Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Band 373°K

ALMAX MAGAZINE

Ciao 373°K, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. La Prima domanda di rito è sicuramente quella del chiedervi cos'ha condizionato la scelta del nome del Vostro gruppo e da chi di voi è partita questa idea? Ciao a tutti! Il nostro nome deriva dalla misura fisica 373,15 Kelvin che è l'equivalente di 100°C, ovvero la temperatura a cui l'acqua bolle... Il nome gioca sul concetto di ebollizione, anche se è un ebollizione del pensiero, al quale siamo giunti vivendo immersi nella società contemporanea. Chi ha un po' di formazione scientifica si sarà accorto dell'errore: andrebbe scritto 373 K. E' un errore voluto; la presenza del °, vuole discostare l'attenzione dalla misura scientifica (373,15 K), al lato più esistenziale della cosa (l'ebollizione del pensiero). L'idea venne a me, Tia Villon, quando agli albori della band dovendo cercare un nome, ispirato da un viaggio in treno eccessivamente caldo (c'erano i caloriferi che andavano all'impazzata), trovai il nome interessante. La vostra formazione Bolognese parte con una forte dose di Spirito Rock. Ci raccontate la vostra nascita artistica ed un po' del Vostro percorso evolutivo? La band è nata nel 2009 a Bologna, inizialmente con l'intento di creare un sound che si rifacesse al glam – rock americano anni '80, ma con liriche in italiano. Poi, dopo svariati cambi di formazione e quindi con i dovuti cambiamenti che nuove leve comportano, siamo giunti alla formazione che nel 2011 ha registrato il primo album autoprodotto “Spiriti Bollenti”, dove siamo passati da sonorità glam a un sound più rock che si rifà ai grandi del rock italiano: Litfiba, Ritmo Tribale, Timoria... La band attualmente è composta da me, Tia Villon (voce pianoforte e tastiere), Vincenzo Adduci (chitarre e cori), Rocco Romani (basso e cori) e Francesco Lupi (batteria). <c'erano i caloriferi che andavano all'impazzata>, trovai il nome interessante. Nel 2011 esce il vostro primo album autoprodotto: "SPIRITI BOLLENTI" ed ottiene un buon riscontro di critica e pubblico. In che modo nascono le vostre canzoni? Date più importanza alla sonorità o al testo? Quasi sempre lo scheletro dei brani lo scrivo io, componendo linea melodica vocale, testo e struttura generale della canzone. Per quel che riguarda i testi, generalmente preferisco fare riflessioni, più che raccontare, o quanto meno una intenzione di diventare uno di quei fenomeni far passare dentro testi che in un primo momento possono sembrare semplici “storielline”, messaggi molto più complessi e articolati. Una volta completata la prima parte, porto in sala prove il brano e inizia il lavoro di arrangiamento che può condurre anche a stravolgere completamente la struttura inizialmente pensata. Pur lavorando in questo modo, il che farebbe pensare che la band come organico si occupi maggiormente del lato musicale, facciamo molta attenzione affinché musica e testi si muovano il più coerentemente possibile. Ovvero: ci saranno punti in cui la parte musicale dovrà lasciare fluire il testo e limitarsi ad accompagnarlo, e punti in cui il testo dovrà fermarsi e lasciare che la musica fluisca. Diciamo quindi che per noi testo e musica si trovano allo livello di importanza. La vostra opinione sull'attuale panorama artistico musicale? Perché secondo voi viene dato così poco spazio ai talenti emergenti? Per quel che riguarda il nostro campo, il rock italiano, gruppi interessanti e che apprezziamo molto ce ne sono; ad esempio i Bud Spencer Blues Explosion sono una band che stimiamo e che ascoltiamo parecchio, o magari andando indietro di qualche anno Le Vibrazioni è un altro gruppo che ci piace. Vi sono anche proposte di cui, pur essendo lontane dal nostro rock, non possiamo non riconoscerne la qualità: ad esempio Il Teatro Degli Orrori. Insomma crediamo che il rock italiano esista, con tutte le sue sfaccettature, e che non si riduca solo a quei due o tre grandi nomi.Per la seconda domanda, credo che in Italia manchi la voglia dell'ascoltare qualcosa di nuovo. Più che fare il solito discorso (attenzione: verissimo!): “i gestori dei locali non fanno suonare le band emergenti ma solo le tribute band”, dovremmo chiederci “perché i gestori dei locali non fanno suonare le band emergenti ma solo le tribute band?”; è chiaro che la prima risposta è un discorso di carattere economico: il gestore vuole guadagnare. E questo secondo me è condivisibile; se è con quel mestiere che campi, e chiaro che cerchi di guadagnare. Ciò che a me preoccupa è il problema maggiore che sta a monte: si è persa quella voglia ascoltare musica nuova; si preferisce andare a vedere/ascoltare un gruppo che suona pezzi conosciuti, dove l'impegno richiesto è minimo, piuttosto che sentire un artista emergente, dove è richiesta una maggiore attenzione. Avete mai fatto provini per partecipare a qualche talent show o a festival? Che pensieri vi siete fatti a riguardo di questi? Provai, qualche anno fa, a presentarmi ai provini di X-Factor, ma venni scartato. Ricordo che romasi piuttosto colpito dal fatto che gente che non aveva la benché minima qualità canora, passò le selezioni e andò avanti. Addirittura fecero una puntata dei cosiddetti “geni incompresi”. Allora capì tutto: alla fine si tratta di un programma televisivo e come tale ha delle prerogative: trovare e avere come protagonista ciò che alla gente piace; non c'è nulla, secondo me, di genuino; ma è tutto finto; tutto è programmato per piacere al pubblico. Quali sono le ottusità che riscontrate maggiormente nel pubblico che ascolta un genere particolare come il vostro? Quali invece sono le soddisfazioni che vi fanno continuare le esibizioni e la voglia di far musica? L'ottusità che più riscontriamo e che più mi fa imbufalire è quando ci viene detto che nel nostro genere bisognerebbe cantare in inglese; concordo con la facilità con cui la lingua anglofona si presta alle sonorità rock, ma non c'è scritto da nessuna parte che rimane l'unica possibilità. Le soddisfazioni sono l'esatto contrario: quando ci vengono fatti i complimenti per la scelta coraggiosa, che tra l'altro regala ulteriori soddisfazioni quando il pubblico, imparando più velocemente i brani li canta poi ai concerti! Credete che il miglior metodo per farsi conoscere ad ampio raggio sia attraverso il web con un cd ben fatto e magari qualche video accattivante o attraverso la musica live? Più appoggio o più invidia in chi Vi è vicino? Sicuramente il web aiuta molto nel promuovere la propria musica, basta pensare a Facebook. Però tutto dev'essere accompagnato da una buona dose di live in cui dare prova delle effettive capacità della band. Comunque appoggio a chi ce la fa... l'invidia è una brutta bestia! Fa star male per niente. Chi di voi è il più Riflessivo? Chi il più impulsivo? Avete degli aneddoti particolari da raccontare a riguardo di queste divergenze caratteriali? Abbiamo tutti e quattro personalità molto forti e alle volte divergenti; sicuramente io e Rocco apparteniamo più alla categoria dei riflessivi mentre Vince e Wolf a quella degli impulsivi, con le dovute eccezioni. Io stesso alle volte ho dei momenti impulsivi. Fortunatamente i nostri caratteri generali sono molto complementari fra di loro e quindi capita poche volte di litigare; e quando succede... enzione di diventare uno di quei fenomeni niente che una sana bevuta insieme non possa risolvere! Qual è il segreto per ottenere un gruppo solido ed unito negli anni? Come vivete il rapporto con i vostri fans ed invece con i vostri antagonisti? Certamente una delle cose che aiuta maggiormente a mantenere il gruppo solido è la suddivisione dei compiti: chi si occupa del lato creativo, chi del lato promozionale, chi del lato manageriale e così via, in modo che non ci si calpesti mai i piedi a vicenda. Il rapporto coi nostri amici (preferisco parlar di amici piuttosto che fans) è chiaramente un buon rapporto... finiti i concerti ogni volta si sta insieme a chiacchierare, a bere e a tirar mattina. Mentre di antagonisti, fortunatamente, possiamo vantarci di non averne, almeno dalla nostra parte! Il mondo della musica è spietato già di per sé; sarebbe controproducente crearsi delle inimicizie. Presupposti Futuri? Aspettative? Ci Fate un Saluto a Vostro modo? Nel mentre che prosegue l'attività live, stiamo lavorando ai pezzi per il prossimo album, che abbiamo intenzione di registrare nel 2013. Uscito il disco si vedrà; la speranza è di riuscire ad aumentare il nostro seguito! Per cui se avete tempo e voglia, andate sul nostro sito, scaricate gratuitamente il nostro album e tenete controllate le news! Ciao Spiriti Bollenti!  Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. Grazie mille a voi! [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

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