Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - "BIG" Cantautore - MAX MANFREDI

Ciao Max, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati.  Il tuo percorso?Si trova su wikipedia, o sulle biografie del mio sito www.maxmanfredi.com o di myspace. E' un cammino continuo, a volte dissestato, a volte felice, spesso picaresco. Sono cantautore, cantante, scrittore, autore di versi ed anche attore. Influenze musicali? Molecolari, direi. Tutta la letteratura musicale che mi piace, indipendentemente dai generi storici. E, se parliamo di canzoni, tutte le volte che si è avverato il sortilegio di una unione emozionante fra le parole, la melodia, il ritmo e l'armonia. Può essere un fado, un Lied, una canzone napoletana, un blues, un brano di Brel o uno di Leonard Cohen. Come nascono tue sonorità? Nascono con l'ascolto e con lo studio. Nascono nella collaborazione con musicisti, competenti ed innamorati dei suoni e nascono per dare una via poetica alla musica. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? E' importante lavorare bene, è importante un artigianato impeccabile e abbandonato. Poi una canzone la si adopera in mille modi. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? "Estetica" riguarda le sensazioni, un prodotto musicale e poetico è fatto da sensazioni, attraversa sensazioni, è dedicato ad altre sensazioni. La percezione emotiva è già estetica. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Se si intende per "sponsorizzazione" il mettere dei soldi per un'impresa artistica , dipende. Istituzioni, privati, amici, io stesso. Se si intende, in senso traslato, management o promozione, o booking, direi tutti e nessuno fra i miei amici e collaboratori. Sovente è casuale. Seguo le mie strategie ma senza interlocutori specifici. Solo una volta ho avuto un manager, che era in realtà un giornalista. Non è una mia scelta. Non ho ancora trovato una situazione probante, ed adatta a me, soddisfacente in questo senso. Il mio prodotto, del resto, è particolare, più facile da ascoltare che da "gestire", essendo al di fuori di una possibile categorizzazione che non sia più che approssimativa. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? E' numericamente immenso. Noto che le cose migliori non sono le più pubblicizzate. Il prodotto di risonanza mediatica è spesso di cattiva qualità rispetto a quello nascosto. Ma, nell'infinità di proposte, quelle che mi paiono davvero buone sono poche, pochissime. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Perché sono troppi, perché il mercato discografico e culturale in genere fa acqua. Si preferiscono operazioni editoriali su artisti già noti, o anche scomparsi. Del resto i "talent show", che hanno ormai calmierato ogni possibile proposta, e dai quali quasi esclusivamente le etichette discografiche maggiori traggono risorse, sono tutti dedicati agli "esordienti". Risulta anzi difficile per un artista "affermato", non ignoto ma nemmeno così famoso, non noto in televisione e con un modesto potere contrattuale (come sono io, e qualcun altro) avere accesso agli appuntamenti mediatici o alle "major". Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? No, non sono il tipo. Non mi sembra il caso. Quando avrei potuto farlo non c'erano ancora! Ho partecipato a un solo concorso, quello di Musicultura, la prima edizione (quando lo vinsi, si chiamava ancora Premio Città di Recanati). Gli altri premi, più o meno importanti (forse Tenco e Lunezia i più prestigiosi) mi sono stati assegnati senza alcun concorso, semplicemente per il valore attribuito, di volta in volta, e da differenti persone, alla mia opera. Rapporto con i fan? Molto personale. Rispondo quando posso a tutte le e-mail e su facebook. Spesso vengo a incontrarli nei concerti o in altre occasioni vagamente sociali. Non sono molti, saranno meno di diecimila (anche se qualche volta vengo riconosciuto da gente che non mi sarei aspettato), ma sono molto vivaci ed appassionati. Questo dipende anche dal fatto che non ho mai avuto una grande promozione. Quindi i miei estimatori hanno dovuto "conquistarmi", musicalmente parlando, il che favorisce l'affezione (o, per usare un termine tecnico, la "fidelizzazione").Vedo anche che vanno aumentando, il che significa che il tam tam in rete funziona. Non dubito che questo tipo di pubblicità "virale" possa essere indirizzata verso risultati maggiori di quelli casuali. Credi nella Discografia Italiana?Non penso che la discografia italiana sia una fede, né quella delle "major", né quella delle indipendenti. Vedo che in grave crisi, non nel senso che non si vendano più dischi, ma nel senso che se ne pubblicano miriadi, ed è difficilissimo condensare interesse e consenso su un singolo artista.  La crisi dell'industria discografica non dipende tanto dagli atti di pirateria, quanto dall’abnormità dell'offerta rispetto alla domanda. Come mi spiegò un discografico italiano, non si sono mai venduti tanti dischi come in questi ultimi anni. Ma spesso in numero di poche centinaia di copie per uno. "Luna persa", il mio ultimo lavoro (che risale a più di tre anni fa) ha venduto discretamente - qualche migliaio di copie - per un prodotto considerato "di nicchia" e con poca promozione nei media. Eppure non per questo i grandi produttori son venuti a farmi la corte. No, la discografia non è una fede, di cui poter dire "ci credo" o "non ci credo". Sono portato a pensare che, ormai, sia un inconveniente. Quantomeno un inconveniente economico. Si firmano contratti senza anticipo, e si guadagna pochissimo dalle "royalties". Ormai i dischi uno se li può fare, seguire, distribuire anche autonomamente e "autarchicamente". L'importante è che siano gli altri a comprarli! Sogni nel cassetto? Progetti sul tavolo. Un tavolo alquanto disordinato, ma i progetti si verificano giorno per giorno, prendono forma, incontrano possibili interlocutori. I sogni riguardano altro. Sono sogni, appunto. A volte conflagrano nel reale, spesso rimangono nebulosi. Due album, innanzitutto. Uno coi miei collaboratori musicali abituali ed uno a quattro mani con Giorgio Licalzi, musicista di Torino. Un'opera teatrale. Alcuni libri, scritti da me o su di me (è difficile che parlino di te in maniera convincente in un libro, specialmente gli amici!). Una nuovissima chitarra che un liutaio di Finale Ligure mi va costruendo. Progetti futuri ed aspettative? Ah beh, ho già risposto.Aggiungo questo: se trovo qualche interlocutore capace sul piano del booking o del management, sento di potergli dare soddisfazioni anche modestamente economiche. Ma è un'aspettativa che non si è mai realizzata come avrebbe dovuto, o avrei voluto. Altrimenti vado avanti da solo, o "with a little help from". Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Progetto Almax] 

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