Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - "BIG" Band - CRISTIANO GODANO Marlene Kunz

Cristiano Godano sale sul palco del Mr. Muzik Off di Modena. Il frontman e autore dei testi dei Marlene Kuntz si è raccontato al pubblico:“attore,docente, direttore artistico, scrittore, blogger” sono solo alcune delle sfumature della sua personalità. In questo contesto non poteva però mancare la musica, suo primo “amore”. Cristiano Godano si è esibito in un  mini set acustico di quattro brani:*Notte*Danza*L'Artista*Musa ripercorrendo in suoni e canzoni la carriera con i MK Iniziano a Cuneo le registrazioni del loro nuovo album del quale scrivono su Fb: ”Oggi... Sì, proprio oggi… Oggi, 16/4/2013 A Cuneo: Sì, oggi. iniziano a Cuneo le registrazioni del nostro nuovo disco. Ce lo produrremo noi al Modulo Recording Studio, nostro luogo di riferimento da molti anni, e nostra sala prove in esso annessa. Troveremo senz'altro modo di ragguagliarvi passo passo, con nostra e vostra divertita partecipazione nonché seriosa e finanche appassionata o un po' cialtrona, se ne avremo voglia. Fine del primo messaggio, con troppi "nostro e nostra", e un "vostra". Domani vi diremo che ieri (cioè oggi) abbiamo iniziato il nostro (ancora...) nuovo disco, che poi sarebbe, è, sarà il nono e dopo domani si vedrà se dirvi che ieri, cioè domani, vi avevamo già avvisato che proprio oggi (cioè ora che state leggendo queste parole) si incominciava buon lavoro a noi e buona attesa a voi. Ps: quelli che vorranno dirci "E non fate cazzate, vi vogliamo come i primi tre dischi" eccetera, con toni più o meno galanti o... coloriti... ce lo dicano pure. Tanto noi si fa più o meno quel che si vuole” *Marlene Kuntz*. Continua: “Nuovo disco dei Marlene Kunz: Ieri vi avevamo avvisati che oggi avremmo ribattuto la notizia. Ri-eccola dunque: siamo entrati in studio per l'inizio delle registrazioni del nostro nono disco. Lo lavoreremo noi tre, lo sviscereremo, lo spremeremo, lo pregusteremo. Ovvero lo produrremo. E poi ve lo daremo. Volete il titolo? Non ce l'abbiamo ancora (e mancano ancora due testi...) Augh *Marlene Kuntz*. E noi di Almax Magazine da bravi fans di Cristiano Godano e dei MK rimaniamo in trepidante attesa dell’uscita del loro nono album di cui purtroppo non siamo riusciti a scoprire nessun particolare arcano, Il fascino del mistero del resto ha sempre il suo perché !!! – Alessia  Marani – Almax. 

Ciao Cristiano, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. La prima curiosità è logicamente inerente al vostro nuovo cd in uscita, cosa puoi anticipare? Abbiamo iniziato a registrarlo due giorni fa ufficialmente e lo abbiamo proprio bandierato ai quattro venti di internet, quindi, siamo agli inizi ma posso dire di essere soddisfatto. E’ un disco che non so… penso e credo sia un ottimo disco e siamo tutti molto contenti. C’è stato un “PS” di punzecchiamento nei riguardi dei fans più conservatori su FB. Cambierà qualche sonorità? Si, “Catartica” è uscito vent’anni fa con le prime cose nostre e fino al terzo disco bisogna tornare a ritroso di quindici anni e quindici anni sono molto tempo. Ci sono persone che da almeno quindici anni continuano a dirci che non siamo più quelli di una volta. Su questo fatto non so che dire, ci riflettevo proprio oggi trovandolo un atteggiamento curioso. Forse da un certo punto di vista dovrei quasi sentirmi orgoglioso di verificare che c’è gente che dopo vent’anni è ancora ad aspettare che noi si ritorni come vent’anni fa. Forse è un valore positivo. Indubbiamente è anche vero che sono quindici anni (considerando quei tre dischi) che c’è un sacco di gente che ancora continua a stressarci con questa storia non rendendosi conto e non riuscendo ad accettare il fatto di un cambio di stile nel fare musica. E’ proprio quel cambio stile che vogliamo che si ascolti e si ascolti bene o si ascolti meglio… ma se l’ascolto non aggrada, allora, si ascolti altro. Non siete i soli a riscontrare questo problema purtroppo. Si, lo so benissimo, adesso noto che un buon bersaglio sono diventati “Il Teatro degli orrori” ad esempio. Già nel mondo, quello fighetto, pare si siano già “sputtanati” ed è molto curioso. Cioè, vedere una band come “Il Teatro degli orrori” dal vivo e dire che sono “sputtanati” secondo me significa veramente che c’è “chi vive su Marte” e “chi vive su Venere”, insomma, mondi completamente differenti. E’ ridicola questa cosa. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti e alla musica alternativa in Italia? Questo è un discorso veramente molto complesso, intanto bisogna contestualizzare il periodo storico di crisi, una crisi economica nostra quanto Europea, di tutti, quindi non ci sono più soldi o ce ne sono di meno, etc. (ed ecco già un primo problema) poi, il problema peggiorativo è che siamo Italiani ed io sempre più mi rendo conto che siamo un Paese davvero molto poco interessato (nella fattispecie mia e di mia competenza) alla musica non commerciale quindi rock da tutti i punti di vista, da tutte le sfaccettature possibili. Non siamo un Paese rockettaro ma proprio come cultura. E’ evidente che l’underground c’è ma mi ripeto: C’è gente che si permette di dire che “Il Teatro degli orrori” è sputtanato e che non rendono per niente dal vivo, però stiamo parlando di niente perché i numeri ci sono. L’underground quando si rintana in questo tipo di autorefenzialità purtroppo tende a prendere questa piega… e lo dico da persona che c’è passata, perché quando ero pischellino e più giovane, anch’io ero esattamente così… però devo dire che a differenza di certe persone ho sempre sperato che i miei beniamini fossero famosi in tutto il mondo. Per dire che, io, se “Nik Cave” lo amassero anche le massaie sarei anche contento finchè fa le cose che mi piacciono, quindi non ho un problema di gelosia o di esclusività nei riguardi di chi mi piace, invece noto che è veramente un problema di molti quello che “appena un gruppo varca una soglia” diventa sputtanato. Questo succede un po’ ovunque nel mondo però in Italia un po’ di più ed è una cosa peggiorativa tra le tante cose peggiorative. Quindi le cose in Italia è evidente che stiano andando veramente molto male e riprendendo da questo punto il discorso degli spazi… penso che sia una logica conseguenza di un disastro in atto. Sei un artista a tutto tondo e a Sanremo hai dettato con cantanti internazionali del calibro di Patty Smith, di Skin e tanti altri. Quante emozioni si provano ad essere Cristiano Godano? Si, certamente queste sono grandi emozioni ma fortunatamente io vivo un sacco di emozioni importanti, io mi emoziono anche quando un pezzo dei MK è figo, mentre lo stiamo facendo nuovo e ci piace. L’emozione della creazione artistica, finchè io sento di avere creatività, quella non me la potrà mai togliere proprio nessuno. Finchè avrò la possibilità di fare il musicista e finchè sentirò che quello che sto facendo non è da rincoglioniti ma anzi una genialità creativa e propositiva già mi procura un sacco di emozioni importanti, io non ho il problema di emozionarmi. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco, è importante a tuo avviso? Si, sicuramente si, l’Italia è un paese stordito anche da questo punto di vista perché qui c’è ancora il problema che se un cantante comincia ad avere un certo tipo di riscontro (sempre proveniente dall’underground) vuol dire che se la tira. Questo problema in Inghilterra ed in America non esiste, fa anzi parte del gioco tirarsela “se si tratta di tirarsela” a parte il fatto che i MK non se la tirano… ma anche se fosse vero e non è vero, ma mettiamo che fosse vero, in ogni caso, è un falso problema, ma che c’entra... gli inglesi vanno tutti a vedere quelli che “SE LA TIRANO” sul palco… cioè, forse gli “Oasis” non se la tiravano? Io ho visto un concerto dei “Primal Scream” che non mi piacque proprio per niente, tanto tanto tanto tempo fa, ma erano una posa unica sul palco. Il Rock n’ Roll è questa roba qua: andare sul palco a fare il figo. Qui se vai sul palco a fare il figo come ulteriore elemento di rottura di coglioni è che ci sono gli stronzetti che vengono appositamente per accusarti che te la tiri, in realtà questa è tutta invidia, e l’invidia non porta da nessuna parte, siamo già un paese in difficoltà. Posto che a certe persone interessi il destino del Rock Italiano, cosa della quale francamente dubito, perché in realtà tutte queste persone che criticano non sono assolutamente interessate al Rock Italiano, sono interessati al Rock Internazionale, a far vedere che hanno ascoltato la cosa più strana e va bene così… però se le cose sono queste ripeto:”Dividiamoci, molto serenamente, non rompete i coglioni, noi faremo quello che ci sentiamo di fare e voi farete quello che vi andrà di fare”. Stop. Tu hai un po’ l’aria della persona solitaria a cui piace rimanere in disparte. Ma sai, stare in disparte o essere una persona dall’aria solitaria non significa tirarsela, potrebbe invece riguardare un’introversione, molte cose… a parte che non credo di essere più così introverso perché la vita mi ha permesso di tirare fuori la parte più estroversa di me e sono molto felice di questo. Il rapporto con i tuoi fans quindi non sempre è sano ma talvolta è conflittuale? Io ho avuto un po’ di conflittualità con un certo tipo di mondo, però devo dire che ho l’impressione di non aver mai saputo veramente interpretare le cose in un certo modo, forse alla fin fine in quel posto che si chiama internet… non tutti vanno… vanno forse soltanto le persone con qualche problema sociale con grande probabilità e che hanno proprio bisogno di diventare protagonisti lì dentro, però c’è un sacco di gente che non entra in internet, in maggioranza silenziosa se così vogliamo chiamarla che invece esiste. Ma è una riflessione che facevo anche pochi giorni fa. Secondo me internet sta proprio condizionando un sacco di gente ed anche i politici a mio avviso vengono condizionati dalle reazioni delle persone in rete e credo che ci siano anche dei risvolti negativi, perché a volte, sarebbe davvero meglio non sentire quello che è il chiacchiericcio della rete perché rischia di condizionarti quando veramente non ne vale la pena. Il protagonismo della rete è una chimera a mio parere e se tutti hanno bisogno di sentirsi protagonisti “PREGO ACCOMODATEVI” però c’è solamente tanto caos e non c’è la democrazia che molti sperano di trovare in internet. La gente dovrebbe ricordarsi che i veri ricchi del pianeta sono: “Il Sig. Google”, “Il Sig. Facebook” e gente che spiandoci sta facendo un sacco di soldi con i nostri click, quindi siamo tutti controllati da loro. Qualsiasi nostro movimento è finalizzato alle loro vendite. Non è così libera come si vuol far credere la situazione. Sei contrario al progresso? No, io personalmente se devo dirti… non sono assolutamente contrario al progresso, per quanto mi riguarda internet è un luogo fantastico prima di tutto però porta con sé dei problemi e credo che nella storia dell’umanità, qualsiasi progresso in avanti, quando si è definitivamente impiantato nel contesto sociale è accaduto passando attraverso gli aspetti positivi e quelli negativi. Ci sono anche gli aspetti negativi. Io personalmente, per quanto mi riguarda, preferivo di gran lunga quando il musicista era un’entità misteriosa e non facilmente raggiungibile. Quando io vedevo i miei beniamini una volta all’anno o ogni anno e mezzo da vivo e nel frattempo non sapevo che cosa stessero facendo, quindi senza sapere nemmeno se avevano cambiato il taglio di capelli, se il look era diverso, invece oggi i musicisti hanno bisogno di esserci sempre in internet perché se non ci sei Muori. Questo eccesso di visibilità d’offerta però determina una caduta totale di carisma. Questi discorsi se dovessi però farli ad un ragazzino parlando e descrivendo di come per me era tutto più bello prima non mi capirebbe. Ora con internet sappiamo quasi tutto, ora c’è gente che ha perso il controllo nel momento in cui si è aggiunto anche twitter (si dice twitter?) Si. (Ridiamo) Gente che racconta quello che gli succede ora dopo ora, cioè, un tipo di voyeurismo che non credo potrà continuare ancora per molto, però ci sono personaggi dello spettacolo di vario tipo che veramente hanno sentito il bisogno ogni mezz’ora di comunicarci che stavano facendo qualcosa piuttosto che un’altra. E’ veramente l’opposto di quello che vorrei che fosse. Io preferisco il senso del mistero e non il disvelamento di tutto perché l’umanità desidera cose nuove e quando noi queste cose ce le abbiamo sempre e tutte sotto agli occhi, inevitabilmente, ci stufiamo. Tu ti senti più un musicista e un cantante o un poeta? Nel senso: preferisci scrivere i testi o cantarli? Ma sai, mi danno entrambe particolari soddisfazioni nel momento in cui sono contento di quello che sto facendo. Premetto una cosa: Io non accetto l’idea di essere un poeta per milioni di motivi. Diciamo che sono un tipo poetico e c’è una bella differenza. Ho delle qualità nella mia scrittura, dei testi di canzone che mi avvicinano ai modi della poesia però la poesia è una cosa mentre il testo di una canzone per me è un’altra. In ogni caso per me è abbastanza chiaro il testo di una canzone è un testo di una canzone mentre la poesia è un’altra cosa. Progetti futuri? Fare il musicista nella vita, sempre. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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