Progetto Almax

15112015

2013 Settembre "BIG" Band - MARTA SUI TUBI

Ciao Marta sui tubi, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Siete nati a Marsala ma vi siete trasferiti a Bologna. Motivi musicali o personali alla base di questa scelta? Io e Carmelo siamo nati e vissuti a Marsala ma non suonavamo insieme, finchè ci siamo trovati casualmente a Bologna per motivi di lavori, abbiamo diviso l’appartamento e da lì poi abbiamo formato la band. Devo dire che è stata una bella casualità. Cosa vuol dire diventare un fenomeno underground nella prolifera Bologna? Noi non percepivamo questo fenomeno, ci davamo da fare e suonavamo senza illusioni. Non veniva tanta gente a vederci… questo succedeva 10 anni fa, ora le cose sono decisamente cambiate! Alla fine avete iniziato sotto lo stesso produttore di Bugo, a cui vi ispirate; cosa significa per voi questo? Bugo è stato il nostro primo produttore. Noi però ogni anno abbiamo cambiato produttore. Nel 2004 avete, all'interno del Meeting delle etichette indipendenti, preso il premio come miglior gruppo indipendente italiano; cosa ha voluto dire per voi? Secondo voi perché ve lo siete meritati e cosa questo ha significato a livello effettivo per voi e la vostra carriera? È stata sicuramente un’iniezione di fiducia, una pacca sulle spalle, ci siamo sentiti “sparati” verso l’alto. Ce l’abbiamo fatta senza raccomandazione, senza conoscere nessuno nell’ambiente musicale, è stato anche un modo per farci conoscere  e proseguire la carriera, avevamo sicuramente più situazioni favorevoli per cantare. Abbiamo vinto questo premio forse perché eravamo freschi al nostro esordio e generalmente questo premio non va dato a band emergenti, ma con noi è stato diverso. La formazione ha avuto diversi allargamenti, con l'introduzione di nuovi membri; da cosa nasce questa esigenza? È solo tecnica o la vostra idea di gruppo è più simile a quella di collettivo? All’inizio noi volevamo avere una band completa, ma nessuno voleva suonare con noi perché tutti i bravi musicisti erano impegnati in altri gruppi. Abbiamo preso coraggio e abbiamo inciso il primo disco solo con voce e chitarra, poi successivamente, con calma, abbiamo cercato e scelto altri elementi e da due, siamo arrivati a cinque membri. Avete aperto Caparezza e i Placebo, ci raccontate qualcosa di questa esperienza?come mai e cosa vi è rimasto? Aprire i concerti non mi piace come concetto. Noi suonavamo prima degli artisti più conosciuti e famosi, ma non per questo erano più bravi di noi. Se suoni davanti a milioni di persone che sono lì per sentire l’artista principale e non noi, per noi è una spinta a cantare ancora meglio. Il nostro è un lavoro molto emozionante, ci basta poco per scoraggiarci e tanto per andare avanti. Avete preso parte al progetto degli Afterhours “Il Paese è Reale”; cosa, secondo voi, avete apportato a questo progetto? Abbiamo dato la nostra canzone intitolata “mercoledì”, la quale parla dell’organizzazione di un concerto a casa di qualcuno. È stata un’ottima occasione per partecipare al concerto del primo maggio a Roma. Nel 2011 eravate ad un passo da Sanremo con Anna Oxa, e alla fine ci siete stati nel 2013 con la scoppiettante conduzione della coppia Littizzetto/Fazio; Vorreste raccontarci questa esperienza, che ne pensate di Sanremo per la musica “alternativa”?è efficace? Sanremo è una trasmissione televisiva che parla di musica, la più seguita in Italia quindi a livello promozionale è ottimo. Non abbiamo mai pensato di mandare una nostra canzone, poi siamo stati invitati da Fabio Fazio e abbiamo accettato di buon grado. A cosa e a chi vi ispirate per la vostra musica? Sono cambiati i vostri punti di riferimento musicali negli anni? Vi sono nuovi artisti che giudicate interessanti? Il processo compositivo è personale, prendo spunto dai ricordi, dall’immaginazione, dal vissuto, a volte prima si compone la musica e poi il testo, altre volte il contrario, prima il testo che poi adattiamo alla musica. Tendo sempre a fare le cose ogni volta in maniera differente. Facciamo finta che non vi si conosca affatto, convincetemi ad ascoltare un vostro album! Non sono bravo per queste cose, se la ami la musica, in particolare la nostra musica, non hai bisogno di qualcuno che ti convinca a comprare il nostro album. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Brian Nowak & Sabrina Zuccarini]

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