Progetto Almax

15112015

2013 Giugno - Cantautore - BORGHESE

Ciao Borghese, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Artisticamente il mio percorso nasce come appuntatore compulsivo di pensieri. Ho riempito fiumi di pagine con le mie frasi, poi causa rottura violenta di una  storia ho deciso di lasciare tutto e scappare per due anni in giro per il mondo: Francia, Inghilterra, Spagna e Marocco.  Sono ritornato con in tasca un mini romanzo di 160 pagine intitolata “l'educazione delle rockstar”. L'ho fatta leggere ad Angelo Violante e mi ha pressato perché ne facessimo un album. Ci ho messo un mese per scriverlo e poi un mese per mixarlo e masterizzarlo sotto la guida audio di Giacomo Pasquali nel suo TouchClay Studio. Influenze musicali? Di stampo anglosassone per lo più, sono ammaliato da sonorità larghe e rarefatte di chitarre alla Editors o Sigur Ros, ma anche dall’elettronica di gruppi come i Naked and Famous e The XX o gli Yeah Yeah Yeah, mi piacciono invece melodie e testi spiccatamente ironici e cantautorali. E poi i Beach Boys di Pet Sounds, Rino Gaetano e naturlamente i Beatles. Tratto temi spesso ostici e oscuri al grande mondo mainstream. Ne “L’educazione delle rockstar”mi sono divertito ad esplorare la faccia nascosta dell'umanità del progresso, quella che si manifesta nella penombra del vizio e nel chiuso delle stanze caldamente arredate Ikea. Come nascono le tue sonorità? Nel mio caso la risposta e' forzata, poiché i miei pezzi sono nati nello stretto della mia camera con chitarra o pianoforte sotto le mani e poi sono passate subito in studio per la fase di arrangiamento a sei mani. È’ stato un approccio alla scrittura di tipo più letterario che forse mal si sarebbe prestato ad una costruzione corale e live. Proprio in questi giorni la fase della preparazione della performance di sta rivelando un altro meraviglioso viaggio creativo da portare in porto, di cui siamo anche noi curiosi di conoscere l'approdo. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Mi accontenterei del fatto che “L’educazione delle rockstar” sia preso per quello che è': un gran bel disco. Naturalmente scherzo, escluso che sul disco che è un bel disco davvero. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Nei tempi dell’apparire senza essere nulla o saper far nulla, l'estetica e' tutto anche sul palco; proprio per questo ho scelto di non mostrare la mia faccia ma di nascondermi dietro un passamontagna: sono troppo bello, non volevo che questo mi limitasse artisticamente. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Ho deciso di produrre il disco e investire solo nella promozione (con Lunatik Ufficio Stampa) e, per il resto, di riservarmi il sacrosanto diritto di scegliere tutto riguardo il mio percorso artistico. Senza intermediari, senza strutture canoniche, senza guru dell'immagine e dei suoni alla moda. In questo periodo storico credo sia meglio raccogliere quasiasi frutto delle tue scelte che quello delle scelte che altri (magari pure accreditati) fanno sul tuo percorso. Del resto in un mondo in cui non si vende più il disco, la tua ricetta per promuovere il tuo progetto funziona solo se ti va bene e il disco arriva a chi vuoi che arrivi. E questo vale sia che ti chiami Sony sia che ti chiami Borghese. In tempi di crisi nera della discografia, lo smarrimento delle major è totale ed è più preziosa una idea-che-sia-tua che un budget una decina di volte maggiore rispetto a quello che puoi permetterti da solo. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Il panorama delle grandi case discografiche o ex tali è frustrante, hanno una paura fottuta di investire  soldi che continuano a spendere invece per curare solo i nomi di facile e consolidato richiamo. Il panorama indipendente italiano e' in fermento, questo è vero, ci sono molte buone proposte che meritano di esser seguite. L'unico limite e' che spesso ad un livello oramai molto alto nella qualità musicale e testuale, spesso non corrisponde altrettanta  ricerca e sperimentazione sulla  forma canzone, si finisce per esser sterilmente esterofili in un contesto in cui, se aggiornata e adattata al tempo, la melodia potrebbe essere la carta vincente della nostra Italia musicale, anche al’estero,  come del resto fu negli anni 60. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Il poco Spazio per gli esordienti è solo un aspetto, nemmeno il più dannoso, di una gerontocrazia dilagata in tutti gli angoli del circo Italia. Gerontocrazia mentale per lo più: abbiamo un novantenne presidente della Repubblica e un Presidente del Consiglio un quarantenne con idee da novantenne. Ci potrebbe essere proprio ora per gli emergenti spazio per potersi esprimere in un mercato potenzialmente infinito come quello dei concerti live se solo si incentivassero gli spazi dove si possa fruire della musica  che però sono ancora pochi e mal assititi dallo Stato. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Non ho fatto mai alcun provino per un talent show, con un passamontagna sulla testa mi immobilizzerebbe con la faccia a terra la sorveglianza prima ancora di arrivare in uno studio Mediaset, Rai o Sky. Rapporto con i fan? Rapporto con i fan? Essendo “L’educazione delle rockstar” una meravigliosa opera prima, spero di poterne avere a sufficienza per potermi sparare pose davanti allo specchio la mattina appena sveglio, nel pieno anonimato. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? La musica non si insegue, è lei che ti insegue. E’ la più meravigliosa delle stalker, è un’urgenza che viene da mondi interiori che nemmeno riesci a intuire. La musica, quando ti viene a cercare, migliora la qualità della tua vita. Sia che la suoni per il tuo gatto che per tutte le orecchie che può contenere uno stadio. Solo soddisfazioni porta la musica; inoltre molti sacrifici non pagati, questo si, oppure pagati con la moneta che non si può spendere ma che si può scambiare: la libertà. Credi nella discografia Italiana? La domanda è malposta. Dovrebbe essere: “La discografia italiana crede nella discografia italiana?” La risposta è no. Figuriamoci se posso crederci io. Sogni nel cassetto? Suonare Bella Ciao (la nostra versione che dell’originale conserva solo il titolo) in piedi sui banchi del Governo in Parlamento. Progetti futuri ed aspettative? Portare la mia cravatta di pelle rossa in giro per tutti i club della penisola. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

SFOGLA IL MAGAZINE  

Lascia un commento