Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - "BIG" Band - LA CASA DEL VENTO

Ciao Casa del vento, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati.  Qual è stato fino ad oggi il vostro percorso artistico? E’ stato un percorso affascinante. Cominciammo come tante band senza sapere quale sarebbe stato il futuro ma poi, strada facendo, la tanta energia si tradusse nelle prime composizioni. Un cammino che ha accompagnato le tappe più importanti della nostra esistenza. Dai piccoli locali di provincia pian piano abbiamo avuto la possibilità di girare l’Italia e questo oltre a essere fucina di esperienzaè motivo di soddisfazione. Influenze musicali? Sono state e sono tantissime e in continua evoluzione. Sicuramente la musica folk e acustica ma anche tanto rock, da Neil Young a Tom Waits, dagli Waterboys ai R.E.M., dagli U2 ai Pearl Jam di Eddie Vedder e ultimamente molto da Patti Smith per il suo modo di comporre e di evolvere melodie. Come nascono le sonorità? Ogni canzone ha un proprio “disegno” realizzato con gli strumenti adatti che decidiamo di volta in volta. La musica quindi deve descrivere le parole e le emozioni. Nella band abbiamo la possibilità di un ampissimo specchio sonoro. Solamente Sauro Lanzi è in grado di suonare piano, fisarmonica, organo, flauti, tromba e trombone. Riccardo Dellocchio, oltre a suonare chitarre acustiche ed elettriche, recentemente ha “abbracciato” anche il dobro e la steel guitar; questi ultimi due strumenti caratterizzano il nostro recentissimo album “Giorni dell’Eden”. E' più importante un buon CD o tanta esibizione live? Sono importanti entrambe le cose. Un buon disco genera estimatori, che poi vengono ai concerti. Suonare più dal vivo sarebbe opportuno per incontrare un pubblico sempre più ampio. Il contatto con il pubblico è importante per un sacco di motivi che buon bene immaginare ma ci fa anche capire attraverso chi ci ascolta se ciò che stiamo facendo è gradito o meno; una sorta di termometro emozionale. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Non ci siamo mai posti questo problema. In pratica ciò che siamo sul palco rappresenta fedelmente ciò che siamo nella vita di tutti i giorni. Chi segue la Casa del Vento , vi si avvicina per una certa empatia generata da una genuinità di fondo. Chi si occupa della vostra – chiamiamola - gestione? La Mescal, la nostra etichetta discografica. Assieme decidiamo le cose da fare. C’è da sempre un clima di collaborazione. Che opinione avete a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Ci sono musicisti davvero interessanti. Forse il grosso problema è che gli artisti collaborano poco tra loro; spesso rimaniamo troppo nei nostri rispettivi territori. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Perché si preferisce puntare su artisti conosciuti che garantiscano successo a chi ad esempio organizza un concerto. Dimenticando però che anche quegli artisti, un tempo erano esordienti. Se non si danno opportunità alle giovani band tutto finirà per inaridirsi.Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? No. Perché pensiamo che la musica sia qualcosa di diverso. Crediamo che chi ha cose da dire o talento da esprimere lo debba e possa fare senza modi così edulcorati. La bella musica, per come la pensiamo noi, non passa da quei mondi. Quella di certi programmi è musica “usa e getta” che lascia il tempo che trova… non rimane. Il talento non passa necessariamente da voci potenti e cristalline. Qual è il vostro rapporto con i fan? Molto bello e sincero. Con le nostre canzoni abbiamo avuto modo di ricevere tanta stima e affetto. Per questo siamo molto grati a loro. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Sicuramente più soddisfazioni anche se poi è normale essersi, talvolta, sentiti feriti o frustrati per aspettative non appagate… Certe volte siamo stati esclusi da situazioni artistiche per logiche a noi estranee e che non abbiamo mai capito fino in fondo. Credi nella Discografia Italiana? Non posso dare un giudizio nella discografia italiana in genere, posso certamente dire di avere un buon rapporto con Mescal che non a caso è un’etichetta indipendente. Sogni nel cassetto? Lasciare un piccolo segno nella cultura di questo Paese. Progetti futuri e aspettative? Un disco dal vivo, nuove canzoni e un disco celebrativo per i nostri venti (e più) anni di attività. Cercando di guadagnarci ulteriore stima, come quella a esempio, che ci ha tributato Patti Smith. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Progetto Almax] 

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