Progetto Almax

15112015

2013 Settembre - Band - DIRAQ

Ciao Diraq, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Percorso Artistico? Il nostro percorso musicale è iniziato nell’Aprile 2009, la voglia di fare le cose con un certo stile ci ha portati a suonare fuori regione molto presto, è stata per noi una scuola davvero importante, ci siamo imbattuti in tante situazioni, sia buone che meno buone, ma ciò è stato utile per capire le nostre potenzialità e farsi una piccola idea di come funziona la musica in Italia. Questa esperienza è sublimata nel nostro primo lavoro in studio, “Fake Machine”.  Influenze musicali? Il nostro intento iniziale era creare un sound affine con lo stoner rock dei Kyuss e primi Queens of the stone age, ma l’inevitabile evoluzione ci ha portati anche in altre direzioni e altre sonorità. Oltre allo stoner, nel nostro sound ci si può trovare del Noise Rock, probabilmente anche del Blues, tuttavia non ci precludiamo strade interessanti solo perché lontane da questi riferimenti di genere. I nostri ascolti vanno da Tom Waits, Nick Cave fino a Trent Reznor e Bjork. Per quanto riguarda le band italiane, ci accomuna l’apprezzamento per gli One Dimensional Man, crediamo che il loro modo di fare rock sia stato davvero pionieristico, almeno in questo paese, tuttavia Il nostro intento è quello di creare un sound riconoscibile e personale, ci teniamo molto perchè sosteniamo che l’identità per una band sia una cosa molto importante, preferiamo dunque lasciar parlare la nostra musica, senza influenzare l’ascolto con paragoni o similitudini con altre band o musicisti più affermati. Come nascono le vostre sonorità? I nostri pezzi sono frutto delle nostre suggestioni, il nostro modo di scrivere musica è molto “impressionista”, un po’ alla Paolo Conte (per quanto il genere sia diverso). Non solo parole, ma anche suoni, smorfie, mimiche particolari, sono elementi che arricchiscono e comunicano, il sound è frutto di queste intuizioni e con il lavoro in sala prove, la suggestione diventa tangibile. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Crediamo che al giorno d’oggi siano entrambi fondamentali, in una situazione come quella attuale, dove saturazione della scena musicale è ad alti livelli, l’importante è farsi notare a colpi di qualità e personalità. Per noi un disco racchiude l’anima di un artista/band, ne comunica l’essenza, il concetto, ne illustra l’estetica e noi siamo dalla parte di coloro che comprano i dischi in copia fisica e li ascoltano con la dovuta attenzione, perché sono coloro che veramente valorizzano il lavoro di chi fa musica. D’altro canto il disco deve essere registrato nel miglior modo possibile, in maniera quanto più professionale, con la giusta scelta di suoni e con l’attenzione ai piccoli dettagli. L’esibizione live? Per una band emergente è il modo più genuino e profondo per svelarsi, è il momento in cui si crea un vero legame col pubblico, vietato fingere, si deve essere se stessi, suonando bene, dimostrando il proprio valore. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? La  musica è anche immagine e l’estetica sul palco gioca un ruolo molto importante, la comunicazione passa attraverso i gesti, attraverso il viso, le mimiche, le movenze e anche attraverso l’abito, è un tutt’uno che racconta chi sei e cosa vuoi comunicare. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? La nostra sponsorizzazione è curata dall’Ufficio Stampa Lunatik, il quale sta lavorando con noi per dare al nostro lavoro maggior lustro e risonanza. Per quanto riguarda il booking siamo dell’idea di gestirci autonomamente finche non arriverà l’offerta giusta per le nostre esigenze.Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia?  L’Italia ha da sempre sfornato musica di qualità, questa è una verità assoluta, ma spesso per dare tangibilità a questa affermazione c’è bisogno di allontanarsi un poco dalla musica mainstream, non che ci interessino esclusivamente le nicchie o le indipendenze, anzi, cerchiamo di essere più plurali possibile, ma il narcisismo e l’edonismo fini a se stessi non corrispondono al nostro gusto. Tuttavia negli ultimi anni c’è stato tanto fermento musicale, a tutti i livelli, e molto spesso con vertici qualitativi molto alti. Occorrono spazi per dare il giusto sfogo a questa energia. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti?Questo fattore probabilmente è dovuta al grande affollamento che c’è nella musica emergente, è difficile farsi largo fra i tanti, oltre alla qualità ci vuole dedizione, pazienza e anche un po’ di fortuna, c’è poca meritocrazia probabilmente e le band o i musicisti di valore vengono inghiottiti nel calderone, ma noi siamo dell’idea che la determinazione prima o poi darà i suoi frutti, come in tutte le cose. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perché? Noi diraq non abbiamo mai partecipato a nessun Talent show, anzi, secondo noi sono delle scorciatoie beffarde che spesso creano finte aspettative in chi partecipa. Scusate la durezza nel giudicare, ma secondo noi i Talent show sono tra i generatori di questo mercato della musica usa e getta che noi detestiamo, cerchiamo di stare alla larga da questo becero business spacciatore di inconsistenza, vogliamo fare la nostra strada senza prendere scorciatoie. Rapporto con i fan? Ci piace molto quando gli spettatori delle nostre esibizioni vengono a fare due chiacchiere con noi dopo il concerto, in questo modo abbiamo conosciuto molta gente in giro per l’Italia, abbiamo goduto della loro esperienza, di come hanno vissuto il nostro live e la nostra musica, attraverso la conoscenza diretta di quelli che ci hanno ascoltato, riusciamo a farci un idea di ciò che stiamo facendo. È un momento di crescita. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Dipende dai punti di vista, ci piace vedere il bicchiere mezzo pieno, a volte è dura ma spesso, ai concerti, gli sguardi della gente sotto il palco, i commenti positivi, le critiche costruttive ripagano dei tanti sacrifici e ridanno la carica per proseguire con ancor più convinzione la nostra strada. Credete nella discografia Italiana? Certo, noi crediamo nella buona musica e come già detto, l’Italia ne è piena, la cosa più importante da fare è sostenerla a tutti i livelli, comprando i dischi o anche solo uscire di casa e andarsi a vedere un bel concerto. Sogni nel cassetto? Ci piacerebbe tanto fare una Tournè Europea, e magari, un giorno, riuscire a vivere di questa passione. Progetti Futuri ed aspettative? Nel futuro immediato ci sarà da portare “Fake Machine” alle orecchie di tante persone, poi sono già in cantiere le ideeper un secondo capitolo discografico, ma prima ci sonoda fare tanti chilometri in autostrada.Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani - Almax]

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