Progetto Almax

15112015

2014 Gennaio - Band - CORNI PETAR

Ciao Corni Petar, vi ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso Artistico? Nasciamo ufficialmente nel 2005 da un'idea di Marco, , e Giorgio, cantante e compositore milanese. Abbiamo tra i quali: AfterHours, Hormonauts, Mei 2005 e 2010, Jack Daniels Tour, Bugo, One Dimensional Man, Linea77...Vincitori di Arezzo Wave Love festival 2005. Dopo il disco d'esordio "Ruggine" (Ammonia Records / Lunatik), registrato nel corso del 2009 alle Officine Meccaniche Rec. Studios di Mauro Pagani, con la produzione artistica di Taketo Gohara, abbiamo approcciato il secondo lavoro con un piglio assolutamente autarchico, nell’idea di una produzione che sia casalinga al 100%, ed al contempo funzionale rispetto ai canoni di qualità necessari per una valida produzione musicale, grazie soprattutto al nostro compagno di viaggio e produttore Marco Posocco “NonnaSonica”  Influenze musicali? I nostri ascolti sono svariati e variopinti, dalla waves al post rock passando per l’hard core melodico, ma siamo ormai certi che non siano questi a dare una direzione alle nostre composizioni. Come nascono le vostre sonorità? Cerchiamo, a dire il vero con grande naturalezza, di essere proiettati verso strutture musicali d’impatto, soprattutto per la necessità di fare emergere le tre chitarre, che fanno dei Corni Petar un progetto piuttosto sui generis, a quanto sembra. Tutto è tenuto assieme dalla voglia di cantare e farlo bene, approcciando disegni di luce e di buio, intimismo e razionalità. Poi è piuttosto vero che le composizioni italiane in italiano hanno per lo più una matrice comune, almeno per chi le ascolta. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? E’ necessario a nostro parere essere in grado di eseguire o riconoscere un buon lavoro di produzione e lavorare molto affinché i brani che ne scaturiscono siano per così come un ”bel vestito su misura”, essere in capaci di riportare live esattamente ciò che si è cercato nel disco, questa è la sfida! Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? E’ molto importante catturare l’attenzione del pubblico e capire cosa sia necessario per raggiungere lo scopo, i musicisti la chiamano “alchimia”, tanti tasselli che completano uno schema più ampio, noi ad esempio abbiamo molta cura per le luci, costruite ad hoc da Filippo, il batterista luciaio! Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? “Sponsorizzazione” termine improprio per il periodo attuale, parlerei piuttosto di lavoro su/con/per se stessi. Ci sono molte realtà che si interessano e propongono progetti perché vedono del potenziale nel rock alternativo italiano, ma la domanda che ci si pone prima di vederne i frutti è sempre la stessa: la scena è in crisi? Beh io non credo, ma è di certo in crisi il sistema, che attanaglia anche i migliori professionisti del settore. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Variopinto, ma anche vittima di molti clichè, ci sono tante band con altrettante grandi idee che creano anche del buon fermento, ma è cambiata la sfida, intendo quella di chi fruisce, arrivare alla gente non è mai stato così facile, ma emergere non è mai stato così difficile… per questo cerchiamo tutti di percorrere strade già battute creandoci dei limiti. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Perché c’è già poco spazio per i non esordienti, per questo il rischio è rimanere in un limbo tra l’essere e il non essere…. Per qualche anno. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Si ho cantato per un paio di anni nel coro dell’Antoniano “Zecchino D’oro” ma avevo 8 anni. Rapporto con i fan? Sono sempre fantastici e danno speranza per il futuro. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Più delusioni ma le soddisfazioni hanno un peso specifico differente, per cui alla lunga siamo sempre soddisfatti… Credete nella discografia Italiana? Crediamo nella possibilità che il panorama undergroud prenda posizione e si distingua in modo evidente da quello mainstream, perché solo in questo modo sarà possibile uscire dai cliché di cui parlavamo prima. creare un nuovo mercato e una nuova discografia lontana dai talent, dagli interpreti, dai grandi palchi… dedicata a tutti quelli che amano altro rispetto ai singoli..un po’ come accade in tutto il resto del mondo. Sogni nel cassetto? Arrivare a più persone possibili e avere l’opportunità di mettersi in gioco a un livello successivo. Progetti futuri ed aspettative? Scrivere e produrre musica nel nostro studio con le persone che vogliamo avere attorno e lavorare con entusiasmo a ciò che ci piace, davvero. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani - Almax]

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento