Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Cantautore - TRA LA A E LA ZETA

ALMAX MAGAZINE

Ciao Alessandro, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Domanda di rito: Con quale parametro hai scelto il tuo nome d'arte? A differenza del proprio nome che pur identificandoci e rappresentandoci ci è stato "imposto" dalla nascita, il nome d'arte è un nome che una persona sceglie dopo aver compiuto un percorso di vita e che quindi in qualche modo può sinteticamente racchiudere il proprio modo di pensare. Il mio nome è nato un po' per caso quando qualche anno fa mi sono avventurato alla scoperta di quel paradossale mondo che è internet iscrivendomi a My Space. A e Z sono le miei iniziali ma sono anche gli estremi di quell'alfabeto che consente di scrivere infinite parole. Per descrivere un'emozione del resto, spesso le parole non sono sufficienti ed è per questo che c'è la musica. Sei un cantautore ma anche un musicista capace di ricreare e gestire al pc in maniera propria l'arrangiamento e l'ambient musicale che ritieni idoneo per il tuo brano. In che modo nascono I tuoi pezzi? Sei ispirato prima dal testo o prima da una sonorità? Quando iniziai, parecchi anni fa, a scrivere canzoni, testo e musica nascevano indipendentemente uno dall'altra. Poteva capitare di avere testi orfani della musica o sonorità prive delle giuste parole. Successivamente sono arrivato a creare le mie canzoni in maniera completamente diversa. Ora i miei brani nascono sempre da un'emozione unica, da un'ispirazione improvvisa che contemporaneamente materializza nella mia mente musica, parole, arrangiamento e immagini video. Naturalmente non si tratta di una creazione completa, si può trattare solo di una frase e di un paio di accordi o dell'idea di usare certi strumenti o voler ricreare certe sonorità. Quando questo processo si verifica la creazione completa, anche se grossolana, del brano avviene in maniera naturale e abbastanza immediata. Successivamente procedo per graduali stati di approssimazione, rifinendo la struttura del pezzo, cercando le parole migliori e studiando l'arrangiamento nel tentativo di materializzare l'emozione originaria e di renderla fruibile a terze persone.I tuoi video vengono gestiti da Te personalmente in modo molto professionale. Quanto tempo s'impiega mediamente per ottenere certi tipi di risultato? Penso che per un buon esito si debba spendere il più tempo possibile o che come tutte le grandi invenzioni l'idea arrivi da sola senza troppo sforzo, ovviamente tenendo conto delle già tue conoscenze in materia. Grazie per le gentili parole anche se credo che "professionale" sia una parola un po' grossa riferita alle mie creazioni realizzate veramente con mezzi modestissimi. I video in particolare nascono da riprese fatte da me stesso con comuni fotocamere digitali assemblate con programmi open source di libero dominio. Sicuramente c'è grande passione dietro e la voglia di trasmettere qualcosa. In ogni caso sono assolutamente convinto che per un buon risultato il lavoro e il tempo da dedicare non siano mai abbastanza. La presenza di una buona idea è indispensabile ma una realizzazione frettolosa la può facilmente vanificare rendendola semplicemente "una buona idea". Pur nella consapevolezza che limiti tecnici di svariata natura mi costringeranno a fermarmi molto prima cerco sempre di tendere al voler raggiungere la perfezione. Almeno con il pensiero... Ritieni ancora che i principali veicoli per farsi conoscere siano i mass media o forse attraverso il web si può già arrivare ad un certo tipo di notorietà? Il web da questa illusione. Si ha la sensazione di poter arrivare ovunque con uno sforzo  minimo. Ricordo bene quando dopo aver inviato online per la prima volta una mia canzone ho provato la sensazione che il mondo intero mi stesse guardando. Ma non è così, la rete da la possibilità a tutti di poter farsi ascoltare ma allo stesso tempo crea una domanda capricciosa e assuefatta da un eccesso di offerta. Non credo assolutamente che un fenomeno possa nascere esclusivamente dal web, la presenza nei media tradizionali penso sia un percorso obbligato per fare musica seriamente o forse per smettere di farla e lasciarsi completamente assorbire dal business.... Qual è la tua opinione a riguardo del deludente panorama artistico musicale Italiano? Dipende cosa si intende per panorama italiano. Certamente rimango spesso "sconvolto" dalla banalità di certi testi o di certi triti e ritriti arrangiamenti di svariate hit trasmesse in radio e mi rattrista veder passare in continuazione estemporanei successi di cui dopo pochi mesi non ci si ricorda nemmeno il titolo. Ma probabilmente si tratta delle risposte a una certa diffusa domanda di mercato. Il panorama deludente a cui ti riferisci è un po' come lo scontato paesaggio da cartolina di un'abusata località turistica. Ci sono però tantissimi posticini poco frequentati che può veramente valer la pena visitare e panorami che possono inaspettatamente togliere il fiato. Ci racconti un tuo sogno nel cassetto? Non ti dirò diventare "famoso"... ma non perchè ci ho rinunciato, semplicemente perchè non l'ho mai desiderato nonostante la maggior parte delle persone pensi che questo sia il fine a cui ogni musicista o artista in generale debba in qualche modo tendere. Io spero di non aver ancora scritto la canzone più bella della mia vita e di riuscire a migliorare sempre più nella musica e nel riconoscere le proprie sensazioni. Un piccolo sogno nel cassetto potrebbe piuttosto essere quello di avere a disposizione una grande stanza da riempire con ogni genere di attrezzatura musicale, da sintetizzatori vintage a batterie elettroniche di ultima generazione e soprattutto di trovare il tempo per potermi cullare tra i brividi che tutto questo scatenerebbe. In che modo sono state deluse le tue aspettative ed in che modo invece ricambiate dal pubblico che ti segue? ti ricordi di qualche momento buffo o fastidioso riguardante questo discorso? Non lo penso dei motori e nemmeno delle donne. Ma della musica si. La musica per me è veramente una continua alternanza di "gioie" e "dolori". Quando riesco a concludere una canzone e magari un video provo una grande soddisfazione che spesso è seguita dalla delusione di non ricevere il riscontro atteso. Successivamente si può anche arrivare a dubitare di tutto e quasi (sottolineo "quasi") voler rinunciare. Poi magari arriva "la dolcezza di un momento inaspettato", il messaggio di una persona sconosciuta che mi fa sapere di essere stata colpita da una mia canzone e in quei momenti la gioia è tanta e ci si rende subito conto che "ne vale ancora la pena". Di momenti buffi e curiosi ce ne posso essere tanti, uno che mi viene in mente ora è il commento di un amico cantautore che stimo molto e che dopo aver ascoltato con la consueta attenzione "fast food", brano in cui metaforicamente paragono il cibo veloce ad un amore passionale nutrito dalle "briciole" del tempo e dei sentimenti, si è complimentato con un "bravo! Condivido pienamente il tuo impegno no global". "Fastidiosi" potrei invece definire ma con grandissima ironia i commenti degli psicologi, freddi, cinici e soprattutto assolutamente privi di soggettività (ho comunque amiche psicologhe che spero resteranno tali dopo questa frase....). Qual è la tua idea riguardante i Talent Show? E' più importante un'esibizione dal vivo o un cd incisivo come metodo di divulgazione? La musica si presta a tantissime interpretazioni. Per tanti musicisti il momento live può essere un irrinunciabile priorità e confesso che a volte un po' invidio questo tipo di approccio. La mia musica si presta con più difficoltà ad un interpretazione live in quanto cerco sempre di dare un taglio tecnologico studiato a tavolino che non sempre è facilmente ricreabile dal vivo. Credo comunque che fare musica dal vivo sia particolarmente importate soprattutto al giorno d'oggi in cui assistiamo ad una caduta verticale dell'industria discografica. Progetti futuri? Non smettere mai... Grazie per la tua Gradita Partecipazione. Mi fai un saluto a tuo Modo per Almax Magazine? Un saluto tra la A e la Zeta ad Almax Magazine e a chi è riuscito a comprendere alla perfezione le mie note anche da “320 chilometri” di distanza... Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

 

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