Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Cantautore - GIACOMO MARIGHELLI

Ciao Giacomo, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo 11, ma già da piccolo mi registravo la voce con un microfono a cassettina, dove cantavo sopra certe canzoni. Da quel che ricordo canzoni dei Nomadi capitanati da Augusto Daolio. Verso i quattordici-quindici anni ho iniziato a suonare con un gruppo di amici, dove facevamo canzoni nostre e un paio di rifacimenti. Arrivata la fine del 2008, stanco di non aver trovato mai persone che avessero voglia di affrontare seriamente un percorso musicale, ho deciso di fare il progetto solista Margaret Lee. Nel 2009 il primo disco, nel 2012 il secondo ma con la variante che ero affiancato da Luca Martelli alla batteria (Giorgio Canali & Rossofuoco, Gli atroci, Litfiba). Il 31 Ottobre 2013 è uscito il terzo album. Oltre alla musica dal 2005 mi sono messo a scrivere molte poesie. Ho svariati libri ancora chiusi nel cassetto che un giorno magari pubblicherò. Ora però sto scrivendo ogni giorno alla stessa ora (14.15) su Twitter 5 mini poesie, le chiamo TwitPoesie. È interessante perché oltre ad essere un allenamento personale diventa un gioco che con poche parole devi creare qualche cosa. Mi piace quindi la poesia, il teatro, cerco di mettere ovunque questi ingredienti. Mi piace l'arte che ti colpisce e che viene fatta col cuore, non con l'orgoglio. Ora ho avviato una sorta di spettacolo che si intitola MIT SURPRISE KONZERT., ogni volta spettacoli unici e irripetibili. Lo scopo è creare shock al pubblico, risvegliare certe emozioni, pensieri, idee che si portano dentro.Influenze musicali? Ascolto gruppi di vario genere, attualmente in questi giorni i Dead Skeletons e Franco Battiato. Poi credo che musicalmente mi abbiano formato da Giorgio Gaber a Nick Cave, da Giorgio Canali a Fausto “Faust'O” Rossi, da i P.G.R. ai primi Litfiba, dai Marlene Kuntz ai Noir Désir, e tanti altri. Come nascono le sonorità? Nascono mentre sono in cantina, chitarra in mano, loop station sempre pronta all'utilizzo e via di sperimentazioni. E-bow vicino, tenaglie anche. Mi scordo però sempre i plettri. Ogni volta devo mettere giù la chitarra e andarli a prendere a qualche metro di distanza. È più importante un buon cd o tanta esibizione live? Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Credo che siano importanti entrambi. Ormai il buon cd può farlo chiunque.Può suonare come fantastico, ma si sente nonostante tutto la differenza tra qualità equantità. Comunque ormai non si vendono più icd oltre che hai concerti, quindi per farsi conosceree proporre la serata occorrono tanti live.A me piace tantissimo mettermi in studio e registrare un disco. È come un film, la stesura delle scene, poi si girano, simontano; insomma un album secondo me è un film e il musicista è il regista. Cerco di dare sempre il massimo, così che il prodotto abbia un suo valore. Cerco di metterci dentro la passione con cui nascono e si evolvono le canzoni. Il live è una cosa a parte ma comunque collegata. Mentre suono cerco di trasmettere al pubblico le mie emozioni, cerco di diventare la canzone, così che anche l'ascoltatore possa diventarla. Live e cd vanno a braccetto, senza uno l'altro fa fatica ad esserci ma nello stesso tempo non sono indispensabili l'uno per l'altro. Chi si occupa della sponsorizzazione? Attualmente Lunatik e Ocarina Booking management. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? In Italia ci sono molti gruppi magnifici, spesso però è difficile riuscire a estrapolarsi un proprio spazio. Ormai i locali fanno suonare i gruppi che garantiscono già una quantità di pubblico e l'unico modo per riuscire a fare qualche data è piacere ad un gruppo “grosso” e fargli da spalla. In realtà un po' come si faceva una volta.Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? La maggior parte dei locali vuole andare sul sicuro, no vuole rischiare. Quindi si mira a nomi noti, a volte rischiando di cadere in un loop e così bloccando la musica per anni finché improvvisamente saltano fuori nuovi nomi. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? I Talent Show non mi interessano, non sarei portato. Mi sembrano mezzi poco naturali per riuscire ad emergere. Ognuno però deve fare ciò che si sente. Rapporto con i fan? Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Rapporto umano, si parla, si conversa, si scambiano idee e opinioni. Si beve una birra assieme. Ci si conosce. Soddisfazioni, sennò non avrebbe senso. Innanzitutto poter pubblicare delle emozioni in musica e poter farle sentire ad un pubblico. Vedere che puoi dare emozioni a qualcun altro con la propria arte credo sia una delle maggiori soddisfazioni. Poi con molta pazienza il resto viene da sé.Credi nella Discografia Italiana? Esiste una discografia in Italia? Sogni nel cassetto? Poter sempre fare ciò che voglio fare, cercando di regalare sempre emozioni positive. Progetti futuri ed aspettative? Tanti progetti in tanti ambiti. Riguardo la musica ora sto lavorando ad un progetto con Gianni Venturi degli Altare Thotemico. Lui secondo me è uno dei cantanti più bravi e interessanti in Italia. È un onore per me. Il progetto si chiama Vuoto pneumatico, nome che prende spunto dauno spettacolo scritto da Eugenio Squarcia dellacompagnia teatrale “Teatro scienza”. Ancora non sappiamo bene come risulterà, ed è il bello. Probabilmente verrà una sorta di spettacolo dove Gianni declamerà poesie che racchiudono un unico concept e io gli rovinerò la declamazione con disturbi sonori e rumori di ogni genere utilizzando la chitarra, trapani, rasoi e loop. Altri progetti... certamente un nuovo lavoro di Margaret Lee o una sua evoluzione in Giacomo Marighelli... si vedrà. Ho in mente un nuovo cortometraggio, ma non ho fretta. Mi piacerebbe in un futuro fare qualche cosa di più lungo, magari un film. Ho in programma la pubblicazione di un libro di poesie, si intitolerà “Sacro col Profano”. Infine ho intenzione di continuare con gli spettacoli intitolati MIT SURPRISE KONZERT, unici e irripetibili. Veri e propri effimeri panici. Tutto è in continua evoluzione, anche quelli probabilmente subiranno un cambiamento e si svilupperanno sotto forma di un nome nuovo. Chi vive con le aspettative non vive. È la società che ti inculca a “voler arrivare”. Non me ne frega niente, vivo istante per istante. Il futuro non esiste, come del resto il tempo. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

ASCOLTA GIACOMO MARIGHELLI

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento