Progetto Almax

15112015

2013 Novembre "BIG" Musica - PIETRUCCIO MONTALBERTI “DIK DIK”

Ciao Pietruccio, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Partiamo subito con una domanda generale: chi è Pietruccio Montalbetti, secondo Pietruccio Montalbetti Io mi sono trovato a fare il musicista con successo ma non era la mia vera aspirazione, infatti,  i miei sogni erano di tutt'altro genere, volevo fare l'esploratore ma amavo il mare e mi sarebbe piaciuto quindi diventare anche un navigatore solitario, ma la vita è fatta di casualità e quando ho ascoltato per la prima volta il Rock & Roll ho pensato che mi sarebbe piaciuto diventare un cantante. Ci fu un film che mi condizionò molto negli anni ’50: “Gangster cerca moglie” un film mediocre che però metteva in risalto tutti i cantanti Rock del momento come Eddi Cocran, Gene Vincet Beel Halley, Teddi Randazzo etc. Poi arrivarono gli Shadow e poi i Beatles e feci il musicista per emulazione. Erano gli anni 60 e dall'america stavano arrivando i ritmi, i messaggi e le melodie che avrebbero influenzato milioni di giovani e che hanno contribuito al tuo successo e a quello dei Dik Dik; la cosa interessante è che il territorio musicale italiano era completamente da costruire da zero, perché il Rock & Roll per le masse doveva ancora arrivare, raccontaci quei tempi, quelli dell'Italia che scopre il Rock & Roll. La necessità di tradurre le canzoni americane e inglesi era solo il fatto che dietro di noi il mondo musicale che ci circondava non corrispondeva ai desideri di una generazione che sentiva una pulsione musicale differente e non avevamo gli strumenti ne la cultura per produrre musica diversa, così abbiamo creato un ponte che collegasse non solo musicalmente ma anche culturalmente. Decidete di riarrangiare in italiano alcuni successi beat e pop provenienti al di là dell'oceano atlantico,  avvalendovi della collaborazione degli allora sconosciuti Battisti e Mogol, perchè questa operazione? Lucio Battisti e Mogol furono utili a realizzare il mio sogno musicale essendo in sintonia le canzoni e comunque le ho scelte quasi esclusivamente io ascoltando le radio estere oppure i dischi di importazione. Nel 72, dopo parecchi 45 giri di successo, Suite per una donna assolutamente relativa , che anticipa il rock progressivo, si rivela un flop, come mai? Negli anni 80 cambiano i gusti e i Dik Dik, stando alle fonti su cui mi sono documentato, hanno un periodo un po' fiacco, cosa successe? Cosa mutò?  Successivamente arrivò un periodo buio con l'avvento della Disco ma ancora  prima avevamo realizzato un disco progress Suitte per una donna assolutamente relativa sullo stile dei Genesis ma eravamo troppo in anticipo rispetto ai tempi e fu un insuccesso. E parliamo di adesso: internet, brani musicali scaricabili, la possibilità di produrre un album praticamente in casa e distribuirlo senza supporto di terzi, i contest e i talent show, cosa è migliorato e cosa è peggiorato nel mondo della musica? Quali sono i limiti e i vantaggi di fare musica in Italia? Per ciò che riguarda i reality: io li trovo deprimenti e diseducativi capaci solo di creare dei disadattati in un mondo che è dell' apparire e non dell'essere.Per quanto riguarda internet penso che che sia un ottimo sistema per comunicare molto immediato ed utile per rendere il mondo più piccolo, soprattutto se penso a certi luoghi sperduti e la possibilità di avere sempre una visione del mondo in diretta. Quali consigli ti senti di dare ad un musicista emergente? Un gruppo di giovani musicisti mi chiese un consiglio io risposi che con la musica nel nostro paese non si vive e su 100 se sono fortunati forse uno può farcela la lingua italiana nel mondo è molto riduttiva in oltre in Italia non si sta producendo buona musica anzi mediocre e il mio consiglio fu per loro quello di non lasciare la musica ma avere una alternativa. Un lavoro sicuro! Mai pensato ad una carriera solista? Come sarebbe andata? Di fare una carriera solista non  ne avevo mai avuto il desiderio e non mi sono mai posto il quesito ma ora ho in mente di rimanere sempre con i DIK DIK ma trovarmi uno spazio facendo dei recital raccontando i 50 anni della mia vita piena di tante cose. Nei mie progetti solisti di adesso intravedo un recital fatto di parole e musica. Questo è un progetto che sto perseguendo da tempo e ho già fatto degli esperimenti in teatro con grande partecipazione. Oltre a fare il musicista in parte ho realizzato il mio sogno e sono 40 anni che ogni gennaio parto per mete semi inesplorate in solitario immergendomi nella realtà del popolo che da cui vado in visita : 5 volte in India, Nepal, Tibet, Africa Nera, Mali Congo, Perù, Messico, Guatemala, Honduras, Perè, Bolivia, Ecuador, Venezuela,  ma sempre evitando le città al fine di immergermi nella WForesta Amazzonica”  vivendo esperienze con i veri indios di varie etnie ma non quelli che vedono i turisti ma altri che non conoscono nulla del nostro mondo. Ho scalato i 6000 metri del Kilimajaro in Africa e i 7000 metri della montagna più alta della catena delle Ande l'Aconcagua. Ho raggiunto il Tibet attraverso la catena dell'Himalaya, un cammino durato 45 giorni con due Sherpa raggiungendo spesso passi innevati  a 6500 metri. "Io e Lucio Battisti" e “Sognando la California scalando il Kilimangiaro” Quante pubblicazioni in attivo? Di libri ne ho scritti tre: il primo si intitolava " I RAGAZZI DELLA VIA STENDHAL” sottotitolo “Ritratto di una generazione” dove racconto  le peripezie di noi ragazzi nati durante la seconda guerra mondiale e che hanno vissuto il dopo guerra con fame e privazioni non da parte nostra ma dai veri eroi i nostri genitori. “Sognando la California scalando il Kilimangiaro”: Il viaggio per me rappresenta una sorta di conoscenza del popolo che visito ma anche una riflessione sull'essenza della mia esistenza. La gente pensa che io sia un coraggioso ma non è vero! Di solito si tende a pensare che le persone coraggiose non provino alcun timore ma in realtà è che hanno un rapporto intenso e quasi intimo con la “paura". Io possiedo uno spirito avventuroso e nonostante la mia età non riesco a sottrarmi dal fare viaggi avventurosi. Il  prossimo viaggio che dovrei fare ma è molto complicato è la Patagonia ma è così vasta e selvaggia e deserta che non so da dove iniziare. Nel frattempo sto scrivendo un nuovo libro " I miei primi 50 anni con i Dik Dik " partendo dalla mia infanzia e da ciò che mi ha spinto a fare il musicista e tutti i retroscena e le vicende che non ho mai raccontato. Nel cassetto (computer) ho già pronti altri 8 romanzi più una favola per bambini che forse sarà illustrata da Lupo Alberto. "Io e Lucio Battisti"è un libro che descrive non l’artista ma l’individuo. Lui era una persona semplice nella vita ma allo stesso tempo complicato nella musica. Prima di Mogol faceva canzoni che non avrei mai pensato potessero fare successo. Io stesso non avevo intuito la sua genialità, solo Mogol ha avuto la chiave giusta per aprire una cassaforte piena d’oro. Lucio ha sempre parlato poco di sé, è sempre stato un po’ avaro anche nei rapporti umani. Forse era scontroso perché non era adatto a fare la rock star. Lui voleva una casa, un giardino, una moglie e dei figli con i quali condividere la vita. Nel mio libro ho voluto anche smentire anche tante cose ingiuste scritte sul suo conto e non attinenti alla realtà. Che tipo di scrittura utilizzi? Semplice o complessa? Io cerco di essere “la memoria storica” in maniera Pop come la musica ossia: Popolare, che tutti possano comprendere (un motivo per il quale tutti possono leggere i miei libri) tra questi ci sono anche dei libri che trattano argomenti difficili ma che io ho cercato di rendere facili uno ad uno per tutti quanti come nel caso di "In viaggio con Siddarta".  Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: 8Dario Perego- Brian Nowak - Almax]  

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