Progetto Almax

15112015

2013 Marzo - Musica LUKA SHAKE ME

Almax Magazine

Ciao Luca, ti ringraziamo per la tua  partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il vostro percorso artistico? Ciao Ale, innanzitutto grazie per avermi ospitato sulle pagine di Almax. Il mio percorso artistico è fatto prevalentemente di bocconi amari e tanti sassolini portati nelle scarpe camminando su strade in salita perennemente scoscese. A parte queste battute; provengo dal Metal classico e ho militato in progetti più o meno impegnativi che però non mi hanno portato a qualcosa di realmente concreto, fino ad arrivare al progetto Shake Me quattro anni fa. E' nato fin dal principio per puntare a un discorso discografico. Quindi niente ore e ore di sala provando e riprovando senza portare nulla di concreto a casa. Dall'ideazione del logo agli istanti finali della produzione del disco sono stato sempre in prima linea e di questo posso dirti che sono veramente orgoglioso di me stesso. Sono una persona perennemente autocritica e mai contenta di ciò che faccio ma posso affermare senza alcun problema che appena ricevute le copie dalla mia casa discografica è stata un'emozione grandissima. Probabilmente perchè Shake Me come già ho anticipato è una mia creatura, di conseguenza la vedrai in giro fin quando io ne avrò voglia, non sarà oggetto di dispute che ne sentenzieranno la fine come spesso accade per molte band. Influenze musicali? Vocalmente i miei punti di riferimento erano Andre Matos degli Angra, (Rob Halford....c'è bisogno di dire chi è?.. NO). Midnight dei Crimson Glory, Michael Kiske, il primo Geoff Tate....insomma tutte voci molto molto alte dove io potevo giostrarmi con un falsettone potente e melodico ai limiti del sopranista in lirica per capirci. Poi la svolta circa 8 anni fa quando per caso scoprii una band di class rock dalle tinte epiche, sto parlando dei Ten di Gary Hughes. Cantante non eccessivamente potente ma dotato di un timbro caldo e morbido, da quel momento decisi che era davvero arrivato il momento di sfruttare la mia estensione da baritono e mettere da parte “la sirena” che se pur potente e melodica a volte come mi era stato detto risultava fastidiosa e noiosa. Il volto incazzato del mio primo maestro di canto che mi ripeteva “noooooo devi cantare con la tua voce naturaleeeee” iniziava a materializzarsiJ Se però parliamo di artisti “colpevoli” di avermi indotto al canto posso farti due nomi: Jon Bon Jovi e Joey Tempest. Per quanto riguarda il primo non parlerei di influenza ma di amore viscerale. Come nascono sonorità? Scrivo i pezzi a volte seguendo una linea vocale che mi frulla nella testa e registrata al Pc usando un falso inglese per adattare meglio metricamente un testo italiano, a volte invece mi capita di scrivere melodia e testo insieme. Dopo aver fatto questo mi reco con diffidenza e paura hahahaha alla tastiera della mia mamy (si diletta a suonare!!) per capire più o meno che sto combinando e quali possono essere le possibili armonizzazioni che posso crearci. Non suonando nello specifico nessuno strumento, molte volte mi capita che mi parta un treno al minuto hehehehe e di immaginarmi il pezzo anche dal punto di vista strumentale. Alcune parti di soli di chitarra del disco sono state cantate a cappella da me per dare spunti a uno dei due chitarristi. Il tutto spesso assumeva connotati grotteschi in quanto sembravo un gatto in amore alle prese con un microfono. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Riguardo all’importanza di produrre un buon disco rispetto a tante esibizioni live,beh posso dirti che i due fattori sono concatenati, ciò nonostante posso dirti che ad esempio per quel che riguarda Shake Me ho non poche difficoltà ad esibirmi live. Motivo?Preferisco non rispondere a questa domanda. Ho promesso che nel 2013 sarei stato un bravo fanciullo e intendo mantenere questa promessa. Rompere equilibri malsani e ipocriti è nella mia natura;mi sono accorto che lentamente vieni emarginato e il coraggio di parlare e affrontare la vita in generale a testa alta ti assicuro che non paga quasi mai. Che valenza ha l'aspetto estetico? Mi chiedi dell’aspetto estetico? Per un’artista è essenzialmente il carisma, quindi non bellezza vuota fine a se stessa. Chi si occupa della sponsorizzazione? Se è una battuta occhio che ti metto in blacklist anche se con il faccino che ti ritrovi sarebbe difficile. Lo sponsor di Shake Me è Luka. Di conseguenza mi avvalgo anche della facoltà di sbraitare al mondo interi calendari quando le cose non quadrano. Fra non molto potrebbe arrivare la sponsorizzazione di una bella casa di cura. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? L’Italia rappresenta la culla dell’arte e della storia a livello mondiale da sempre, capitale del cinema negli anni 60-70, il regno della moda. Paradossalmente è proprio la musica che è sempre stata indietro rispetto alle sperimentazioni anglofone, a parte gli anni 70 e il grande prog italiano di cui non sono un estimatore ma ne riconosco il valore. A parte questo piccolo lasso di tempo, l’Italia è sempre stata almeno un passo indietro nei confronti di tutti i maggiori paesi europei. Volendo correggere il tiro, potrei dirti che la colpa non è tanto degli artisti. Abbiamo in Italia cantanti eccezionali superiori di gran lunga ad altri di fama mondiale e lo stesso vale per chitarristi, ecc. E’ opinione comune pensare che non ci sarà mai una vera apertura musicale in Italia e si arriverà là dove altri paesi ci sono già arrivati da anni, di conseguenza noi saremo sempre lì a emulare ponendoci a testa bassa. Io invece il dito lo punto sulla Chiesa; istituzionalmente da sempre contraria a un certo tipo di Rock e a tutte le forme musico-artistiche intente ad aprire la mente della gente. Capisci? Quando le tue energie le fossilizzi su come aggirare il falso perbenismo bigotto della Santa Sede si perde di vista cosa sia fare arte con spontaneità emozionandosi e di conseguenza emozionando. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Semplice. Un esordiente non ha le spalle forti economicamente parlando per sopperire a un produttore, la figura del produttore milionario è scomparso da molto qui da noi e una band o un singolo artista deve avere risorse economiche per comprarsi letteralmente spazi pubblicitari di ogni tipo e produzioni di dischi di centinai di milioni di euro solo per pagare tutta la gentaglia che ci mangia su. Ecco perché poi gira e rigira ti ritrovi sempre vecchi nomi sulla cresta dell’onda. Il mio discorso è inteso per band e artisti che puntano a diventare grandi. Molti ragazzi decisamente più giovani di me iniziano a odiarmi quando faccio questi discorsi e mi sento dire “Allora tu perché fai dischi?” ……forse perché io non ho mai puntato a fare musica per apparire e diventare o sognare di essere, ma faccio musica perché per me è da sempre l’unica cosa che davvero mi fa star bene. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Solo l’idea mi fa sorridere. Mi ci vedo con il mio bel numeretto a fare ore di fila sotto il caldo aspettando di essere giudicato da quattro marionette che giocano con i sogni di tanti giovani ragazzi. Preferirei fare ore di fila per varcare cancelli di una fabbrica per permettermi di fare la musica che amo come in realtà già ho fatto. Stanco morto ma pensando poi che con quei soldini avresti potuto produrre un album, è questo il mio Talent Ale.  Rapporto con i fan? Rapporto con i fan? Mi piace questa domanda, mi fai sentire importante. A parte gli scherzi. Questo progetto un pochetto alla volta mi sta permettendo di avere simpatie in giro per l’Italia, li chiamerei amici più che fan e stanno diventando sempre di più. Ormai Shake Me sta diventando una medio-grande famiglia, con alcuni di loro ci si sente anche telefonicamente e tutto ciò ovviamente va oltre se abbiano comprato il disco o meno. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Mettendo tutto sul piatto della bilancia in fin dei conti direi più soddisfazioni proprio perché non ho mai inseguito la musica è stata lei, prima a inseguire e poi proteggere me da tutto e tutti. Continuerà ad essere così. Credi nella Discografia Italiana? Riguardo la discografia italiana è morta da anni. Se intendi la classica casa discografica che organizza l’artista dalla produzione al booking, ripeto saranno oltre 10 anni che è morta a  parte poche major. Sogni nel cassetto? Continuare a produrre musica per me ma soprattutto per altri. Si, direi che sono anni che cullo l’idea di produrre altri artisti discograficamente. Progetti Futuri ed Aspettative? A breve avrò modo di testare i nuovi elementi entrati in questa famiglia. Sono ragazzi dal vissuto e dall’approccio musicale completamente diverso rispetto ai ragazzi che hanno registrato il disco. Inoltre probabilmente ci sarà una cover riarrangiata e forse un nuovo inedito ma dal sapore molto primaverile e catchy ma che non deve trarre in inganno, perché anche per il secondo lavoro il sound sarà granitico ma con maggiore cura per gli arrangiamenti. Colgo l’occasione per ringraziare te, facendoti i migliori auguri per questa bella rivista on line e i lettori di Almax.Ricordo inoltre che potete richiedere una copia di Shake Me “L’inquietudine” direttamente al mio profilo facebook www.facebook.com/shakemeband o in alternativa all’etichetta/distribuzione a www.gtmusic.it Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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