Progetto Almax

15112015

2013 Settembre - Band - NIBELHEIM & NATISFEA "STEFANIA SALLADINI"

Ciao Stefania, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Raccontaci la storia dei Nibelheim, la band in cui sei la Lead Singer. La band nasce nel 2003 e dopo un periodo di “assestamento” dovuto alla ricerca della formazione adeguata, comincia l’attività live nel 2005. Negli anni abbiamo avuto l’opportunità di suonare davvero dappertutto, sia nello scantinato umido e ammuffito, che sul grande palco come opening act di artisti come Doro Pesch o i Sadist. Incidiamo due demo, “Drawing The Lines…” nel 2006 e “The Waiting Room” nel 2009, che ottengono recensioni niente male. Da un paio di anni un nuovo membro si è unito alla combriccola, il chitarrista Lorenzo, che è andato a sostituire Andrea. Il gruppo fortunatamente non ha perso il suo affiatamento, anzi, sotto molti punti di vista questo è addirittura migliorato. Abbiamo ripreso l’attività live da circa un anno dopo una lunga pausa (proprio una settimana fa abbiamo suonato al “Metal Park” di Chieti), abbiamo inciso un promo che presto diffonderemo, e poi cos’altro… ieri abbiamo fatto le prove. Oggi rispondo alle domande di Almax Magazine. Credo sia tutto! Le tue influenze musicali? Ah, io ascolto tonnellate di musica. Di buona musica… O almeno di quella che io ritengo sia buona musica! Sicuramente Nevermore, Death, Iron Maiden, Bruce Dickinson solista, Death, Devil Driver e Slayer sono tra le mie band preferite e hanno svolto un ruolo decisivo nella mia formazione metallica. Sono poco originale da questo punto di vista, me ne rendo conto. Ma in realtà mi piace ascoltare anche generi completamente diversi e spesso l’ispirazione arriva dalle fonti più inaspettate. Ultimamente sto approfondendo la conoscenza di compositori come Akira Yamaoka, Nobuo Uematsu, Origa, Daniel Licht. Ah, gli Alter Bridge, che ho sempre snobbato, negli ultimi giorni ho scoperto che invece mi piacciono, e molto. Come nascono e di cosa trattano i tuoi testi? Spesso ho l’impressione di scrivere sempre le stesse cose. Anzi, forse è così. La differenza consiste nell’attimo, nell’evento che genera le parole, che può essere un momento di sconforto, di rabbia, disillusione. Purtroppo, ed è sicuramente un limite, non riesco a trattare qualcosa di diverso dalle mie emozioni, probabilmente perché sono l’unica cosa che riesco a padroneggiare completamente e descrivere come si deve. Di sicuro, scrivere rappresenta anche un’importante valvola di sfogo per me. Ho paura di qualcosa: scrivo, provando a dare una forma a questa paura. Qualcuno mi fa un torto: scrivo e magari lo uccido nella mia fantasia. Malinconia: scrivo e mi auto-convinco che la vita è fatta anche di cose belle. Spesso sento definire deprimenti i miei testi, ma non posso farci niente, come dico sempre, quando sono di buon umore esco. Secondo te è più importante un buon cd o tanta esibizione live? Un buon cd è indispensabile ed è un ottimo biglietto da visita, ma credo che la vera magia abbia luogo sul palco. Lo scambio di energia con il pubblico, l’intensità della propria interpretazione (anche se non perfetta) non è minimamente riproducibile in studio. L’adrenalina del live è unica e l’ascoltatore la percepisce. Oggi in studio chiunque può sfornare un buon prodotto, lo sappiamo tutti, basta avere le risorse. Ma solo il palco ti mette a nudo, solo lì puoi lasciare un’ impronta significativa. Che opinione hai riguardo il panorama artistico musicale in Italia? Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Il panorama musicale generale in Italia… lasciamo perdere, rischierei qualche querela.  Il panorama metal generale in Italia… è incredibile, abbiamo dato i natali a band pazzesche come gli Extrema o i Sadist, giusto per citarne un paio, ma ne sono moltissime. Il panorama metal underground in Italia … è ancora meglio. Tralasciando pochi giovinastri esaltati e sfigati che sfogano la loro frustrazione verso la vita torturando poveri strumenti indifesi, ho avuto modo più di una volta di appassionarmi a band locali e non, che mi hanno colpito per la loro strabordante voglia di comunicare qualcosa tramite la musica. Ultimamente, ad esempio, ho avuto modo di ascoltare dal vivo gli “Shores Of Null” una band locale che ti assicuro lascia senza fiato per sound, impatto, professionalità. La vera passione, e non la voglia di apparire, la riconosci subito, non si può fingere. Mi chiedi il perché del poco spazio agli esordienti, uhm, credo che il problema consista nell’ambiente ormai saturo. Al giorno d’oggi le band nascono come funghi, tutti vogliono fare gli artisti nella vita, chi ha la voglia e le capacità per emergere si trova in difficoltà, e per gli addetti ai lavori scremare l’immensa quantità di offerte è un’impresa titanica. La vostra band ha avuto un successo iniziale notevole e poi dopo due bellissimi demo c'è stata una battuta d'arresto, cosa e' successo che vi ha tenuto cosi a lungo lontano dai palchi? La colpa è mia. O meglio: ho avuto problemi familiari piuttosto gravi, ed in quel periodo non avevo l’umore adatto, né le forze, per concentrarmi sulla band. La pausa è durata ben tre anni, che nel nostro ambiente equivalgono a tre secoli più o meno, ed è stata durissima rimettersi in carreggiata, abbiamo praticamente dovuto ricominciare tutto da capo. Anzi, posso tranquillamente affermare che questa fase non si è affatto conclusa, ci siamo ancora dentro con tutte le scarpe. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Complessivamente e fortunatamente diciamo che le due cose si bilanciano. Dipende da che punto di vista consideriamo le une e le altre. Il nostro principale obiettivo, sin dalla formazione, è stato quello di suonare per il puro gusto di farlo, di stare insieme, di condividere dei bei momenti, ed in questo direi che possiamo ritenerci appagati. Chi ci ha visti in azione sul palco sa bene di cosa parlo. Non amiamo prenderci troppo sul serio, è più forte di noi. Ci piace suonare, divertirci e far divertire, una birretta, un panino e ci sentiamo i padroni del mondo. Tuttavia, è impossibile chiudere gli occhi davanti alla realtà squallida rappresentata dalla maggior parte dei locali. A parte la famigerata pratica del “quante persone mi porti”, in molti, prima ti offrono un cachet o un rimborso spese per il viaggio, e sai già che al 99,9% ti toccherà litigare a fine serata perché “eeeeeh, ma sai, le consumazioni, il prodotto interno lordo, le cavallette..”. Durante l’ultima serata credo che abbiamo toccato il fondo. Abbiamo dovuto affittare di tasca nostra, in fretta e furia, un impianto voce, perché quello del locale era distrutto. Abbiamo suonato con un gruppo elettrogeno, al buio, senza riflettori. Confesso che questi momenti, dopo dieci anni in giro a suonare, e durante i quali ne hai già viste di cotte e di crude, sono un po’ frustranti. Dalle nostre parti solo un locale, nel corso degli anni, si è sempre dimostrato corretto, professionale, e ci ha sempre fatti sentire a casa nostra. Posso dire qual è? Per caso è pubblicità? Comunque si trova a Pescara. Inizia con la “O” e finisce con range Rock Café. Credi nella Discografia Italiana ? E’ da un bel po’ che non credo più in nulla, che non sia avere molti soldi, le giuste conoscenze o raccomandazioni, tanto tempo libero a disposizione e tanta fortuna. Se una band non soddisfa almeno tre di questi quattro requisiti, nessuno si accorgerà mai di lei, né in Italia, né nel mondo. Il punto non è avere o meno talento. Il problema è, come ti dicevo prima, che siamo in troppi, e la possibilità che un’etichetta seria si accorga di te, senza i requisiti di cui sopra, e improbabile. Di truffaldini che ti vogliono inculare invece è pieno il mondo. Ops, scusate la volgarità. Non volevo dire truffaldini. E' da poco uscito il tuo cd da solista con il nome Natisfea un bellissimo e sentito cd "A Brighter Dark" ... completamente diverso dal genere che proponi con la band, quasi intimo direi, con 6 brani scritti e suonati completamente da te, com'è nata l'idea di registrare questi brani? Questa domanda mi fa molto piacere, ti ringrazio tantissimo per avermela posta. E’ un progetto a cui tengo moltissimo. Tutto é nato durante il periodo di “buio” di cui ti parlavo prima. Ho passato diverse notti insonni, e più di una volta mi sono ritrovata davanti alla tastiera a giocherellare con i tasti e buttare giù qualche melodia. Notte dopo notte, i pezzi sono praticamente nati da soli. Inizialmente li ho registrati alla buona, con un microfonino per pc, giusto per non dimenticarli. Qualche mese dopo mi è capitato di riascoltarli, e mi sono emozionata molto, forse perché mi hanno fatto rivivere le sensazioni di quei giorni “particolari”. Mi è balenata in mente l’idea di registrarli per bene, con più tracce, con tutti i cori che avevo in mente, ed il risultato mi è piaciuto a tal punto, che ho deciso di dargli anche una confezione dignitosa, un titolo, una copertina, un booklet. Ci è voluto un po’ di coraggio e faccia tosta per metterlo in circolazione. Avevo paura di una valanga di sputi in faccia, soprattutto da parte di coloro che mi conoscevano come il maschiaccio che strilla nei Nibelheim. Ed invece a molti è piaciuto. Oltre alla soddisfazione di leggere buone recensioni, c’è stata quella di persone che dall’altra parte del mondo mi hanno richiesto il cd fisico dopo aver ascoltato i pezzi on line. Una sensazione indescrivibile, soprattutto se ripenso alla fase di composizione avvenuta in pigiama. Parlaci dei tuoi progetti futuri con la band e se Natisfea avrà un seguito dopo la prima incisione. Con i Nibelheim abbiamo appena inciso un promo presso il T-Box Recording Studio di Sergio Tangari, che metteremo in circolazione quanto prima. Io amo da morire i nuovi pezzi, tutti, non vedo l’ora che li ascoltiate. Per quanto riguarda Natisfea, il seguito di “A Brighter Dark” è già in corso d’opera, si chiamerà “Antima”, e conto di farlo uscire nei primi mesi del prossimo anno. Approfitto a tal proposito per ringraziare tutti coloro che mi seguono e mi sostengono. Grazie anche a Piero, Lisa e Almax Magazine per questa bella intervista. Vi dedico la birra che sto bevendo. E’ una Becker’s Pils, ma con l’animo di una Guiness. Come me. E noi ringraziamo te Stefania per la disponibilità e la simpatia nel rispondere alle mie domande, non vedo l’ora di ascoltare il nuovo materiale dei tuoi due progetti … ci ritroveremo qui quando saranno pubblicati Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Piero e Lisa - Alchem]

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento