Progetto Almax

15112015

2013 Giugno - Musicista - ANTONIO RIPA

"Compositore, Bassista,Chitarrista,Pianista" Antonio Ripa, nasce a Taranto il 12–01–1973 , cresce la sua passione per la musica dall’età di 8 anni e mezzo , il primo strumento su cui egli ha messo le mani fu il pianoforte, successivamente volendo ampliare la sua conoscenza nel linguaggio degli strumenti studiò chitarra. Un bel giorno , Venerdì 01-07-1988 al seguito di concerti dei suoi idoli “Litfiba” rimase del tutto ipnotizzato dal suono del basso del grande “ Gianni Maroccolo “ . Da quel momento si appassiono alla sonorità del basso, a da quel momento divenne lo strumento primario nella sua vita. Ex bassista dei Visionary Flowers con cui ha aperto vari live di grandi band a livello europeo come Planet Funck, portando avanti un progetto di musica dark wave anni 80. Attuale bassista dei Mr.Tramp, LeModalitàProvisorie, Amper, Oggi Antonio Ripa ha un esperienza di 27 anni al basso, compone, arrangia brani a diversi artisti italiani. Attualmente impegnato in diversi progetti musicali.

Ciao Antonio, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il tuo percorso artistico? Io ho cominciato a suonare all'età di 8 anni e mezzo dove il primo strumento su cui ho poggiato le mani è stato il pianoforte poi successivamente dopo aver incontrato tutto il movimento  new wawe, dark wawe inglese ed Italiano sentivo che il mio orecchio era colpito dalle sonorità del basso quindi il mio secondo passaggio è stato dal pianoforte verso la chitarra e dalla chitarra verso il basso che seguivo di più in ogni canzone e che adesso è diventato il mio strumento primario. In quel periodo si iniziavano a formare i primi gruppetti di cover band di amici ed abbiamo iniziato a suonare all'età di 13 anni dove portavamo avanti progetti di musica, coverband di tutta la cerchia “dark” esistente in quel periodo degli anni 80. Poi concentrandoci sulla dark wawe Italiana avevamo i nostri idoli come i mitici Litfiba dai quali io ho continuato a coltivare e prendere ispirazione, soprattutto dal loro bassista Gianni Maroccolo. A seguire siamo andati avanti iniziando a prendere il discorso sempre più seriamente e cominciando a formare qualche coverband più solida come i Visionary Flowers con cui abbiamo girato più luoghi aprendo diversi concerti di band di settore molto elevato come quello dei Planet Funck. Abbiamo davvero girato per diversi grandi locali ed ho cominciato ad entrare sempre più nel meccanismo e a collaborare in diversi progetti di coverband ad esempio con una coverband ufficiale dei Supertramp, unica in Italia: Mr.Tramp. Attualmente milito nella coverband: Lemodalitàprovvisorie di cui faccio parte anche nell’attuale, portando avanti sempre progetti a partire dagli anni ’80 ad arrivare alle sonorità di oggi.  Ci sono stati anche progetti più inediti come quelli con gli Amper. Abbiamo registrato nove brani con Valerio Maglietta e In occasione del singolo “Poi torni qui” abbiamo avuto anche il piacere di collaborare con Davide Tagliapietra (il chitarrista di Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Eros Ramazzotti, etc). Attualmente progetti sto collaborando della coproduzione di “Vdb23/Nulla è andato perso”, la nuova opera prodotta da Gianni Maroccolo e  Claudio Rocchi, persone di cui io nutro grandissima stima. Il mercato discografico in Italia non permette molte cose, quindi bisogna lavorare ancora tantissimo nonostante tutta l'esperienza e gli anni di elaborazioni sonore fra le quali raccolgo tanti inediti che è possibile ascoltare anche su you tube di cui lascio il link del mio canale you tube. Qua Sarà possibile trovare composizioni mie personali dove compongo il suono di ogni singolo strumento in modo individuale. Presto un mio sito su Progetto Almax e insomma per noi artisti è sempre tutto in cantiere. Per quanto mi riguarda sono abbastanza noto a livello nazionale Europeo perché ho avuto modo di incontrare grandi artisti, con i quali si è scambiato idee, consigli tecnici di alto livello etc. Oggi, in Italia è difficile anche per i celebri mantenere un regime di alto livello. Ci sono tanti artisti, anche noti, che però sono ancora sul baratro o fermi in collaborazioni sporadiche, periodiche e mai fisse. Anche i più grandi hanno delle difficoltà e noi,  diciamo, che nel nostro piccolo pur avendo meno notorietà riusciamo ad andare avanti con le nostre capacità. A mio avviso è sempre producente venirsi incontro. Del resto oggi si fa fatica a crescere senza l'accompagnamento di un grande nome di riferimento già avviato nel mondo dello spettacolo. Ad aggravare la già critica situazione sono approdati questi reality show e sappiamo che ora tutto il mondo delle spettacolo ed il mercato musicale si è voltato verso questi ultimi. Noi indipendenti sappiamo benissimo come funziona.Bisogna lottare perché è davvero un mondo difficile quello della musica o almeno per chi come me ha il desiderio e l’aspirazione di farla in modo serio e soprattutto con la sensibilità di un vero artista. Per fortuna ci sono questi che stanno aiutando gli artisti a finanziarsi per la produzione di un cd. Si deve però avere una sorta di fan per raggiungere la somma adeguata alla produzione di un buon cd, un disco o altro. A lavoro ultimato, grazie ai social network e a siti artistici c'è più visibilità ed è più facile divulgare la vendita  del proprio cd rispetto ad un tempo. Influenze musicali? Io derivo direttamente dalla Dark Wawe, sono stato segnato tantissimo dai Simple Minds della vecchia generazione, ed altri, ad esempio i The Cure, bauhaus, the sound, the cult, U2, joy division, I cocteau Twins, ultravox,siouxsie and the banshees ed i mitici dead can dance etc. In Italia, i miei preferiti (quelli che secondo me hanno saputo meglio trasportare la Dark Wawe) sono stati i Litfiba, i Diaframma, i Neon ma ci sono tantissimi gruppi da cui ho tratto ispirazione, in tanti a smuovere la mia passione per il basso che è lo strumento primario verso il quale sento maggior trasporto. Sono fra le generazioni che vivono e campano di solo basso. Come nascono tue sonorità? Tutto merito del mio grande mentore Gianni Maroccolo, (sorride) col quale sento di viaggiare in simbiosi perché abbiamo in qualche modo attinto dallo stesso percorso musicale.Suoni composti da dissonanze di note ed ottave diverse fra loro, particolarità che porto con me da quando ero piccolo. Ho un ricordo particolare che ha sicuramente contribuito a darmi questa diversità sul suono del basso. Da piccolo ho vissuto in Sardegna dove mi portavano ad ascoltare  canti corali Sardi durante i quali si adottavano diverse situazioni  sonore d’intonazione vocale. Ogni cantante con intonazioni differenti creava canti fantastici, fenomenali… ascoltandoli attentamente il mio orecchio si è abituato a captare tutte le ottave diverse e le dissonanze di sonorità che ho poi potuto e saputo riportare sullo strumento del basso. Io infatti, suono ogni nota con una chiave sempre un pò diversa ed è una particolarità che mi caratterizza. Ormai il basso per me è diventato come una chitarra, lo utilizzo realmente come una chitarra. Per i pezzi standard no, ma per i miei brani utilizzo invece molto l'arpeggio e riesco ad ottenere sonorità particolari che piacciono tanto e sono le sonorità che ha portato Gianni Ma roccolo in Italia, sonorità uscite dai Dark Wawe dell'epoca. Il basso viene usato come chitarra ed è molto usato col plettro e poco con le dita, un sistema sonoro anni ‘80 che prima era più accentuato da effetti chorus, flanger, riverbero, delay distorsioni etc. E' un suono che và ascoltato e sentito perchè spiegarlo è un pò difficile. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sono importantissimi i live con buona presenza scenica ed impatto sonoro molto di stile per avere un maggiore apprezzamento del pubblico e che può essere anche d'aiuto alla vendita del proprio cd. Adesso è molto difficile vendere solo il cd senza far sapere chi sei e chi non sei per le vie più variegate. Da quello che vedo attraverso il percorso che stanno facendo i miei amicifunziona tantissimo vendere il cd dopo il live, perchè il fan ha modo di ascoltare la musica ed apprezzare anche l'artista. Se poi non c'è un passaparola però ritorna ad essere tutto molto difficile. Ma la mia curiosità è: Come fai ad andare a vedere un live di sconosciuti? Di solito, a me accade spesso su you tube di ascoltare brani sconosciuti e di farmi queste solite domande: "CHI E’, CHI SONO", "CHI CANTA QUESTA CANZONE"? Quando si smuove la curiosità si inizia a fare una ricerca per arrivare ad avere un ascolto più certo. La musica è come la famiglia, chi la suona deve conoscerne le parentele e quindi: chi produce quel determinato suono, che strumento usa e via dicendo. La curiosità è indispensabile. Accade spesso che di primo acchito, ad impatto, si tenda magari ad acquistare un cd su passaparola e se il cd è piaciuto si è curiosi di vedere dal vivo come si  comporterà il gruppo. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco?  L'immagine dà alla musica e la musica dà all'immagine, sono due cose unite.Quando ascolti una canzone senza un video, questa ti lascia un certo tipo di effetto, mentre se viene associata ad un'immagine diventa più importante. Una canzone esibita in un bel palco di bella scenografia ed un buon impatto luci con artisti ben vestiti o vestiti in modo curioso rende sicuramente molto di più. Attualmente alcuni artisti sul palco tendono a mostrarsi più… chiamiamoli: “pizza e fichi” cioè, salgono sul palco così come si trovano ad andare a fare la spesa ma lo spettacolo necessita a mio parere anche di un certo tipo d’ impatto visivo e scenico. Questo almeno è il mio gusto. Ricordo i vecchi live che ci lasciavano senza fiato sul palco, ad esempio il leader dei Bauhaus vestito da vampiro o un Pierò Pelù con gonne gitane. Sono immagini che lasciano un segno, qualcosa di forte. Ti fa strano quando ascolti una bella canzone che non è esteticamente adatta. Vogliamo fare un esempio? Marilyn Manson e Pupo (sorride). Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Al momento mi autoproduco, faccio tutto da solo. Ora sto lavorando moltissimo su dei prodotti miei o commissionati e non mi applico molto sugli sponsor. Io, infatti, amo l'autoproduzione e sono disposto a fare anche tutto da solo. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Colpa dei reality show, e del fattore crisi. Anche le case discografiche, le più importanti, si sono attaccate ai talent show. Artisti molto giovani vengono assunti a tempo breve per essere sfruttati e prodotti fino a quanto è possibile, trascurandoli e lasciandoli senza mezzi per poi ovviamente farli finire nel dimenticatoio. Nemmeno un anno per poi ritornare ad essere nessuno. A mio avviso sono pochi gli artisti ad avere dei seguiti e  quelli che hanno un seguito sono sempre sostenuti da qualcuno di forte che li aiuta. Un artista, che magari è anche sensibile, se non viene sostenuto e non è più in grado di muoversi da solo, dopo aver calcato questi grandi e favolosi palcoscenici, a volte rischia la salute psicologica e mentale. E' un meccanismo veramente pericoloso. Io ho conosciuto tanti artisti di talent show e posso assicurare che molti ne sono usciti delusi. Grandi esibizioni in megapalchi, tanta gente nelle piazze e tutto il necessario per poi voltarti le spalle senza più prenderti in considerazione. Non si dovrebbe far vedere l’America  per tirarsi indietro senza lasciare nemmeno una scialuppa di salvataggio. Se non nascono immediatamente collaborazioni durante questi talent show pian piano si ritorna ad essere quel che si era prima. Quindi non hai mai fatto e non faresti provini per talent show? No, per questi motivi. Rapporto con i fan? Ottimi, spesso ci sono degli incontri fra di noi del settore e siamo tutti amici che nutrono la stessa passione, per dirti, abbiamo anche creato una family di bassisti Fender Precision Bass. Una iniziativa presa da noi bassisti, fan, di Gianni Maroccolo. Abbiamo degli incontri, dove ci divertiamo e si ride, si scherza, si fa festa. Cose carine. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Io non voglio fare il sapientone e nemmeno il criticone ma oggi non sento cose nuove, sento solo fotocopie e copie di copie di brani già proposti, presi spesso dall’antichità e poi riproposti con cambi di testo o di metrica ed accordi. Le note saranno anche sette ma le copiature ed i plagi si sentono eccome!!! Prediligo la musica di nicchia delle etichette indipendenti come ad esempio quelle di Gianni Ma roccolo. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? E' una soddisfazione ed una goduria immensa il solo poter suonare il proprio strumento. Suonando si dimenticano tutti i problemi. Il dispiacere, parlando delle grandi produzioni, avviene nell’accorgersi che non aiutano i meritevoli ma aiutano solo chi può pagare con grandi cifre la propria fama. Il grande produttore produce a prodotto finito e più nessuno, soprattutto oggi, ti regala nulla. Credi nella discografia Italiana? Nella discografia Italiana, credo poco. Faccio davvero molta fatica a credere ad un grande discografico. Bisogna far uscire cose nuove, diverse, di spessore, ma nessuno ha il coraggio di mettersi in gioco rischiando con le innovazioni. Sogni nel cassetto? Una collaborazione con Gianni Maroccolo e sperimentare anche all’Estero ed avere collaborazioni importanti con artisti ed amici che stimo. Ritrovare magari quella scia musicale che mi aveva appassionato un tempo. Io come dicevo sono un amante della Dark Wawe e vorrei progredire in quel genere migliorandomi e diversificandomi. I generi musicali spesso non hanno età. Solo gli sciocchi non comprendono certe sottigliezze di stile attribuendo un certo modo di suonare a musica d’altri tempi.  Progetti futuri ed aspettative? Sono in attesa di belle sorprese che per scaramanzia non dico. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Angelo Favale e Alessia Marani – Almax]  

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