Progetto Almax

15112015

2013 Giugno - Cantautrice - ALEA

Ciao Alea, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il tuo percorso artistico? Il mio percorso artistico si è creato in modo naturale. Bastava osservarmi per capire che adoravo la musica. Fin da piccola mi divertivo a prendere in mano una chitarra giocattolo e far finta di suonare. La mia prima chitarra seria, una classica, mi fu regalata dalla mia cara zia (paralizzata dalla testa ai piedi per un brutto incidente frontale) che mi fece un po’ da seconda mamma e che ha vissuto 16 anni in casa con noi. A lei dedicai una canzone “tu per me“. Fu lei a darmi l’input. Successivamente mia madre mi trascinò a lezioni di chitarra. Ero una bambina pestifera ma molto paurosa. Le contrapposizioni sono un mio segno caratteristico. Inizialmente la passione per la chitarra, successivamente la passione per il canto. Ma ancora prima di ogni altra cosa le melodie che sentivo già nella mia testa e le poesie che scrivevo già da bambina/ragazzina. Le lezioni di canto, l’amore per la scrittura, per la poesia e quindi per la musica mi permisero di raccogliere esperienze di vita, emozioni e sensazioni e racchiuderle in 4 cd. Il primo intitolato “e ora ti spiego il perché “ registrato alla buona per gioco in uno studio di Baranzate a Milano. Con quel cd in mano bussai ad un paio di etichette discografiche. La prima produzione fu effettuata dal discografico Franco Fiume dell’etichetta Riverrecords. Dopo 5 anni di lavoro nasceva il secondo album “Vivo in sospeso“. Imparai molto da questa esperienza ma sentii che non era abbastanza o forse mi sentivo “trattenuta” più del dovuto, capii che non c’erano molti sbocchi. In quegli anni continuai a scrivere, fare le serate di cover per cercare di mantenermi o arrotondare e grazie anche al mio attuale amico, manager riuscii ad espandere i miei contatti. Nel 2011 ho scritto e pubblicato il singolo “eppure è qui” inserito in una raccolta di inediti e rarità. Nel 2013 nasce il mio 4° album dal titolo “Stop” registrato presso Overdrive studio e il videoclip del singolo “Stop”. Il nuovo progetto vede l’appoggio di diversi sponsor e collaboratori nuovi. La promozione e’ basata su tutti i portali web: la mia fanpage su facebook, youtube e il mio sito ufficiale. Influenze musicali? Fin da piccola le cantautrici americane Jewel, Carolin Down Johnson, Carole King erano i miei modelli di riferimento. Tuttavia, ritengo che siano le canzoni a fare la differenza. Quando sento il brivido è la canzone che mi arriva. E’ la canzone l’anima dell’artista …e l’anima mi arriva prima. Come nascono tue sonorità? Le mie sonorità nascono da un accumulo di emozioni. Più emozioni ci sono, più esperienze accumulo, più cose riesco a buttare giù, a scrivere. Purtroppo la maggior parte delle volte sono sonorità in tonalità in minore. Però se mi concentro che voglio fare qualcosa di divertente, mi immedesimo nello stato d’animo allegro e devo dire che qualcosa di carino riesco anche a fare. E’ il caso del singolo “Stop”. Solitamente quando compongo, compongo prima la melodia e poi il testo. Ultimamente succede il contrario però. Le canzoni che ritengo siano quelle più carine sono quelle scritte di getto. Per scrivere e comporre di getto vuol dire sentire il momento giusto. Non sempre arriva quel momento, ma quando arriva non esiste niente altro se non il foglio, la penna e la chitarra. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Credo che il cd racchiuda un ciclo della vita. La vita gira e il disco anche e ad un certo punto finisce la traccia. Per me fare un cd è come racchiudere esperienze di vita, un ciclo, per poi rinascere e progredire. Quindi anche i live che faccio fanno parte di questo ciclo. Tutto è importante sia fare un buon cd che tanta esibizione live. Un artista oggi come oggi deve fare tutto se vuole sopravvivere. Non ci sono molte alternative o scelte. Per un cantautore o un artista fare tutto è solo un accumulo di esperienze. Però ritengo anche che sia giusto avere la possibilità di scegliere la giusta strada. “Scegliere” è diventato un problema oggi come oggi. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Un’artista deve trovare la sua vera natura in tutto e per tutto. Deve essere vero in tutti sensi. Magari sperimentando un pò nello stile, ne look, nel sound ecc. Però poi è importante definire la sua vera natura, il suo stile, altrimenti con il tempo rischia di perdersi e consumarsi. Quindi anche il look è importante ma deve seguire esclusivamente l’identità dell’artista. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Molti anni fa conobbi un ragazzo di nome Andy, un bravissimo grafico con un animo buono e commerciale che poi diventò mio amico, collaboratore e poi impresario di serate. Lui mi supporta e mi “sopporta” a livello promozionale, grafico e di ricerca serate . A lui devo molto. Senza di lui, probabilmente, avrei fatto neanche la metà di quello che ho fatto fino ad ora. Devo ringraziarlo tantissimo per questo. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Sinceramente parlando ritengo che in Italia sia tutto molto fermo se non addirittura morto. La discografia Italiana e la musica ormai valgono meno che zero. Nessuno investe più e non si sente più quell’atmosfera di musica che si respirava anni fa. C’è troppo consumismo, le case discografiche non sanno più come campare (questo grazie a internet e alla pirateria), i ragazzi, soprattutto quelli che escono dai talent ritengo siano molto bravi ma fatti con lo stampino. Dietro di loro, queste povere cavie c’è una macchina diabolica, che ha uniformato la cultura musicale in Italia in modo che le cavie vendessero ad un pubblico ormai già improntato a sentire quel genere di musica e di voce. Ritengo che i sistemi imposti siano la più grande stronzata di questo secolo! Si sta perdendo tutto, valori, umiltà, fantasia, semplicità, calore, passione. Per cosa? Per seguire un modello imposto e principalmente usarti per poi buttarti via. Ecco cosa penso. Le major, invece, per vendere hanno venduto la loro anima al diavolo: i talent. Talent = sanremo = case discografice. Risultato nessuno sbocco per l’artista. Il guadagno sta dietro. L’artista è la marionetta. Quest’anno uso questo cantante, l’altro anno l’altro, ecc. Cosi loro vanno avanti e la marionetta rimane ferma immobile. La marionetta lavora un anno max due poi basta. Cosa fa? o torna a suonare nei pub a 100 euro se va bene oppure ritorna a fare il lavoro che faceva prima se lo trova oggi come oggi un lavoro! Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Credi nella Discografia Italiana? Viene dato poco spazio agli esordienti perché ci sono pochi spazi, c’è tantissima concorrenza, perché nessuno più investe, perché la pubblicità e la promozione costano, perché la musica costa, è sacrificio, si spende più di quello che si guadagna, perché i locali per fare le serate vogliono il seguito per riempire e fare numero, perché dopo che promuovi una serata in un locale è come se non avessi fatto nulla, perché ormai tutti fanno musica, perchè esiste solo il dio denaro, perché non c’è umiltà, perché dopo una serata è difficile che avvenga qualcosa. Una volta c’erano i talent scout. Ora se ci sono in giro la prima cosa che ti dicono che “bravo che sei “ allora ti faccio un contratto in cambio di … il totale da pagare è…!!! Non parliamo dei concorsi, la richiesta è sempre: soldi, soldi, soldi. Tutti siamo bravi se spendi, se porti gente se oltre a fare il musicista, sei un pagliaccio, un Pr ecc . Però chissenefrega se sei bravo e vali. Il risultato è riempire la cassa del locale. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Anni fa nel 2000 feci un provino ad “Amici “ come esperienza. Superai anche due prove su tre (ballo e canto). Inizialmente quando vidi 3000 persone davanti ad un cancello alle 6 del mattino, la prima cosa che pensai fu: "Me ne torno a casa, chissà quanta gente più brava di me". Poi ripensai ad un’altra cosa “come fanno a capire una persona e il suo vissuto in 20 secondi di provino a testa?" Capii che non era possibile! Non feci più niente dopo quella volta! Non potevo credere ad una simile follia! Ci doveva essere qualcosa di pilotato sicuro. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Fortunatamente la strada che sto percorrendo è basata sull‘umiltà, l’appoggio, le collaborazioni, gli sponsor tecnici, sull’unione. La nostra forza è la famiglia allargata. La musica per me è aggregazione è amore è socializzazione è tante cose aldilà del guadagno e della semplice bravura tecnica. Questo modo di porci con le persone e ci ha portato a trovare una strada alternativa seppur difficile, ma ricca di soddisfazioni personali e di speranza.  Rapporto con i fan? I miei fan sono tutti miei amici (poi non è che ne abbia cosi tanti J). Per me è la mia famiglia allargata! Mi sento amata molto e cerco di dare il più possibile. A volte vorrei avere tanto tempo per ognuno di loro, ma non riesco tra il mio primo lavoro e la musica e altre cose. Quindi mi limito ai ciao o buona giornata. Voglio essere sempre presente anche se a volte è impossibile. Sogni nel cassetto? Il mio più grande sogno nel cassetto è poter continuare a fare quello che sto facendo in modo più sereno, più coinvolgente, avere la possibilità di scegliere il mio percorso senza paura, poter continuare a studiare, poter lasciare il segno nel cuore di tutti con le mie canzoni. Vorrei che quando non ci sarò più in questo mondo la mia voce possa sentirsi ancora e che i miei testi possano aiutare ad alleggerire il cuore delle persone. E poi vorrei tanto tanto che le mie canzoni venissero trasmesse in tutte le radio nazionali. Progetti futuri ed aspettative? Magari anche vivere di rendita e continuare a scrivere e comporre e fare esperienze per trasmettere sempre cose nuove! Non mi dispiacerebbe. Questo è ciò che desidero! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

SFOGLA IL MAGAZINE  

Lascia un commento