Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Musica - GEROLAMO SACCO

"Gerolamo nasce nel 1980, è un cantautore e compositore italiano. Inizia come dj comincia a 18 anni nelle discoteche e poi nei rave parties, e come produttore è conosciuto per essere in grado di maneggiare quasi qualsiasi genere dopo una "gavetta" originalissima: i primi vinili pubblicati già a 19 anni, produttore nel team Media Records a 21 anni, dal 2003 al 2007 ideatore a autore nella squadra di Gigi D'Agostino, poi scappa dal mondo della dance music. Laurea in storia della musica contemporanea e 4 anni di studi di composizione classica in conservatorio, quindi l'inizio del laboratorio di Miraloop, casa di produzione discografica di sua invenzione che dal 2009 ad oggi ha pubblicato più di 700 brani e con la quale Gerolamo produce qualsiasi cosa. Quasi tutti i dischi pubblicati dalla division pop Hearts sono suoi: tra Rock, elettronica pura, dance e visioni totalmente nuove. Una piccola discografia, una quantità impressionante di inediti presentati nel podcast Gerolandia Express (podcast interattivo nel quale Gerolamo presenta circa 120 brani, suonati insieme ai samples vocali dei fans registrati in diverse lingue del mondo simulando un viaggio in treno verso un mondo fantastico), e le prime canzoni cantate. Con l'atteso album di canzoni italiane, Alieno, che entra al numero 29 della classifica album di Itunes, Gerolamo si presenta definitivamente come cantautore con questo concept-story di 21 canzoni. Sicuramente il musicista più eclettico del panorama musicale italiano, andiamo a conoscerlo! "

Ciao Gerolamo, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? E' teleguidato. Arrivano impressioni continuamente, nel mentre cerco anche di avere una vita normale . Sto scrivendo la storia di un mondo fantastico inventato da me, ho più di 150 brani da finire e pubblicare. E lavoro anche 18 ore al giorno per mantenere tutto questo. Non mi fermo mai. Allucinazioni positive che generano mondi su mondi. Sto facendo il caffè e, in uno spazio di 3,4 secondi, immagino 20 donne robot cantano cori swing anni 50 su una cassa sub a forma di televisore grande come un balcone che spara 130 decibel in un teatro senza sedie pieno di gente in maschera con party nelle ultime file. Quello che mi interessa fare è dare una rappresentazione, o un'interpretazione chiamala come preferisci, diversa della realtà che viviamo tutti i giorni. Per vivere, per amare, le persone hanno bisogno sempre di nuovi modelli, anche se alcuni non lo ammettono o altri non sanno neanche di avere questa necessità. Semplicemente non do per scontato nulla di ciò che vivo, e far questo mi fa bene, così sento di doverlo fare per gli altri. Qualsiasi cosa che vedo cristallizzarsi nel nostro tessuto sociale, nel nostro pensiero collettivo, la sostituisco con qualcos'altro. Lo faccio anche nella realtà. Ogni visione, ogni cubetto del puzzle, si porta dietro questi concetti: sii te stesso, metti in discussione tutto, usa la fantasia. E poi c'è il canto, che ho utilizzato per allontanarmi da questo mondo meraviglioso ma puramente cerebrale nel quale sono immerso fin da bambino. Con il canto sto riscoprendo il mio corpo, è come rinascere. Sto imparando ora a far convivere questi aspetti, ne vedrai delle belle! Influenze musicali? Ti potrei dire Battiato come Monteverdi ma anche i Prodigy o la techno. Io non ragiono molto da musicista, se mi chiedessi le influenze artistiche in generale te ne direi mille, da Dalì a Nietzsche (un'artista prima di tutto!). Ascolto tantissima musica di ogni tipo e riesco ad apprezzare qualsiasi genere, se è fatto con sincerità. Non bado alla bellezza non mi interessa, la trovo una questione artigianale non artistica. L'arte può avere a che fare con la bellezza come no, la bellezza è un canone che si modifica nel tempo, la sincerità invece non è soggettaa mode. Lavoro e ho lavorato anche con persone poco sincere musicalmente, masolo perchè sono quasi tutti così, la mia strada è un'altra rispetto a quella del "quasi 100 percento" delle persone che conosco. E quando apro il cuore per farmi influenzare dall'arte succede sempre qualcosa dentro di me, qualcosa di indelebile. Faccio musica proprio perchè in musica trovare quelle sensazioni è raro, rarissimo. Forse le mie influenze musicali sono i film, i quadri, le storie raccontate sui libri! Come nascono tue sonorità? E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Ho iniziato come dj prima di scrivere da cantautore, lavoro tutt'ora come dj: la mia musica è tutta roba spingo anche in serata, anche se parla di temi complessi. Mi diverto molto a far ballare le mie cose. Ma il concerto dal vivo che sto pensando per le mie canzoni voglio che sia diverso. Magari sarà completamente acustico. Un giorno un tipo mi ha detto che le mie canzoni gli ricordavano De Andrè, che mio babbo mi faceva sempre sentire quando ero piccolo, non sarebbe male fare sia dj set che...spettacoli del genere, acustici! Poi c'è da dire che la natura di un'esibizione dal vivo è una cosa, un disco è un'altra. Vedi, in tutte le arti, la versione "dal vivo" e la versione "tecnicamente riproducibile" hanno sempre nomi diversi. Teatro/Cinema. Pittura/Fotografia, eccetera. In musica no, non hanno dato un nuovo nome per l'arte dei dischi e...ora c'è una gran confusione. "Bello il disco ma vorrei sentirlo dal vivo" è la frase più idiota che gira. Come a dire: "Bello questo film, ora voglio vederli dal vivo gli attori, cosa combinano". Oppure "bella fotografia, adesso dipingila con olio su tela". Ti immagini? Parlando di musica lo fanno tutti i giorni! Invece sono due cose diverse. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? E' molto importante per divertirsi e per giocare con la propria teatralità, ma dal punto di vista musicale è inutile. Ormai ci sono un sacco di generi musicali dove se non sei vestito in un certo modo non sei credibile. Coincidenza, se ci fai caso è sempre musica brutta e artisticamente inutile. Ci sono invece personaggi come David Bowie che univano alla loro arte musicale una loro teatralità. E questo lo trovo fantastico! Non è da confondere la "bellezza" artistica da quella puramente estetica, che porta certi personaggi ad usare la musica per vendere un corpo e non il contrario...E neanche da confondere l'aspetto estetico con l'arte: fare una cosa già fatta non èmai arte, quelli del rock che si vestono tutti super-curati secondo i canoni del loro genere stanno solo cercando un'identità sociale, degli amici, non una musica. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Voglio un manager !  Cambierebbero molte cose. Lo/la troverò! O meglio, lui/la troverà me.  Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? A livello positivo ti dico che in Italia c'è una genialità che non ha pari e personaggi fantastici. Ma essendo ora in un periodo di forte depressione culturale, ci sono  anche cose molto negative che girano. C'è bisogno davvero di un rinascimento italiano di oggi, e gli artisti non dovrebbero aspettare che sia la politica a risolvere i problemi, dovrebbero anticiparla! Per esempio risolvendo alcune questioni molto di moda nel giro: una forte distorsione dei valori, un'esterofilia ridicola quasi da psicanalisi, molto vittimismo ingiustificato. Pensa a una cosa paradossale: gli artisti dovrebbero essere quelli che hanno il compito di intrattenere e far sognare le persone, mentre oggi per assurdo tantissimi "artisti" sono i primi ad usare i problemi della gente per vendersi e per cercare consensi. Nella maggior dei testi musicali degli emergenti ci sono due tematiche top: "che mondo di merda / io spacco tutto". Ma se spacchi tutto in un mondo di merda sei la peggio merda per proprietà transitiva, è matematica. Seconda cosa è l'esterofilia che ha raggiunto limiti insopportabili. Vedi ragazzini che imitano i Radiohead e poi si lamentano del sistema se la cosa non funziona. A parte che i Radiohead ci sono già, quindi non vedo il senso di replicarli… ma soprattutto ti immagini come sarebbe vedere band dell'Alabama cercare di fare i Subsonica con un italiano improbabile, ti piacerebbero? E poi basta tutto questo vittimismo, è fastidioso: non è sempre colpa "dell'Italia" se a questi non vanno bene le cose! Il settore dei concerti è in aumento continuo, le vendite musicali pure. Siamo tra i top mercati del mondo. Rompono tutti le palle qua, c'è bisogno di una scossa. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti?  Non è vero che viene dato poco spazio, ne hanno fin troppo. Spesso fanno brutta musica e sono pure individualisti! Ma ora ti voglio rispondere con cura a costo di sembrare noioso, perchè il tema è delicato e sai che a parte le canzoni io faccio nel mio piccolo anche il produttore discografico. Partiamo un attimo dal pubblico, che alla fine decide. C'è una differenza grossa trail pubblico italiano/latino e quello anglosassone. Il pubblico italiano ha il pregio di non dimenticare mai e il difetto di faticare ad accettare cose nuove. Nei paesi anglosassoni invece danno più spazio al nuovo ma come ti hanno tirato su ti buttano anche via in fretta. Non è ne peggio ne meglio, semplicemente diverso. In Inghilterra Paul Mc Cartney ha i suoi fan, ma nonvenderà mai di più di un esordiente comeSkrillex.In Italia invece chi viene fuori tiene molto facilmente il suo pubblico. E' difficile venir fuori in questo paese, è vero, ma quando esci fuori dall'Italia non ti dimenticano, e hai il mondo ai tuoi piedi. Siamo tra i primi dieci mercati mondiali di musica per quantità di musica acquistata (tra l'ottavo e il nono non ricordo) e, secondo il DigitalMusicReport 2013, il primo mercato locale del mondo, cioè il paese del mondo dove viene più ascoltata e comprata musica fatta in casa. Dall'altra parte del pubblico ci sono gli artisti. Gestisco diverse label e te lo posso dire per esperienza: nonostante continuiamo a esportare successi poichè la nostra creatività è illimitata, noi italiani come ti dicevo prima siamo in un periodo buio culturalmente. Troppi preferiscono sputtanare il sistema piuttosto che mettere in discussione quello che fanno. Siamo tutti in concorrenza spietata l'uno con l'altro e non costruiamo una scena. Ti potrei raccontare storie da scriverci un libro, ma poi sputtanerei metà della gente con cui ho collaborato. Sono a migliaia quelli che arrivano, scoreggiano due accordi e si sentono i Queen, e mentre cerchi loro di spiegare come costruire qualcosa, la loro unica occupazione è mendicare. Una tristezza. Poi nel rock c'è il peggio del peggio. Vanno a fare date fuori dall'Italia coi loro risparmi per darci ad intendere che "là" sono compresi e capiti, mentre in Italia bla bla bla. E poi c'è una mentalità conservativa che ha dell'assurdo. I conservatori non sono solo quelli che rifanno gli Afterhours nel 2013, ma anche quelli che si mettono a seguire le mode "perchè ora va così". L'arte è un'altra cosa. L'artista vero per prima cosa cambia le carte in tavola, poi se viene capito o meno i motivi sono tantissimi e diversi fra loro. Ma per prima cosa bisognerebbe avere l'atteggiamento di fare dell'arte, quindi di cambiare le cose e la percezione del mondo intorno a noi. Invece vedi questi esordienti che scoreggiano due accordi imitando quello che gli sembra più sensato da imitare e poi fanno i mendicanti con le etichette e con gli addetti ai lavori. Ma vaffanculo. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? No. I talent si occupano perlopiù di interpreti, e io non mi sono mai messo seriamente a lavorare un repertorio di musiche non mie. Ma quando lo farò, perchè no!  Rapporto con i fan? Ne ho pochi e poche, ma amo tutti loro e ogni nota, ogni canzone, ogni ritmo è per loro! Quando si condivide una cosa forte come un'emozione musicale, l'artista e l'ascoltatore stanno vivendo insieme la stessa cosa, ed è qualcosa di davvero profondo, è come condividere parte della vita. E più spingi con una musica personale, diversa dalle altre, più c'è la magia di colpire gente che in qualche modo è simile a te. Si creano connessioni incredibili. Non ho molti fan, saranno poche centinaia, anche se il mio seguito è più largo, ma quelli che ci sono sempre sono molti meno, e li conosco tutti, uno per uno. Le donne sono quelle che mi danno le emozioni più forti, forse perchè oltre alla questione tecnica o musicale si innamorano non tanto del musicista quanto del cantante, della persona, con i suoi pregi e i suoi limiti. Belle cose. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Credi nella discografia Italiana? Soddisfazioni! Le delusioni ovviamente ci sono state ci sono e ci saranno sempre, ma sono legate alle persone, non alla discografia. Inseguendo un sogno ti trovi davanti di tutto. I falsi, gli invidiosi, i voltafaccia, i mendicanti, di tutto; ma questo non è un fatto discografico! Riguardo alla discografia invece, non so se si possa dire di credere in una discografia o nell'altra. La discografia è fatta dalle persone, si parla più che altro di persone. E nel tempo le persone cambiano. Ora come ora le persone sono a terra a forza di ricevere input distruttivi da parte dei poteri forti che si rimbalzano le colpe di questo o quell'altro. Rifammi la domanda fra qualche anno! Sogni nel cassetto? Avere qualcuno che si occupa di me stesso e della mia vita artistica. Potrei trovarlo strapagando qualche figura dello showbiz, come fanno molti, o fondendo la vita artistica con quella affettiva, come fanno tanti altri, ma non mi va in nessuno dei due casi. Voglio di più! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

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