Progetto Almax

15112015

2013 Dicembre - Band - SONNOCOLLA OFF

Ciao Sonnoccolla, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? I Sonnocolla sono nati nell’autunno del 2006, imponendosi di creare qualcosa che fosse assolutamente personale. Nel 2010 la formazione si è definita con i omponenti attuali ovvero Francesco Erca alla voce, Giuseppe Cossu alla chitarra solista, Marco Varrucciu alla chitarra ritmica, Pietro Deledda al basso e Enzo Desini alla batteria. Ci siamo mossi all’interno del panorama sardo, riuscendo a suonare con tante band, in locali, rassegne e anche in qualche contest. Con la nuova formazione c’è stata una maggiore consapevolezza di quello che volevamo proporre, spingendo i nostri obbiettivi verso un genere più composito e ricco. Soprattutto, quello di arrivare alla produzione di un album che testimoniasse il cambio di passo, ma anche la varietà di percorsi che i vari componenti hanno affrontato, per arrivare fino a questo progetto comune. Questo si è concretizzato nel ottobre del 2013 con l’uscita di E.R.A per la Seahorse Recordings. Influenze musicali? Si può dire che le nostre influenze siano difficilmente definibili, soprattutto perché i vari componenti della band hanno le proprie caratteristiche e, non sempre le idee sono compatibili come si potrebbe pensare. La radice dei Sonnocolla risiede nell’alternative rock di stampo italiano, soprattutto all’inizio è stato per noi un punto di riferimento importante. Dal 2010 in poi i fattori si sono moltiplicati e diversificati, rendendo questa influenza meno percettibile, sporcata da richiami al grunge degli anni 90 o blues che hanno sempre accompagnato Francesco, fino al metal estremo o al Post- Rock da parte della nostra sezione ritmica, formata da Enzo e Pietro, da scorci di rock anni 70 e prog per quanto riguarda Giuseppe. Rimanendo attinenti comunque alla natura iniziale semi- cantautorale, che ha sempre contraddistinto la band ai suoi esordi, sviluppandosi in qualcosa che Giuseppe ha giustamente battezzato “MultiRock”. Come nascono vostre sonorità? E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Sono comunque due fattori importanti per una band. Perché se non provi il materiale che hai a disposizione testandolo dal vivo, non hai alcuna possibilità di creare un album ricco di carattere. Nel nostro caso l’obbiettivo che ci siamo prefissati, è sempre stato quello di riprodurre in maniera efficace, senza cadere nel perfezionismo, l’atmosfera e le sonorità che abbiamo dal vivo. In questo Enzo (alias Valkar) è stato sempre categorico. Come nostro produttore N°1, occupandosi della registrazione dell’album dall’inizio alla fine, e sapendo perfettamente quello che voleva, ha spinto per ottenere un suono carico e potente, cupo e soprattutto molto emotivo, in linea con la natura dei nostri brani. In questo posso dire che siamo davvero contenti del lavoro svolto, perché il suo primo obbiettivo oltre al ben suonato, arrangiato o registrato, è che quello che andavamo a proporre, ci rappresentasse singolarmente, ottenendo così un insieme che ci rappresenta anche come gruppo. Poi crediamo che tutte le band debbano pensare a suonare più spesso possibile,per non perdere il contatto col palco e la gente, il piacere che solo i concerti sanno darti. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, noi siamo molto naturali in questo e privi di sovrastrutture. Preferiamo un atteggiamento spontaneo, rispetto a qualcosa che sembri forzato, sopra e righe, o lo scimmiottamento di atteggiamenti altrui visti e rivisti, che poco importano, se quello che suoni non è all’altezza dei gesti che fai. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? L’album è prodotto dalla Seahorse Recordings. Giuseppe li ha contattati quando è uscita una promo del nostro singolo Buio, e la lavorazione dell’album era ancora in corso. Da qui c’è stato come in ogni relazione musico- sentimentale un periodo nel quale ci siamo conosciuti meglio, arrivando al desiderio comune di lavorare insieme. Da quel momento in poi Paolo Messere ha seguito gli sviluppi del nostro lavoro in studio, curando il master finale. L’album è distribuito da Audioglobe, e questo è per noi un grande successo, perché permette a chiunque sul territorio nazionale di poterlo avere, o ascoltare tramite la distribuzione digitale su Itunes e Spotify, etc. La promozione è invece affidata alla Lunatik , aprendo ulteriori possibilità di contatto con Webzine, riviste di settore e le radio. Sono delle grandi novità che affrontiamo per la prima volta come band, e ci fanno ben sperare. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Il panorama italiano è molto ampio, quindi dare un giudizio univoco è difficile, senza cadere nel rischio di sembrare scontrosi e in disaccordo su tutto, o fin troppo indulgenti rispetto a delle palesi mancanze. Le proposte belle non mancano per fortuna, e le novità ed i gruppi capaci di creare delle alternative sono tante, soprattutto nel crescente ambito della musica emergente. Quindi senza inoltrarci in considerazioni e polemiche sterili, diciamo che siamo fiduciosi e felici che qualcuno non si lasci scoraggiare dal panorama, che non è sempre un bel vedere. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Gli esordienti in quanto tali non hanno credenziali, per quanto possano produrre ottimi lavori e suonare da per tutto, facendo centinaia di concerti tra locali, rassegne e piccoli festival, restano comunque degli sconosciuti al grande pubblico. Questo è uno svantaggio incolmabile, rispetto a chi viene subito seguito da una Major, con apparizioni televisive e passaggi radio in ogni dove. Ma dobbiamo pure chiederci perché a queste proposte viene data così tanta fiducia? La risposta è che a molte persone piacciono soprattutto determinate cose, e questo non siamo noi a deciderlo. I talent hanno la caratteristica di avvalersi di uno strumento potentissimo come la televisione, per promuovere la “carriera” di questi esordienti ancor prima che inizi, un risparmio di risorse notevole da un punto di vista commerciale, solleticando il gusto del grande pubblico, ed i sogni di chi vorrebbe essere al loro posto, prorogando questo meccanismo all’infinito. Ma quello che produce è solo un talento “Yogurt” cioè a breve scadenza, perché se non hai creato per quel ragazzo un progetto davvero valido per supportarlo, questo non potrà raggiungere certi risultati, in poco tempo passerà il suo momento, e sarà il momento di qualcun’altro. In questo meccanismo esistono sicuramente delle eccezioni che confermano la regola, ma personalmente non pensiamo di poterci avvalere di uno strumento che per quanto affascinante, riteniamo comunque effimero e impersonale. Rapporto con i fan? Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Il nostro rapporto con i fan è sempre stato buono, nel corso degli anni ci siamo creati uno zoccolo duro che sta crescendo con noi. Dopo il cambio di formazione e di direzione, non tutti hanno immediatamente capito le nostre intenzioni, rimanendo spiazzati da questo nuovo corso. Anche i più scettici ci sono sempre rimasti vicino, permettendoci di farli ricredere, dimostrando le ragioni delle nostre scelte. In questo curiamo molto il lato umano, riuscendo a venire in contatto tramite i social network, con persone che altrimenti non avrebbero modo di conoscere personalmente. Notiamo una grande risposta da parte di tutti rispetto al nostro lavoro. Emotivamente è una cosa che ripaga molto, perché c’è uno scambio molto forte e partecipe, con persone che ci hanno scoperto per caso sia con gli amici di sempre, che ci conoscono e sono i nostri primi fan. Noi ringraziamo tutti di cuore. Le delusioni possono essere tante, se segui un percorso che non è segnato da nessuna parte, le soddisfazioni devi trovarle da te, anche nelle piccole cose. Già l’aver raggiunto un risultato così importante, come la pubblicazione del nostro primo album è qualcosa che può solo renderci felici. Speriamo sia il primo obbiettivo di una lunga serie, questo già ripaga di molte delusioni. Credete nella discografia Italiana? L’errore che molti fanno, è quello di associare automaticamente la discografia con una “Realtà Tenaglia” priva di scrupoli, sempre pronta a prendersi gioco e sfruttare chi fa musica. Questo perché come al solito i riferimenti sono molto legati ad un mercato con paletti rigidissimi, e margini di manovra quasi nulli. Dal punto di vista dei “Duri & Puri” dovremmo dirne peste e corna, ma non conoscendo la materia in maniera approfondita, e affrontando queste realtà per la prima volta, possiamo ritenerci soddisfatti, perché è innegabilmente uno strumento che per ti permette di arrivare a risultati che da soli è difficile raggiungere. Devi stare attento a dove nuoti, perché il sangue fresco attira gli squali, ma questo è un fattore etico, che non manca di stupirci in ogni campo. Che capiti anche nella discografia ci sembra il minimo. Purtroppo i paletti di cui sopra impongono anche a chi fa questo lavoro con tutte le intenzioni migliori, di doversi piegare a certi meccanismi difficili da aggirare, e spesso e volentieri questo si ritorce involontariamente sugli artisti. Quel Gap tra una discografia di nicchia o emergente, e quella prettamente radiofonica non può essere ridotto, se non cambia il mercato tutte le buone intenzioni non bastano. Questo è forse il difetto più grande, che penalizza tutto il sistema. Sogni nel cassetto? Il nostro sogno lo stiamo vivendo proprio ora, avendo tra le mani il frutto di tanti sacrifici. Di solito non siamo capaci di fare grandi voli di immaginazione, forse sarà l’età a renderci prudenti,lasciando nel cassetto quei sogni che potevi fare da adolescente, quando abbiamo iniziato a suonare. Il nostro desiderio, come per chiunque suoni, è quello di avere il modo di poter dedicare sempre più tempo e spazio alla musica, moltiplicando gli sforzi per portare questo progetto ancora più lontano. Non sono i soldi o la fama che spingono molti musicisti, ma le possibilità che spesso non si hanno, di poter fare questo mestiere a tempo pieno, di svegliarti la mattina avendo in testa solo quello che ami. Tutto il resto è solo la conseguenza di questo lavoro, che ha portato i suoi frutti. Progetti futuri ed aspettative? Abbiamo piena fiducia nel lavoro svolto, ma pensiamo che E.R.A sia solo l’inizio dal quale partire e non un obbiettivo raggiunto dove fermarsi. Stiamo già lavorando a tante nuove idee, il materiale non manca, nel corso del prossimo anno pensiamo di rientrare in studio per registrare un nuovo album. Stiamo ultimando la lavorazione del nostro primo video del primo estratto da E.R.A , cioè Buio, e sarà pronto per dicembre, anche se stiamo già pensando ad un nuovo video da girare quanto prima, per dare maggiore spinta alla promozione dell’album. Vorremo suonare molto nel corso dell’inverno e stiamo già organizzando serate in tutta la sardegna per portare la nostra musica a più persone possibili. Per ora, cerchiamo di porci solo degli obbiettivi a breve scadenza, affrontandoli una alla volta per non perdere di vista la qualità del risultato e il senso delle nostre scelte. Nell’immediato siamo felici di avere questi riscontri da chi ci ascolta e ci segue, sperando che siano sempre di più, ci auguriamo in futuro, di poter portare personalmente la nostra musica a chi sta iniziando a scoprirci solo ora, e non ha ancora avuto modo di ascoltarci dal vivo. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]

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