavarella – STORDISCO) "Una surgery in cui racchiudono urgenza comunicativa, raffinati songwriting, poesia metropolitana decadente e sonorità all'incrocio tra Teatro degli Orrori, il periodo declamativo dei CCCP (vedi Norman) e un gusto per l'idie contemporaneo anglosassone." (Domenico Mungo – RUMORE) "...il sottoscritto si sente di consigliare vivamente l’ascolto di questo album e, in attesa di vedere il Management dal vivo, promuove a pieni voti." (Salvatore Schinello - RADIO BOMBAY) "Un disco modernissimo, scoppiettante e dinamico, che dall'imbattibile moniker e da un artwork vietato ai minori inizia a seminare il panico alimentando, con olio marcio e bollente, lo stomaco già devastato dell'ascoltatore [...] il muro difensivo di una sezione ritmica tra le meno battute del campionato italiano". (Orazio Martino - OSSERVATORI ESTERNI) "La band, senza nessun timore reverenziale nei confronti di passato e presente, propone una versione mesmerizzante del cantautorato d'autore uccidendo i germi della contemporaneità con la carica dell'elettricità". (Matteo Ceschi - MUSICA & DISCHI) "Auff!! è una bomba ad orologeria [...] Parole che rimangono incise nella zona franca fra l'anima e le ossa o che colpiscono, ed è questo uno degli aspetti più riusciti di tutta l'operazione [...] Un disco senza difetti". (Piergiorgio Pardo - BLOW UP) “Il giovane quartetto abruzzese spalanca il sipario sulle contraddizioni e debolezze umane, sbattendole in faccia con foga teatrale priva di manierismi, puntellando i testi declamatori e dissacranti di spigolature wave e precise ritmiche angolari…” (Luca Minutolo – FUORI DAL MUCCHIO) “Riescono a unire il punk, alcuni tratti del cantautorato di denuncia e un'ironia dissacrante di straordinario impatto” (Alessio Gallorini - ONDALTERNATIVA) "Fa strano perchè questi ragazzi abruzzesi cavalcano i loro tormenti provinciali con la dirompente forza di chi ha in pugno un teatro gremito di gioventù sonica" (Manuel Graziani - RUMORE) “... una delle più belle e interessanti novità del nostro panorama. C’è dentro l’apocalisse di parole declamate con sarcasmo, rabbia e sofferenza, chitarre in un misto di grezzume punk e freschezza indie, liriche capaci di colpire dritto al cuore anche senza passare per la via più diretta...” (Fabio Gallato – IMPATTO SONORO) “E' una crisi profonda, quasi da bava alla bocca, ma intelligente. Questi ragazzi celebrano il "punk celebrale", da pogare con il dizionario in mano o quantomeno con un'espressione meditativa e crucciata...” (Josè Leaci - SALTINARIA) “Intelligentissimo progetto concettuale che assembla CCCP, rock’n'roll, il punk sozzo dei vicoli londinesi post-Sex Pistols, i due generi sopracitati, un certo cantautorato colto (Tenco piuttosto che Battiato) ma soprattutto una dirompente forza d’urto nei testi. Band giovane. Ma non sembra. Il frontman è un’attrazione pura. Prova a volare con le sue alucce d’angelo, urla, si dimena, ispirato, prende a pugni l’aria, mentre scorrono idealmente le immagini di guerre, lobotomie moderne, aborti, morti, piccole e grandi apocalissi del nostro tempo. Piacciono. Convincono!” Emanuele Tamagnini – NERDS ATTACK) “L'interpretazione della fantasia in musica, chitarre acide che incidono indelebili solchi nel cervello, la mia fuga dalla realtà diventa imminente. Live in Punkow non è poi cosi lontano. Vive. Tutto diventa strano, corrosivo, il momento della ribalta che esce allo scoperto, il sangue rosso fuoco dentro le stanche vene” (Riccardo Merolli - ROCKAMBULA). 

Ciao Luca (Management del dolore post-operatorio), vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso Artistico? Ci stupendiamo, ci siamo sempre stupendati, tutto qui. Abbiamo cercato di vivere ogni giorno nello stupore, spesso senza riuscirci. Ma la vita, si sa, non è mica facile! Quali sono le influenze musicali? Risposta standard = ci siamo fatti influenzare da tutti e poi abbiamo preso l'antibiotico. Come nascono vostre sonorità? Proviamo e riproviamo. Qualche scienziato ha detto che per inventare qualcosa bisogna provare e riprovare, fino all'infinito. Bisogna farsi un culo così. La genialità è solo una piccola parte di questa fortuna. Resta da chiarire che non siamo dei geni e che non abbiamo inventato niente. Registrare un disco non è facile ed è una esperienza meravigliosa. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? E'abbastanza palese che un pessimo gruppo possa fare un ottimo disco (aiutato da qualcuno che sappia fare il proprio lavoro), ma è impensabile che un gruppo di merda possa fare un buon live. Inoltre, la parte più incredibile della musica è condividere l'energia con il pubblico. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L'aspetto estetico è importante, quasi come i suoni e le parole. Un vestito, un trucco, un gesto, un 'espressione, il corpo ha un linguaggio ben chiaro, non c'è bisogno di frequentare una scuola di teatro per saperlo. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? La nostra etichetta, la Martelabel, insieme a tanta gente che ci segue. Inoltre, i primi a sponsorizzarti, sono le persone che ci stimano. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Ogni artista fa ciò che vuole, ogni artista suona la musica che si merita. Inoltre, ogni fan ascolta la musica che si merita. E' normale che ci siano personaggi che fanno pessima musica, come è normale che ci sia pubblico con cattivo gusto. Ognuno suona e ascolta ciò che più lo aggrada. Ma è certo che la pessima musica è per l'anima, quello che è il McDonald per il corpo. Mai fatto provini in qualche Talent show? Spesso abbiamo pensato di entrare in un talent show per cagare sul palco in prima serata, ma non ci siamo mai convinti pienamente. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Per quanto riguarda gli esordienti lo spazio ci sarebbe, il problema è che i giovani alla prima sconfitta tornano a chiedere un posto di lavoro all'amico di papà, mentre la musica, come la vita, è fatta di tante sberle, quelle che poi devi rappresentare quando sali su di un palco. Rapporto con i fan? Troppo spesso gli artisti vogliono porsi al di sopra del proprio pubblico. Quando eravamo più giovani abbiamo avuto anche noi, per un breve periodo, questa velleità. Credo che tra il gruppo ed il pubblico si crei una specie di circuito, un circuito elettrico. L'energia va e torna, gira e rigira, finchè c'è questo legame tra sotto e sopra il palco. Se gli artisti invece creano un distacco, l'energia non si muove, ognuno si tiene la sua. Quella non è musica, quella è politica. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? La più grande soddisfazione che abbiamo è fare della nostra passione la nostra vita. Noi siamo questo, punto. Non avremo mai una delusione, non esiste sconfitta, quando si inseguono i propri sogni. Credete nella discografia Italiana? Noi crediamo solo in noi stessi, la discografia italiana faccia quello che vuole. Sogni nel cassetto? Avere sempre questa urgenza, questo fuoco nello stomaco. Da noi si dice "il pepe nel culo". Come avete reagito alla censura del vostro brano "Pornobisogno"? Non abbiamo fatto niente. Non ci fermeranno mica censurando un video! Anzi, una cosa l'abbiamo fatta = l'abbiamo messo su vimeo. Quando siete stati paragonati al Teatro degli orrori vi siete invece definiti più un Teatro degli errori, è ancora così? Era un gioco di parole, come quello da noi stessi coniato "Capovilla-Claudio Villa". Ma è solo un modo per provocare i giornalisti, più che provocare un gruppo verso il quale abbiamo una profonda stima, ma al quale non riteniamo minimamente di somigliare. Progetti futuri ed aspettative? Un disco nuovo, tanti concerti, uno spettacolo teatrale. Non aspettiamo niente, gli corriamo incontro. Ci fate un saluto a vostro modo per Almax Magazine? Evviva evviva. Il MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO vi ringrazia e vi grida = venite in faccia alla vita! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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