Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Cantautore - MARIANO CERVO

Ciao Mariano, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Cervo Mariano Tecnico del suono, musicista e specializzato nella creazione di colonne sonore per filmati, documentari e spot... Nasce a Genova ed iniziando a mettere mani su una tastiera all'età di 6 anni senza più smettere di comporre. Chi ti ha regalato questa tastiera? Era Natale? Si, effettivamente era natale. Ricordo bene quel natale perchè non mi aspettavo assolutamente quel regalo. Rimasi folgorato da quella tastiera Bontempi elettronica. Ero il 1980 e molti bambini avevano gli organi elettrici della Bontempi ma, la quasi totalità di quelli strumenti si basava sul funzionamento di una ventola per generare il suono, diciamo tipo una melodica, solo che invece di soffiarci dentro, erano dotati di una ventola elettrica. Quella tastiera, invece, era differente, sul manuale di istruzioni era scritto "tastiera elettronica". Non vi era nessuna ventola, il suono era generato elettronicamente, praticamente un synth. Il risultato era eccezionale, i suoni erano nettamente migliori di tutti gli altri che avevo sentito da i miei amici e mi sentivo privilegiato. Nel 1998 hai pubblicato il tuo primo album "DIMENSIONI" lavoro nel quale ho utilizzato lo pseudonimo di GECO e attualmente distribuito digitalmente da I Tunes e diversi altri distributori di musica on line. Nel 2001 invece il Tuo secondo lavoro dal titolo "AIUOLE DI GOMMA" album contenente 11 tracce che hanno dovuto attendere oltre 10 anni per vedere la luce della pubblicazione avvenuta nei primi mesi del 2012. La terza fatica discografica "COME IL GIORNO E LA NOTTE" è pronta dal 2004 ed attualmente ancora ferma al palo. Quali diversità hai notato nel modo di concepire la musica dal 1998 al 2012? Effettivamente e' cambiato molto il mio modo di comporre. Ho sempre inteso la musica come mezzo di espressione e di comunicazione, un sistema per tirare fuori aspetti del proprio carattere o emozioni difficili da comunicare in modo diverso. La prima cosa che feci con quella famosa tastiera nel 1980 fu comporre una melodia tutta mia. Non ho mai amato eseguire brani di altri. Il mio modo di fare musica si e' modificato molto nel corso degli anni, sia dal punto di vista artistico che pratico. Sicuramente negli anni 90 (prima del cd Dimensioni ho creato innumerevoli audio cassette di materiale inedito) avevo un modo molto diretto di comporre, provavo una sensazione, mettevo mani alle tastiere e registravo senza nemmeno avere i mezzi per farlo. Non badavo alla forma, alla struttura dei brani. Dal punto di vista artistico credo che fossi molto più ispirato e, ascoltando oggi, certe vecchie registrazioni, rimango stupito da cosa riuscissi a tirare fuori dalla mia mente. Oggi sono molto più attento alla struttura dei brani, alla creazione di musiche secondo uno schema preciso, in modo da renderle più digeribili e piacevoli all'ascolto cercando però di non abbandonare mai il sentimento che ha fato nascere il brano. In poche parole, forse un tempo suonavo esclusivamente per me, adesso cerco di farlo più per il pubblico.. credo. Hai mai partecipato a selezioni di Talent Show o trasmissioni televisive radiofoniche? Perchè? No. Talent show no, non ho mai provato anche perchè credo in quel genere di trasmissioni si cerci principalmente una pop star, un personaggio specifico che venda un sacco di dischi calcando terreni già ampiamente perlustrati.. Non credo di avere le carte in regola per fare musica in quel modo. In radio invece, mi e' capitato di fare un concorso con il mio primo gruppo musicale, era il 1992 e arrivammo 20° su circa 350, ma al di la del risultato, ottenuto tramite votazioni del pubblico (praticamente vinceva chi aveva più amici e parenti) fu una bella esperienza, ci intervistarono in radio e fecero passare diverse volte il nostro brano in concorso... Curi la realizzazione dei tuoi brani in prima persona, dalla composizione alla registrazione finale. Esegui personalmente le parti di: piano,tastiera,basso, batteria e voce e sono in studio per suonare anche la chitarra. Quanto s'impiega normalmente per la costruzione di una canzone? Ne hai una alla quale sei particolarmente legato? Il tempo che si impiega a realizzare una canzone dipende da diversi fattori. Non essendo un professionista della musica ogni pezzo nasce e si sviluppa nei ritagli di tempo libero e, purtroppo, non sono molti... ma non dipende solo da quello, a volte si ha il tempo e non abbastanza ispirazione, in quei momenti credo che non si debba lavorare al brano, se non si ha abbastanza ispirazione e si lavora ugualmente alla stesura musicale si rischia di trasmettere la "premura" nelle note, di soffocare le emozioni per finire il pezzo. Certo, così magari, si rispettano i tempi prefissati ma il risultato e' soddisfacente? Personalmente, se ne ho la possibilità, preferisco prendermi tutto il tempo necessario. Hai diverse collaborazioni con gruppi musicali ed ogni tanto ti cimenti in Karaoke. Quali soddisfazioni ottieni da un live e quali da un Karaoke? Cioè, meglio una canzone da interprete o da cover? Mi piace cantare, questo e' un dato di fatto e mi piace cantare qualsiasi cosa. Ai karaoke mi diverto molto, sono situazioni ludiche, non c'e' pressione o ansia, solo un pochino di emozione facilmente controllabile e, in questo contesto, e' facile esprimersi al meglio. Certo che, per come sono fatto, non prendo mai in mano un microfono se non sono certo di riuscire ad esprimere quello che il testo vuole trasmettere. Non canterei mai una canzone tanto per farmi due risate. Questo e' un mio difetto, prendo molto seriamente le canzoni, infatti mi e' anche capitato di perdere qualche lacrima durante un karaoke cantando "solo per te" dei Negramaro, un pezzo struggente nel quale e' pericoloso avventurarsi. Per quanto riguarda i live col gruppo o comunque la presentazione al pubblico di brani originali miei, o realizzati con la band, beh, e' un po' diverso...  Sicuramente c'e' più ansia, tensione e paura, ci sono molte incognite, e' più facile sbagliare, il pezzo può non piacere e non ha la forza di una canzone famosa che tutti conoscono, quindi e' sicuramente più complesso, però, essendo qualcosa di esclusivamente tuo, ti fa sentire più forte. Stai presentando la tua musica, hai la possibilità di dire quello che pensi e, se piace, hai la possibilità di crearti il tuo pubblico e, questo, non e' poco. Il mio sogno e' proprio quello di avere un pubblico che voglia sentire la musica che creo, non quella dei gruppi famosi che propongo, perché le cover hanno già il loro pubblico indipendentemente da chi le suona. Secondo te perchè agli artisti senior vengono tarpate le ali inserendo ragazzini pseudo preparati in trasmissioni di cui alla fine fatichiamo anche a ricordarci il nome dei partecipanti? Credo che il problema sia esclusivamente d’immagine e di mercato. Certe trasmissioni sono seguite maggiormente da un targhet di pubblico che ha bisogno di certi personaggi. Un artista bravo e competente ma che ha qualche anno di troppo non avrebbe il favore di quel pubblico specifico e, di conseguenza, non venderebbe.. Il mercato rovina tutto come in tutte le cose. Ma a dire il vero, il fatto non mi preoccupa molto, la musica va oltre queste facezie. La musica strettamente commerciale che viene proposta dalle radio o in tv non è altro che uno strato sottile di superficie su un mare molto profondo…. Dobbiamo solo immergerci un po’ di più per trovare cose molto interessanti.. hehehehe... Quanto credi in un tuo brano riascoltandolo nel tempo? Ti accorgi del cambiamento e delle evoluzioni che hai avuto dagli esordi sino ad oggi? Credere in un mio brano? dipende cosa si intende per credere. Più o meno mi piace tutto quello che ho fatto. Ogni brano, inserito nel proprio contesto e nel periodo in cui e' stato creato, ha il suo perchè. Sinceramente non penso mai che una mia creazione possa avere un qualche futuro commerciale o possa essere inserita in progetto discografico, principalmente perchè credo che il mercato voglia ben altro. Certo che mi accorgo delle evoluzioni ma anche delle involuzioni. Sono migliorato dal punto di vista professionale, ho mezzi migliori e scrivo in modo più ponderato e tecnico ma ho perso un po' della follia creativa che avevo a vent'anni. Qual è stata la tua soddisfazione artistica più grande e quale invece la tua esperienza più triste? Che rapporto hai con le persone che ti ascoltano e giudicano in qualche modo una tua creazione? Soddisfazione artistica? Non saprei, ci sono stati bei momenti, le colone sonore per Bell'Italia, le musiche per alcuni spot pubblicitari, un concorso canoro al quale ho portato un mio brano e che mi ha permesso di presentarlo ad un pubblico numeroso e in una location di prestigio, la prima recensione ricevuta da una persona competente.. insomma non c'e' un'unica soddisfazione.. Fare musica mi riempie di soddisfazioni sempre.. Per quanto riguarda l'esperienza triste.. direi che non ne ho, o meglio, c'e' un pezzo al quale sono molto legato che si intitola “Genova per noi”, e' un brano che ho scritto immediatamente dopo il G8 di Genova al quale ho partecipato e che mi ha scosso notevolmente. Quel pezzo nasce da un'esperienza triste e, tutto sommato, vorrei non aver mai avuto gli elementi per farlo. Durante gli anni compresi tra il 1998 ed il 2002 hai realizzato diverse colonne sonore e musiche originali per: filmati,documentari,spot pubblicitari ed altro materiale video che è culminato con la realizzazione di 5 colonne sonore per documentari su altrettante città italiane distribuiti in VHS come allegato al periodico “BELL'ITALIA” edito da “MONDADORI”. Come hai vissuto questa esperienza? Pensi sia stato più un compenso morale o pecuniario? Beh, e stato molto gratificante dal punto di vista morale.. anche perché il compenso economico e' stato davvero minimo. Certo che, quando mi e' stato chiesto di realizzare quelle musiche mi sono sentito onorato ed e' stato stimolante. Ha funzionato come banco di prova, mi e' piaciuto mettermi in gioco ed e' stato utile per capire se fossi all'altezza di un simile impegno... considerando che dopo la prima colonna sonora me ne sono state chieste altre 4 direi che e' andata bene. inoltre mi piaceva un sacco leggere il mio nome nei titoli di coda.. bello grande e da solo!!! Progetti futuri?Progetti futuri? progetto e' una parola grossa. più che altro idee.. spero di riuscire a dare visibilità a "Come il giorno e la notte" e a realizzare un nuovo disco. Inoltre sto lavorando ala realizzazione di uno studio di registrazione e direi che sono a buon punto. Poi ci sono altre cose molto interessanti, ad esempio una collaborazione tra artisti a distanza molto stimolante.. di cui però preferisco non dire nulla per scaramanzia.. ;) Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. Grazieeee Ciao. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

 

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