Progetto Almax

15112015

2013 Giugno -"BIG" Band - IL GENIO

Ciao Gianluca e Alessandra, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. E' appena uscito il già ascoltatissimo singolo "Amore di massa" che introdurrà il vostro terzo album. Dal successo di "Pop Porno" ad oggi, quale è stata la vostra evoluzione artistica? Gianluca: Innanzitutto che ci sia un'evoluzione artistica lo si percepisce dal fatto che ci stiamo avvicinando al nostro gusto reale anziché seguire la scia di un successo che ha creato attorno a noi tanta curiosità e popolarità quanto cinismo spicciolo… cinismo che  per quanto mi riguarda non mi dà tanto da fare. Si cambia e ci si evolve  molto chiaramente perchè ogni disco ha una sua storia ed una propria vita. C'è da dire che in realtà, quando si inizia un nuovo disco si ha un tipo di ascolto diverso da quando lo si finisce. Per noi che abbiamo generato tutto il disco, una volta ultimato tendiamo a... come dire... "archiviarlo". A furia di ascoltarlo e riascoltarlo lo si consuma e nel momento della consegna quel che è fatto è fatto. Le differenze credo che ci siano e si sentano, noi speriamo sempre di rendere un suono il più personale ed efficace possibile e  ci auguriamo che anche nei prossimi album si possa verificare la stessa creatività in modo ancora più elevato. Alessandra: Mah, sicuramente c'è stata un'evoluzione artistica perchè il tempo è passato e chiaramente io e Gianluca abbiamo imparato a conoscerci maggiormente quindi siamo molto più immediati nel fare delle cose anche se a dire il vero noi abbiamo sempre avuto del grande feeling nel lavorare insieme e tutto è arrivato sempre abbastanza  facilmente. Col passare del tempo e l'esperienza acquisita ci siamo successivamente dovuti anche riapprocciare con le etichette discografiche che un pò tendono ad allontanare il lavoro artistico perché fanno un lavoro più commerciale e di marketing. Nell'evoluzione però c'è stato sicuramente il fatto di avere ancora più affiatamento, soprattutto per quanto riguarda la scrittura insieme. A me è piaciuto anche il video!  Alessandra: Si era pensato di fare qualcosa di molto didascalico. Ci siamo davvero divertiti nello scoprire quanto le persone fossero predisposte all'abbraccio, tenuto conto che lo abbiamo “girato” a Milano, città solitamente ritenuta molto fredda. Con grande sorpresa al di là del clima, in quei giorni ci sono state invece persone veramente tanto gentili nell'accoglierci e questa è stata una bellissima e graditissima sorpresa. Gianluca ci parli del tuo progetto solista "Autoritratti con oggetti" quadri espositivi del disamore: spettacolo-concerto teatrale? Gianluca: Si, è un progetto uscito l'anno scorso ed è stata un pò la somma di pezzi che io ed altri artisti abbiamo scelto negli anni (anche durante le uscite de IL GENIO), è una parentesi che in questo momento non si conclude, perchè con l'arrivo del nostro nuovo disco (e credo che di seguito ne faremo anche un altro) si sta disperdendo ma compatibilmente con tutti i progetti cercherò di tenere vive tutte le situazioni. Per quel che posso dire, è un percorso molto intimo, personale ed introspettivo. Si devono far uscire le cose dal cassetto e non buttarle via, semmai riproporle invece in altro modo. Nelle tredici tracce di “Autoritratti con oggetti” mi racconto, regalando un album elegante ed intenso. Numerose le collaborazioni: Gianluca Gambini (già batterista di Dente), Roberto Dell’Era e Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35), Marco Ancona (Fonokit), Lorenzo Corti (Luci della centrale elettrica) e le voci femminili di Lucia Manca (cantautrice di recente esordio discografico), Matilde De Rubertis (sorella, voce chitarra degli Studiodavoli ed ora dei Girl with gun) e Chiara Piliego. Alessandra ma è difficile suonare il basso? Alessandra: In realtà io non trovo il basso uno strumento difficile, penso che tutti gli strumenti abbiano un loro grado di difficoltà. Forse ci saranno strumenti più difficoltosi di altri, mi viene in mente il caso del violino che è sempre come una domanda da “Trivial Pursuit” perchè so che è più ostico per quanto riguarda la tecnica e l'impostazione. Il basso in realtà forse diventa uno strumento difficile se viene abbinato al canto perchè essendo molto ritmico oltre che armonico tende appunto a dare ritmi differenti e che si scontrano. Io quando suono, a volte, tendo a tenere ritmi differenti fra linea melodica e melodia del cantato, che magari scorre liscia. Si dovrebbe quindi cercare di dividere un attimo il cervello pensando da una parte al canto e dall'altra al suono. Credo sia solo questa la difficoltà che possa esserci nel suonare il basso. Dipende un pò da quanto piacere trai nel fare una determinata cosa. Il basso è uno strumento uguale agli altri. Mi torna in mente che spesso ai concerti mi veniva chiesto se la musica uscisse realmente dal basso non capendo che fosse un basso. Agli esordi andavamo in giro solo in due elementi e non in quattro come ora… e davvero non riconoscevano che il mio strumento fosse un basso. Pensavano tutti fosse qualcos'altro. Gianluca ed Alessandra, sappiamo che siete due ottimi musicisti anche presi singolarmente e sappiamo che spesso suonate con molti artisti di rilievo tra la musica alternativa sperimentale. Le vostre collaborazioni? Gianluca: Ah bhè, ad esempio abbiamo collaborato per “Il Lato Beat” : collaborazione tra alcuni degli artisti più riconosciuti e stimati della scena musicale indipendente italiana nasce il 45 giri “Il Lato Beat”. Per l’occasione Dente, Il Genio, Calibro 35 e Roberto Dell’Era si sono messi in gioco guidati dalla mano sicura di Tommaso Colliva, reinterpretando due brani risalenti al primo movimento musicale di rottura degli anni '60: il cosiddetto Beat, che viene impropriamente associato oggi a musiche estive, disimpegnate ed ingenue, mentre allora era dirompente per le orecchie di ascoltatori abituati alla melodia e alla forma classica della canzone. Non è strano quindi che anche nei testi si tentasse una rottura con la tradizione, con la proposta di temi diversi ed una rivisitazione dei motivi dell'amore e dell'abbandono. La fu pubblicazione è anticipata dall’uscita in radio del primo dei due singoli: Dente/Il Genio – “PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE”. Dente e Il Genio hanno aperto le danze con un’interpretazione a dir poco originale, tanto frizzante quanto ironica, di un twist di Bruno Martino. A Dell’Era e Calibro 35 l’arduo compito di rendere nota al pubblico di oggi la versione in italiano di un brano tra i più conosciuti di Sonny Bono (“The Beat Goes on…”), “Il Beat… Cos’è?” proposta per la prima volta negli anni ’60 da La Ragazza ‘77 (al secolo Ambra Borelli) e riadattata in quest’occasione in uno stile più consono agli artisti coinvolti. (TRACKLIST: Dente/Il Genio - Precipitevolissimevolmente - Calibro 35/Dell'Era - Il Beat Cos'è). Poi C’è stata la collaborazione: "Romanzo Criminale": il Cd musicale... L'album, prodotto da Matteo Cifelli, che ha visto la partecipazione di un team di altissimo livello composto da Gary Wallis alla batteria e percussioni (già collaboratore di Pink Floyd, Genesis e Tom Jones), Paul Stacey alla chitarra (Oasis) e Toby Chapman (Spandau Ballet). Tanti progetti nascono al momento, quindi nel momento in cui usciranno allo scoperto avverranno sicuramente una serie di fenomeni naturali. Tutte queste novità possono portare a nuovi incontri ed a nuove altre attività creative. Diciamo che è anche vero che abbiamo molti amici con progetti propri ed unici con i quali portiamo avanti anche le nostre creazioni. Siamo una bella cricca a Milano. Siamo operativi per quello che si può essere operativi. Come nascono vostre sonorità? Gianluca: Io ascolto molta musica classica. Alessandra ha introdotto fra le mie conoscenze anche la musica Giapponese e ad entrambi sono piaciute sin da subito le tonalità Francesi che hanno già di loro uno stile molto vintage e sofisticato. Quindi probabilmente l'incontro fra questi due mondi: il mio e quello di Alessandra, questo incrocio planetario, ha dato vita a quello che ora è il nostro stile. Credo che una delle nostre principali caratteristiche sia proprio la ricerca di suoni particolari, che assemblati, tentano di diventare un semplice pop, un tipo di musica dall’ascolto più semplice, ed immediato. Alessandra: Se per sonorità si intende lo stile del suono, in realtà il discorso è che solitamente noi facciamo largo utilizzo di strumenti propriamente vintage. Io sinceramente ascolto poco i contemporanei della musica del duemila, di quella a dire il vero non ne ascolto tanta. Gianluca spesso usa un “Farfisa”, che è abbastanza dominante e per quanto riguarda “l'estetica” del suono è uno strumento che suona vintage e le sonorità in automatico diventano retrò. Il nostro modo di arrangiare o di creare questo tipo di cose, forse deriva dalla contaminazione degli ascolti che abbiamo avuto precedentemente, ascolti parecchio datati. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Gianluca: Credo che il disco abbia perso il valore che aveva un tempo, questo è un mio pensiero che può essere vero come non vero. Nel tempo l'ascolto di un disco è diventato veramente frugale ed anche i nuovi mezzi di riproduzione audio non rilasciano appieno quel ritorno acustico. Non traspare tutto quell’impegno e tutto quel tempo che vengono impiegati per riuscire ad ottenere quel certo tipo di suono ed anche la pulizia del suono stesso. Il cd sicuramente è completamente defunto, già lo pensavo da tempo e spero arriveranno nuove piattaforme per un ascolto di qualità mp3. Probabilmente è  forse in questo preciso momento per i motivi sopra citati che il live acquisisce più importanza. Con Alessandra abbiamo fatto tanti concerti, era un momento in cui si poteva farlo. Oggi come oggi siamo stati “costretti” a suonare sempre molto più in studio. Alessandra: Secondo me sono importanti tutte e due le cose e tra l'altro sono rare tutte e due le cose perchè è ormai difficile per la situazione che c'è in giro riuscire a fare un disco così come realmente si vuole farlo. Andare in studio e dedicarsi alla registrazione è fondamentale. Il disco ti porta ad avere un ascolto differente rispetto al live: nel live c'è un impatto fisico ed emotivo mentre invece il disco lascia trasparire più sfumature sonore rispetto al live e quindi non riesco a scegliere fra le due cose. Sono entrambe importanti. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Gianluca: Credo che sia importante, nel senso che quando si crea un progetto, quando si fa un disco, anche nel live diventa necessario rappresentarlo al meglio. Noi ci presentiamo in maniera abbastanza semplice, io esco a fare la spesa con gli stessi abiti che porto anche sul palco, per dire. Su questo punto di vista siamo abbastanza sinceri col nostro pubblico. Alessandra: Quella credo che sia un'esigenza personale, nel senso che molti artisti nel momento in cui rivestono un palco tendono a rappresentare e a rilasciare qualcosa di loro stessi sino ad ottenere un’immagine che logicamente, rispetto al quotidiano, è una messa in scena. Credo che dipenda tutto dal tipo di personalità e sensibilità di ognuno.  Io, personalmente, non riesco a travestirmi ma si tratta di gusto, di semplice gusto personale dell'artista. Non penso però che sia più importante o meno importante l’aspetto estetico rispetto alla musica… però se prendiamo in esempio una “Lady Gaga” che ha avuto tanto successo rispetto a qualche altra persona che non si traveste, notiamo una componente scenica che sicuramente salta all'occhio nell’immediato e che forse aiuta lo spettacolo a diventare ancora più spettacolare. Io come attitudine, rispetto la gente  che non si atteggia e che possiede un modo di porsi meno circense. Che opinione  a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Gianluca: Superficiale, e poi…mah, io non credo che sia dato così poco spazio agli esordienti, penso che invece ci sia troppa gente che ora si è messa a fare musica. Trovo che sia un peccato ed un vero spreco che persone senza studi prettamente attinenti alla musica interferiscano con chi ne ha invece più competenza. Ognuno ha le proprie attitudini e non per forza tutte debbono sfociare nell’arte musicale. Ecco perché poi in questo settore si è creata tanta disoccupazione. Questa è solo la mia opinione. Alessandra: La scena musicale è molto interessante secondo me, purtroppo non è che non viene dato spazio agli esordienti è che forse non esiste un vero tipo di educazione al live, nemmeno da parte dei non esordienti. Questa che faccio sembrerà un pò una critica ma a mio avviso in Italia c'è un tipo di cultura che è ancora molto da discoteca anni ‘80. Ad esempio, ho notato che in Europa e comunque anche all'Estero (cosa che qua in Italia è improponibile) si fà più attenzione agli orari, infatti ci sono gruppi, anche importanti, che magari iniziano a suonare  alle otto di sera per poi finire alle dieci dando la possibilità a chi lavora e la mattina dovrà alzarsi presto o a chi per altri motivi  non può fare orari tardi di ascoltarsi un buon concerto senza dover per forza tirare fino all'alba. Riscontro insomma che in Italia danneggi questo tipo di cultura “discoteca anni'80” e ci sono pochi locali ormai dove suonare, perchè la crisi esiste ed è innegabile. Quello che la gente adulta spende la sera per andare a cena o per andare a bere in orari consoni non lo spende per acquistare anche il biglietto di un successivo concerto notturno con orari inadeguati. Nei locali si tende a portare in giro le band o i gruppi in grado di assicurare più persone che evidentemente hanno una schiera di seguaci in grado di garantire un certo tipo di fatturato al gestore, ma la musica ne risente. Rimango dell'idea che la soluzione sia quella di iniziare a proporre i concerti nel giusto orario, succede spesso a Londra ed anche negli stati Uniti. Se più persone potessero intervenire alla visione di concerti, come viene fatto per i film al cinema, forse la musica non soffrirebbe tanto la crisi. I social network sono più salutari o nocivi nel rapporto con in fan? Gianluca: Mah, tutto quello che riguarda la promozione è positivo, ammesso che ci sia un rispetto reciproco. Inserendo in maniera eccessiva gente nei profili solo per avere le più utenze spesso e volentieri aumenta il rischio di sfociare in conversazioni assurde. Quando sei stato visto un pò di volte in televisione c’è chi inizia a fare domande un pò strane partendo con l'atteggiamento sbagliato che esula da quello del fan. Magari si arriva a parlare di argomenti esterni alla musica come i locali in cui si è pranzato o cenato, il nuovo taglio di capelli, il profumo utilizzato. Qualcuno è interessato a questi dettagli non necessari. Alessandra: Mah, è da poco che faccio esperienza con un social network che mi permette di scambiare e condividere… devo dire che anche questo è diventato “essere sociali”. All'inizio, quando esistevano solo “My Space” o  “You Yube” c'era più anonimato e la possibilità di essere contattati da false identità, quindi, si creavano rapporti un pochino più aggressivi. Rispetto a quello che ho potuto notare da cinque anni a questa parte. C’è più lealtà nell'avere un approccio con persone provenienti dai social network. E' come trovarsi in un altro tipo di spazio. Lo trovo un bel modo. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Gianluca: La soddisfazione è sempre personale perché non scordiamoci che non è soltanto il talento a fare la differenza. Ci vuole sempre una presa di coraggio nel proporsi. La differenza fra Albert Einstein ed un genio di uguale portata sta nel coraggio. Quando rilevo che la mia musica viene ascoltata e condivisa  è già una soddisfazione. Delusioni tante, è già una delusione quando si nasce, in tutti i settori, però fa parte del gioco. Alessandra: Soddisfazioni ne ho avute tantissime perchè fortunatamente siamo stati un gruppo a cui è stato concesso tanto spazio e tanto ascolto e non credo sia stata solo una coincidenza. Dico questo perché spesse volte sembra quasi arrivare tutto dal nulla, ma nel nostro caso era proprio maturato il tempo per uscire con quel singolo (POP PORNO) che ha un pò segnato quella che è ed è stata la nostra storia musicale. Forse eravamo inconsciamente a spasso con i tempi, non so cosa dire, per cui sono stata molto contenta e fortunata di avere avuto questa possibilità di affermarmi come musicista. Sono invece rimasta un pò delusa dal fatto che comunque sia, quando le cose vanno bene, ad un certo punto poi tutto diventa un pò come giocare una schedina al totocalcio. Tutto ritorna ad essere incerto e gli sforzi, la passione e la dedizione nel fare una cosa non vengono poi così tanto ripagati. Ci sono meccanismi che sono anche un pò ingiusti e questo sicuramente mi delude. Chi fa questo lavoro non ha la serenità di poter stare tranquillo perché tutto ciò che si è creato in molto tempo con molta fatica può distruggersi in un istante costringendo a dover ricominciare nuovamente tutto da capo. Questa è una cosa che affatica il musicista a livello psicologico. Credete nella discografia Italiana? Gianluca: Io non credo in niente, figuriamoci se credo alla discografia Italiana, soprattutto oggi. Non parliamo poi dei meccanismi della Siae. Essendo ben inserito all'interno di questo ambiente, conosco anche un pò di storie che sono abbastanza tristi, gente che si vendeva come il pane. Di storie terribili oggi giorno se ne trovano a bizzeffe, non è questo il problema. Nella discografia non sanno più chi tartassare perchè se già in precedenza c’erano brutte persone con il trascorre del tempo queste brutte persone sono diventate delle vere e proprie merde. Alessandra: La discografia Italiana... anche lì: abbiamo avuto un inizio meraviglioso con la "Cramps Music" che ha creduto nel nostro progetto e ci ha dato la possibilità di uscire fuori  e  venire allo  scoperto ma poi il problema è che le case discografiche sono ormai  diventate quasi delle industrie. Ci sono sempre poche persone che gestiscono il lato umano e ci sono sempre troppe lauree in marketing e quindi tutto viene gestito attraverso le strategia mentre viene a scarseggiare la parte umana. Debbo dire che l'umanità si sta un pò disperdendo e l'etichetta discografica ormai rappresenta solo un calcolo di conteggi e percentuali. Difficilmente si trova un umano che parla in maniera umana ad atri umani. Credo che questo sia diventato un po’ il problema. Non credo molto nella discografia Italiana e non faccio riferimenti a quella Estera perchè conosco solo quella Italiana. Parlare un pò di più e calcolare un pò di meno… fidarsi di chi collabora assieme a te per ottenere un buon risultato. Attualmente ci stiamo addentrando sempre di più verso un processo di  robotizzazione e disumanità. Progetti futuri ed aspettative? Gianluca: Adesso che è uscito il nuovo singolo “AMORE DI MASSA” al quale seguirà “BAR CINESI” si discuteva del periodo in cui far uscire anche l’album. C’era il rischio di uscire con l’album a Giugno e sarebbe stato pericoloso perché è un periodaccio e con l'estate di mezzo, si rischia di perdere qualche treno. Ne stavamo discutendo anche oggi , mi auguro che l’uscita venga rimandata ad Ottobre. Cercheremo ad ogni modo di essere più presenti in un pò di palchi per far decidere alla gente se è il caso di farsi piacere questa nostra nuova produzione. Alessandra: Mi auguro di non dover vivere alla giornata ed iniziare ad avere più sicurezze. Continuare ad andare avanti con dischi e live. Non faccio progetti per non rischiare di rimanere delusa, è un periodo di crisi e le cose debbono essere vissute alla giornata. Bisogna stare al passo con i tempi. Bisogna fare quello che ci si sente di fare e fare le cose per la quali ci si sente più portati. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

LINK 

http://www.youtube.com/IlGenioTv
http://www.myspace.com/ilgenio
http://www.egomusic.net
https://twitter.com/ilgenioband
http://www.disastrorecords.com
http://www.lantecsnc.it

SFOGLA IL MAGAZINE  

Lascia un commento