Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Band - MAKA ISNA

"Il progetto musicale "Maka Isna" nasce sul finire del 2005 per volere di Alessandro Bucci, all'epoca vocalist e co-fondatore della avantgarde black metal band Hell Baron's Wrath. La musica di "Maka Isna" è in principio una miscela tra ambient ed elettronica, molto adatta anche come colonna sonora per film horror e thriller. Nel 2007 esce in autoproduzione il primo capitolo "Maka Isna - Soundtrack for your nightmares" e riceve diverse recensioni dalla stampa italiana di settore, cartacea ed online. Due anni dopo è la volta del secondo capitolo: "Maka Isna II", che continua il percorso del primo lavoro, ma con influenze maggiormente elettroniche e meno ambient. Il progetto si interrompe nel 2010 e viene riaperto nel 2013, con la realizzazione di una “collection” comprendente i primi due lavori. Nel mese di maggio sbocciano i nuovi brani che vengono completati il mese successivo. Nel mese di ottobre "The Next Step / Maka Isna III" viene mixato e masterizzato a Bologna. In questo nuovo capitolo, la componente horror lascia spazio ad altri tipi di contaminazioni, tra le quali, la musica classica moderna e contemporanea. DISCOGRAFIA: “Maka Isna” (2007; promo) “Maka Isna II” (2009; demo) “Maka Isna I & II collection” (2009; demo) “Maka Isna III” (2013; promo).RECENSIONE: Terzo lavoro per questo progetto: Maka Isna III di Alessandro Bucci, denominato “The Next Step”, che segue, pur differenziandosi dai primi due, lo stile elettronico proposto da quando nel 2005 iniziò il suo percorso musicale da solista, dopo aver chiuso la parentesi dedita a un Black Metal d’avanguardia con la band Hell Baron’s Wrath. Come detto, i tre pezzi estrapolati dall’album si muovono su coordinate prettamente elettroniche e le atmosfere e suggestioni che ne derivano e ne conseguono potrebbero essere sicuramente adatte a delle colonne sonore di film non convenzionali… in effetti la musica e’ difficile da inquadrare in un genere, tante sono le influenze che la compongono. L’uso dell’elettronica è massiccio, come detto, anche se vi troviamo parti percussive e suoni campionati di sicuro effetto. L’ambiente è a volte rarefatto e alcuni campionamenti sono molto inquietanti e sinistri, forieri di qualche accadimento. E’ un trip nel quale mi vengono in mente giornate invernali spoglie di rami secchi, in cui si ha l’impressione di essere inseguiti da passi silenziosi nel buio e nella nebbia. A sprazzi ricordano le composizioni piu’ sulfuree degli O.S.I. Anche l’uso della voce femminile lirica rende questo lavoro particolarmente d’effetto e alcune note di pianoforte accentuano il senso drammatico della composizione. Un’ottima colonna sonora per i film di Dario Argento nei quali una musica cosi sarebbe particolarmente adatta!"

Ciao Alessandro, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Alessandro raccontaci il tuo percorso artistico: come è finito il progetto Hell Baron’s Wrath e come è nato questo Maka Isna? Dunque, gli Hell Baron’s Wrath si sono sciolti nel gennaio 2012 pubblicando in autoproduzione l’album “Under the Sign”, concludendo un percorso durato otto anni. Il progetto è finito sostanzialmente per mancanza di motivazione degli unici due membri rimasti (io e Baal), dopo una trafila di problemi iniziata già durante la produzione del primo album. Si trattava di un ciclo finito, non c’era altro da fare che prenderne atto. Maka Isna è un progetto musicale nato sul finire del 2005, all’epoca si trattava di un side-project degli Hell Baron’s Wrath. Si era interrotto nel 2010 ed è tornato in vita proprio quest’anno, con i due lavori “Maka Isna I & II collection” e “The Next Step / Maka Isna III”. Nel primo, rilasciato più che altro tramite web, sono contenuti i primi due dischi del progetto, mentre il secondo è di fatto il nuovo capitolo, scritto e pubblicato nel 2013.  Quali sono le tue influenze musicali? Le mie influenze musicali sono tantissime. Ho avuto la fortuna di crescere circondato dalla musica, sin da bambino ho sempre ascoltato vari generi, dalla classica al jazz, dall’r&b al metal, mi piacciono diversi artisti e vari generi, ma al contempo mi lascio trasportare molto anche dall’irrazionalità in questo campo. Tra i miei dischi puoi trovare davvero di tutto, mi piace approfondire gli artisti che apprezzo completando le loro discografie e leggendo molti documenti a riguardo. Adoro tutta la musica che mi trasmette emozioni e che comunica con la mia anima. Senza dubbio, gli studi che ho completato negli anni passati al Dams Musica di Bologna, hanno in parte influenzato il mio modo di comporre, perché soprattutto attraverso la teoria musicale, ho avuto modo di aprire nuove porte prima a me chiuse. Come nascono tue sonorità? Dipende dal tipo di progetto, anche se in linea di massima, tendo a comporre quando mi sento particolarmente ispirato, abbozzando le idee e poi sviluppandole, sino a quando non mi ritengo soddisfatto. Per quanto concerne Maka Isna, l’ultimo capitolo è un passo avanti importante nel mio piccolo, perché mentre i primi due lavori erano stati composti più che altro ad orecchio, “The Next Step / Maka Isna III” comprende otto tracce che presentano una scrittura più matura. Quali difficoltà si hanno nel proporre la tua musica non convenzionale? La principale difficoltà penso risieda nel fatto che la maggior parte delle persone non capisce bene il target del lavoro e quindi passa oltre. Al di la del fatto che i brani possano piacere o meno, è proprio una questione di mentalità diffusa. Soprattutto i giovanissimi, tendono ad andare per stereotipi, quindi non ascoltano la musica, ma un trend. Si “abbonano” ad un genere e la loro capacità critica svanisce quasi del tutto. Il che è un vero peccato, perché a mio modo di vedere, se tutte le personeesplorassero la musica in quanto entità universale, ci sarebbe molta più apertura mentale e al contempo anche cultura. Ma le faide tra generi attecchiscono ancora parecchio, ragion per cui, auguri… In secondo luogo, non esistono oppure è difficile incontrare / o conoscere realtà che possano essere interessate ad un certo tipo di lavoro, per cui si rimane confinati nella terra di nessuno sostanzialmente… Che opinione hai a riguardo il panorama artistico musicale in Italia? A mio modo di vedere, ci sono tanti talenti sconosciuti che non hanno e forse purtroppo non avranno mai spazio in un paese sordo e cieco come il nostro. Manca una cultura che porti le persone ad apprezzare realmente l’arte, troppo spesso considerata merce da svendere nei format televisivi. Inoltre sono sempre i soliti discorsi da vent’anni…se fai cover attiri di più, se fai materiale tuo resti molto probabilmente nell’anonimato…questo perché la maggior parte delle persone ormai ha deciso che i pezzi famosi valgono, gli altri a prescindere no. E questo lo trovo molto triste. Senza dubbio c’è una saturazione pazzesca per quanto riguarda le proposte musicali, perché ogni mese escono centinaia di titoli e stare dietro a tutto è sostanzialmente impossibile… Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? La musica mi ha sempre permesso di capire e di esprimere molte cose, la considero una mia compagna di vita e credo che non abbandonerò mai questo sentiero. E’ difficile rispondere alla tua domanda, perché dipende molto dagli ambiti. Di soddisfazioni, piccole o grandi, ce ne sono state diverse lungo il cammino, così come le delusioni, alcune profondamente brucianti. Diciamo che in “The Next Step / Maka Isna III” sono racchiusi molti umori e concetti che riflettono gli ultimi anni della mia esistenza, ma anche episodi ormai lontani, eppure così vivi nel presente… Cosa ne pensi dell’ambiente musicale in Italia, differenziando la scena ufficiale da quella underground?  Dipende da che cosa intendi con scena ufficiale. Anche il termine underground, è spesso abusato, quindi è facile cadere nei fraintendimenti. In linea di massima, agli eventi underground, si respira spesso la passione che i musicisti e gli addetti ai lavori impiegano, il che è molto positivo. E’ bello vedere persone che credono in quello che fanno e che portano avanti i loro progetti in barba alla difficile situazione. La scena ufficiale, se intesa come talent show, format televisivi o scadenti top 20 da canali musicali commerciali, non ha nulla da offrire in ambito artistico. Discorso diverso invece se con “ufficiale” si intendono le band seguite dalle major o da etichette che hanno mezzi di un certo tipo. Come in ogni cosa, ci sono ottime proposte, ma al contempo dischi di minor spessore. Credo che a mancare sianosoprattutto le realtà musicali in grado di cambiare le carte in tavola, c’ètantissima dispersione, mediamente discreta qualità, ma non si riesce ad attecchire perché, per un motivo o per l’altro, i tasselli del puzzle non tornano mai tutti…  Sogni nel cassetto? Di sogni nel cassetto ne ho tanti, ma al momento i principali riguardano sfere che vanno al di la della musica o del percorso artistico.   Progetti futuri ed aspettative? Qualcosa bolle in pentola. Innanzitutto, continuerò la promozione di “The Next Step / Maka Isna III”, inoltre ci saranno novità anche con i Superior Rage, presto pubblicheremo online due cover e la re-incisione di “The Night of Rains”, uno dei nostri cavalli di battaglia, sperando di riuscire a realizzarne il video clip prima o poi. C’è anche in cantiere l’idea di produrre un nuovo promo con i brani più importanti del progetto, ma re-incisi con la nuova formazione a due.Ho anche all’attivo una collaborazione con il poeta Roberto Zaccaria e presto inizieremo a lavorare ad un nuovo progetto nel quale musica e poesia si incontreranno, cosa che abbiamo già sperimentato con la presentazione del suo libro “Il Poeta Beato”, del quale ho musicato le poesie. Per me si tratterà anche di un ritorno alla poesia, mai accantonata in realtà, perché molti dei brani impiegati negli Hell Baron’s Wrath erano mie poesie, ma in un certo senso, tornerò ad occuparmene più in prima linea.   Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Piero e Lisa - Alchem]  

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