Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - "BIG" Musicista - PHIL MER

"Philipp Mersa in arte “PHIL MER “ Nato il 13/ 10/ 1982 tra i monti dell’Alta Badia, in provincia di Bolzano, Phil Mer si avvicina alla batteria all’età di 4 anni. Crescendo si appassiona anche alla chitarra e al pianoforte che ha studiato con Walter Savelli e che trova utilissimo per comporre ed arrangiare brani. All’età di 16 anni apre il tour estivo dei Pooh “Un posto felice” suonando la batteria nella band del cantautore Giovanni Danieli ed accompagnando i Pooh alle percussioni in un brano; a 18 anni realizza un cd di musica Fusion a suo nome insieme al chitarrista Paolo Conti e perfeziona lo studio del proprio strumento con Antonio e Alfredo Golino; si diploma inoltre al corso di Recording Studio tenuto da Lele Melotti. Partecipa al suo primo lavoro teatrale all’età di 19 anni con il musical “Pinocchio” con musiche dei POOH e regia di Saverio Marconi. Grazie a questo importante incarico ottiene l’endorsement dalla prestigiosa ditta di batterie Mapex con la quale tuttora collabora. Nel 2001 realizza un disco di batteria e percussioni con l’amico percussionista Max Castlunger. Da sempre grande appassionato di storia dell’arte è laureato con 110 e lode in Scienze dei Beni Culturali all’università Cattolica a Milano. Grazie al suo drumming creativo e versatile suona in diverse formazioni musicali spaziando in vari ambiti: Rock, Jazz, Acid-Jazz, Funk, Blues, Big Band, Jungle. Lavora inoltre come turnista in molte produzioni Pop per l’Italia e per l’estero. Dal 2005 è membro del trio CAPSICUM TREE, con cui realizza il cd “Eternal Life” in veste di batterista, arrangiatore e compositore, un progetto prodotto da Red Canzian. Ad Aprile 2007 esce il primo singolo dei Capsicum Tree cantato in italiano”Scappa scappa”che ottiene un buon successo. Ad Aprile e Maggio 2007 partecipa in veste di batterista al tour teatrale "Il mio nome è Pino Daniele e suono qui" di PINO DANIELE, in occasione di questo tour ha l'opportunità di accompagnare alla batteria anche le grandissime cantanti GIORGIA e NOA. A luglio 2007 viene riconfermato per il primo blocco di concerti estivi del tour di Pino Daniele. Suona la batteria nelle date finali del lungo tour "L'alfabeto degli amanti" di MICHELE ZARRILLO, in cui lo hanno preceduto batteristi del calibro di Alfredo Golino e Maurizio dei Lazzaretti. Lo troviamo alla batteria nel disco di Zarrillo "Nel tempo e nell'amore" e nel relativo tour estivo 2008, di cui uscirà nel 2009 il cd e dvd Live del concerto al Palalottomatica di Roma. Partecipa anche al rispettivo tour teatrale nell'autunno del 2009. Co-produce e suona nel disco d'esordio di CHIARA CANZIAN che partecipa al festival di Sanremo nel 2009 come nuova proposta e al cui live partecipa come batterista e direttore musicale. Insieme al bassista Andrea Lombardini dà vita al quartetto jazz THE FRAMERS, un progetto originale ed unico in cui il jazz trasversale e contaminato accompagna ed omaggia grandi capolavori della storia dell’arte (da Picasso a Yves Klein). Sempre nel 2009 partecipa al fortunato tour, teatrale prima, estivo poi, di PATTY PRAVO, reduce dal successo sanremese di "E io verrò un giorno là". Partecipa al grande evento benefico "Amiche per l'Abruzzo" che si tiene il 21 giugno 2009 allo stadio San Siro di Milano, accompagnando dal vivo L'AURA e Chiara Canzian di fronte a 50.000 persone. In veste di pianista accompagna RED CANZIAN nei suoi concerti natalizi di musica e parole "Rosso Natale" a dicembre 2009. Nel gennaio 2010 inizia la sua collaborazione come batterista con MALIKA AYANE, reduce dal grande successo di San Remo, una delle artiste italiane più interessanti ed originali della nuova generazione e partecipa al suo fortunato tour "Grovigli", in Italia e all'estero".

Ciao Phil, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla musica? Ho iniziato a suonare molto presto, mia mamma aveva profetizzato che sarei diventato batterista perché scalciavo come un dannato in pancia quando lei partecipava ai concerti. A sei anni mi fu regalata la prima batteria semiprofessionale e vista l’amicizia dei miei genitori con i Pooh (mia mamma in seguito sarebbe diventata la moglie di Red Canzian dopo il divorzio da mio padre), avevo talvolta l’occasione di salire sul loro palco durante il sound check e di sedermi alla batteria per provarla… chi l’avrebbe mai pensato che sarei salito ancora così spesso su quel palco, con loro, molto tempo dopo! Sei un batterista molto giovane ma già affermato. Ci racconti il tuo percorso artistico, la Tua formazione? Ho iniziato molto presto a lavorare con la musica, prima nelle band con gli amici poi in un musical a 18 anni e poi come strumentista dal vivo e in studio. Ho studiato duramente e ho avuto un maestro importantissimo, Alfredo Golino, che ha fatto di me un musicista professionista. Il primo tour importante è stato con Pino Daniele, a 24 anni, poi ho fatto altri tour con Michele Zarrillo, Patty Pravo, Malika Ayane fino ad arrivare alla mia esperienza attuale con i Pooh. Tra le altre collaborazioni che tengo a ricordare ci sono Mario Biondi, Noa, Giorgia, Giusy Ferreri, Stefano Di Battista, Saturnino, Chiara Canzian, Gianluca Mosole. Contemporaneamente, mi sono laureato in storia dell’arte a Milano e ho sempre portato avanti i miei progetti personali, studiando anche il pianoforte, utilissimo per arrangiare e scrivere. Qual è il genere musicale che preferisci? Per natura sono curioso e mi ritengo un musicista versatile poiché ho sempre voluto affrontare tanti generi musicali. Fondamentalmente, pur avendo lavorato di più nell’ambito pop, mi considero un batterista di mentalità jazz, poiché l’approccio estetico del jazz, che ha a che vedere con l’improvvisazione, la creatività, l’interplay con gli altri musicisti, è un bagaglio che mi piace trasportare in tutte le situazioni in cui suono. Sappiamo che collabori con diversi artisti, alcuni dei quali molto noti. Vuoi parlarci dei tuoi ultimi lavori discografici? Recentemente è uscito l’album “Ricreazione” di Malika Ayane, lavoro che la cantante ha presentato anche al Festival di Sanremo, in cui partecipo, oltre che come batterista, come autore e collaboratore insieme alla band degli arrangiamenti. Anche “Opera Seconda” dei Pooh, una reinterpretazione di loro brani con la grande orchestra sinfonica, è un lavoro recente di cui vado molto fiero. La maggior parte dei lavori che ho registrato in questi mesi deve ancora uscire entro il 2013. Senti di esprimerti meglio esibendoti dal vivo oppure in sala di registrazione? Sono due cose molto diverse, mi piace l’energia e la sensazione di irripetibilità che si esprime dal vivo, ma allo stesso tempo adoro la cura dei particolari e la creatività Ciao Phil, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla musica? Ho iniziato a suonare molto presto, mia mamma aveva profetizzato che sarei diventato batterista perché scalciavo come un dannato in pancia quando lei partecipava ai concerti. A sei anni mi fu regalata la prima batteria semiprofessionale e vista l’amicizia dei miei genitori con i Pooh (mia mamma in seguito sarebbe diventata la moglie di Red Canzian dopo il divorzio da mio padre), avevo talvolta l’occasione di salire sul loro palco durante il sound check e di sedermi alla batteria per provarla… chi l’avrebbe mai pensato che sarei salito ancora così spesso su quel palco, con loro, molto tempo dopo! Sei un batterista molto giovane ma già affermato. Ci racconti il tuo percorso artistico, la Tua formazione? Ho iniziato molto presto a lavorare con la musica, prima nelle band con gli amici poi in un musical a 18 anni e poi come strumentista dal vivo e in studio. Ho studiato duramente e ho avuto un maestro importantissimo, Alfredo Golino, che ha fatto di me un musicista professionista. Il primo tour importante è stato con Pino Daniele, a 24 anni, poi ho fatto altri tour con Michele Zarrillo, Patty Pravo, Malika Ayane fino ad arrivare alla mia esperienza attuale con i Pooh. Tra le altre collaborazioni che tengo a ricordare ci sono Mario Biondi, Noa, Giorgia, Giusy Ferreri, Stefano Di Battista, Saturnino, Chiara Canzian, Gianluca Mosole. Contemporaneamente, mi sono laureato in storia dell’arte a Milano e ho sempre portato avanti i miei progetti personali, studiando anche il pianoforte, utilissimo per arrangiare e scrivere. Qual è il genere musicale che preferisci? Per natura sono curioso e mi ritengo un musicista versatile poiché ho sempre voluto affrontare tanti generi musicali. Fondamentalmente, pur avendo lavorato di più nell’ambito pop, mi considero un batterista di mentalità jazz, poiché l’approccio estetico del jazz, che ha a che vedere con l’improvvisazione, la creatività, l’interplay con gli altri musicisti, è un bagaglio che mi piace trasportare in tutte le situazioni in cui suono. Sappiamo che collabori con diversi artisti, alcuni dei quali molto noti. Vuoi parlarci dei tuoi ultimi lavori discografici? Recentemente è uscito l’album “Ricreazione” di Malika Ayane, lavoro che la cantante ha presentato anche al Festival di Sanremo, in cui partecipo, oltre che come batterista, come autore e collaboratore insieme alla band degli arrangiamenti. Anche “Opera Seconda” dei Pooh, una reinterpretazione di loro brani con la grande orchestra sinfonica, è un lavoro recente di cui vado molto fiero. La maggior parte dei lavori che ho registrato in questi mesi deve ancora uscire entro il 2013. Senti di esprimerti meglio esibendoti dal vivo oppure in sala di registrazione? Sono due cose molto diverse, mi piace l’energia e la sensazione di irripetibilità che si esprime dal vivo, ma allo stesso tempo adoro la cura dei particolari e la creatività Ciao Phil, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla musica? Ho iniziato a suonare molto presto, mia mamma aveva profetizzato che sarei diventato batterista perché scalciavo come un dannato in pancia quando lei partecipava ai concerti. A sei anni mi fu regalata la prima batteria semiprofessionale e vista l’amicizia dei miei genitori con i Pooh (mia mamma in seguito sarebbe diventata la moglie di Red Canzian dopo il divorzio da mio padre), avevo talvolta l’occasione di salire sul loro palco durante il sound check e di sedermi alla batteria per provarla… chi l’avrebbe mai pensato che sarei salito ancora così spesso su quel palco, con loro, molto tempo dopo! Sei un batterista molto giovane ma già affermato. Ci racconti il tuo percorso artistico, la Tua formazione? Ho iniziato molto presto a lavorare con la musica, prima nelle band con gli amici poi in un musical a 18 anni e poi come strumentista dal vivo e in studio. Ho studiato duramente e ho avuto un maestro importantissimo, Alfredo Golino, che ha fatto di me un musicista professionista. Il primo tour importante è stato con Pino Daniele, a 24 anni, poi ho fatto altri tour con Michele Zarrillo, Patty Pravo, Malika Ayane fino ad arrivare alla mia esperienza attuale con i Pooh. Tra le altre collaborazioni che tengo a ricordare ci sono Mario Biondi, Noa, Giorgia, Giusy Ferreri, Stefano Di Battista, Saturnino, Chiara Canzian, Gianluca Mosole. Contemporaneamente, mi sono laureato in storia dell’arte a Milano e ho sempre portato avanti i miei progetti personali, studiando anche il pianoforte, utilissimo per arrangiare e scrivere. Qual è il genere musicale che preferisci? Per natura sono curioso e mi ritengo un musicista versatile poiché ho sempre voluto affrontare tanti generi musicali. Fondamentalmente, pur avendo lavorato di più nell’ambito pop, mi considero un batterista di mentalità jazz, poiché l’approccio estetico del jazz, che ha a che vedere con l’improvvisazione, la creatività, l’interplay con gli altri musicisti, è un bagaglio che mi piace trasportare in tutte le situazioni in cui suono. Sappiamo che collabori con diversi artisti, alcuni dei quali molto noti. Vuoi parlarci dei tuoi ultimi lavori discografici? Recentemente è uscito l’album “Ricreazione” di Malika Ayane, lavoro che la cantante ha presentato anche al Festival di Sanremo, in cui partecipo, oltre che come batterista, come autore e collaboratore insieme alla band degli arrangiamenti. Anche “Opera Seconda” dei Pooh, una reinterpretazione di loro brani con la grande orchestra sinfonica, è un lavoro recente di cui vado molto fiero. La maggior parte dei lavori che ho registrato in questi mesi deve ancora uscire entro il 2013. Senti di esprimerti meglio esibendoti dal vivo oppure in sala di registrazione? Sono due cose molto diverse, mi piace l’energia e la sensazione di irripetibilità che si esprime dal vivo, ma allo stesso tempo adoro la cura dei particolari e la creatività che si può mettere in sala di registrazione, essendo io una persona molto razionale che ama curare i dettagli e detesta gli imprevisti. L’ideale probabilmente è registrare un concerto dal vivo! Qual è l'esperienza che ti ha regalato più soddisfazione, come musicista? Non è importante per me essere per forza su un grande palco con molta gente davanti, per quanto sia coinvolgente ed emozionante… la soddisfazione maggiore è ricevere la stima dei musicisti con cui lavori e che ti chiamano a suonare, sentirsi gratificati per l’apporto musicale che si sta dando al progetto. Probabilmente la sensazione è come quella di un pittore che vede il proprio committente appendere con ammirazione in salotto il quadro che ha dipinto. Qualche sassolino nella scarpa? Non ho rimpianti, mi allaccio le scarpe in modo molto stretto! Questo lavoro spesso ti porta a fare delle scelte e delle rinunce, non si può essere nello stesso posto contemporaneamente e può succedere di perdere dei treni importanti; solitamente seguo l’istinto ma in famiglia ho comunque sempre avuto degli ottimi consiglieri!Un sogno nel cassetto?Un desiderio è quello di tenere alto il livello e l’importanza delle mie collaborazioni, crescendo sempre di più come musicista per poter mantenere il mio standard lavorativo (non è un periodo facile per il lavoro e si spera che la qualità continui a pagare)… un sogno è di avere un giorno l’occasione di collaborare con qualche artista che ammiro all’estero. Credi in Italia sia più difficile affermarsi, per un musicista, rispetto a ciò che avviene in altri Paesi? I talent-show, secondo te, possono essere utili in tal senso?In genere la cosa difficile, ma penso valga per tutte le attività, è partire. Può passare molto tempo da quando un musicista si sente tecnicamente e musicalmente pronto per affrontare il lavoro da professionista a quando è su un palco con altri musicisti per lavoro… è difficile emergere, è difficile guadagnarsi la fiducia. Ci vuole un pizzico di fortuna ma bisogna cominciare a seminare bene intorno a sé, poi con il tempo tutto si espande in cerchi concentrici, se si hanno le doti per spiccare. Ho amici che lavorano all’estero e so che c’è maggiore meritocrazia; io stesso ho iniziato a lavorare con Pino Daniele grazie a un provino, evento piuttosto raro in Italia. Tendono a lavorare sempre le stesse persone ma questo è comprensibile, perché offrono una garanzia di affidabilità e di qualità; assumere una persona che si è vista una volta per un provino comporta un atto di fiducia, che può nascondere sorprese, dal momento che in questo lavoro bisogna sapersi rapportare con gli altri e convivere spesso con problematiche che esulano dallo suonare e basta. Questo per quanto riguarda il lavoro di musicista strumentista, per quanto riguarda i cantanti-artisti la questione è ancora più complicata e penso che i talent-show non stiano facendo grandi benefici alla scena musicale italiana perché privilegiano solo alcuni aspetti, spesso superficiali, dell’essere artisti. Se un giovane Bob Dylan si fosse presentato a The Voice temo l’avrebbero scartato. Quali sono i tuoi progetti futuri? Quest’estate riprenderà il tour estivo con i Pooh che ci vedrà impegnati a luglio e agosto sui più bei palchi all’aperto d’Italia, seguirà una piccola parentesi estera che comprenderà Belgio, Germania e Giappone. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Martina Galvani]  

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