Progetto Almax

15112015

2013 Giugno - Band - A VIOLET PINE

Ciao Violet, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Percorso Artistico? Il nostro percorso artistico ha inizio al principio degli anni zero, abbiamo già suonato insieme e collaborato tra noi con le nostre band precedenti(Orient Express, Ablepsya e Vipida), con i primi c'è stato anche un disco distribuito nel 2007 e tanta attività live così come per gli Ablepsya. Nel 2010 è nato questo nuovo progetto dove cerchiamo di confluire tutte le esperienze passate ma in un'ottica nuova e del tutto differente. Influenze musicali? Le influenze sono molteplici, mescoliamo melodie grunge, ritmiche trip-hop e un pizzico di new wave. Dal vivo la band rimane saldamente ancorata ad una classica struttura rock (chitarra-basso-batteria) cercando di creare un magma elettrico-emotivo con la tendenza a dilatare un pò le composizioni alla maniera del post/rock o di certe band della scena psichedelica degli anni '70. Come nascono le vostre sonorità? Il processo compositivo è un pò all'inverso rispetto a ciò che succede solitamente nelle rock band. Utilizziamo molto la rete per scambiarci spunti, idee e quant'altro. Solitamente arriviamo in sala prove con il brano completo all' 80%. E' un processo molto stimolante ed è stato fondamentale nella creazione di quel tipo di sonorità che si possono ascoltare sul disco. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sono entrambi importanti, oggi il concerto è l'unica maniera per vendere qualche copia ma è anche vero che spesso il live e il disco sono due cose molto differenti. Soprattutto nel nostro caso nel live siamo molto più fisici, il disco è più "da viaggio". Sono due aspetti della band che tendiamo a differenziare anche perchè l'ascolto avviene in stati d'animo e situazioni mentali differenti tra loro. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L'aspetto estetico è fondamentale perchè rispecchia quasi sempre la musica. Tuttavia noi non usiamo trucchi particolari, cerchiamo di essere il più spontanei possibile anche se sarebbe bello esibirsi in qualche serata di gala in smoking e scarpe a punta. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Il disco è uscito per la Seahorse Recordings di Paolo Messere, loro si occupano di quasi tutti gli aspetti che riguardano la band anche con il nostro apporto e i continui feedback, la distribuzione invece è curata dalla Audioglobe mentre l'ufficio stampa è Lunatik. Per i concerti al momento ci autogestiamo ma contiamo di avere al più presto un booking professionale soprattutto per gli spostamenti più lunghi. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Pur riconoscendo un notevole valore e varietà delle proposte, alla fine i nomi che girano sono sempre gli stessi da quindici anni e più, non c'è stato un vero e proprio ricambio generazionale, gli esordienti di ieri sono gli stessi di oggi a parte qualche nome in ambito cantautoriale. Forse è anche un pò una pecca da parte nostra visto che non abbiamo mai preso nessuna band italiana come riferimento. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Il problema non è lo spazio dato agli esordienti, è proprio il paese in cui viviamo dove non viene tutelata la cultura musicale e non. Si tende a tutelare gli artisti già affermati perchè c'è un indotto e un ritorno economico maggiore. C'è poco spazio per il rischio. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Non ci siamo mai affacciati a questo tipo di proposte televisive, un pò forse perchè non le abbiamo mai realmente seguite ma soprattutto perchè saremmo poco credibili con la nostra musica in quel tipo di contenitori. Sarebbe molto più interessante fare musiche per spot pubblicitari o per i videogiochi o ancora meglio per le sale d'aspetto degli aereoporti.Rapporto con i fan? Più che di fan noi parleremmo di amici perchè è proprio da lì che partono i tuoi primi sostenitori. E' sempre bello acquisirne di nuovi con cui automaticamente si stringe un rapporto di amicizia quando si suona in giro e ci si ferma a chiacchierare dopo i concerti. Siamo i primi a chiedere consigli e dritte sui nostri show o su come gli ascoltatori recepiscono i brani soprattutto quelli nuovi che tendiamo a inserire di volta in volta nelle track list. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Sempre soddisfazioni. Avere un prodotto, qualcosa di tangibile, una prova del tuo lavoro come artista è sempre un gran cosa. Il poterla condividere e presentare in giro è qualcosa di ancora più gratificante che sia una persona, dieci o cento ad apprezzarla. Credete nella discografia Italiana? Crediamo solo ai colpi di fortuna e nella congiunzione astrale. La qualità e il talento non bastano, quasi mai. Solo il duro lavoro e la caparbietà a volte pagano. La discografia italiana è un'illusione. Sogni nel cassetto? Sarebbe bello portare il nostro progetto all'estero, proporlo in luoghi più ricettivi ad un certo tipo di sonorità. Ci stiamo lavorando e non è detto che in futuro troppo lontano non riusciamo ad organizzare un tour in Germania o in Belgio. Progetti futuri ed aspettative? Fare subito un altro disco e continuare a sperimentare nella musica senza porci limiti particolari. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

 

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