Progetto Almax

15112015

2013 Ottobre - Band - CANEBIANCO

Ciao Canebianco, vi ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? LA CANTINA in gergo musicale è il luogo dove nascono e sperimentano giovani musicisti e iniziano il loro percorso musicale. Per i fondatori del progetto CANEBIANCO è il luogo dove alla fine degli anni '80 nelle Marche, a pochi chilometri da Urbino è iniziata una storia legata alla produzione di vino e alla nascita di una grande amicizia sfociata poi in un lungo percorso musicale. E' stata la naturale conseguenza di un periodo passato a produrre Sangiovese, dove tra fumi dell’alcool e discussioni appassionate nascevano i primi brani. Nei primi anni '90 con la collaborazione di Paul Chain in veste di produttore, Max Casoli, Daniele Fertili e Massimo Guerra danno vita ai Drunkers insieme a Simone Cossignani e Ramon Fabbrizioli, una formazione classic rock ma fortemente condizionata da sonorità hard rock psichedeliche. In quel periodo registrano un cd (Il tempio del sole) nella Day Records di Paul Chain con l’etichetta Freakout distribuzione Flyng Records. Il disco vende tanto, riscuote molti giudizi positivi e finisce nel produrre un'intervista in diretta negli studi di RAI STEREO 2 con Pierluigi Diaco, all’epoca conduttore di un programma pomeridiano di musica rock italiana. Dopo una serie di live in giro per l’Italia il progetto, grazie all’ingresso di Lux Casagrande (batterista di Paul Chain) e della vocalist Alessandra Giuliani, inizia a evolversi verso sonorità più vicine alla world music. La passione dell’autore dei brani, Max, verso la cultura dei nativi americani dà inizio a una nuova avventura chiamata InCerimonia, e la musica diventa colonna sonora di un impegno civile e sociale rivolto alle problematiche di quella cultura primordiale, vittima del disastroso sistema occidentale. Gli InCerimonia sperimentano nuovi orizzonti e suonano in luoghi poco esplorati dalla musica rock come convegni e festival culturali, iniziano a collaborare con nativi americani come Lance Henson, scrittore poeta Cheyenne e associazioni pro native americane dove insieme abbracciano la causa di Leonard Peltier, attivista Lakota in carcere dal 1973 per motivi politici. Dopo aver vinto concorsi musicali e spalleggiato band come Skiantos e Bandabardò il progetto muta ancora e si trasforma in CANEBIANCO, e la musica assume sembianze folk. Grazie alla collaborazione con Enrico Capuano (cantautore romano) nel 2006, registrano “Compagni di Viaggio” (Blond Records), 5 tracce che nel 2013 preparano la strada a “INTIGNATO” con la CPSR di Milano. Influenze musicali? L’attuale formazione dei Canebianco formata da Max Casoli (voce / chit.), Daniele Fertili (Chit. / voce), Francesco Arduini (basso) e Luigi Tagliabracci (batteria e voce) è influenzata (se così si può dire) dalla visione musicale degli anni 70 dove la musica era considerata la colonna sonora dell’universo di protesta giovanile, dove il suono e le liriche avevano lo scopo e l’intenzione di stimolare e sconvolgere allo stesso tempo le coscienze ai fini di rompere con la logica di potere legata al passato. Quindi, dai Beatles ai Rolling Stones passando per i Doors a Neil Young fino ai Led Zeppelin e i Pink Floyd. Ma anche il Punk al di là del genere e del sound è una logica apprezzata, soprattutto per quello che riguarda il solco culturale provocato da band come Sex Pistols e Clash. L’Interesse musicale nazionale invece è più contemporaneo e riguarda formazioni come  Bandabardò, Caparezza e Teatro degli Orrori, anche se nella proposta dei Canebianco si fa fatica a scorgere un legame con questi artisti. Come nascono vostre sonorità? E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco?  Dopo anni trascorsi alla ricerca di sonorità legate ai diversi progetti musicali e culturali come quello DRUNKERS e INCERIMONIA dove si è passati dalle dimensioni tribali di percussioni e sinth, flauti e chitarre dal sound sperimentale, ora con i Canebianco si è voluto fare una sorta di reset, e ricercare attraverso la semplicità più estrema i contenuti di un progetto che voleva risultare più autentico e minimale possibile fino a sfiorare la tradizionale logica del blues con la classica formazione basso,chitarra e batteria in un cantato elementare e poco articolato. Tutto deve sembrare diverso dall’attuale logica delle complicazioni, perché l’autenticità e nella semplicità del comunicare. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Ora come ora la nostra scelta artistica indipendente è quella di rimanere fedeli all’autoproduzione con lo scopo di seguire il percorso fino alla fine avvalendoci di collaborazioni fidate come amici e artisti con i quali condividiamo punti di vista e valori. Quindi ci autofinanziamo con i live e organizzazione di piccoli eventi. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Il panorama nazionale a nostro parere è stravolto e inquinato da tutto ciò che è finzione e se dovessimo paragonare questo periodo storico musicale lo identificheremo come ROCK FICTION. Tutti vogliono sembrare tutti e questo lo vedi anche nei negozi di strumenti dove la vendita di apparecchiature si incrementa e rispecchia ogni volta la band di successo del momento e il fenomeno delle tribute band trova successo ai danni di artisti che provano a proporre la loro musica e idee. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Succede spesso che i locali fanno suonare le giovani formazioni chiedendo loro di portare pubblico, addirittura di valutare il loro compenso sulla base dei clienti che riescono a portare. Ovviamente è chiaro che questo sistema non è facile accrescere il livello artistico e qualitativo della musica in Italia. Comunque servono leggi coraggiose al dilà di questo, servono normative che mettano in condizione i locali di poter fare live senza essere costretti a prendere finanziamenti. In sintesi la responsabilità sulla quantità di live riguarda principalmente le istituzioni. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Non ci piace la logica dei concorsi ma ci attraggono i festival, e ci opponiamo fortemente a tutto ciò che è talent show in quanto lo riteniamo responsabile del condizionamento artistico e creativo dei giovani rispetto al mondo della musica rock. Il rock viene dal blues, ed entrambi appartengono ad una generazione di persone che attraverso la musica volevano cambiare la loro situazione, quindi il loro futuro. Non ci interessa mostrare virtuosismo tecnico o capacità interpretative particolari ma tutto ciò che è autentico e rivoluzionario, e con molta umiltà pensiamo che la semplicità come l’onestà intellettuale siano caratteristiche innovative in quanto rare e poco utilizzate in questo periodo di rock fiction. Rapporto con i fan? I nostri fan sono persone che hanno compreso il significato di musica rock, persone che conoscono il percorso della musica rock e grazie a questo capaci di capire il contenuto del progetto Canebianco. Di solito dopo il primo live diventano amici e compagni di viaggio. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Delusioni apparentemente... ma noi paragoniamo questo percorso infinito un viaggio alla ricerca della luce. E tenendo sempre acceso l'interesse verso la direzione di provenienza della luce andiamo avanti e ci godiamo il percorso. Questo è secondo noi il vero significato di rock&roll.Credete nella discografia Italiana? Coscienti del fatto che la complessità fa parte di tutto ciò che forma e comprende la nostra società siamo anche consapevoli che il mercato musicale non facile da gestire proprio grazie questo offra diverse possibilità a tutti grazie soprattutto alle tante realtà underground e indie. Sogni nel cassetto? UNA RIVOLUZIONE!!! Progetti futuri ed aspettative? Se il futuro lo vediamo dal nostro punto di vista una zona temporale inqualificabile, la nostra speranza è quella di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto sperando di farlo ancora per molto tempo in amicizia e nel nome dell’autenticità. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani - Almax]

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento