Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - "BIG" Musica - CLAUDIA ENDRIGO - Figlia del Grande SERGIO ENDRIGO

“Un ringraziamento speciale e sincero a Claudia che ci ha omaggiato di questa preziosa intervista dedicata a suo padre, il grandissimo SERGIO ENDRIGO che rimarrà sempre nei cuori di molti di noi”

Ciao Claudia, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati.  La mia prima domanda è molto semplice. Essendo tuo padre di Pola cosa ti ha raccontato di quei momenti, dalla fuga dalla sua città natale successivamente  raccontata nella canzone 1947? In casa non si parlava di quella vergognosa pagina della storia per tanti anni voluta dimenticare di proposito…. papà raccontava che all’epoca aveva 14 anni e non si era reso conto di cosa stesse succedendo…lo capì solo molti anni dopo e scrisse appunto la struggente 1947. Penso però che la scrivesse più per sua mamma Claudia perché lei non ne parlava mai ma ne ha sofferto immensamente come tutticoloro cacciati dalla propria terra natia. In che genere di famiglia tuo padre è nato ed i suoi studi scolastici e come ha vissuto quegli anni? Papà era cresciuto in una famiglia normalissima e molto modesta….mio nonno Romeo faceva lo scalpellino e il tenore autodidatta, pare fosse anche molto bravo. Mia nonna rimase vedova presto e con due figli piccoli (mio nonno morì nel 39) e dovette rimboccarsi le maniche… lavorò in una fabbrica di lucchetti e poi fece la donna delle pulizie. Mio padre fu cacciato dal collegio a Brindisi a 14 anni perché si rifiutò di fare un tema o meglio scrisse un’altra cosa ma, nonostante, non avesse potuto studiare a scuola, era un uomo di grande cultura. Come ha iniziato a studiare chitarra ed i suoi debutti musicali sia come chitarrista, come bassista e contrabbassista e quindi la sua decisione di iniziare la carriera solista ? A chi si è ispirato? Papà non ha mai studiato, non avendo appunto risorse economiche. Comprò la sua prima chitarra vendendo una collezione di francobolli che gli aveva regalato uno zio. Faceva il lift d’ascensore al Danielli di Venezia quando un amico gli chiese se volesse cantare la sera nei locali che si affacciavano sulla laguna, la paga era senz’altro migliore e così cominciò a cantare di grandi americani dell’epoca..poi ci fu l’incontro con Rauchi a anni di night e viaggi. Ma un giorno capì che doveva cambiare qualcosa e l’incontro con Nanni Ricordi, allora direttore artistico della Ricordi fu decisivo… incise il suo primo 45 giri dove cantava la sua prima canzone “ Bolle di sapone” e poi seguendo Nanni alla RCA di Roma nel 62 esplose con Io che amo solo te… il resto è storia… Cosa ne pensi della mancanza di cultura musicale degli italiani? Cosa pensi del fatto che nessuno parli della collaborazione di tuo padre con Ungaretti, Rodari, Bacalov. Pier Paolo Pasolini, oltre ad aver scritto canzoni per i più grandi artisti italiani e che grazie a tuo padre l'Italia ha conosciuto Lucio Battisti ? Nel nostro paese manca la cultura in tutti i campi figuriamoci nella musica…di bravi musicisti, cantanti e cantautori ce ne sono tantissimi ma non hanno la possibilità di emergere…le case discografiche preferiscono il prodotto usa e getta… però papà non ha scritto pezzi per altri .. Lucio Battisti cantò molto bene Adesso si ma non è diventato famoso grazie a questo. Non pensi che tuo padre sia veramente uno degli artisti maggiormente sottovalutati in Italia? Penso che mio padre sia stato talmente grande che la sua arte verrà riconosciuta di sicuro ma purtroppo magari tra cento anni quando io non ci sarò più… e un po’ mi dispiace anche perchè sono l’ultima Endrigo… Come è nato questo amore fra tuo padre e la musica sud-americana e cosa ne pensi del fatto che Zucchero faccia successo con canzoni tradotte da tuo padre agli inizi del 1960 su testi di Jose Martì?Mio padre andò in tournè in Brasile nel 64 con Sergio Bardotti, allora suo pianista e si innamorò della boss a nova, musica completamente sconosciuta allora. Poi nel 1968 conobbe Vinicius De Moraes e tra loro nacque un’amicizia molto profonda e un sodalizio artistico molto importante. Fecero tre LP, La vita amico è l’arte dell’incontro, l’Arca, un disco per bambini delizioso che contiene tra gli altri la celebra La casa e il pappagallo e nel 78 un bellissimo disco registrato a Rio cantato tutto in brasiliano e mai uscito in Italia che contiene Samba para Endrigo scritta appunto da Vinicius per il suo amico Pensa che nel 1980 poco prima di morire Vinicius fece un ultimo disco che si chiamava Un poco de Illusao e volle inserire proprio questo samba. Successivamente alla sua morte papà e Bardotti gli dedicarono una stupenda canzone Ciao Poeta! In quanto a Zucchero che dire…ha tradotto anche lui un pezzo di Guantanamera a modo suo…magari sarebbe stato carino citare papà ma probabilmente manco lo conosce… ! Tuo padre ha scritto se ben ricordo la prima canzone dedicata a Che-Guevara (non diciamo il titolo, lasciamo che i lettori studino). E' a mio parere di gran lunga la più bella fra quelle dedicate da cantanti italiani al rivoluzionario argentino. Non pensi che sia il caso di far ricantare quella canzone a gruppi come i Modena City Ramblers, I Gang, La Banda Bassotti? Pensa che non riesco a sentire quella canzone senza commuovermi…e concordo con te, è forse la più bella… magari la cantasse oggi qualcuno… La più grande gioia a livello musicale e la più grande delusione a livello artistico di tuo padre? Beh la più grande gioia fu appunto il successo inaspettato di “Io che amo solo te” mentre di delusione ne ha avute molte, soprattutto tra gli anni ‘80 e ‘90, continuava a fare dischi straordinari che non venivano promossi e distribuiti… e poi negli ultimi anni veniva chiamato solo a cantare “Ci vuole un fiore”… come se non avesse fatto altro…  Vergognoso!!! Ci racconti tuo padre nella vita di tutti i giorni e chi erano i suoi più grandi amici nel mondo artistico? Mio padre era un uomo come tanti altri, molto legato alla sua famiglia, che adorava gli amici, la buona tavola il mare… spesso rinunciava a serate pur di poter stare con noi nella sua adorata Pantelleria d’estate. Lui non era un grande coltivatore di amicizie perchè uno dei suoi peggior difetti era la pigrizia ma stimava moltissimi suoi colleghi da Paoli a De Gregori. Però l'amicizia con Burlo Lauzi aveva qualcosa di più, si sentivano spesso e Bruno pur essendo già molto, malato volle omaggiarlo fino alla fine. Un'ultima domanda personale, la più difficile sia per me che per te... La mia canzone preferita di Sergio, fra le tante, è Via Broletto 34. Lo so che è difficile. E la tua? L’ultima… "Altre emozioni". Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.   [Intervista di: Progetto Almax] 

  • SIMONE CRISTICCHI PER SERGIO ENDRIGO
  • Prato Estate 2013 
  • GIOVEDÌ 18 LUGLIO 2013 ORE 21.30
  • ANFITEATRO DEL MUSEO PECCI - PRATO (PO) 
  • Con la partecipazione straordinaria di Claudia Endrigo 
  • ORCHESTRA DA CAMERA I NOSTRI TEMPI 
  • Edoardo Rosadini, Direttore 

Sergio Endrigo e Simone Cristicchi erano cari amici: nel disco di esordio di Cristicchi compare una traccia nella quale Endrigo canta con lui "Questo è amore" l’ultima canzone registrata da Endrigo. Adesso che Endrigo non c’è più i NEM ripropongono i suoi successi, da Aria di neve, L’Arca di Noè, Era d’estate, Teresa, Io che amo solo te, ma in versione orchestrale, un evento unico che non si è più ripetuto dagli anni ’60 con l’orchestra della Rai. L’orchestra i Nostri Tempi, diretta dal M° Edoardo Rosadini, sulla base della stesura delle parti orchestrali rivedute da Daniele Andriola, diventa quindi uno dei valori aggiunti all’iniziativa, insieme alla presenza di Claudia Endrigo, la figlia del cantautore, a sua volta cantante e attiva nel salvaguardare la memoria e lo spirito paterni. 

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