Progetto Almax

15112015

2012 Novembre - Band - CARDIOPHOBIA

Ciao Cardiophobia, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come inizia il vostro idillio artistico di band Riminese? La nostra band si è originata molto tempo fa, visto che abbiamo cominciato a suonare sin dai tempi del liceo. Inizialmente, la nostra era una passione nella quale tentavamo di emulare i nostri idoli, ma con il passare del tempo, la composizione di canzoni originali ed i numerosi feedback positivi, trasformarono un semplice hobby in un legame più serio e profondo che dura ancor oggi.  Inizialmente il nostro nome d’arte era Standard Studio, sotto il quale siamo usciti con un demo promozionale. L’avvento del nome Cardiophobia è invece coinciso con un forte cambio di mentalità sia nel modo di rapportarsi alla composizione della nostra musica, sia nel modo di rapportarsi alla realtà circostante. Mi spiego meglio: la cardiophobia è la costante convinzione di avere un cuore malato ed inguaribile, e questa convinzione si riflette ripetutamente nelle nostre canzoni e nei nostri testi. In che modo nascono solitamente le vostre canzoni, sempre molto accattivanti ed orecchiabili? Le nostre canzoni nascono da sempre in maniera molto spontanea, durante le molte ore che trascorriamo nella nostra sala prove. Fortunatamente, le idee sono sempre tante. Solitamente, si parte da un riff di chitarra o da una linea vocale, che inizialmente sono la base della canzone, attorno alla quale vengono costruite la struttura e l’arrangiamento. Ci teniamo però a sottolineare che non seguiamo sempre lo stesso schema predefinito per ogni canzone, proprio perché se a volte le idee fluiscono liberamente, altre volte abbiamo invece bisogno di uno studio più accurato degli arrangiamenti e delle linee melodiche da utilizzare. Quali sono i problemi e quali invece le soddisfazioni nell'operare nel vostro settore? Purtroppo, i problemi sono sempre tanti: se al giorno d’oggi la nostra band ha avuto parecchi riconoscimenti ed una certa visibilità, è grazie al costante lavoro che abbiamo svolto negli anni passati, scontrandoci con tutti i limiti e le difficoltà di una band emergente nel panorama indipendente italiano: scarsa attenzione da parte della stampa e degli addetti del settore, difficoltà ad organizzare i concerti, assenza di pubblico, e tanti altri fattori davvero scoraggianti. Fortunatamente, anche qui in Italia il lavoro a volte paga, e possiamo dire di esserci tolti diverse soddisfazioni: Tra il 2011 e il 2012, ci siamo esibiti in importanti manifestazioni di musica indipendente in tutta Italia, come Jack on Tour (Catania), Riverock Festival (Perugia), Musica da Bere (Brescia), Atellana Festival (Caserta), Inedited World Music Festival (Rimini), Decontest (Roma) Sammaurock (Cesena). In queste occasioni, abbiamo avuto l’onore di condividere il palco con artisti quali Linea 77, Giorgio Canali, Roberto Dellera, Rodrigo D’erasmo, Brunori Sas, Otto Ohm, Fluon. A quale canzone siete più legati e perchè? Mettiamo tantissimo di noi stessi in ognuna delle nostre canzoni, e si può tranquillamente affermare che tutte le nostre canzoni raccontano una parte di noi, del nostro io cardiophobico e del suo modo di rapportarsi alla realtà. A questo proposito, vi suggeriamo di ascoltare il nostro album d’esordio omonimo, Cardiophobia, ed il singolo Come Quando Piove. Anche nel secondo album, nonostante sia un disco di cover, abbiamo messo tanto di noi stessi, reinterpretando e facendo nostre delle storiche canzoni del passato, come adesempio il primo singolo estratto, Friction. Chi è il più estroso del gruppo? Chi il più ponderato nelle scelte? A nostro modo, siamo tutti piuttosto estrosi: chi nelle esibizioni live, chi nei post concerti, chi nel tormentare la stampa, chi nella stesura dei testi. Generalmente, abbiamo tutti quanti la tendenza a buttarci a capofitto in ogni occasione ed in ogni avventura possibile, anche se solitamente la voce della ragione che si fa sentire più spesso è quella del nostro cantante Giulio. Trovate sia più efficace suonare in concerti live o avere dei buoni cd e video da poter divulgare? Ovviamente, entrambe le cose, che a nostro modo di vedere sono strettamente e profondamente collegate. Se proponi degli ottimi dischi, curati nel sound, negli arrangiamenti, e soprattutto nella bellezza delle canzoni, prima o poi riceverai uno spazio considerevole per suonare dal vivo, con la possibilità di creare un circolo positivo nei confronti della band. Se al giorno d’oggi la diffusione costante di nuovo materiale attraverso internet è ormai diventato obbligatorio, a nostro modo di vedere non è sufficiente, perchè con i nuovi metodi di produzione musicale tutti o quasi sono capaci di suonare su un disco, con un discreto budget a disposizione. Ma è sul palco, che si vede la vera capacità di un artista, la capacità non solo di eseguire un brano ma di trasmettere delle emozioni. Anche per questo abbiamo voluto, nel nostro secondo disco Retrò, dare più spazio alle canzoni, registrate in presa diretta senza tagli né editing, e alle nostre performance, con il risultato di un sound sicuramente meno pulito, pieno, perfetto, ma anche più vero, genuino ed emozionante. La creazione di una canzone richiede tempo e sacrificio, cosa che l'ascoltatore spesso non percepisce..  la tendenza è l’ascoltare il brano nemmeno interamente e a sentenziarne un'opinione affrettata. Siete rimasti mai delusi da questo tipo di atteggiamento? Menomale che talvolta succede anche il contrario eh? Certamente, siamo rimasti parecchie volte delusi da quest’atteggiamento, soprattutto perché la maggior parte delle volte è proprio di coloro che si definiscono esperti del settore, che spesso sputano sentenze gratuite senza nemmeno ascoltare a fondo i lavori proposti, dando più spazio ad artisti spinti, promossi e pubblicizzati, e lasciando indietro chi ha spalle meno coperte, e magari progetti artistici più validi. Tuttavia, nel nostro caso, non ci possiamo lamentare. Certo, una visibilità maggiore è sempre gradita, ma il nostro disco d’esordio ha ricevuto un’alta considerazione da parte della critica musicale italiana, e anche il secondo album Retrò sta già facendo parlar bene di sé. Spendiamo qualche parola per i vostri cd e quali differenze avete trovato dal primo al secondo sia in voi che nel pubblico? Al momento, la differenza più evidente è l’attenzione che stiamo suscitando sia nei media che nel pubblico. Al momento dell’uscita di Cardiophobia, non eravamo nessuno, e abbiamo dovuto lottare per mesi per suscitare l’attenzione che il disco meritava. Oggi, l’uscita del nostro secondo album, ha già suscitato parecchio interesse. Certo, sono due lavori molto diversi l’uno dall’altro, ma entrambi sono stati creati con grande passione, lavoro, affiatamento, e come ho già detto,  in entrambi abbiamo messo in gioco parecchio di noi stessi. Avete mai partecipato o tentato di partecipare a dei talent show? Perchè? No, non abbiamo mai partecipato ad un talent show né abbiamo intenzione di farlo. Oggigiorno i talent shows la fanno da padrone, anche perché sono diventati il punto di riferimento delle major discografiche, che li hanno identificati come l’ultima macchina da profitto rimasta nel mondo della musica. Non abbiamo però alcuna intenzione di diventare uno di quei fenomeni usa e getta, da sfruttare nel momento di massima popolarità e da abbandonare, una volta esaurita la spinta mediatica. Personalmente, questo mondo scintillante non ci appartiene. Preferiamo lavorare ogni giorno nei sotterranei della nostra sala prove, per migliorare sempre di più l’intesa artistica e l’affiatamento live, continuare a fare la nostra gavetta passo per passo, certi che un giorno o l’altro questi sacrifici saranno sicuramente ripagati. Progetti futuri e aspettative? Pur essendo uscito pochi giorni fa il nostro secondo disco, siamo al lavoro già da diverso tempo sulla composizione di nuovi brani inediti. L’obiettivo è quello di entrare in studio di registrazione appena sentiremo i pezzi maturi al punto giusto, e appena riusciremo a dare un senso più forte e concreto alle numerose idee che stiamo sviluppando. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. Grazie a voi, un saluto a voi. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento