Progetto Almax

15112015

2014 Gennaio - "BIG" Musica - ROBERTO DELLERA "Afterhours"

Ciao Roberto, ti ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. In Inghilterra hai militato in diverse band che hanno raccolto grandissimo consenso, ad esempio i Love Trip, la maggior parte dei musicisti italiani sogna l'estero, tu invece sei tornato, perché? Intanto ciao a tutti i lettori e… vi racconto qualche vecchia avventura.... Allora beh no diciamo che i Love Trip avevano riscosso una grande attenzione finche ' e' durata e non implodesse da parte del pubblico nel giro dei piccoli indi-club non eravamo certo esplosi a nessun livello anche se per noi essere al centro di varie attenzioni ed avere del pubblico era un molto entusiasmante ma il successo e' altra cosa, cioe' cos'e'?  Sono tornato per una concomitanza di eventi a cui non so dare il giusto peso o senso e neanche allora ed e' per questo che tutti i miei viaggi ed esperienze sono sempre state casuali e non molto pianificate. (Fondamentalmente ero stato mal consigliato dal mio manager nel gestire un incontro con la Sony inglese che era serimente interessata e voleva chiudere un contratto, ma un po' di leggerezza e inesperienza ha ovviamente giocato contro. Quella delusione lavorativa ed una personale mi ha portato a fare un viaggio lungo che poi si e' rocambolescamente concluso a Catania a registrare con Diego Mancino e da li un lento ritorno verso l'Italia e poi l'incontro con gli After.) Sempre riguardo la tua esperienza inglese, com'era la scena della musica “alternativa” all'ora? Quali le differenze rispetto all'Italia che rendono la Gran Bretagna più accogliente rispetto le novità musicali? In Inghilterra 'alternative' prende eccezioni molto diverse dalla nostra in un contesto che ha ragioni d'essere e attitudini sociali e strutturali molto diverse. Allora diciamo, almeno nella mia percezione,  La scena INDI e' caratterizzata dall’ avere dei crismi e delle regole che sono legate non al tipo di etichetta cui sei legato necessariamente ne dal grado di commerciabilità del genere musicale, ma dal genere… e questo, diversamente da noi, cambia e si evolve, prende diversi significati, s'innalza e decade e ha spesso un legame con la realtà diverso dal nostro dove il r'n'r (ed intendo tutta la musica di fruizione popolare) ha nella storia avuta una penetrazione culturale sociale completamente diverso. Ora per fare un esempio, tutto cio' che era, lontanamente blues o rock non aveva accesso a tutto il giro dell' Indie, no potevano suonare e basta, poi i gruppi come i White Stripes o poco dopo Strockes hanno sdoganato quel tipo di linguaggio ed magazine come NME hanno dichiarato la porta aperta e tutto e' cambiato nello spazio di poche settimane. E una questione di stile,,  Nei nostri “locali indie”, permettetemi le virgolette perchè mi viene sempre un pò da sorridere usando questa terminologia, non  e' una questione di stile ma di provenienza e posizionamento. Una questione politica classica all' italiana, io del milan tu dell inter etc… beatels rolling stones… tu famoso io no, indie alternative... bho i confini cambiano a seconda delle convenienze e delle visioni personali della gestione dei concerti , magazine ect etc… bla bla. Diciamo che su questo la musica comanda e viene analizzata e fruita in modo diverso. abbiamo un'affezione per alcune modalita' di lavoro e pensiero verso la musica tutta la sua tradizione ed valore culturale e mistico che trovo a volte surreale e sconfortante, ma forse sono io in un mondo tutto mio. Consiglieresti ad un gruppo emergente italiano di provare  nell'isola che ha dato i natali ai Beatles? C'è “più possibilità” all'estero? Consiglierei a chiunque musicista o non musicista di guardarsi in giro vedere che succede al di fuori del nostro piccolo mondo, capire che molte cose succedono in modo diverso e si possono scoprire delle dinamiche piu' vicine alla propria anima… o semplicemente divertirsi e tornare a casa arricchito. Coi Calibro35 hai rivisitato pezzi di Vanoni e Sonny Bono, che rapporto c'è tra te e la musica degli anni '70?quanto influenza la tua produzione? 4 - Non vorrei fare il precisione haha mai pezzi di Sonny e Cher e Vanoni sono degli anni '60, non si puo' sbagliare ! haha scherzo, sono due mondi musicali così diversi… mah, guarda a me interessano i generi musicali che contengono una certa forza primordiale. Molta musica dei '60, ma come quella  di tutte le epoche contiene dei germi e fermenti di grandi novita', liriche, narrative, tecniche di registrazioni,  etc etc… tutte cose che sappiamo.. diciamo che si forse e' la decade che mi porterei sull’ isola deserta.. ma adoro i gruppi vocali 50', il Reagge , i canti Angolani, I soft Machine, I Sonics, Stromae etc… Le tue collaborazioni sono straordinarie: Il Genio, Marta sui Tubi,A Toys Orchestra, i già citati Calibro35; la musica italiana ha grandi artisti, allora perché il panorama musicale del Bel Paese sembra così statico? A tua opinione cos'è che frena l'Italia, musicalmente parlando? Cosa frena l’Italia… domandone… non so tante cose… la vanita'? la sua storia? il legame con le arti classiche? la poca intraprendenza? il fatto che non sia mai stato un paese dove il r’n’r abbia mai attecchito veramente al tessuto sociale? Al fatto che non ci sono veri amanti della musica, quelli che ci sono sempre stati ovunque che hanno permesso che le cose potessero succedere? che siamo provinciali e non abbiamo un esponente della politica che parli inglese?  Che fare i soldi ed avere una posizione sociale e' piu' importante di tutto? che non abbiamo dei veri programmi musicali televisivi? che l'artista deve modificare i propri suoni e scelte per incontrare i gusti dei network? che una volta l'orgoglio delle radio era scoprire un artista nuovo e ne faceva una bandiera? Che i dischi da classifica hanno delle produzioni vecchie stravecchie antiche? che nessuno compra più starei e giradischi? bho, io non lo so. Poniamo il caso che io non abbia idea di chi tu sia, convincimi ad ascoltare il tuo album. Ahh no non sono capace, cerco di convincere me stesso e tutti di buttarsi nel vuoto e guardarsi intorno e dentro alle proprie potenzialita' pure e di farsi un idea personale delle cose che e' bellissimo ed ascoltare dischi nuovi questo si lo posso dire, compreso il mio! Con Colonna Sonora Originale sei arrivato finalista al premio Targa Tenco nel 2012 e sempre nello stesso anni KeepOn ti ha definito “miglior voce”; scostandoci un attimo,sempre sui gruppi emergenti, quanto pensi siano incisivi concorsi, contest e quant'altro nella carriera di un gruppo ancora sconosciuto? Bhe innanzi tutto ci sono vari tipi di concorsi, si va da X-Factor che di fatto lo e' a quelli piu' ridotti di provincia dove chi vince puo' darsi sia solo l'organizzatore che prende i soldi da un ente qualsivoglia e sia l'unico che ci guadagna. La perizia sta nel capire il perche' farli e a cosa puo' servire. Il contesto e' sempre da guardare con cura, se presenti un progetto hip-.hop e ti trovi una giuria di quarantenni amanti di metal o Vasco Rossi forse lo sforzo puo' essere inutile o degradante. Pero' se si ha molta voglia di suonare e fare palestra tutto puo' andare. io ne ho fatto solo uno in un grande club JB'S (DEDICATO A john Bonham) fuori Birmingham dove abitavo. Siamo arrivati dritti in finale poi quando abbiamo visto che la giuria cantava i a memoria tutti i pezzi di un gruppo (vittorioso alla fine !) abbiamo mollato il colpo, avevamo capito qualcosa. Ma ognuno e' un episodio a se.  Ispirazioni e influenze in Colonna Sonora Originale, quali sono se ce ne sono? Qual è il leitmotiv del disco? Colonna Sonora Originale e' a tutti gli effetti una raccolta di pezzi che ho scritto nel tempo, non ha un flusso emotivo omogeneo risulta, senza rendermene conto totalmente autobiografico, i personaggi sono tutti reali, e' il quadretto di un pezzetto di vita. Ascolto molta musica che non tengo assolutamente conto come fonte diretta di ispirazione ma che probabilmente ovviamente poi esce sublimata senza che me ne accorga. Penso che il primo approccio alla musica ti rimanga sempre addosso, il sentimento puro forse non si evolve mai, ho delle forti certezze su quello che mi piace e smuove le mie emozioni e miei muscoli ma aspetto sempre di essere colto di sorpresa. Ascoltavo i Beatles e i King Crimson come se fosse una cosa sola da ragazzino non avevo la percezione di alcune cose, provenienza, stile, notorieta',, Mi sento un principiante su tutto alla fine. Non ho una propensione all'organizzazione, piu' alla presa di coscienza del mio spirito. Non credo avro' mai una carriera lineare, uno standard disco, tour, interviste, comparsate, disco, tour… etc… sono troppo geloso di una certa mia liberta' d'azione, sono preoccupato di mantenerne un equilibrio tra sincerita', distacco, pigrizia, riluttanza, paure e presunzione. Credo giochi a mio discapito ma per ora va cosi.. Al momento sto ascoltando dal mio telefono cose scaricate mentre sono in giro per di piu' Small Faaces, Last Shadow Puppets, Thee oh Sees, colonne sonore di Charlie Chaplin e il mio eroe del momento Ronnie Lane. Veniamo agli Afterhours, com'è l'esperienza di lavorare in un gruppo, per altro uno dei più importanti della scena alternative italiana, quando si ha anche la capacità di scrivere propri album? Afterhours e' stata per me ed e' una famiglia in continua evoluzione, con un suo capo-famiglia appunto e figli e fratelli che hanno un entita' emotiva e personale ben chiara, definita e programmatica , ma come tutte le serie r'n'r band, con un carattere molto volubile, sbilenco e fanciullesco, ed e' la sua salvezza. I Dellera, o piuttosto Dellera & The judas, o piuttosto io sono un esperienza piu' insulare, e per questo meno calcolata e molto personale. Due famiglie ed espèerienze diverse da dove imparo cose diverse e dove offoro cose diverse con un coinvolgimento emozionale differente. Come sapete a volte e' piu' terrificante o divertente suonare davanti a 80 persone da solo in acustico che 3000 con tutta una band ben oliata ed una struttura organizzata. Quando potremmo sentire il tuo prossimo album? Quali saranno i suoi contenuti? Hai nuove ispirazioni e/o idee? Certo ! sto preparando un nuovo disco, ne faro' fino a 90 anni se ci arrivo, e suonero' sempre qui, in Guatemala, Minnesota bho chi lo sa, sapete quando eri in Inghilterra vedevo music-people suonare e cantare da professionisti e da super fighi performer gente dai 15 ai 70 come se fosse niente. Pensavo che fosse normale, pensavo che vivere la non fosse illuminante ma una conferma di quello che e' (nel bene o nella miseria) il percorso di un musicista che e' completamente immerso in quello, nella musica, nella performance. Quanti musicisti o cantanti escono in un club a 70 da sconosciuti e spaccano il culo mantenedo la purezza dell'intento? Quanti abbiamo incontrato cantare con serieta' materiale di Tenco, Lauzi o Endrigo o chi vuoi tu senza una buona dose di nostalgia e lacrimuccia che rende poi tutto leggero e un po' ridicolo? e non c'era niente di ridicolo in quegli artisiti che ho citato. Ma forse un paio in tutta la mia vita ne ho visti, ma solo forse,, Dove minchia e' finito il nostro meraviglioso retaggio? mah non capisco il mio paese, e su queste cose non mi interessa tanto investigare. Comunque, non volevo scriver molto per non divagare troppo e sentirmi un pò sapientone e noioso. L'unica anticipazione che posso dare (con i testi vado a rilento sempre) che il primo pezzo dice “Tu che sai tutto del mondo tu che non tocchi mai il fondo dillo tu… non so niente del mondo davvero” ciao ciao! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Brian Nowak & Almax

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