Progetto Almax

15112015

2013 Ottobre - Band - THE SLEEPING TREE

"The Sleeping Tree è Giulio Frausin, bassista dei Mellow Mood, una tra le giovani band italiane dal più ampio respiro internazionale. Con questo progetto Giulio da voce a un suo percorso musicale più intimo, ispirato al fingerpicking ed al folk americano. I suoi concerti, semplici, onesti, emozionanti, lo hanno portato in questi anni in tutta Italia, anche di spalla ad artisti internazionali come Kaki King, Of Monsters and Men, Daughter. Dopo un album (Leaves and Roots, 2008, 12rec.net) e un EP autoprodotto (Stories, 2011), con Painless entra ora a far parte della scuderia de La Tempesta International."

Ciao Giulio, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Ho iniziato a suonare la chitarra acustica da bambino; da adolescente ho iniziato a trasformare quello che era ancora un gioco in canzoni, ma è stato solo nel 2008 che queste hanno preso una forma vera e propria, quando ho pubblicato per una netlabel tedesca il primo album, Leaves & Roots. Nello stesso periodo avevo iniziato a suonare il basso in una band reggae che poi sarebbe diventata la mia attività principale, i Mellow Mood. Da allora ho portato avanti i due percorsi a fasi alterne, concentrandomi ora più su uno, poi più sull’altro. Influenze musicali?A casa mia si ascoltavano Beatles, Crosby Stills & Nash, James Taylor e poco altro; poi alle superiori ho scoperto un sacco di punk, di rock, di metal e alla fine sono finalmente approdato alla musica reggae. Poi sono tornato al folk acustico e sono rimasto impantanato in questa dualità giamaicana-scandinava. Come nascono le sonorità? E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Penso che un buon live sia la base per qualsiasi esperienza musicale, ma per live non intendo uno show per forza iper costruito: mi piace però vedere un artista riproporre onestamente, al meglio e senza pretese o fronzoli, le proprie canzoni davanti ad un pubblico, ed è quello che cerco di fare anch’io. Allo stesso tempo lavorare in studio mi piace molto, quindi attribuisco anche grande importanza ai bei dischi. Credo sia in generale una questione di rispetto verso gli ascoltatori: bisogna fare del nostro meglio, in studio e sul palco.  Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco?Eh, l’aspetto estetico… Beh, non è fondamentale, ma certo il palcoscenico è un luogo mistico e sacro: bisogna rispettare pure quello. Chi si occupa della sponsorizzazione?Non ho mai ricevuto una sponsorizzazione in termini economici, ma ho avuto la fortuna di trovare tanta gente (Paolo Baldini e il collettivo La Tempesta in primis) che mi hanno spinto a fare la mia musica sempre al meglio, e mi hanno sempre dato una mano. Non servono a niente i soldi se Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Penso che ci siano tantissime belle realtà, una molteplicità di microscene molto eterogenee; c’è tanta gente che fa, che lavora, che s’impegna per fare della musica indipendente uno strumento di cultura. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè?Ecco, agganciandomi alla domanda precedente, poi ci sono sempre i soliti grossi nomi che impediscono l’accesso a canali più grandi di comunicazione, ma c’è solo tanto business ad un certo punto. Ed è un business che non mi vuole, e io non voglio lui. Per questo non ho intenzione di partecipare a talent show… Non sono un prodotto commerciale che potrebbe essere sfruttato come si deve. Ma non sento nemmeno competizione: tra me e X-Factor ci sono galassie di distanza, è tutta un’altra cosa. Rapporto con i fan? Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Direi soddisfazioni! Il rapporto con i fan è bellissimo perché… Perché non ho fan, ma tantissimi amici, con cui mi piace parlare, condividere una birra, scherzare dopo il concerto. Credi nella discografia Italiana?Beh, sì. È un mondo strano, diverso da quello di 10/15 anni fa, quello in cui si guadagnava ancora qualcosa, ma è rimasta sicuramente una fucina di creatività che mi piace molto. Progetti Futuri ed Aspettative? Ho tutta l’intenzione di suonare tanto in giro per l’Italia (e non solo) con questo Painless che è appena uscito. Mi piacerebbe uscire dai confini nazionali ed essere di casa un po’ in tutta Europa, ma direi che finché posso stare in giro con la mia chitarra sono contento. Poi i sogni sono tanti… Uno a caso? Mi piacerebbe farmi produrre da Gillian Welch e David Rawlings. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

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