Progetto Almax

15112015

2013 Dicembre -"BIG" Musica Lirica - MICHELE SILVESTRI

Ciao Michele, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Il tuo percorso artistico? Il mio percorso artistico nasce con gli studi in composizione al conservatorio di Taranto e i successivi studi in canto lirico a Milano con la Signora Gianfranca Ostini. E' stata una vera fortuna per me ritrovarmi giovanissimo a studiare con una delle più competenti insegnanti esistenti, perché così nessuno ha potuto sbagliare mettendo "mani" sulla mia voce come è accaduto per alcuni dei miei illustri colleghi! Poi per varie vicissitudini dopo 9 anni ho lasciato Milano e mi sono ritrasferito a Taranto dove è cominciato un altro percorso di studio con il Tenore Nicola Martinucci. la svolta per me, però, è rappresentata dall'incontro casuale con il presidente dell'ALSI (Ass. Lirico Sinfonica Ionica) Vittorio Fedele , il quale mi ha dato la possibilità di debuttare Rigoletto. Da lì la grande iniezione di fiducia e poi l'incontro con ArsLab, una produzione presentatami dell'Avv. Marco Barbone (e del suo collega Avv. Bruno Tassone), che mi ha portato al New York City Center Theatre con lo spettacolo "Belcanto" in collaborazione con la Fondazione Luciano Pavarotti presieduta dalla Sig.ra Nicoletta Mantovani. Spettacolo poi ripetutoal Teatro Duse di Bologna, e al Teatro Gian Carlo Menotti di Spoleto. Quali sono le Tue influenze musicali? Nel mondo della lirica più che di influenze musicali potremmo parlare di Artisti a cui ci si può ispirare o idoli ai quali voler assomigliare, e a tal proposito per me è stato di grande impatto ascoltare i grandi maestri della nostra storia musicale contemporanea ma anche del passato come Giuseppe di Stefano, Luciano Pavarotti e Mario del Monaco che rappresentano, per me, la più grande fonte di ispirazione interpretativa e tecnica a cui tutt'oggi cerco di rifarmi ogni volta che mi esibisco. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sicuramente il "live", le opere con orchestra, i concerti voce e pianoforte, ti danno una grande conoscenza di te stesso. Il palcoscenico è una scuola a cui non ci si può e non ci si deve sottrarre, ti regala competenze sceniche ma anche grande coraggio nell'affrontare le più disparate situazioni che ti si presentano. un buon CD ti mette sicuramente in luce, ma non ti permette di esprimerti davvero artisticamente. Abbiamo una grande tradizione teatrale in Italia è bello che si continui a servirsi dei teatri per gli spettacoli. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? la mia "sponsorizzazione" o management è associata alla figura dell' Avv. Marco Barbone, un grande amico e professionista il quale segue con grande passione artistica e professionale il mio percorso lavorativo. Marco è una persona davvero importante per me, devo molto al suo impegno e alla sua dedizione, è questo che mi porto sul palco scenico ogni volta che mi esibisco, un po' di Marco Barbone, un pò di Vittorio Fedele, un po' di chi mi sostiene e mi ha permesso di essere quello che sono oggi, come i miei genitori. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? In Italia abbiamo tante di quelle risorse artistiche e culturali che sarebbe impossibile non averne una buona considerazione, tuttavia, i riflettori più importanti, attualmente, non illuminano sempre gli artisti italiani, e questo è uno degli aspetti più negativi degli ultimi tempi. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Gli esordienti poi, dire che non vengono considerati è dire poco, la colpa è del poco coraggio di alcuni direttori artistici che non hanno voglia di rischiare e fanno ricadere le loro scelte sempre sui soliti "sicuri" ma poi, siamo certi che i "sicuri" siano sempre i migliori? mi rivolgo ai direttori artistici :" abbiate un po' di coraggio in più, scegliete artisti italiani e date spazio e fiducia agli esordienti". l'Italia è una fabbrica di artisti eccellenti e di grande talento e cultura, bisogna solo che ci si renda conto di questo. Quando ero poco più che un bambino ho partecipato ad un talent show. Allora si chiamava "Bravo Bravissimo" e lo conduceva il grande Mike Bongiorno. E' un esperienza di cui non mi pento, anzi, mi ha regalato dei bei momenti, il problema è di come oggi partecipare ad un talent show sia diventato uno dei più importanti, se non l'unico modo, per mettersi in mostra e cercare di farsi conoscere. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? I talent sono un ottimo modo di entrare in contatto con lo spettacolo e con i contatti giusti, ma proprio perché è un evento che ti dà di colpo una grande visibilità, si rischia di bruciarsi, precludendosi altre possibilità.  Rapporto con i fan? Il rapporto che mi lega con le persone che mi seguono è straordinario, i miei primi fans sono mia mamma e mio padre senza i quali non avrei mai potuto fare le cose meravigliose che ho fatto. E' sempre bello quando dopo uno spettacolo la gente ti ferma e ti stringe la mano e vuole fare una foto. ho avuto molte soddisfazioni a New York a ottobre scorso in occasione del Columbus Day, la gente per strada mi fermava e cercava di trasmettermi il loro apprezzamento, e tutto questo ti fa ricordare ogni volta il perché si sceglie di fare questo mestiere, in un certo modo regali un attimo di gioia e di piacere alla gente per la quale ti esibisci, attraverso la voce riesci ad emozionare e questo mi fa sentire orgoglioso di quello che faccio. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Certo le delusioni non mancano e personalmente, come credo sia normale, ho dovuto subire parecchie delusioni inseguendo la musica, il canto, il grande sogno, ma fa tutto parte del gioco, e ho tratto da ogni delusione la forza necessaria per andare avanti e buttarmi nella prossima esperienza. Per la discografia italiana credo valga lo stesso discorso fatto per alcuni direttori artistici dei teatri. Credi nella discografia Italiana ?I discografici, ovviamente non tutti, ma una buona parte, si rifanno agli indici di gradimento popolari per scegliere chi potrà uscire con un nuovo CD e questo il più delle volte è penalizzante sempre per quegli artisti straordinari la cui sola colpa è essere esordienti e sconosciuti. Sogni nel cassetto?I sogni ti danno la ragione per andare avanti, per non mollare, e di sogni irrealizzati ne ho ancora più che un cassetto. Mi rendo conto di essere solo all'inizio di un viaggio meraviglioso che spero continui a lungo. Progetti futuri ed aspettative? Attualmente sono in collaborazione con ArsLab che mi da la possibilità di portare in giro per il mondo insieme alla Fondazione Luciano Pavarotti lo spettacolo "Belcanto". Approfitto dell'occasione per invitare i lettori e gli appassionati a seguire questo spettacolo nelle tappe italiane e all'estero, è davvero di grande effetto, molto molto bello ed emozionante.Ringrazio voi per questa chiacchierata e spero di potervi invitare al prossimo spettacolo. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Angelo Favale]

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