Progetto Almax

15112015

2013 Settembre "BIG" - "Modena City Ramblers" - MASSIMO ICE GHIACCI

Ciao Massimo, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il tuo percorso artistico? Da sempre appassionato di musica, grande fan dei Beatles, ho iniziato nella tarda adolescenza a suonare il basso , studiandone giusto i rudimenti. Nel '90, con i reggiani Plutonium 99 ho pubblicato un mini-LP, per l'indipendente Kom-Fut Records. Le sonorità del disco, cantato in italiano a parte una cover di "Junco Partner" (classico interpretato anche dai Clash), si rifacevano al rock folk dei Los Lobos e al punk folk dei Pogues e Negresses Vertes, con qualche rimando al nostro De Andrè. Grazie ai Plutonium ho conosciuto i futuri componenti dei Ramblers e poi, a fine ' 91, a qualche mese dalle prime esibizioni targate MCR, sono entrato nella band come bassista. Su di me e sullo strumming delle acustiche poggiava tutta la ritmica del gruppo, che è rimasto senza batterista fino a metà '94. Di quell'anno è il nostro esordio discografico ufficiale 'Riportando tutto a casa', e da allora sono quasi vent'anni di concerti e dischi. Nella band, pian piano, disco dopo disco, mi sono ritrovato ad essere uno dei principali compositori. Nel 2006 ho dato alle stampe il cd 'Anatomia per artisti' (Mammutone Records/Venus) assieme al compianto Luca Giacometti ed al nostro fonico Graziano Cernoia, sotto il nome Gaby and the Batmacumba. Un disco di cover rilette in maniera assolutamente iconoclasta, nel quale ho suonato oltre al basso varie chitarre elettriche e cantato. Nel 2008 ho esordito come solista, sempre in parallelo con il lavoro nei MCR, col cd 'Come un mantra luminoso' (Mescal-MCRecords/Universal), nel quale canto e suono mie composizioni, alcune rimaste fuori dal percorso dei Ramblers, altre abbastanza lontane da quell'immaginario sonoro, dalla connotazione beat e lievemente rock psichedelica. In questi anni ho collaborato quale ospite in vari dischi di amici musicisti, dopo l'estate dovrebbero uscire i dischi di Davide Matrisciano e Stefano Ventruto che sono gli ultimi due giovani cantautori ad avermi ospitato nei loro lavori! Permettimi poi il vezzo di ricordare che qualche anno fa ho scritto il testo di una canzone di Patrizio Fariselli, il grande tastierista degli Area: 'Pangea'. Influenze musicali? Come bassista ho sempre apprezzato molto lo stile di Sting coi Police, e in generale quello dei bassisti dei gruppi punk e ska più 'contaminati'. Amo i Beatles e McCartney e in genere il modo di suonare il basso nel rock tra il '67 e il '76, ma essendo cresciuto negli '80 non sono rimasto immune anche da molte cose fatte in quel decennio, dagli U2 a tanti ascolti di gente meno famosa. Sostanzialmente, alla fine mi reputo un onesto bassista punk! Nel nostro contesto sonoro, ho sempre cercato di leggere la canzone ritmicamente cercando di creare il giusto ponte tra la parte percussiva e gli strumenti melodici, in certi casi lavorando davvero in sottrazione e semplicità, in altri spostandomi un pò dal canone del classico accompagnamento folk rock. Come nascono le tue sonorità? Dal vivo, a seconda del tour, uso strumenti acustici ed elettrici. Prevalentemente un Rickenbacker 4001 del '78 abbinato a un 'eroica' testata-cassa Marshall che uso incessantemente dal ' 96. In studio ho impiegato spesso anche un Hofner violino del '65 e un acustico fretless Arrow che, a dispetto del pedigree e della bassa qualità del legno, ha un suono eccezionale! In maniera davvero poco 'avventurosa' e molto folk, ho talvolta usato anche il contrabbasso. Tutto dipende dal contesto sonoro e dal tipo di parte che voglio registrare. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Vorrei dire che sono molto importanti le canzoni, e quindi la bontà del cd, ma se non si suona dal vivo non si va da nessuna parte. Diciamo che il buon cd è una precondizione, purtroppo non sufficiente, per poter trovare concerti. Per quanto riguarda la nostra storia, se non avessimo probabilmente fatto dal '91 quasi mille concerti non saremmo ancora qui a suonare e registrare! Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Parlando di 'immagine artistica', questa è una componente che per noi è sempre stata 'inafferrabile'. Con questo non dico che non esista una sorta di 'estetica' Ramblers, ma siamo talmente diversi tra noi e poco identificabili che risulta complicato tracciare un profilo comune che ci accomuni esteticamente... Anche i discografici che hanno lavorato con noi non sono mai riusciti compiutamente a 'canonizzarci' e alla fine è stato meglio così. Oggi giro spesso prima del mio concerto tra il pubblico e pochi mi riconoscono, ma rispetto a tanti artisti che hanno speso tutto sul lato estetico della musica, sono, assieme ai miei compagni, ancora qui! Chi si occupa attualmente della vostra sponsorizzazione? Non capisco bene cosa si intenda per sponsorizzazione... Di sponsor per i nostri tour, non ne abbiamo mai avuti. Discograficamente , dopo dieci anni di contratto major con Universal dal 2005 ci produciamo i nostri dischi con Mescal, che da sempre, nella persona di Valerio Soave, è anche il nostro management. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Ci sono un sacco di realtà interessanti, di vario genere, dall'indie al rock al folk. Secondo me il punto debole del nostro sistema, da anni, sono i 'giornalisti musicali', molti dei quali improvvisati e titolati solo dallo scrivere senza controllo editoriali sulle varie testate on-line. Quelli della 'vecchia guardia' invece ormai mi sembran stufi di riascoltare per la milionesima volta la stessa canzone travestita da nuova, ma non è certo colpa loro! Il problema vero per chi fa musica in Italia , e ha cose da dire potenzialmente interessanti, è che mancano gli spazi, non c'è possibilità di investire e anche le leggi sembran fatte apposta per spingerti ad appendere lo strumento al chiodo. Penso al trattamento Enpals dei live, alla gestione SIAE dei diritti d'autore e guardo all'enorme disinteresse che i politici manifestano per chi fa musica in Italia e cerca di farlo come professione. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? È la conseguenza della situazione, per come io la vedo. Disinteresse o paura ad investire. I locali che fanno musica dal vivo spesso addirittura chiudono, di dischi non se ne vendono più, che spazi possono restare per chi ancora non è conosciuto? Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? No e mai li farei. Odio questo tipo di show. Per me la musica non è esibizione di talento, bensì il più elevato modo di condividere emozioni attraverso un linguaggio sì codificato e basato sulla tecnica, ma assolutamente incentrato sulla musica, non sullo strumento tramite il quale lei viaggia. Credo anche che costruirsi una carriera solida e durevole attraverso questi Talent Show sia come vincere alla lotteria! Rapporto con i fan? Strettissimo dal punto di vista emotivo. Coi più giovani inizio a patire la distanza anagrafica, ahimè, che mi rende in un certo senso meno spontaneo, più attento a come mi rapporto. Non so se sia un bene, ma è un mio modo per sentirmi responsabile di ciò che faccio e canto! Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Per me la vita è un inseguimento continuo della Musica, un rincorrere la Musa, che mi emoziona ogni giorno in modo diverso. Non solo nella mia vita di musicista professionista. Più soddisfazioni, alla grande!Credi nella discografia Italiana? Credo ci siano stati, e tuttora ci siano, magari non tutti ancora con gli stessi ruoli di un tempo, professionisti del settore competenti e appassionati. Sogni nel cassetto? Tanti, dico solo che mi piacerebbe continuare a suonare e registrare coi Ramblers fin dopo la pensione, pensi sia un sogno abbordabile? Progetti futuri? Uno spettacolo teatral-musicale, sul quale lavoriamo da anni e che non è mai partito veramente. Un percorso tra le storie dell'Italia e del mondo di ieri e di oggi attraverso le nostre canzoni e alcuni contributi di  recitazione. A tour concluso, dopo l'estate, cercheremo di definirlo compiutamente per provare a entrare nei teatri nella prossima stagione. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Almax Magazine

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