Progetto Almax

15112015

2014 Gennaio - Band - KALEIDOSCOPIC

Ciao Kaledoscopic, vi ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Percorso artistico? I Kaleidoscopic sono una band rock di Arezzo che nasce nel 2010 in seguito allo scioglimento di 3 gruppi. Fin da subito abbiamo cominciato a scrivere pezzi inediti con l’internzione di poterli suonare dal vivo il prima possibile. Così facendo, nel 2012, è uscito il nostro primo EP autoprodotto che ci ha permesso di muovere i primi passi e che, col passare del tempo, ci ha regalato molte soddisfazioni, permettendoci di suonare in gran parte dell’Italia condividendo il palco con moltissime band. Successivamente, avendo voglia e anche necessità di far uscire il primo disco, abbiamo fortemente cercato, voluto e fortunatamente ottenuto l’attenzione di Nicola Manzan (Bologna Violenta) e di Nunzia Tamburrano con i quali abbiamo subito iniziato a lavorare. Tra noi è immediatamente nata una profonda intesa e  amicizia. Abbiamo cominciato così ad arrangiare le tracce con Nicola per poi registrarle ed è quindi nato un disco di cui siamo molto soddisfatti, che ci rappresenta, a cui abbiamo dato il nome di “ONIRONAUTA” e che uscirà il 03/03/2014 grazie alla coproduzione tra l’etichetta Dischi Bervisti, Woodworm e Dremingorilla Rec. Con distribuzione Audioglobe. Non vediamo l’ora di farlo ascoltare! I Kaleidoscopic sono Francesco Mazzi, Marco Ciardo, Fabio Meucci e Francesco Magrini. Influenze musicali? Le nostre influenze musicali sono molteplici, non abbiamo riferimenti in particolare o modelli a cui ci ispiriamo; sicuramente facciamo e ci piace fare musica dal sound “Duro”, cercando di trasmettere sempre un messaggio all’ascoltatore mediante note e testi. Di sicuro, comunque, ai nostri concerti vorremmo che la gente tornasse a casa sudata e con una maggiore consapevolezza e presa di coscienza interiore su chi siamo e su quello che ci circonda, in modo che ognuno possa realmente aprire i propri occhi sulle molteplici situazioni che la vita ci riserva. Come nascono le vostre sonorità? Le nostre sonorità tendono ad essere quasi sempre “Distorte” e “Rumorose”. Ci piace che i nostri pezzi escano aggressivi e diretti il più possibile a chi li sta ascoltando. Allo stato attuale ci piacerebbe aver fatto e continuare, in futuro, a fare dei gran bei dischi dal contenuto profondo. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sicuramente un buon album è importante nella storia di una band ma è altrettanto importante l’attività live: noi pensiamo che solo il palco dia la reale verità al gruppo di conoscere la propria natura e di poterla far conoscere anche alle persone presenti al concerto. Il rapporto diretto è fondamentale, senza ciò non potrà mai nascere nessun feeling diretto con la gente. In definitiva, la miglior cosa sarebbe poter sempre fare album bellissimi e avere la possibilità di poterli suonare in giro il più possibile. Speriamo di potercela fare! Da parte nostra c’è molta passione, volontà e voglia di trasmettere. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Per quanto riguarda l’estetica precisiamo subito che ci piace lavorare molto sull’arrangiamento di ogni singolo strumento.  In sala prove ricorre spesso la parola “ Arrangiamento Efficace” e pensiamo anche che sia quella più giusta per identificare il nostro metodo. Ognuno di noi elabora e poi assembliamo insieme fino a trovare la miglior chiave di lettura per proporre in note il pezzo che abbiamo in testa.  Possiamo affermare di aver scartato e rielaborato in mille modi vari giri di chitarra, batteria e basso ma alla fine, quello che per noi conta , è il risultato finale che deve esprimere la forza della collettività e non il singolo. Ogni strumento deve suonare in funzione del pezzo senza strafare o prevalere sull’altro. Il tutto deve contornare il messaggio trasmesso attraverso il testo. Lavorando con Nicola Manzan che è, a nostro parere, uno dei musicisti più preparati che abbiamo mai conosciuto,  siamo riusciti ad aprire gli occhi e scoprendo un altro mondo: la sua professionalità, i suoi consigli, il suo gusto e le sue capacità sono state fondamentali nell’arrangiamento del disco. Abbiamo cercato di suonare il necessario al momento giusto e pensiamo, nel nostro piccolo, di esserci in parte riusciti. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? La nostra promozione è curata dall’Ufficio Stampa di Dischi Bervisti nella persona di Nunzia Tamburrano con cui abbiamo, davvero, un ottimo rapporto d’amicizia. E’ una persona splendida, professionale, disponibile al dialogo e caratterizzata da un immensa passione per il lavoro che svolge, elementi, secondo noi, fondamentali per poter svolgere un grande lavoro di ufficio stampa. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Pensiamo che il panorama artistico musicale italiano, al momento, sia un po’ piatto e, tendenzialmente, ancorato al passato. Questa nostra percezione, sommata a mille altri motivi che affliggono la scena, crea un problema molto complesso che si abbatte principalmente sulle band emergenti e sul pubblico della scena, ma non solo.  Abbiamo cercato, più volte, di trattare della suddetta questione  tra di noi e confrontandoci con le varie opinioni di amici e conoscenti. L’Italia della musica, a nostro parere, è in crisi. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti?  C’è molta meno curiosità da parte dei giovani nell’andare a guardare ed ascoltare, in generale non si va più ai concerti, molti live club e spazi adibiti a fare musica soccombono. Occorrerebbe, sicuramente, una presa di coscienza e posizione da parte degli addetti ai lavori per cercare di svoltare pagina. Crediamo che la cultura e  l’insegnamento dell’arte a 360° sia fondamentale per questo paese, per far tornare la passione della musica alle future generazioni. Uno dei punti fondamentali di svolta è sicuramente il fatto di puntare e far crescere nuovi progetti, freschi, dando tempo al tempo. Parliamoci chiaro, un ricambio generazionale, punti di vista nuovi, sono necessari quanto prima e  siamo sicuri che proposte artistiche e culturali diverse, farebbero solo bene al panorama musicale italiano, contribuendo a risolvere parte dei problemi che ci sono.  Il processo richiederà sicuramente tempo e sforzi, in Italia c’è un esercito di band bravissime nelle cantine che hanno voglia di portare alla luce la loro musica. Tra queste ci siamo anche noi! Del resto, non si potrà vivere in eterno dei soliti volti noti, non rimane quindi che aspettare e impegnarsi per far si che ognuno si ritagli il proprio e giusto spazio. La convivenza tra vecchie e nuove leve è possibile e in parte si sta già verificando, speriamo solo che si continui sempre di più su questa strada. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Non abbiamo mai fatto alcun Talenti Show e mai vorremmo parteciparvi, va contro la nostra natura artistica. Ci piace essere noi stessi senza manipolazioni e senza compromessi. Siamo bravi a “Sputare Sangue” di settimana in settimana in sala prove per cercare di raggiungere risultati, sempre col sorriso in bocca e senza aver alcun rimpianto.  In generale, quello che percepiamo da fuori riguardo ai Talent, non va di pari passo con i Kaleidoscopic. Rapporto con i fan? Il nostro rapporto con i “fan” è ottimo: cerchiamo costantemente di tener  aggiornati tutti su tutto ciò che riguarda l’universo dei Kaleidoscopic e ciò, pensiamo, che sia alla base di ogni buon risultato. Ci piace interagire il più possibile con tutti gli utenti in tutte le forme possibili. Internet è una grande vetrina per le band ma il “faccia a faccia” con la gente è qualcosa a cui non possiamo rinunciare. Speriamo di allargare il più possibile i nostri orizzonti, per quanto riguarda la fanzine, perché ci piacerebbe che, quello che abbiamo da dire e da far ascoltare, possa essere recepito da più gente possibile. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Entrambe ci hanno insegnato ed arricchito interiormente. E’ importante vincere quanto sapersi rialzare il più in fretta possibile dopo una sconfitta o una delusione. I Kaleidoscopic attuali sono il frutto di questa alchimia, senza queste due componenti non sarebbe mai potuta esistere la nostra crescita umana e artistica. Credete  nella discografia Italiana? Sulla discografia italiana il discorso è ampio e si collega al discorso sul panorama musicale italiano: i problemi sono tanti e molteplici, difficili da affrontare tutti insieme e subito. Noi vogliamo ancora credere nella discografia italiana (di qualità) e c’è speranza per un cambiamento. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, lasciando da parte interessi personali, senza aspettare che qualcuno faccia il primo passo al posto nostro. Solo la collettività, composta da gruppi, addetti ai lavori, locali, pubblico, può salvare l’Italia della musica. Il destino è nelle nostre mani, anche in quelle dei Kaleidoscopic, e come detto, noi vogliamo cercare di cambiare un po’ la tendenza negativa di questo periodo.  Sogni nel cassetto? Sogni particolari o precisi non né abbiamo, sicuramente, avendo registrato “Onironauta”, ci aspettiamo di poterlo suonare il più possibile in giro cercando di far arrivare il nostro messaggio. Il futuro ci è ancora oscuro ma siamo sicuri che, se lavoreremo sodo, qualche soddisfazione ce la potremo togliere (almeno speriamo). Nel frattempo pensiamo, però, al presente. Progetti futuri ed aspettative? Abbiamo alcune cose in mente, premature ancora, ma su cui vogliamo discutere e poi lavorare, è un po’ presto per rivelarle. Sicuramente la prospettiva principale e più attuale è quella di suonare, suonare, suonare. Non siamo professionisti ma dentro di noi ci sentiamo musicisti a tutti gli effetti e quel musicista potrebbe vivere bene senza stare sopra ad un palco? Nessuno.Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  Grazie dell'attenzione che mi avete dedicato. Ciao.  [Intervista di: Alessia Marani - Almax

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