Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - Band - FOLKSTONE

"Ciao Folkstone, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati.Iniziamo con qualche domanda per presentarvi a chi ancora non vi conosce:  Il vostro percorso artistico? Il nostro percorso artistico comincia tra il 2004 ed il 2005. Sin dall’inizio capiamo che la nostra passione fondamentale è di esibirci dal vivo. Avere il contatto con il pubblico e poter scaricare tutta l’energia della voglia di fare musica suonando, per noi vale oro. Dopo una demo incisa per poter farci conoscere di più sia da locali e feste che dal pubblico in generale, la nostra strada incrocia con la Fuel Records. Sotto questa etichetta produciamo il nostro primo full-length “Folkstone” (2008), composto molto istintivamente, ed il secondo “Damnati ad Metalla” (2010), ragionato e meno precipitoso del precedente. Con i lavori che si susseguono nel tempo cerchiamo di dare un’impronta sempre più nostra alle canzoni, dando loro personalità sia a livello di testi a livello di melodie. Cerchiamo infatti di non imitare alcun gruppo o prendere troppi spunti da sonorità. L’intento è di fare una musica che sia riconoscibile in quanto nostra. Vogliamo che lasci un segno che sia riconducibile al nostro modo di essere e di fare musica. In questi anni abbiamo l’opportunità di esibirci moltissimo dal vivo, sia su palchi italiani grandi e piccoli che su ottimi palchi stranieri. Nel 2011 è l’anno della parentesi acustica. Non perché ci fermiamo ma perché raccogliamo in un disco (“Sgangogatt”), registrato nella nostra sala prove/cantina, tutte le canzoni che proponiamo durante gli spettacoli così detti “da strada”, in cui riproponiamo pezzi nostri e pezzi medievali/tradizionali riarrangiati da noi. Questo “esperimento acustico” è tale anche perché viene prodotto dall’ appena nata “Folkstone Records”, ovvero interamente da noi. Chiusa questa parentesi arriviamo al 2012, anno in cui esce il nostro terzo lavoro: “Il Confine”. Con questo disco cambiano diverse cose. Con il nostro fonico ed amico Yonatan, che ha lavorato con noi sin dai tempi della demo per ciò che riguarda la produzione artistica e da “Damnati ad Metalla” anche la stesura dei pezzi stessi, facciamo un massiccio lavoro di pre-produzione dell’album. Questo permette di curare di più i particolari ed avere un risultato più compatto e lineare nel finale. Decidiamo inoltre di staccarci definitivamente dall’etichetta Fuel, per poter avere in mano i nostri lavori dall’inizio della lavorazione fino alla fine, sotto ogni punto di vista. Inoltre chiediamo ai nostri fans di comprare a scatola chiusa il nuovo album, per poter così finanziare le registrazioni. Inaspettatamente circa 400 persone rispondono all’iniziativa e ci permettono così di concludere lavoro! Rimandiamo alla domanda che abbiamo visto più avanti le considerazioni sui nostri fans. Non contenti decidiamo, a novembre dello stesso anno, di registrare il nostro primo Dvd Live titolo “Restano i Frammenti”. L’intento è di raccogliere tutti e quattro gli album in un concerto unico. Deve essere una sorta di ringraziamento per tutti i momenti passati a suonare per e con ci segue da tanto tempo. Per chi non ci conosce invece è una sorta di biglietto da visita, che mostra l’atmosfera e l’energia che si crea durante i nostri show… o almeno speriamo che si percepisca! Dai commenti ricevuti finora sembrerebbe di sì! Questo è in breve il percorso che abbiamo fatto, che è davvero intenso e continua ad esserlo ad ogni anno che passa. Siamo soddisfatti di ciò che abbiamo fattoe raccolto fino ad oggi e siamo grati a tutti coloro che ci sostengono con una passione che davvero non avremmo mai immaginato potesse esserci". 

Quali sono le vostre influenze musicali? Più che parlare di influenze, diremmo background musicale. Perché se è vero che siamo partiti influenzati dalla musica d’Oltralpe di gruppi del genere di In Extremo, Corvus Corax, Schelmish e via dicendo, ci siamo quasi subito staccati da suggestioni varie e ci siamo voluti orientare su una ricerca personale della musica che andavamo a comporre. Certamente ciò che abbiamo ascoltato nel corso degli anni e che tuttora ascoltiamo ha un riflesso inconscio sulle composizioni ed il metro di giudizio a livello di piacere. Essendo in tanti nel gruppo abbiamo diverse sonorità alle spalle che ci hanno accompagnato e formato e che, inconsapevolmente o meno, vengono a galla nella composizione dei pezzi. Spaziamo dal cantautorato di Guccini, De André, Jhonny Cash a gruppi come i Nomadi e i Litfiba, dal rock anni 70 di Led Zeppelin e The Ramones al punck rock dei Sex Pistols e dei CCCP, dal classico metal di Iron, Black Sabbath, AcDc al death di Slayer, Obituary … ecc. Insomma c’è davvero spazio per un vastissimo repertorio! Come nascono le vostre sonorità? Quando componiamo un pezzo partiamo da diversi punti. Alcune volte si parte da un giro di cornamusa e quindi dallo strumento acustico e dalle sue sfumature e tonalità. A volte inseriamo dei pezzi del repertorio tradizionale popolare, ma solo perché ci piacciono non perché vogliamo rimarcare il senso del passato a tutti i costi. Ci teniamo a sottolineare questa cosa, perché a volte sfugge. Se invece l’idea base è della chitarra elettrica, il pezzo nasce già rock per definizione … o metal quando spunta la doppia cassa a far da padrona. Il senso comunque è cercare un’omogeneità di suono tra i tanti e svariati strumenti che abbiamo a disposizione. Seguiamo il nostro gusto personale, senza pensare che un pezzo sia troppo rock, troppo metal, poco pop, poco commerciale… e via dicendo. Questo perché fondamentalmente non ci interessa catalogare una canzone o un intero album. Inoltre perché l’iter parte dalla spontaneità di un pezzo che successivamente si modifica, aggiungendo o togliendo strumenti, parti di melodie, stravolgendolo… insomma fino a che non raggiunge la giusta versione. Come in tutte le cose poi c’è l’eccezione che conferma la regola, ovvero il fatto che alcuni brani siano nati e finiti in una volta sola… si tratta di un caso o due, ma è successo. Fondamentalmente comunque le sonorità che caratterizzano la nostra musica sono gli strumenti particolari che usiamo. Particolari non perché nessuno li usi, al contrario. Semplicemente perché strumenti quali cornamuse, arpa, bombarde, ghironda e flauti vengono abbinati alla distorsione di basso e chitarra elettrici e batteria. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sicuramente produrre un buon cd è un passo importante. Un album è un biglietto da visita per chi ancora non ci conosce ed è una sorta di conclusione di un lavoro svolto nel tempo. Ci teniamo inoltre che le persone che ci seguono abbiano un prodotto di qualità e non solo un pezzo di plastica così tanto per avere il ricordo di una canzone o di un concerto. Per questo quando dobbiamo produrre un album ci mettiamo sempre il massimo della cura. Tuttavia, detto ciò, l’esibizione live è il motore che dà la spinta per fare i passi che portano avanti questo folle progetto. Suonare dal vivo è per noi basilare, perché ci riteniamo animali “da palcoscenico”. Non perché siamo “fighi”, ma semplicemente perché per noi i live sono adrenalina pura, energia in continuo scambio tra noi ed il pubblico e di conseguenza il palco è il nostro “habitat” in cui ci sentiamo a casa. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L’aspetto estetico sicuramente gioca un ruolo importante, ma non è fondamentale. fondamentale. E’ logico che vedere cornamuse, flauti, ghironda e arpa su un palcoscenico insieme a chitarra, basso e batteria abbia un fascino che non può non attrarre le persone. Nel senso che se una persona non ci ha mai visto, sicuramente suscitiamo in lei/lui curiosità. Poi ovviamente non è detto che questo accostamento piaccia per forza, anzi può anche creare un effetto immediato di nausea furibonda! ;) Oltre a questo, vedere nove bizzarri personaggi che si scatenano mentre suonano ha anch’esso un impatto che non lascia indifferenti… sempre nelle modalità sopra descritte ovviamente. Tutto ciò dicevamo quindi essere importante perché crea curiosità e attira lo sguardo dello spettatore ignoto, ma non è fondamentale. Perché poi l’importante è che la gente rimanga durante il concerto, si diverta, canti, poghi e perché no capisca ciò che vogliamo dire con la nostra musica e le nostre parole. Rapporto con i fan? Rock ‘n ‘roll! Abbiamo un sacco di persone che ci seguono in qualsiasi posto, in qualsiasi condizione atmosferica e in qualsiasi giorno dell’anno! Non ci stanchiamo mai di ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto negli anni e continuano a farlo con una passione esagerata. Come accennato prima i nostri fans ci hanno aiutato a produrre l’ultimo album “Il Confine” . Per noi è stato estremamente significativo, soprattutto a livello personale. Non ha prezzo sapere che così tante persone credono davvero in ciò che fai e sono pronte a sostenerti anche in questi momenti! Non ci capacitiamo della cosa, ma ne siamo davvero contenti. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Sicuramente più soddisfazioni. Durante il percorso ci sono state anche tante delusioni, per svariati motivi e situazioni. Purtroppo l’inesperienza, l’ingenuità e forse l’impeto di fare un sacco di cose a volte fanno fare scelte sbagliate. Con il passare del tempo si cresce e si cerca di non ripetere gli errori e di migliorare tutto ciò che ha portato a galla lati negativi. Non che ora siamo “arrivati” e “saggi” ,anzi facciamo ancora i nostri errori. Tuttavia, come nella vita di tutti i giorni, si cresce e si cerca di migliorare per quanto sia possibile. Ed ora qualcosa per chi già vi conosce e vi segue: E’ da poco iniziato il vostro all’inverso tour,avete particolari aspettative per questo nuovo anno di scorribande? Particolari aspettative no. Anche perché siamo sempre un po’ pessimisti, anzi a volte in realtà sfioriamo il catastrofismo. A parte questa piccola ma doverosa premessa, riteniamo di avere in calendario un sacco di date che riteniamo davvero belle. Inoltre con questo tour riusciamo a toccare città in cui finora non avevamo mai suonato, quindi più che di aspettative parleremmo di obiettivi. Ecco l’obiettivo per noi è di riuscire ad arrivare a tutta la gente che ancora non sa della nostra esistenza e di riuscire a soddisfare le esigenze dei tanti palati musicali diversi sparsi in Italia. C’è un argomento particolare sul quale vorreste scrivere un futuro testo? o sul quale improntare il vostro prossimo album? Non abbiamo ancora affrontato questo argomento a dir la verità. Tuttavia crediamo che sarà improntato su tematiche che ci riguardano personalmente, come per gli altri album. Amiamo parlare di cose che ci toccano da vicino, di temi che sentiamo perché li viviamo profondamente nella quotidianità. Anche perché non ci è mai parso naturale trattare temi a noi lontani o per cui fosse richiesta una fervida immaginazione. Questo non vuol dire parlare solo di cose concrete che riguardano “il qui e l’ora”. Anche perché si sa che ci piace andare a ripescare qualche storia dal passato, qualche personaggio, qualche particolare accantonato dal presente. Semplicemente saranno storie a noi vicine in modi diversi, con diverse percezioni e modalità. Quindi il percorso sarà sicuramente questo. insieme a chitarra, basso e batteria abbia un fascino che non può non attrarre le persone. Nel senso che se una persona non ci ha mai visto, sicuramente suscitiamo in lei/lui curiosità. Poi ovviamente non è detto che questo accostamento piaccia per forza, anzi può anche creare un effetto immediato di nausea furibonda! ;) Oltre a questo, vedere nove bizzarri personaggi che si scatenano mentre suonano ha anch’esso un impatto che non lascia indifferenti… sempre nelle modalità sopra descritte ovviamente. Tutto ciò dicevamo quindi essere importante perché crea curiosità e attira lo sguardo dello spettatore ignoto, ma non è fondamentale. Perché poi l’importante è che la gente rimanga durante il concerto, si diverta, canti, poghi e perché no capisca ciò che vogliamo dire con la nostra musica e le nostre parole. Rapporto con i fan? Rock ‘n ‘roll! Abbiamo un sacco di persone che ci seguono in qualsiasi posto, in qualsiasi condizione atmosferica e in qualsiasi giorno dell’anno! Non ci stanchiamo mai di ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto negli anni e continuano a farlo con una passione esagerata. Come accennato prima i nostri fans ci hanno aiutato a produrre l’ultimo album “Il Confine” . Per noi è stato estremamente significativo, soprattutto a livello personale. Non ha prezzo sapere che così tante persone credono davvero in ciò che fai e sono pronte a sostenerti anche in questi momenti! Non ci capacitiamo della cosa, ma ne siamo davvero contenti. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Sicuramente più soddisfazioni. Durante il percorso ci sono state anche tante delusioni, per svariati motivi e situazioni. Purtroppo l’inesperienza, l’ingenuità e forse l’impeto di fare un sacco di cose a volte fanno fare scelte sbagliate. Con il passare del tempo si cresce e si cerca di non ripetere gli errori e di migliorare tutto ciò che ha portato a galla lati negativi. Non che ora siamo “arrivati” e “saggi” ,anzi facciamo ancora i nostri errori. Tuttavia, come nella vita di tutti i giorni, si cresce e si cerca di migliorare per quanto sia possibile. Ed ora qualcosa per chi già vi conosce e vi segue: E’ da poco iniziato il vostro all’inverso tour,avete particolari aspettative per questo nuovo anno di scorribande? Particolari aspettative no. Anche perché siamo sempre un po’ pessimisti, anzi a volte in realtà sfioriamo il catastrofismo. A parte questa piccola ma doverosa premessa, riteniamo di avere in calendario un sacco di date che riteniamo davvero belle. Inoltre con questo tour riusciamo a toccare città in cui finora non avevamo mai suonato, quindi più che di aspettative parleremmo di obiettivi. Ecco l’obiettivo per noi è di riuscire ad arrivare a tutta la gente che ancora non sa della nostra esistenza e di riuscire a soddisfare le esigenze dei tanti palati musicali diversi sparsi in Italia. C’è un argomento particolare sul quale vorreste scrivere un futuro testo? o sul quale improntare il vostro prossimo album? Non abbiamo ancora affrontato questo argomento a dir la verità. Tuttavia crediamo che sarà improntato su tematiche che ci riguardano personalmente, come per gli altri album. Amiamo parlare di cose che ci toccano da vicino, di temi che sentiamo perché li viviamo profondamente nella quotidianità. Anche perché non ci è mai parso naturale trattare temi a noi lontani o per cui fosse richiesta una fervida immaginazione. Questo non vuol dire parlare solo di cose concrete che riguardano “il qui e l’ora”. Anche perché si sa che ci piace andare a ripescare qualche storia dal passato, qualche personaggio, qualche particolare accantonato dal presente. Semplicemente saranno storie a noi vicine in modi diversi, con diverse percezioni e modalità. Quindi il percorso sarà sicuramente questo. non uscire da certi binari, musicalmente parlando. Cioè, per non sbandare eccessivamente da quello che i fans, e noi prima di tutti, ci aspettavamo da un album dei “Folkstone”. Da Il Confine in poi c’è stata qualche scintilla che ci ha spinti ad abbandonare questa tendenza. Il bisogno di metterci in gioco diminuendo sempre più il divario che esiste tra il mezzo e il messaggio; tra la mera proposta e l'idea; tra quello che potremmo suscitare a primo impatto e quello che invece vorremmo passasse; tra il nome "Folkstone" in sè e le persone che lo costituiscono. Insomma, in quasi 10 anni di attività è normale che siano avvenuti cambiamenti,anche profondi, su svariati piani: dal genere di ascolti ai vissuti di ognuno. Quando intendi far musica “iniettando” un po’ del tuo essere in parole e note, è normale -anzi doveroso- che le linee compositive rispecchino questi cambiamenti. Che poi il nuovo CD venderà meno del precedente, questo è un altro discorso, e per quanto mi riguarda non è una nostra prerogativa.Concludendo, c’è da aspettarsi che nei prossimi lavori si potrà sentire qualcosa di “diversamente influenzato” rispetto ai lavori precedenti. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax & Lice Musso]  

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