Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - "BIG" Cantautore - FLAVIO PIRINI

Ciao Flavio, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Sono sempre stato un cantautore. Le prime canzoni le scrissi forse neanche maggiorenne, ma all'epoca e per alcuni anni seguii il percorso delle band di ispirazione anglosassone, come lo era la musica che ascoltavo principalmente. Solo in seguito mi avvicinai alla musica italiana e ai cantautori, dei quali però prediligo quelli musicalmente meno "italiani", meno melodici o legati alla tradizione folk, mentre preferisco chi è influenzato dal blues o il jazz anche se solo come richiamo di "colore".  Appassionato poi di comicità mi avvicinai al mondo del cabaret, dove l'improvvisazione teatrale manifesta punti in comune con l'improvvisazione musicale e dove spessissimo musica e comicità si mescolano. Questa mescolanza a Milano diventa quasi uno stile, una "scuola" e mi ha influenzato portandomi a scrivere anche in forma ironica, staccandomi dallo stereotipo del cantautore scuro e introspettivo. Oggi amo alternare o miscelare questi elementi di poesia e ironia e amo anche alternare i generi musicali dai quali traggo ispirazione. Come senti la tua notorietà? E' più importante una buona produzione o una buona pubblicità per avere successo?  La notorietà o il successo sono "relativi". Bisogna distinguere a partire dagli obiettivi che ci si pone. Tutti conosciamo fenomeni di grande successo che si "bruciano" nell'arco di una stagione o artisti notevolissimi poco apprezzati dal grande pubblico, ma anche l'inverso. La discriminante per quanto mi riguarda sta tra le produzioni "sincere" e quelle artefatte, tuttavia ogni produzione, anche la più indipendente, la più artisticamente pura, ha necessità di una diffusione, quindi una promozione va fatta. Il problema semmai sta nel sostanziale conformismo dei mezzi di comunicazione, che alla fine propongono un po' tutti la stessa minestra. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico in Italia? Non saprei dare un giudizio generale. Convivono ottime cose con altre meno interessanti e a fare classifiche ci si può perdere, anche perché in fondo è questione di gusti. Certo bisognerebbe ragionare su come si forma il gusto, la sensibilità all'arte o alla bellezza, ma è altro discorso. Quello che so è che la musica ci viene proposta come un ineluttabile sottofondo in ogni circostanza e questo ha spinto il pubblico a darla per scontata, come un prodotto qualsiasi da supermercato. Ne consegue una sottovalutazione della professione e un utilizzo quasi esclusivamente commerciale della musica. Ma per fortuna la musica è molto di più. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Rischio di dire delle banalità, ma in questo mondo fatto d'immagine, il pubblico ama gli artisti noti e disdegna gli sconosciuti. Anche questo credo sia dovuto all'eccesso di proposta commerciale di bassa qualità, che alla fine spinge la gente a puntare sul sicuro o a seguire solo gli artisti prediletti. Se a ciò aggiungiamo una sostanziale miopia degli operatori ufficiali il quadro è completo. Un tuo provino? Sono molto allergico ai provini. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo l’arte? Credi nella notorietà Italiana? L'approccio verso lo spettacolo alla ricerca del successo può essere molto frustrante e rischia di far perdere la propria originalità. Cercare di azzeccare il prodotto vendibile può spegnere la spinta iniziale che magari era più interessante e innovativa. Forse non si dovrebbe inseguire proprio niente, ma muoversi professionalmente restando forti del proprio lavoro, migliorandolo e credendoci. Sogni nel cassetto? Mi piacerebbe pubblicare un disco con annesso un libro. Ho tante cose scritte che restano nella memoria del mio computer. Ma forse è meglio così. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Progetto Almax] 

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