Progetto Almax

15112015

2013 Giugno -"BIG" Musica - BOLOGNA VIOLENTA

"BOLOGNA VIOLENTA è la one-man-band dietro cui si cela Nicola Manzan, trevigiano classe 1976, diplomato in violino e polistrumentista che negli ultimi anni ha lavorato in studio e dal vivo con band molte band del panorama musicale italiano. Il progetto nasce nel 2005, anno dell'esordio omonimo ispirato ai poliziotteschi degli anni Settanta, ed è fin da subito votato alla violenza sonora ed al nichilismo musicale: una sorta di cyber-grind dove la melodia è quasi assente, mentre sono le ritmiche serrate, i riff punk-hardcore ed i sintetizzatori a farla da padrone. Il secondo album, intitolato “Il Nuovissimo Mondo”, esce nel 2010 per Bar La Muerte e segna una prima svolta nello stile del progetto. Ispirato dai cosiddetti “mondo-movie”, il disco è carico di citazioni (con tanto di finti dialoghi che riportano alle atmosfere ciniche e spietate tipiche di quei film) e non mancano delle parti, seppur brevi, in cui fa capolino qualche accenno melodico. Dopo un tour durato due anni per un totale di centotrenta date in Italia e all'estero, Nicola si è chiuso nel suo studio per realizzare il terzo album intitolato “Utopie e piccole soddisfazioni”, in uscita il 27 gennaio 2012 per Wallace Records / Dischi Bervisti e distribuito da Audioglobe. I ventuno pezzi che compongono il lavoro sono l'espressione più eclatante del background musicale di Nicola, che va dalla musica classica al rumore puro.  Nessuna citazione da film in questo nuovo album, dove è la musica a farla da padrone, e solo poche parole a sottolineare che dietro alle grandi utopie che muovono il mondo, sono le piccole soddisfazioni a rendere migliore la nostra vita".

Ciao Nicola, ti ringraziamo per la tua  partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Ho iniziato da bambino lo studio del violino, cosa che mi ha portato a diplomarmi e ad intraprendere una prima carriera nella musica classica. Verso i quindici anni ho cominciato ad ascoltare musica estrema e questa passione non è mai finita. Negli anni ho suonato con molte band, alcune fondate da me, in altri casi ero solo un turnista ingaggiato per i tour. Come violinista ho registrato per molti gruppi della scena italiana più o meno indipendente. Influenze musicali? Innumerevoli. Mi piace molto la musica classica (che continua ad influenzarmi ogni volta che mi metto a scrivere musica mia), soprattutto Bach e gli autori del tardo Ottocento russo. Mi piacciono molto, per contrasto, le sonorità grezze e violente, quindi sento di essere influenzato dalla scena grind e dall'hardcore (soprattutto quello italiano degli anni Ottanta). Oltre a questo, devo dire di ascoltare veramente di tutto. Non mi piacciono molto le produzioni pop italiane, giusto per dire ciò che non mi piace, ma devo dire che ultimamente ci sono delle cose interessanti che escono (ricambio generazionale di autori e produttori?). Come nascono le tue sonorità? Cerco di essere sempre molto estremo nei suoni che uso, tutto deve essere ben definito, ma anche molto violento. Nel mio ultimo album ho inserito anche delle vere e proprie orchestre d'archi per rendere il tutto ancora più drammatico ed epico. Diciamo che seguo il mio gusto personale e cerco di non farmi influenzare troppo dalle mode del momento. Non ho ancora fatto un pezzo dubstep, per capirci. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Un buon cd dovrebbe essere alla base di tutto, però un cd senza concerti è un cd che rischia di avere vita breve (e anche la relativa band, spesso). Al giorno d'oggi è difficile pensare di guadagnare con la vendita dei cd, ma è anche difficile andare in giro a suonare, visti i costi della vita.A volte un disco non eccezionale può essere supportato da concerti degni di nota che (se saranno tanti) possano sì che il gruppo impari anche a suonare meglio e soprattutto a trovare la sua identità. In un caso del genere, un disco mediocre, supportato da concerti “interessanti” può portare ad un successivo disco fatto come si deve. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Beh, è un discorso lunghissimo... diciamo che salendo sul palco, prima di fare la prima nota o di aprire bocca, i presenti avranno già visto ed inquadrato chi si trovano di fronte, quindi è un fattore da non sottovalutare assolutamente. A me piace essere sul palco come sono nella vita normale, spesso vado a suonare così come sono al bar cinque minuti prima. C'è da dire, però, che nei primi anni di concerti di BV (in totale insicurezza, direi), mi vestivo col gessato e di tutto punto per evitare che il pubblico pensasse subito di aver davanti qualcuno che faceva del casino. Mi piaceva l'idea di spiazzare chi non mi aveva mai visto dal vivo. Ora le cose sono cambiate, la gente mi ha visto in centinaia di situazioni diverse (e di alcune ho solo dei vaghi ricordi, fortunatamente) e posso sfruttare appunto il fatto di essere me stesso, senza “maschere” che mi aiutino a non sentirmi così solo sul palco. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Nessuno mi sponsorizza. Io e la mia ragazza viviamo con quel poco che arriva da concerti e collaborazioni varie. I dischi li stampo con la mia etichetta Dischi Bervisti (gestita dalla mia ragazza, appunto), alcune etichette mi aiutano a “diffondere il verbo” (Wallace Records, ad esempio) e Audioglobe distribuisce le copie fisiche (e digitali). Quindi ognuno mette quello che deve mettere, ma nessuno sponsorizza nessuno. Non sarebbe male se si tornasse al caro vecchio mecenatismo, un giorno... Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Non ho un'opinione al riguardo. Penso che ci sia molta gente in gamba, altra meno, ci sono gruppi che fanno successo inaspettatamente ed altri che ci mettono di più “a carburare”. Ci sono cose che mi piacciono ed altre meno, ma non mi sono fatto un'opinione ben precisa di come siamo messi (soprattutto rispetto all'Europa, visto che sembra che lì conoscano solo i gruppi italiani che qui sono semisconosciuti). Diciamo che una cosa che noto è che tanti, anche quelli più grossi, sono sempre e costantemente in tour, con la band, da solisti, coi side-project, coi side-side-project, poi di nuovo con la band, e avanti così. Sinceramente questa cosa non la capisco. Sembra che davvero non ci sia un domani, che dobbiamo dare tutto e subito, battere il ferro finché è caldo, e quando diventa freddo bisogna ripartire a martellare per vedere se si riscalda di nuovo. Credo che questa cosa sia assolutamente controproducente. Ai posteri l'ardua sentenza. Magari sbaglio tutto io!!! Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Perché non garantiscono un ritorno economico a chi investe su di loro, credo. Parlo anche di promoter o locali dove si fa musica dal vivo (e non solo di case discografiche). Se un gruppo non è conosciuto, non porterà gente, il locale sarà vuoto e tutti andranno in perdita. Ma questo è solo un esempio. Devo anche dire che però nell'ambito indipendente ci sono molti casi di band esordienti che arrivano subito al successo, magari supportate dal fatto che sono tremendamente “di moda”, e questo succede perché comunque c'è attenzione anche per i piccoli. Poi, sai, bisogna valutare molte cose, certo è che con la crisi che stiamo attraversando tutti, sono pochi quelli disposti a rischiare su un gruppo piccolo. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? No, non li ho mai fatti. Non credo nei talent show, sono cresciuto con un'educazione accademica che, se da un lato mi ha reso una persona fastidiosamente puntigliosa, dall'altro mi ha fatto capire che senza delle basi molto solide non si va molto lontano, soprattutto oggi che è tutto così veloce ed immediato, si rischia in un momento di perdere tutto, perché non c'è una vita dedicata alla musica o all'arte in generale, quindi si rischia davvero che tutti finisca in una bolla di sapone. Rapporto con i fan? Beh, direi ottimo! Passo ore prima e dopo i concerti con loro a parlare di mille cose. Davvero, non mi posso assolutamente lamentare!!! Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Il mio ultimo album è intitolato “Utopie e piccole soddisfazioni”... direi che questo titolo è la risposta a questa domanda!!! Credi nella Discografia Italiana? No. Ogni volta che sono entrato in contatto con il mondo delle major ho avuto sempre delle delusioni. Difficile continuare a crederci ancora. Sogni nel cassetto? Beh, diciamo che ho un baule pieno di sogni e di fianco c'è una lista in cui li ho elencati tutti in ordine alfabetico, così non li perdo. A parte gli scherzi, cerco di costruire un pezzettino di vita ogni giorno, cercando sempre di inseguire risultati che siano alla mia portata. Diciamo che passo parecchio tempo a capire come fare per realizzare i miei sogni ed ogni tanto sembra anche che ci riesca! Progetti futuri ed aspettative? Sto finendo di pubblicare “The Sound of...” la raccolta in dieci volumi con le discografie di quaranta gruppi. Porterò questo progetto anche all'Accademia di Belle Arti a Venezia e spero di fare qualche installazione in giro. Sto pensando anche al nuovo album di BOLOGNA VIOLENTA, ma è presto per parlarne. Nell'ultimo anno ho lavorato anche al disco di un progetto internazionale che dovrebbe uscire verso fine anno, ma anche qui è ancora un po' troppo presto per parlarne. Aspettative? Spero di continuare a fare quello che sto facendo per molto tempo ancora. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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