Progetto Almax

15112015

2013 Aprile -Talent Show "The Voice" - TIMOTHY CAVICCHINI

"Timothy Cavicchini, ventotto anni, di Verona. Ha il rock nel sangue e l'anima ribelle. Suona in un gruppo come front man e gira l'Italia per esibirsi nei locali. “Sweet child o'mine” dei Guns'n'Roses è il brano che ha scelto per la Blind Audition".

Ciao Timothy, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Sappiamo che sei un cantante professionista da diversi anni. Come ti sei avvicinato alla musica? Ci racconti il tuo percorso?Ho iniziato fin da bimbo con corsi di pianoforte presso il comune di Bagnolo S. Vito (Mn), successivamente mi sono iscritto al Conservatorio di Mantova. Le prime esperienze canore risalgono agli anni con la mia prima band (AenneDi), eseguivamo brani originali, in contemporanea continuavo lo studio del pianoforte. Poco dopo, mi sono appassionato ad un nuovo progetto di cover (Skorbutiko), con amici e fratelli di vita e di rock e ho capito che il palco è il mio posto. Magicamente, sono stato proprio allora contattato dalla band Ostetrika Gamberini, che mi ha proposto il ruolo di frontman, dandomi così l’opportunità di imparare a padroneggiare la scena, e soprattutto, di vivere di sola musica. La tua voce ruvida, perfetta per il genere che interpreti, spesso prende quota ricordando le sonorità di un Marshall in saturazione. Quanto tempo dedichi allo studio del canto, per avere un simile controllo della tua potenza? Ho studiato la corretta respirazione dalla mia insegnante Rosa Gecchele, noto soprano; per il resto mi lascio molto trasportare dalle emozioni. Pur essendo abile e preparato, vieni spesso considerato anche per il tuo fascino. Ritieni l’avvenenza possa essere un valore aggiunto alla bravura? Non posso negarlo. Considera che siamo in Italia e la musica è trattata con molta superficialità, per cui essere attraente è sicuramente un valore aggiunto. Esiste un "rocker" che consideri un punto di riferimento? Eddie Wedder, Dave Grohl, Chris Cornell. Cantanti rock non necessariamente dannati sono le mie voci di riferimento. Recentemente hai dichiarato a “Vanity fair” che in di Italia manchino voci maschili significative. Da cosa può dipendere, secondo te? Mancanza di autori, occasioni o semplicemente di talento? Nulla di tutto questo. Secondo me, siamo purtroppo dominati dalla tendenza di conformarci agli stili del momento: voglio dire, da quando spopola il funky pop reprise “alla Timberlake”, assistiamo a numerosi tentativi di cantare impostando la voce secondo quella modalità. Tra gli interpreti più giovani, stimo infinitamente Cremonini e Ferro, cantanti dalla personalità forte. La recente esperienza a “The Voice” ti ha regalato popolarità. Che altro porterai con te di quel periodo? Porterò tutto. L’esperienza con Piero Pelù, con Gaudi, il sapermi ed il dovermi confrontare con musicisti esperti ha creato ancora più materia da plasmare, ancora più voglia di creare, ancora più desiderio di uscire, di farmi sentire. Il tuo singolo. “A fuoco” , lanciato nel corso del programma televisivo al quale hai partecipato (complimenti per l’ottimo secondo posto, anche se a mio avviso avresti meritato la vittoria) sta già diventando una hit. Ti piace cantare in italiano o preferisci l’inglese? Ti dirò di più. Canto solo in inglese da anni, ma sono in Italia e canterò anche in italiano, penso si possa fare dell’ ottimo Rock ugualmente: Litfiba, Timoria e Negrita insegnano. Un tuo sogno nel cassetto? Vorrei due figli da Angela con i quali condividere la mia vita. Vuoi parlarci dei tuoi progetti futuri? Sono imminenti, direi, più che futuri. Stiamo già lavorando al video di: “A Fuoco” e a breve uscirà il mio nuovo mini album. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Martina Galvani]  

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