Progetto Almax

15112015

2014 Febbraio - Band - RasteR

Ciao RasteR, vi ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? I RasteR sono nati come una band reggae, e i nostri primi 3 album in studio erano dischi reggae roots; nel tempo il suono si è spostato lentamente verso il dub e l'elettronica, e gli ultimi 4 album sono decisamente dub; The Dub Club è l'opera omnia dei RasteR, con sfumature di reggae, inevitabili sonorità dub e ambienti elettronici. Influenze musicali? All'inizio ci ispiravamo all'inizio a band come Reggae National Tickets, Africa Unite e Almamegretta, con l'evoluzione dub abbiamo cominciato ad apprezzare, e fortunatamente a collaborare, con Madaski, i Frost (una band perugina), Zion Train, Vlastur... Come nascono le vostre sonorità? Solitamente Pablo scrive una stesura di massima in studio, e in sala prove i pezzi vengono arrangiati con le percussioni e le rifiniture di suono; essendo italiani, è inevitabile un pò di contaminazione nella stesura dei testi e delle melodie con quello che ascoltiamo alla radio, nel bene o nel male... E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sarebbe importante riuscire a far bene entrambi! J Un disco che suona bene è già una buona parte di lavoro, ma è importante riuscire a essere consapevoli, quando si scrive un brano, di come questo verrà poi eseguito live; ascoltiamo troppe band che producono pezzi in studio con sovraincisioni di chitarre, cori, creando un muro di suono pazzesco, e dal vivo suonano striminziti; nel nostro live fondamentalmente il dubmaster prende le singole tracce e lavora su di esse utilizzando delay, phaser, riverberi e altri giocattolini, mentre il percussionista colora il suono con un pò di calore e la voce regala l'identità al pezzo.  Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco?L'aspetto estetico è importante come ogni altro aspetto, anche qui ritengo ci voglia un pò di coerenza; una band demenziale può e deve vestirsi in un certo modo, un gruppo dark non sarà mai opportuno se i componenti salgono sul palco vestiti di rosa, ecc. Noi fondamentalmente ci vestiamo come possiamo... visto che questo è il nostro lavoro e al momento l'obiettivo è la sopravvivenza J Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Abbiamo una piccola agenzia, Big Up (www.bigup.it), che ha prodotto il disco, mentre tutta la promozione di The Dub Club è stata affidata alla Lunatik (www.lunatik.it). Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Se parliamo della scena dub italiana, penso che sia estremamente piccola e frammentata; noi fortunatamente apparteniamo a più stili, e quindi riusciamo ad avvicinarci a band o solisti reggae, al dub, all'elettronica. Personalmente (Pablo) è molto tempo che non ascolto qualcosa in Italia che mi colpisca dal primo ascolto. Non voglio fare snobismi, per carità! Ma i suoni che mi intrigano ultimamente provengono da altri posti (uk - Grecia - India). Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Questo accade perchè lo spazio è poco e i pretendenti sono tanti... e c'è anche tanta gente che "ci prova", magari gli viene dato dello spazio, anche più del dovuto, e poi scompare... Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Nah, siamo molto roots in questo J Preferiamo darci visibilità grazie tanti live; dal 2000 abbiamo fatto oltre 700 concerti in giro per l'Europa! Rapporto con i fan? Grazie a Facebook ora è davvero diretto... ogni giorno ci sono molti amici che ci chiedono informazioni, date sui concerti, o magari ci scrivono anche delle critiche... fortunatamente quelle sono poche J Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Decisamente più soddisfazioni! Avendo scelto di farne un mestiere, è decisamente complicato. Credete nella discografia Italiana? A parte una piccola esperienza con un'etichetta che prese In Viaggio, il nostro terzo album, abbiamo sempre preferito autoprodurci il disco; tantopiù che con iTunes e Bandcamp si ottengono discreti risultati di vendite. Sogni nel cassetto? Tanti! Ma se li dico poi si avverano? J Riuscire a continuare a fare questo mestiere, poter dare a questo nuovo album un tour degno di nota, poter collaborare con artisti che stimiamo da anni ma con i quali ancora non abbiamo mai avuto modo di scrivere nulla insieme. Progetti futuri ed aspettative? Stiamo organizzando il tour di promozione di The Dub Club, che partirà a fine Marzo, e oltre al giro nei club che ci ospitano da anni e con i quali abbiamo stretto un legame di stima e amicizia con i proprietari, stiamo cercando di tornare a suonare fuori Italia, ripetendo il tour europeo che facemmo nel 2011. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani -  Almax]

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