Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Cantautrice - PAOLA EDMEA ISAJA

Ciao Paola, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Chi è Paola Edmea Isaja sia come persona che come artista? Paola è Edmea ed Edmea è Paola. Molti amici ora scherzosamente mi chiamano spesso Edmea ma,la mia parte artistica sono io,24 ore su 24,non esistono travestimenti o costruzioni. Sono una ragazza,una donna, che fin da bambina viveva guardando il mondo con sguardo ''obliquo'',mi sentivo sempre in un posto differente rispetto agli altri;Scrivevo poesie malinconiche,seguivo la musica,sognavo ad occhi aperti. Ho assorbito tutto ciò che la musica e il mondo mi donavano da autodidatta per i primi 19/20 anni,un percorso lungo con me stessa e i miei problemi di accettazione. Finché non ho capito che la mia strada poteva solo camminare di pari passo con la musica,solo lei poteva rendermi felice e completa. Ho capito che tener sepolta la mia voce,per il dolore di ciò che di più caro avevo perso non mi avrebbe aiutato. Invece quando per la prima volta mi sono riascoltata e rivista in video,con le lacrime dei miei occhi e di quelli di chi mi ascoltava ho capito che al contrario con la musica,col mio messaggio, in piccolo potevo aiutare me stessa e tanti altri. Quali sono stati i tuoi primo approcci al tuo impegno Musicale? Come accennavo prima, penso che quello che eri,il bambino che eri conti molto per quello che sei oggi. Lo studio conta,ti rende sicuro consapevole e completo,ma ciò che tu naturalmente sei,che osservi,ascolti,vivi, ti rendono te stesso. Sono cresciuta con un padre che adorava la musica,era da giovane un batterista autodidatta da quello che so...in casa mia c'erano dei vinili di un valore enorme musicale oltre che affettivo ormai,ho vissuto sotto un tetto dove la musica si ascoltava e si rispettava e devo solo a lui tutto questo oltre che a me stessa e alla mia passione. Quando ho deciso di vivere sulla mia pelle questa passione e questo ''dono'', ho frequentato un'accademia di musica e spettacolo,ho fatto vari stage e concorsi, ho studiato in seguito al conservatorio e da vari docenti privati. Ognuno ti lascia qualcosa,sia in bene che in male e tu se sei intelligente,prendi quello che ti è servito restando te stesso ma migliorandoti. Nessuno è più un vero giudice dell'artista che l'artista stesso. Quali sono le tue influenze musicali? Adoro questa domanda e la odio allo stesso tempo. Amo e rispetto tutta la musica,ma grazie al mio non schematizzare e limitare la musica in generi, ho potuto sperimentare varie tipologie di musica e stili nella vita. Diciamo che sono andata dal pop, al rock, al metal,alla dance-elettronica, alla lirica , al ''soul moderno'', ho anche una piccolissima esperienza in gruppetto gospel,ma non faceva per me. Rispetto generi come questo e il jazz ma sono lontani dal mio stile anche se a volte me li hanno proposti, ma non mi metto mai paletti artistici,sarebbe autolimitarsi magari un giorno vorrò approfondire. Se devo dirti un solo stile dove mi esprimo me glio,da quello che dicono e credo, penso sia il gothic metal, o comunque il rock in genere. Come ti poni davanti al nuovo panorama artistico che si è venuto a creare tramite "Talent Show"? Uhm, domanda a doppio taglio , o meglio opportunità a doppio taglio. Perché se indaghi bene francamente tanto opportunità reali non sono. Per curiosità e divertimento ho tentato approcci di questo tipo anche se tramite conoscenze avevo avuto resoconti e sapevo un po' come funzionava il tutto...Penso che una persona su 1000 sia davvero graziata e scelta per il suo talento il resto so per certo che non sono artisti realmente emergenti o sconosciuti, bensì avevano già le mani in pasta. La musica per te è uno stile di vita o un hobby? Non so cosa sia un hobby a prescindere. Per me le cose o le ami e le fai per bisogno o non le fai. Passare il tempo piacevolmente lo si fa con altro,c'è chi lo fa con l'arte, ma il vero artista vive di arte. Da quando si sveglia a quando sogna la notte o quando non dorme,come molti tormentati artisti fanno. E' un bisogno incessante, di conoscere, crescere, confrontarsi in modo sano con gli altri,come un buco che hai dentro che puoi riempire solo mangiando musica e rispettandola in tutto e per tutto, io la vedo così. Che progetti hai per il futuro e che percorsi ti piacerebbe intraprendere? Da un po' non penso al futuro bensì al presente e a far fruttare un minimo ciò che è stato il mio passato. Impegno,amore e dedizione per quello che fai. Non lo fai per soldi,anche perché è risaputo che la maggior parte degli artisti non hanno un soldo bucato ! Lo fai perché è una esigenza,ovvio se ci sono anche i guadagni è molto meglio,li cerchiamo tutti quelli,ma in primis la musica è uno stato di grazia e didannazione al tempo stesso. Sei diverso da tutti e allo stesso tempo sei esattamente come tutti gli altri. Oltre alla musica hai anche altri talenti, vuoi parlarcene?

Non so se ho talenti particolari,posso dire quello che mi piace e che la gente e gli affetti che mi circondano vogliono condividere con me. Adoro la fotografia, non ho tecnica ma mi ci dedico molto,adoro il cinema, la lettura,mi piace la filosofia e la psicologia,in quasi trent'anni di vita posso dire sorridendo con un pizzico di tristezza che ne ho viste davvero di tutti i colori e spesso mi ritrovo ad essere più di aiuto io ai miei amici scapestrati che i loro analisti. Ho avuto coraggio o forse incoscienza ma ''Ho vissuto tante vite anche se non sono vecchia '' diceva una canzone. Hai partecipato a selezioni e concorsi? Come ti sei trovata? Trovi che ci sia più rivalità o intesa? Allora queste esperienze ne ho fatte, non tantissime ma ne ho fatte,più in passato che oggi. Sono state esperienze bellissime,anche le paure dell'epoca e gli eventi non sempre perfetti li ricordo con un sorriso,ci sono state amicizie sincere e ovvie rivalità che spesso creano tra loro donne a mio avviso poco intelligenti che ti odiano o temono senza conoscerti. La conoscenza e la collaborazione trovo siano pilastri nella musica,ma non neghiamo che la competizione c'è,siamo artisti,siamo egocentrici inutile negarlo,ma se sei sicuro di te e di quello che puoi dare non senti il bisogno di abbattere gli altri.Nei concerti live quali sono le emozioni più forti e quali i timori più probabili prima di salire sul palco? Quell'adrenalina che ti scuote, quell'ansia positiva che c'è sempre,anche dopo tantissimi palchi che hai calcato è qualcosa di unico e bello. Un po' di timori ci sono sempre per noi cantanti,come il non avere la voce al massimo,ne risente anche per una tosse o un raffreddore,o anche se sei giù di morale, se hai mangiato un po' di più o un po' di meno,perché la voce viene da dentro e dentro sei immenso hai mille cose, non veniamo capiti spesso per questi problemini... Credi nella cooperazione artistica? Assolutamente sì, la adoro  e Ale... tu ne sai qualcosa vero?   Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.   [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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