Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - Band - ANY FACE

"Gli ANY FACE nascono nel settembre del 2000 per iniziativa del bassista Davide Stura (ex Nybbas e Sorrow / Screaming) e del batterista Damiano Mazzoli (ex Absinthium e Sorrow / Screaming), a cui si uniscono il chitarrista Michele Molinari e il cantante Andrea Cultrera (ex Absinthium) . Dopo un primo periodo, la line up si stabilizza con l’ingresso di Sara Usai (ex Nybbas e Sorrow / Screaming) come cantante e tastierista e con l’arrivo di Giorgio Bianchi come secondo chitarrista. Con questa line up, durata fino al settembre 2003 con la fuoriuscita di Michele Molinari, gli ANY FACE incidono un demo (“Demo 2001”) ed un EP (“Hallucination”). La promozione dei due lavori porta la band a suonare su alcuni dei più importanti palchi nazionali (Rainbow e Mazdapalace a Milano, Tempio a Pavia e altri) accompagnando alcune importanti band della scena nazionale ed internazionale (Linea 77, Karnak e altri). Nell’ottobre 2003, il gruppo viene chiamato a partecipare con il brano “S.O.S.” ad un’importante compilation (“New Noise Compilation”, pubblicata da R.L.S. Record) che ospita alcune delle più promettenti band underground della scena italiana. Nel 2005 gli ANY FACE entrano nuovamente in studio per registrare il primo album (“Craving Out Of Mist”), che esce nel febbraio 2006 per l’etichetta francese Deadsun Records. A pochi mesi dall’uscita dell’album, a causa di divergenze musicali e personali tra i componenti della band, la formazione viene rivoluzionata. Nel novembre 2007 gli ANY FACE riprendono l’attività. Dopo un periodo di assestamento, la line up composta da Yuri Bianchi (cantante dei Bloodline Propaganda, ex Hybris, Electrocution ed Addiction Crew), dal chitarrista Antonio Pollizzi (ex Ancestral Stigmata ed ex Kosmophobia), dal bassista Davide Stura (ex Ancestral Stigmata) e dal batterista Antonio Marcon (ex Ancient) entra nel novembre 2008 al Fear Studio di Ravenna per registrare un nuovo promo (“Deaf Songs For A Dead World”), avvalendosi di Alex Guadagnoli (Addiction Crew, ex Electrocution) come produttore. Dopo la registrazione di "D.S.F.A.D.W.”, nel novembre 2008, per gravi problemi personali il batterista Antonio Marcon ha dovuto abbandonare la band. Nel periodo successivo, Davide, Tony e Yuri si sono concentrati nella stesura di nuovi brani e nella ricerca di un sostituto....ricerca terminata all'inizio di Febbraio 2009 con il ritorno in formazione di Omar Cappetti (Ancestral Stigmata, e già parte della band per alcuni mesi nel 2006). Nel settembre 2009 la band incide un nuovo promo di tre brani ("Birth Of A Nihilist", destinato a labels, distributori, stampa e webzines) come anticipazione del nuovo album in uscita nel 2010. Nel periodo immediatamente successivo alle registrazioni, Szymon Sollami Delekta (Bios, ex Bloody Bunny) entra negli Any Face come secondo chitarrista. Nell'aprile 2010 gli Any Face ritornano al Fear Studio di Ravenna per registrare il loro secondo album "The Cult Of Sickness". Il nuovo lavoro è composto da 8 brani, di cui una cover degli OLD. Compaiono due ospiti della scena Death Metal italiana e l'americano Alan Dubin (Gnaw, Khanate ed OLD).La post produzione di "TCOS" è stata eseguita presso i "The Strands Studios" di Los Angeles, sotto la supervisione del producer Alex Guadagnoli. In settembre a causa della distanza geografica tra lui ed il resto della band, Yuri abbandona gli ANY FACE. Il 12 Novembre 2010 esce per Buil2Kill Records - Nadir Music / Audioglobe "The Cult Of Sickness". Con l'aiuto di alcuni cantanti, da febbraio 2011 a Luglio 2012 la band promuove dal vivo "The Cult Of Sickness". Nell'ottobre del 2012 Luca Pitzianti diventa il nuovo singer degli ANY FACE. Band Press Office: Trevor Sadist c/o Nadir Music S.r.l. Via P.D. da Bissone, 1cr/n 16153 Genova". 

Ciao Any Face, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Tony: Ho iniziato a studiare musica molto presto, e continuo ancora.. non si finisce mai di imparare.Davide: Nato da genitori molto giovani, la mia infanzia è trascorsa tra dischi che andavano dai Rolling Stones ai Jetro Tull, passando per Led Zeppelin, Yes, Uriah Heep, Gentle Giant e Deep Purple. La folgorazione nell'estate 1984, quando scolaretto delle elementari mi fu regalata la MC di “Ride The Lightning”. E fu amore...o dannazione! Assurdo pensare che per me tutto sia partito dai Metallica, visto che ora li detesto e li considero i Paolo Liguori della nostra musica. Vabbè! Da adolescente mi fu regalato il primo basso e da allora non ho mai smesso. Sono fondalmente autodidatta; le poche lezioni prese le ho ricevute da"maestri"il cui intento era clonare se stessi negli allievi, sia come stile che, addirittura, come ascolti e preferenze. Gente che sminuiva tutto quanto non fosse a loro gradito. Non faceva per me. Gli unici due maestri degni di tal nome, persone i cui mille impegni purtroppo non coincidevano coi miei. La mia fortuna, ascoltare tantissima musica diversa e aver sempre collaborato con musicisti preparati da cui ho"rubato"ed appreso molto. Fortunato anche per l'essere totalmente appassionato verso quello che faccio. Influenze musicali? Davide: Come detto qualche riga sopra, ascolto davvero di tutto. Solo oggi, ad esempio, tra stereo ed autoradio ho fatto transitare Deftones, The Monolith Deathcult, Tesseract, Lykke Li, Immolation, Animals As Leaders, Caparezza, Massive Attack, The Dillinger Escape Plan e The Mahavishnu Orchestra. Tutto ciò che attira la mia attenzione, mi influenza. E non parlo solo di Musica. Ogni opera d'Arte, ogni persona che incontro ed ogni esperienza che vivo smuove in me emozioni che più o meno inconsapevolmente tramuto in Musica. E come me, anche i miei compagni. Veniamo influenzati e rielaboriamo; non scopiazziamo! Chi ascolta gli Any Face non faticherà di certo a cogliere il nostro amore per la musica estrema, ma prestando maggiore attenzione penso si possano notare elementi anche totalmente estranei a quel genere, anche se interpretati con il nostro stile. Tutti noi siamo molto aperti, curiosi, attenti e ricettivi verso ciò che ci circonda. Tony: Direi un po' di tutto dal rock anni 70 al metal anni 90 passando per la classica e il jazz. Come nascono vostre sonorità? Davide: A parte un blocco totale di 8 mesi nel 2011, il comune denominatore di ciò che ho composto per la band è stato ciò che vivevo in un dato momento. Periodi di piccole o grandi emozioni, poco importa se positive o negative. Quelli sono i momenti in cui in Musica mi esce tutto di getto. Dalle prime bozze, salvo quello che mi piace e ci lavoro sopra a seconda dei miei gusti per poi proporlo ed integrarlo a ciò che hanno prodotto i miei compagni. E' ricerca di se stessi. Nei nostri vecchi lavori, ovunque ci sia stata una dissonanza, un cluster o qualcosa di particolarmente "storto"al 99% era farina del mio sacco! Sono sempre stato affascinato dalle cose meno immediate, ultra tecniche e"al limite dell'ascoltabile", ma dopo anni di digiuno per overdose sto ricominciando ad apprezzare parecchio anche la melodia e la"semplicità". Tony: Una sonorità non è studiata a tavolino, almeno non dovrebbe esserlo. E' il frutto di una combinazione di una serie di fattori: è una cosa che si ha dentro; è la continua ricerca del proprio sound! E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Tony: Entrambe le cose: un buon cd trasmette un messaggio che poi si concretizza con il live. Per questo motivo ciò che senti su un nostro cd è al 99% riprodotto live da noi, visto che siamo profondamente convinti che sia inutile fare cose che poi non si è in grado di suonare. Per noi equivarrebbe al barare e al non riconoscere i propri limiti. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Davide: Dipende da cosa e come lo vuoi proporre. Ad esempio dubito che gli Slipknot senza la loro immagine sarebbero considerati diversamente da tante altre band thrash/death moderne, pur essendo compositori notevoli. Non so se nel loro caso sia qualcosa di realmente sentito o sia stato studiato a tavolino, e nemmeno mi interessa. Per loro funziona e va benissimo così. Amo quella band, ma le loro tutone e le loro maschere non mi hanno mai impressionato. Se artisticamente trovo che una band sia interessante, i suoi componenti possono presentarsi totalmente nudi o travestiti da Barbapapà: per me non cambia nulla. Per quanto riguarda noi, non abbiamo un immagine. Presentiamo noi stessi con la nostra Musica, quindi nelle foto promozionali o nei live siamo semplicemente...noi stessi. A livello commerciale forse il nostro è un'autogoal, ma quello che ci interessa è esclusivamente la nostra Musica. Tony: A me dell'aspetto estetico frega poco e niente..mi interessa ciò che mi"arriva"musicalmente. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Davide: Dall'uscita di "The Cult Of Sickness", il nostro secondo disco, a livello promozionale siamo seguiti da Trevor (Sadist) e Federico della Nadir Music. Si sono occupati di: far giungere il nostro cd a quanti più addetti ai lavori possibili, dei nostri (pochissimi) comunicati stampa e della pubblicità sui supporti cartacei e in rete. Hanno svolto un'ottimo lavoro e gliene siamo profondamente grati. L'intento è quello di continuare a collaborare. Per i live, visto che non sono una booking agency, a parte un'unica data che ci è stata proposta da loro ci siamo sempre affidati al buon vecchio D.I.Y. C'è anche da dire però che si sente parlare degli Any Face solo quando la band ha qualcosa di sensato da comunicare, ovvero per l'uscita di nuova musica o qualche rilevante cambio di line up. Non siamo gente che deve raccontare ogni virgola delle proprie giornate, che inventa cretinate pur di far parlare di se e mettersi in luce o si lascia coinvolgere in polemiche sterili e idiote. Forse è anche per questo che non siamo poi così conosciuti e che di noi si parla così poco, ahahah! Tony: A parte le etichette sopra citate, che comunque non considero degli sponsor ma dei collaboratori, nessuno! Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Tony: Esistono tante buone band come tante schifezze... e anche se in Italia non esiste una vera e propria scena come era intesa anni fa, qualcosina si muove.. Certo è che la crisi discografica mondiale non aiuta: mancano gli spazi dove esibirsi. I locali chiudono per le troppe tasse e quelli che vanno avanti tagliano sui live o li rendono inaccessibili. Se non mi si da nemmeno il rimborso spese per andare a suonare a Roma, ad esempio, io rinuncio, perchè va bene l'amore per la musica e per la scena underground ma si è troppo lontani per sostenere delle spese del genere. Davide: A livello artistico, almeno per i generi che seguo, siamo diventati competitivi quanto chiunque altro. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Tony: Questione di cultura secondo me... Davide: Concordo. I motivi vanno ricercati nella Storia. Ma senza fare un'escursione nel passato remoto ed analizzando solo gli aspetti superficiali qui in Italia, le ragioni sono semplicissime. E' un contro senso, visto il nostro passato, ma da noi l'Arte non è considerata patrimonio. Solo fonte di reddito. Restringendo ancora il campo: per il gestore di un locale che punta sulla”musica”, è più sicuro avere una band che propone inediti o una che suona solo cover...magari quelle dei soliti “artisti”? Mancando una vera educazione in merito, gran parte del pubblico è convento senza nemmeno rendersene conto. Restringendo ancora di più: il nostro ambito qui in Italia privo di curiosità e si accontenta di ciò che passa il  è di nicchia tutto sommato. Quanto ho detto qui sopra, vale anche per il nostro genere il più delle volte. Laddove invece si da spazio ad esordienti o sconosciuti, spesso ci si scontra con realtà chiuse e protezioniste che danno priorità, se non a volte l'esclusiva, ad amici. Per fortuna qualcuno imparziale ed appassionato c'è ancora però! L'importante è non limitarsi alla lamentela, non demordere e continuare a crederci...e qualcosa, piccola o grande che sia, si riesce comunque a fare. Mai fatto provini in qualche Talent show? Tony: Si come no...  X Factor! Ahahahah!!!! Scherzo, non ci penso nemmeno! Davide: Non dategli retta! Qualche anno fa ci ha provato ma la sua proposta non fu gradita. Anzi, da allora deve mantenere una distanza di almeno 500 metri da qualsiasi studio televisivo nazionale. Per forza...propose una gang bang con la Maionchi! Ahahah (questa la capiamo in pochi). Seriamente: assolutamente no! E mai lo farò! Avverrà il contrario solo se sarò certo al mille per mille che facendo il buffone per pochissimo tempo ricaverò così tanti soldi da poter permettere ai miei cari e alla mia band, a cui mi dedicherei ancora, di vivere tranquillamente. E dovrei essere più che sicuro di poter uscire dall'ingranaggio mezzo secondo dopo aver incassato, e senza alcun danno. Perchè? Tony: Perchè il talento non si dimostra così, semplice. Davide: Visto che in vita mia non ho mai seguito nessuno di quei programmi non posso dirlo con sicurezza, ma dubito ce ne siano per bassisti. Cretinate a parte, a mio avviso sinonimi di Musica, e Arte in generale, sono libertà d'espressione e passione. Partecipare ad uno qualsiasi di quei format per me equivarrebbe al cadere in una profonda contraddizione: ovvero fare qualcosa che in teoria mi appassiona, ma senza passione. Comunque, se poi Musica ed Arte diventano anche un lavoro, ottimo. Ma non credo in chi ne fa o li propone come mestiere. Per carattere accetto ed accolgo volentieri consigli e pareri, ma sarei assolutamente incapace di dar retta a chi mi dice cosa devo fare. Ho la fortuna di poter esprimere alcune parti della mia personalità attraverso la Musica che suono, e in tal senso non desidero altro. I talent show sono lo specchio dei tempi in cui viviamo: tutto e subito. E se patinato, ancor meglio. E' forzata, pianificata ed ostinata spettacolarizzazione. E' commercio. E' mainstream. Non c'è nulla nella scena mainstream in cui io mi possa riconoscere. Restringendo di molto il discorso, è per questi motivi che non farò mai parte nemmeno di una cover o di una tribute band. Mi diverte avere magari una cover reinterpretata nel nostro stile nei nostri album o proporne una o due dal vivo, ma come detto poc'anzi, è solo per puro divertimento. Devo poter esprimere me stesso con la Musica. Così la penso io e non è per forza la linea di condotta della band. Rapporto con i fan? Tony: Ottimo direi, anzi colgo l'occcasione per ringraziare tutti quelli che sono venuti ai live e che continuano a supportarci!! Davide: Siamo prima di tutto noi stessi fan della Musica in generale. E siamo i primi fan della nostra band. Il rapporto è ottimo. Nessuna posa o snobismo da parte nostra, anche perchè non ce ne sarebbe motivo. Ci viene naturale approcciarci come vorremmo essere approcciati da chi seguiamo! Tanta gratitudine nei confronti di chi ci supporta! Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Davide: In 13 anni di Any Face, direi 50 e 50 a livello quantitativo. Qualitativamente per quanto mi riguarda le soddisfazioni sono state di gran lunga superiori e sono diventate un'ottima spinta per andare avanti. Le“delusioni”, beh, sono quelle che segnano e lasciano cicatrici sulla pelle. Io cerco di trasformarle in lezioni da cui apprendere qualcosa di positivo e, dove ho sbagliato io o comunque ho responsabilità, mi servono per provare a non ripetere gli stessi errori. Comunque le“delusioni”derivano sempre da persone o situazioni. Mai dalla Musica. E si superano. Ma ammetto che mi è capitato qualche volta di dover reprimere violentemente il desiderio di aprire il cranio a certi personaggi per vedere cosa cazzo avessero al posto del cervello! Ma anche questo passa: bisogna dare alle cose il peso che realmente hanno! A volte è stato messo in gioco anche il rapporto umano e sono felice per quelle occasioni in cui c'è stata la volontà di cercare il chiarimento. Sono i casi in cui i rapporti diventano ancora più solidi e significativi. Tony: Non sono deluso dalla musica! A volte sono le persone che se ne occupano a deludermi...e quasi sempre ci sono di mezzo i soldi! Credete nella Discografia Italiana? Davide: Credo in chi lavora bene e con onestà. Credo in chi ti lascia libertà artistica. Credo in chi non ti promette mari e monti per poi lasciarti con un pugno di mosche. Ho fiducia in chi ti dice esattamente come stanno le cose senza cercare di vendersi con promesse al giorno d'oggi ridicole. Con questi requisiti, mi si perdoni il gioco di parole, credo a chi dimostra di credere davvero in ciò che facciamo. Con il nostro ultimo lavoro siamo stati fortunati ad aver trovato persone con queste caratteristiche presso la Buil2Kill Records/Nadir Music di Genova. Per il resto dal poco che so, almeno nel nostro ambiente, in Italia c'è tanto fumo e poco arrosto. Sogni nel cassetto? Tony: Io un sogno ce l'ho! Fare un death metal fest in parlamento! Davide: Sì sì! Headliner voglio i Brutal Truth: sia per la Musica che fanno che, soprattutto, per il loro nome. In parlamento sarebbe azzeccatissimo! Il mio chitarrista è un genio...sono a dir poco onorato di poter suonare con lui... ahahah! Per risponderti, siamo gente concreta ed i nostri sogni alla fine coincidono con ciò che sappiamo di poter realizzare con le nostre mani. Non è disillusione: forse è solo maturità. Tutto ciò che deriverà dai nostri sforzi sarà accolto con gioia, ma non viviamo nell'attesa della"grande occasione". Piuttosto, lavoriamo per ottenerla. Abbiamo i nostri obbiettivi, e ci prodighiamo per raggiungerli rimanendo coerenti con noi stessi e con ben chiaro l'intento di migliorarci in ogni senso. Tutto ciò che ne consegue è un bel dono, o, a seconda dei casi, meritata ricompensa. Progetti Futuri ed Aspettative? Tony: Suonare il più possibile. Ciao a tutti Davide: Registrare e pubblicare il nostro maledettissimo terzo album. E' peggio di un parto. Abbiamo iniziato a lavorarci per la prima volta a pochi mesi dall'uscita di "The Cult Of Sickness", precisamente nel gennaio 2011, e a causa di vari intoppi abbiamo dovuto interrompere il processo compositivo. Siamo gente molto umorale e a quei tempi avevamo scritto materiale che, con le dovute proporzioni, avrebbe fatto apparire tranquille band come i Deeds Of Flesh e quadrati gruppi come gli Psyopus. Da allora fino ai giorni nostri sono capitate mille robe e con noi è cambiata la nostra Musica. Abbiamo poi ripreso la composizione... interrompendola per la promozione live che ci ha impegnati per circa un anno. Per poi riprenderla...e interromperla più volte a causa di vari problemi. Ora ci siamo: abbiamo i brani e ci piacciono davvero; abbiamo il titolo; abbiamo chi già sta lavorando all'artwork e tra poco ricomincieremo a registrare i demo. Contiamo tra fine 2013 ed inizio 2014 di poterlo mandare finalmente in stampa. Aspettative? Personalmente che mi soddisfi. E se piacerà, ben venga. Aspettative per la band: pubblicare il nostro lavoro migliore. Il più maturo e completo. E poi finalmente tornare sui palchi per promuovere la nostra Musica, divertirci e divertire. Magari anche all'estero. Grazie per l'intervista. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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