Progetto Almax

15112015

2013 Dicembre - "BIG" Cantautore - MARCO LIGABUE

Ciao Marco, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Parlaci del tuo album, Mare Dentro, di cosa trattano i testi? quali sono le sonorità contenute? A chi ti ispiri per la tua musica? Mare dentro, è il mio primo album solista contenente nove canzoni scritte in silenziofuori stagione nel mare vasto ed infinito che mi porto dentro. Le tematiche vertono sulsociale e tutto quello che mi succede e mi circonda. In ogni brano riporto la mia filosofia emiliana di fondo che è quella di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno nel tentativo di rilasciare una ventata di ottimismo e di speranza. Canto: “Non importa quanto cadi, ma quando ti rialzi è lì la differenza” e questo concetto deve cercare una sua validità soprattutto quando capitano situazioni negative, quelle situazioni che alla fine fanno crescere ed accrescere l’individuo. Nell’album ad esempio, è contenuta "Casomai" una canzone scritta per il mio amico PiermarioMorosini (Il calciatore scomparso durante una partita Pescara-Livorno) che purtroppo non è più fra noi. In questo brano ho tentato di riportare alla mente soloi bei trascorsi con lui e la bella persona che ho avuto l'onore di poter conoscere e che sono fiero ed orgoglioso di poter ricordare ad ogni mio concerto. Per quanto riguarda invece le sonorità, sono canzoni da cantautore italiano voce e chitarra dove negli arrangiamenti ho cercato di introdurre diverse contaminazioni di ascolti provenienti dalla California  che variano dal rock elettronico dei Red Hot Chili Peppers al rock tendenzialmente più acustico ed intrigante stile: “Jack Johnson”, “Jason Mraz” e “Ben Harper” che sono tutti cantautori che scrivono sulle spiagge, sono surfisti e quindi legati al mare, all’ecologia ed alla natura. Di filoni musicali ne ho passati talmente tanti da avere ormai acquisito molte tipologie di ascolto ed ho spesso e volentieri trascorso lunghi periodi solo di ascolto. Nel proporre la mia musica mi rifaccio spesso a sonorità Americane attingendo invece la parte cantautoriale dall’Italia che ha da sempre avuto artisti invidiati in tutto il mondo e tra quelli troviamo: De Gregari, De Andrè, Guccini, Battisti,  Rino Gaetano e molti altri. Come mai la decisione di abbandonare i Rio per dedicarti alla carriera solista? Quali i vantaggi e gli svantaggi? Ma guarda, questa mia carriera solista dal gruppo dei Rio sono due cose totalmente differenti. Io mi sono defilato dai Rio perché ad un certo punto per me è stato come se finisse un ciclo. Avevo fatto dieci anni bellissimi, (passando dai miei trenta, ai miei quarant’anni) quattro dischi e più di cinquecento concerti avvertendo però ad un certo punto la sensazione di avere già dato il mio meglio in quel tipo di situazione. In ogni gruppo si affrontano periodi positivi e periodi negativi o periodi inaspettati. Vantaggi e svantaggi non saprei dirli, posso solo dire di aver passato dieci anni indimenticabili che faranno sempre parte della mia vita e del mio iter artistico ma con la propensione al cambiamento dove si tende a diversificarsi e a non rimanere statici sempre e solo nello stesso contesto. Ora come ora preferisco raccontarmi ed il vantaggio forse è proprio quello di poterlo fare sentendomi di poterlo fare. Successivamente ai Rio non avevo idea di quello che avrei fatto in alternativa, quindi non sapevo se avrei continuato solo a fare il chitarrista, l’autore o se avrei formato una nuova band. Per un certo periodo mi sono fatto un po’ da parte e devo dire che nel farmi da parte e fermarmi per qualche mese dal binario continuo della musica sono nati tanti brani che evidentemente volevano emergere, canzoni che volevano in qualche modo uscire fuori e queste nuove idee scritte mi hanno spinto nel volermi buttare in questa nuova avventura da cantautore che non avevo assolutamente in programma. Avevo sempre detto che non avrei mai cantato per tutta la mia vita e poi invece sono state proprio queste canzoni scritte intimamente che mi hanno dato la forza di iniziare a studiare canto per dargli voce e riportare in musica le mie riflessioni ed il nuovo cambiamento che mi stava succedendo. Che accoglienza ha ricevuto dalla critica e nei concerti? Per quanto riguarda la stampa ho letto articoli molto positivi che hanno parlato bene del mio album e la struttura dei vari testi contenuti nel cd. Per quanto riguarda i concerti ormai i giornalisti fanno solo articoli di presentazione ma non fanno più recensioni e quindi dei miei live ho poca conoscenza del giudizio della critica, non c’è niente di particolare che mi sia stato segnalato. Mentre invece il feedback del pubblico mi è piaciuto moltissimo ed è quello il giudizio che per me conta maggiormente. Ogni sera nei concerti e nel post concerti è sempre stata una grande emozione avere un parere diretto, schietto e sincero da loro. Penso e spero che “arrivino” la mia semplicità e la mia l’autenticità. Noto molto che anche il pubblico che mi segue e mi sostiene si sofferma molto sui miei testi. Non sempre è facile andare ad un concerto e cantare canzoni che nessuno conosce proponendo delle novità. Come pensi abbia cambiato la vita ai musicisti internet? Cosa ritieni sia più facile o più difficile con il largo uso di questo nuovo strumento? Per quanto riguarda il crollo del mercato della vendita del disco internet (ma non solo) è stato forse una delle maggiori componenti che ha inciso in modo negativo, d’altro canto ha però offerto la possibilità a tutti di fare conoscere la propria e le proprie canzoni, ma soprattutto poter pubblicare i propri video su canali importanti e di grande visibilità come ad esempio “you tube”. Adesso è nato “spotify” e ci sono sempre più canali e piattaforme di divulgazione musicale. Una volta era diversa, prima dell’avvento di internet, facevi girare il tuo disco, facevi i tuoi concerti e se avevi talento o fortuna arrivava la proposta che avrebbe cambiato e ribaltato la tua situazione. Devo dire che internet in qualche modo è anche una vetrina virtuale non indifferente. Tu quanto ti senti “Social”? Mah, io mi sento social nella mia voglia di raccontarmi e nella mia curiosità di sentire le storie degli altri.Il dialogo quando è un buon dialogo mi coinvolge positivamente. Cosa ti senti di dire ad un giovane musicista che vuole provare a farcela in questo difficile periodo artistico? Essendo un cantautore sono un po’ di parte quindi la cosa che mi viene in mente di consigliare (oltre ovviamente a quella di impegnarsi, di studiare e di mettercela tutta che è un concetto fondamentale importante ed alla base di qualsiasi cosa, non solo della musica) è di concentrarsi sul contenuto, sulla sostanza e non sulla forma. Proveniamo da anni nei quali oltre alla musica ci si è spesso concentrati parecchio sull’estetica tralasciando particolari più utili… però a mio avviso quello che deve arrivare a colpire sono sempre la melodia ed il testo,  poi che sia arrangiato in un modo o cantato in un altro è a mio avviso secondario. Io ascolto molto la musica di talenti emergenti, spesse volte mi vengono mandati dischi o fatte ascoltare canzoni ed io non vedo l’ora di poter confrontarmi con le nuove realtà circostanti che siano magari capaci di portare qualcosa di nuovo e di diverso. L’unica pecca che sento è quella del capire che tutti sono più impegnati nell’arrangiamento e senza un buon testo la canzone non riesce a reggere da sola. Prendendo ad esempio i talent, è vero che stanno dando tanta visibilità alla musica attraverso la televisione però si concentrano solo sull’estetica e sulla tecnica vocale e non sul racconto di una persona. Non rappresentano qualcosa di reale. Proprio per questo al giorno d’oggi per distinguersi, trovare una nuova strada e farsi notare,  è più giusto (secondo me) provare a fare qualcosa di diverso dagli altri che esca dai parametri prestabiliti. Se tutti facciamo qualcosa di uguale non c’è possibilità di distinzione. Ci vuole inventiva, creatività e fantasia anche nel provare a rendersi originali. Si deve essere molto severi con se stessi quando si scrive una canzone. C'è qualche artista nel panorama attuale italiano che ammiri particolarmente? Ultimamente, fra le cose un po’ nuove, le cose attinenti a questi ultimi anni, una persona che mi ha sorpreso piacevolmente per scrittura è proprio “Il Cile”  –    ( http://www.ilcile.com ) - perché scrive dei testi molto belli. Lui è un po’ più pessimista, cinico, un po’ più negativo di me e non condivido fino in fondo la sua filosofia però nella stesura secondo me è molto centrato. Ho letto che tuo fratello Luciano ti aiuta molto a riguardo di questa tua nuova decisione artistica. Si, Luciano mi sostiene ed è molto felice di vedermi motivato in un progetto che mi coinvolge così tanto. Quali sono i tuoi prossimi progetti? Di creare una mia nuova identità artistica e continuare questa nuova esaltante avventura, tanti concerti, tanti live e  nuovi album. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Brian Nowak &  Almax]

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