Progetto Almax

15112015

2013 Marzo - Band - ALOUD

Ciao Aloud, vi ringraziamo per la vostra  partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il vostro percorso artistico?  Ciao, intanto ti ringraziamo per averci accolto qui! Il nostro percorso è piuttosto travagliato e credo che questa sia una frase decisamente scontata, sopratutto se a dirla è una band italiana! Lavorare con la musica in Italia è un vero calvario, per due ragioni: mentalità e possibilità. Tuttavia siamo caparbi e dopo aver militato in parecchie band ed essere sopravvissuti a cambiamenti di line-up, eccoci qui, più incazzati e ispirati che mai! Influenze musicali?Personalmente ascoltiamo di tutto! Siamo cresciuti tra le influenze più disparate! Non ci poniamo nessun limite quando si tratta di musica ma se dovessimo elencali tutti, annoieremmo la maggior parete dei lettori. Il nostro sound si aspira a grandi nomi come: Dream Theater, Symphony X, Epica, After Forever, Depeche Mode, Chemical Brothers, Disturbed, Lacuna Coil. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sono importanti entrambe le cose! Viviamo in un'epoca bizzarra dove il fruitore medio non bada più alla qualità di ciò che ascolta, quindi, qual è il giusto livello di qualità? Un cd qualitativamente "buono" è qualcosa che resta a chi lo compra ed è importante far si che il pubblico possa ascoltare il livello massimo che la band riesce a raggiungere con il proprio budget. Se il risultato è un  prodotto mediocre, probabilmente non si avrà un buon seguito in sede live, diciamo che è tutto collegato. Purtroppo produrre un cd di media/buona qualità non è l’unico ostacolo. I live sono un tasto molto dolente per molte band italiane; sarebbe bello se si riuscisse a dare più spazio alle band emergenti e far si che il pubblico si abitui a nuovi sound ed a nuovi volti ma questo molto spesso non accade. Il mercato è oberato di band che suonano gratis, locali che non pagano, locali non idonei…. Tutto questo non fa bene alla musica. In ogni caso è fondamentale FARE UN BUON LIVE! Con la moderna tecnologia, chiunque può realizzare un buon cd, ma è dal vivo che si può vedere il vero talento ed è quello che, alla fine, ti permette di andare avanti o di restare, diciamo, nella massa di band che "ci provano". Noi curiamo tantissimo l'aspetto live, sia a livello tecnico che scenico, proviamo decine e decine di volte anche solo poche battute, affinché sia tutto perfetto; siamo molto pignoli e severi quando si tratta della nostra musica ed il fatto di non accontentarci mai dei traguardi raggiunti, è per noi  sinonimo di ambire a qualcosa in più del “provarci”. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Tutta la band si occupa di seguire anche questa la parte “manageriale”, in particolar modo Tamara; diciamo che soffre di manie di controllo quando si tratta degli Aloud, ma crediamo sia normale, siamo una famiglia, con tutti i suoi pregi e difetti. Nonostante ciò, da qualche mese, ci appoggiamo ad una live promoter, Nanà, che si occupa di gestire i contatti con le agenzie ed i locali. Siamo molto contenti dato che in pochissimo tempo ci ha già procurato molte date. Che opinione avete a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Questa è una domanda davvero ostica. L’Italia è un paese fortemente influenzato, o per meglio dire manipolato, dai vari media ma soprattutto dalla televisione. Tutti i talent show che privilegiano “l’apparenza di un’artista”, guasta la sostanza dello stesso e influenza negativamente il pubblico. Alla lunga si perde la percezione della “bellezza” e dell’originalità limitando chi ha delle vere potenzialità, a prescindere dal genere musicale. Ci servono sempre la solita minestra riscaldata, cambia solo il cuoco una volta all’anno… Se parliamo di metal, il panorama artistico è davvero saturo di band che propongono all'incirca le stesse cose, sono davvero poche quelle che si differenziano dai clichè. Probabilmente anche noi, per certi versi, rientriamo in questa categoria,ma stiamo lavorando come matti per far si che questo non accada.Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Una delle cause fondamentali è una profonda e radicata crisi culturale, oltre che economica.L’Italia è il paese dei vecchi, di quelli che non mollano, di quelli che vogliono restare a galla il più a lungo possibile e ci riescono perchè hanno un nome; sono loro che dettano le regole quindi, finché qualcuno non libera un posto, non c'è spazio per le nuove promesse.Verso le band emergenti non vi è abbastanza affezione da parte del pubblico il quale, nella maggior parte dei casi, ha un atteggiamento indifferente.Di conseguenza si è in difficoltà nel creare un proprio seguito di fan e qui, si tocca un altro punto delicato; La maggior parte dei gestori ha bisogno di riempire il locale e vogliono andare sul sicuro quindi si affidano a tribute o cover band. Tutto ciò ha creato due ben distinte tipologie di band: quelle emergenti, che si esibiscono per una cena/consumazione + rimborso spese o addirittura gratis e quelle più affermate con cachet importanti.sinonimo di ambire a qualcosa in più del “provarci”. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Tutta la band si occupa di seguire anche questa la parte “manageriale”, in particolar modo Tamara; diciamo che soffre di manie di controllo quando si tratta degli Aloud, ma crediamo sia normale, siamo una famiglia, con tutti i suoi pregi e difetti. Nonostante ciò, da qualche mese, ci appoggiamo ad una live promoter, Nanà, che si occupa di gestire i contatti con le agenzie ed i locali. Siamo molto contenti dato che in pochissimo tempo ci ha già procurato molte date. Che opinione avete a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Questa è una domanda davvero ostica. L’Italia è un paese fortemente influenzato, o per meglio dire manipolato, dai vari media ma soprattutto dalla televisione. Tutti i talent show che privilegiano “l’apparenza di un’artista”, guasta la sostanza dello stesso e influenza negativamente il pubblico. Alla lunga si perde la percezione della “bellezza” e dell’originalità limitando chi ha delle vere potenzialità, a prescindere dal genere musicale. Ci servono sempre la solita minestra riscaldata, cambia solo il cuoco una volta all’anno… Se parliamo di metal, il panorama artistico è davvero saturo di band che propongono all'incirca le stesse cose, sono davvero poche quelle che si differenziano dai clichè. Probabilmente anche noi, per certi versi, rientriamo in questa categoria,ma stiamo lavorando come matti per far si che questo non accada.Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Una delle cause fondamentali è una profonda e radicata crisi culturale, oltre che economica.L’Italia è il paese dei vecchi, di quelli che non mollano, di quelli che vogliono restare a galla il più a lungo possibile e ci riescono perchè hanno un nome; sono loro che dettano le regole quindi, finché qualcuno non libera un posto, non c'è spazio per le nuove promesse.Verso le band emergenti non vi è abbastanza affezione da parte del pubblico il quale, nella maggior parte dei casi, ha un atteggiamento indifferente.Di conseguenza si è in difficoltà nel creare un proprio seguito di fan e qui, si tocca un altro punto delicato; La maggior parte dei gestori ha bisogno di riempire il locale e vogliono andare sul sicuro quindi si affidano a tribute o cover band. Tutto ciò ha creato due ben distinte tipologie di band: quelle emergenti, che si esibiscono per una cena/consumazione + rimborso spese o addirittura gratis e quelle più affermate con cachet importanti.sinonimo di ambire a qualcosa in più del “provarci”. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Tutta la band si occupa di seguire anche questa la parte “manageriale”, in particolar modo Tamara; diciamo che soffre di manie di controllo quando si tratta degli Aloud, ma crediamo sia normale, siamo una famiglia, con tutti i suoi pregi e difetti. Nonostante ciò, da qualche mese, ci appoggiamo ad una live promoter, Nanà, che si occupa di gestire i contatti con le agenzie ed i locali. Siamo molto contenti dato che in pochissimo tempo ci ha già procurato molte date. Che opinione avete a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Questa è una domanda davvero ostica. L’Italia è un paese fortemente influenzato, o per meglio dire manipolato, dai vari media ma soprattutto dalla televisione. Tutti i talent show che privilegiano “l’apparenza di un’artista”, guasta la sostanza dello stesso e influenza negativamente il pubblico. Alla lunga si perde la percezione della “bellezza” e dell’originalità limitando chi ha delle vere potenzialità, a prescindere dal genere musicale. Ci servono sempre la solita minestra riscaldata, cambia solo il cuoco una volta all’anno… Se parliamo di metal, il panorama artistico è davvero saturo di band che propongono all'incirca le stesse cose, sono davvero poche quelle che si differenziano dai clichè. Probabilmente anche noi, per certi versi, rientriamo in questa categoria,ma stiamo lavorando come matti per far si che questo non accada.Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Una delle cause fondamentali è una profonda e radicata crisi culturale, oltre che economica.L’Italia è il paese dei vecchi, di quelli che non mollano, di quelli che vogliono restare a galla il più a lungo possibile e ci riescono perchè hanno un nome; sono loro che dettano le regole quindi, finché qualcuno non libera un posto, non c'è spazio per le nuove promesse.Verso le band emergenti non vi è abbastanza affezione da parte del pubblico il quale, nella maggior parte dei casi, ha un atteggiamento indifferente.Di conseguenza si è in difficoltà nel creare un proprio seguito di fan e qui, si tocca un altro punto delicato; La maggior parte dei gestori ha bisogno di riempire il locale e vogliono andare sul sicuro quindi si affidano a tribute o cover band. Tutto ciò ha creato due ben distinte tipologie di band: quelle emergenti, che si esibiscono per una cena/consumazione + rimborso spese o addirittura gratis e quelle più affermate con cachet importanti. sinonimo di ambire a qualcosa in più del “provarci”. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Tutta la band si occupa di seguire anche questa la parte “manageriale”, in particolar modo Tamara; diciamo che soffre di manie di controllo quando si tratta degli Aloud, ma crediamo sia normale, siamo una famiglia, con tutti i suoi pregi e difetti. Nonostante ciò, da qualche mese, ci appoggiamo ad una live promoter, Nanà, che si occupa di gestire i contatti con le agenzie ed i locali. Siamo molto contenti dato che in pochissimo tempo ci ha già procurato molte date. Che opinione avete a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Questa è una domanda davvero ostica. L’Italia è un paese fortemente influenzato, o per meglio dire manipolato, dai vari media ma soprattutto dalla televisione. Tutti i talent show che privilegiano “l’apparenza di un’artista”, guasta la sostanza dello stesso e influenza negativamente il pubblico. Alla lunga si perde la percezione della “bellezza” e dell’originalità limitando chi ha delle vere potenzialità, a prescindere dal genere musicale. Ci servono sempre la solita minestra riscaldata, cambia solo il cuoco una volta all’anno… Se parliamo di metal, il panorama artistico è davvero saturo di band che propongono all'incirca le stesse cose, sono davvero poche quelle che si differenziano dai clichè. Probabilmente anche noi, per certi versi, rientriamo in questa categoria,ma stiamo lavorando come matti per far si che questo non accada.Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Una delle cause fondamentali è una profonda e radicata crisi culturale, oltre che economica.L’Italia è il paese dei vecchi, di quelli che non mollano, di quelli che vogliono restare a galla il più a lungo possibile e ci riescono perchè hanno un nome; sono loro che dettano le regole quindi, finché qualcuno non libera un posto, non c'è spazio per le nuove promesse.Verso le band emergenti non vi è abbastanza affezione da parte del pubblico il quale, nella maggior parte dei casi, ha un atteggiamento indifferente.Di conseguenza si è in difficoltà nel creare un proprio seguito di fan e qui, si tocca un altro punto delicato; La maggior parte dei gestori ha bisogno di riempire il locale e vogliono andare sul sicuro quindi si affidano a tribute o cover band. Tutto ciò ha creato due ben distinte tipologie di band: quelle emergenti, che si esibiscono per una cena/consumazione + rimborso spese o addirittura gratis e quelle più affermate con cachet importanti.Molte band emergenti accettano queste condizioni, rovinando il mercato, già di per sé delicato, e togliendo la possibilità ad altre band meritevoli, di potersi affermare, in quanto richiedono il proprio cachet per riuscire aportare avanti il loro progetto. Qualche tempo fa abbiamo assistito ad alcuni concerti all’estero ed è stato veramente spiazzante constatare che il pubblico era totalmente diverso; era esaltatissimo, sosteneva le band sul palco per tutta la serata, intrattenendosi a bere e chiacchierare con loro, anche dopo i live e non stiamo parlando di band conosciutissime. In Italia quante volte si è potuto assistere a serate di questo tipo? D’altro canto, comprendiamo anche le difficoltà che un locale deve affrontare, ed è per questo che teniamo a sottolineare che la soluzione ideale, sarebbe di sostenersi a vicenda, senza imporre niente a nessuno.  Ultima, ma non meno importante osservazione, è la considerazione che sia ha della musica in Italia, la quale viene considerata solo che un hobby, un passatempo da ragazzini e non un vero e proprio lavoro. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Detto in tutta sincerità, non aspiriamo a diventare stelle del pop grazie ai talent show; non crediamo in questa forma di promozione dato che, contrariamente al loro nome, non promuovono il talento e la musica ma la vendibilità di un prodotto che in genere funziona per 2/3 anni e poi viene buttarlo nell'immondizia per passare al prossimo artista usa e getta di turno. Ciò non toglie che può essere utilizzato come punto di partenza per qualcuno ma non è il nostro caso… Tamara può, comunque, affermare di aver fatto due provini per X factor. La prima volta per curiosità, la seconda per una promessa fatta ad una persona che crede molto in lei. Nonostante il marcio, altamente palpabile già nei primi step, ha avuto la possibilità di conoscere persone molto interessanti. Da come ne parla crediamo che ne abbia avuto abbastanza, la curiosità è del tutto passata. Rapporto con i fan? Bellissimo!!! Durante i live cerchiamo sempre di stabilire un contatto, anche se non è sempre facile, ma nel momento in cui, scesi dal palco, riceviamo dei complimenti capiamo di aver fatto centro e ciò ci rende molto fieri. Per noi rappresenta la spinta che ti porta a non avere ripensamenti su progetti e sogni. Anche quando siamo in studio l’attenzione è rivolta ai nostri fans e ci chiediamo:”Come risponderà la gente a questo passaggio?!" oppure:"ok riff massiccio, qui la gente deve saltare, urlare e tornare a casa con il torcicollo", cerchiamo già di visualizzare come vogliamo che la gente si senta ai nostri concerti ed è bellissimo constatare, in sede live, che siamo sulla stessa lunghezza d’onda! Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? 50 e 50... Bisogna mettere in conto che si avranno sia delusioni che soddisfazioni. L’importante è non demoralizzarsi, ma affrontare tutti gli ostacoli a testa alta, con grandi balzi, perchè questo è il nostro futuro, quello in cui crediamo è il nostro sogno. Attualmente c'è la soddisfazione personale di fare ciò che ci piace, senza porci limiti a livello compositivo. Inoltre è indescrivibile la sensazione nel momento in cui qualcuno ti ferma e ti chiede: “Ma voi siete gli Aloud?!” e con un’espressione un po’ attonita ti ritrovi a stendere un sorriso da un orecchio all'altro. Intoppi ed ostacoli abbondano, ma siamo ancora qui, più energici ed ispirati che mai e con un sacco di nuovi brani in cantiere! Credete nella discografia Italiana? Siamo molto titubanti a riguardo; a parte i piccoli produttori, non esiste più nessun "discografico" che creda fermamente in una band e voglia investire su di essa; preferiscono buttarsi sulla moda del momento, prendendo dei prodotti già preconfezionati. Ad aggravare la situazione c’è il famigerato Internet con e la sua pirateria. Siamo tutti concordi nell’affermare che tra pochi anni la discografia sarà ufficialmente morta, per certi versi lo è già. L'unico modo per sopravvivere sarà fare più concerti possibili ed il lavoro si sposterà dalle case discografiche, alle agenzie di booking. Sogni nel cassetto? Potremmo rispondere con il classicissimo “ci piacerebbe farci ascoltare in tutto il mondo e fare tour mondiali, ma per non risultare troppo banali e scontanti, risponderemo così: “Suonare sulla luna la nostra Timeless History!!!!!” ahahahahahahah Progetti Futuri ed Aspettative? Per scaramanzia non ci sbilanciamo, ma a breve uscirà il nostro primo Ep e seguiranno tante altre piccole sorprese!!! Non dovete far altro che restare in contatto con noi tramite i social network (facebbok, youtube, twitter) e pazientare ancora un pò. Per adesso noi Aloud vi ringraziamo per averci ospitato! È stato un vero piacere! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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