Progetto Almax

15112015

2013 Marzo - "BIG" - Dance - DATURA

I Datura sono un gruppo musicale dance culto nato nel 1991. Il gruppo comprendeva originariamente due DJ, Ricci e Cirillo, e due musicisti, Ciro Pagano (ex chitarrista dei Gaznevada) e Stefano Mazzavillani (già arrangiatore di alcuni brani di Patty Pravo, Ivan Cattaneo e dei Righeira). Occasionalmente saranno ospiti diversi cantanti.Il nome del gruppo deriva dalla Datura, un genere di piante medicinali che, nel Messico del Nord, sono utilizzate dagli stregoni Yaqui durante alcuni rituali mistici allo scopo di avvicinarsi alla conoscenza. I membri del gruppo, da sempre affascinati dalla spiritualità mistica, tanto da renderla elemento ricorrente all'interno dei loro brani, vennero a conoscenza di tale pianta attraverso le letture di Carlos Castaneda e dei fumetti di Tex Willer.”

Ciao Ciro e Stefano: Datura, vi ringraziamo per la vostra  partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il vostro percorso artistico? Ci siamo conosciuti durante una tournèe live dei Righeira nel 1988 dove Stefano era il tastierista e Ciro il chitarrista. Fu in quel periodo (1988/1989) che decidemmo di fare musica assieme. Prima di allora Stefano aveva lavorato come musicista e arrangiatore con svariati artisti italiani tra cui Patty Pravo, Sergio Endrigo e Ivan Cattaneo e Ciro suonava la chitarra nei Gaznevada una band attiva dalla fine degli anni 70 alla fine degli anni 80. Siamo stati fortunati perché al terzo singolo centrammo un discreto successo con il singolo “Carico Carico Carico” una produzione del 1990 che faceva capo al nostro progetto Do it! e che coinvolgeva Albertino e Molella nella co-produzione del brano. Influenze musicali? Assolutamente svariate: maggiormente il rock progressivo, il jazz e l’elettronica per Stefano mentre per Ciro da Santana a Brian Eno, i Kraftwerk, Moroder passando per il punk la new wave. Come nascono le vostre sonorità? Le sonorità nascono essenzialmente da una ricerca in studio e dall’attenzione alle produzioni vecchie e nuove: una buona sintesi di queste due cose è fondamentale per qualunque tipo di produzione musicale.  E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Entrambe le cose hanno il loro “perché”. Oggi più che mai serve un “buon cd” per potersi poi esibire live e una volta ottenuto questo risultato è fondamentale lasciare un buon ricordo del proprio live, e tanta esibizione live aiuta a migliorarsi. Quali differenze riscontrate dai vostri esordi nel 1991 al 2013? Diversamente dal passato per proporre la propria musica occorre oggi essere autonomi. La crisi che da metà degli anni 2000  ha devastato il mercato delle vendite ha impedito a una grande quantità di produttori e di strutture di continuare a vivere di musica. Questo per forza di cose ha allentato l’attenzione e diminuito il tempo che in tanti dedicavano alla produzione di musica con un “innaturale” rallentamento della creatività. Il vostro parere a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Nel 2012 abbiamo collaborato con i Club Dogo con un featuring nel brano “Erba del Diavolo” con chiari richiami alla nostra  Yerba del Diablo del 1992. Ma a parte questo la musica italiana, intesa come musica leggera, è un mondo dal quale artisticamente ci sentiamo abbastanza lontani. In generale comunque il panorama artistico musicale italiano non sta vivendo un buon momento…  Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Uno dei motivi è quello che è praticamente scomparsa la figura del produttore e del discografico intesa come “talent scout”. Questo fa si che che un giovane esordiente per farsi notare debba comunque sopportare da solo l’iniziale lavoro promozionale. Di buono c’è che oggi l’esposizione in rete con i social network può essere di aiuto. Di fatto le cose sono cambiate; una volta la frase ricorrente a un giovane che si proponeva con una sua produzione era: “bello! ti produco” adesso è diventata: “bello! ti vuoi produrre?” Cosa ne pensate dei talent show? Si tratta essenzialmente di programmi televisivi che hanno poco a che fare con la musica… Rapporto con i fan? Ci piace molto intrattenerci e conoscere le persone che apprezzano la nostra musica e più in generale il nostro lavoro. I fans sono alla base del successo di qualsiasi artista, sono loro che ne generano il gradimento. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? La musica col tempo diventa una sorta di “malattia” della quale non si riesce a fare a meno. Anche se non sembra è lei che ti insegue. Credete nella nuova discografia Italiana? Come recita il brano di un nostro illustre amico e collega “poco… molto poco…” Sogni nel cassetto? Sassolini nelle scarpe? Noi stiamo ancora oggi stiamo vivendo il nostro sogno: tolto dal cassetto da diversi anni fa, e col tempo ogni sassolino è stato tolto. Progetti futuri e aspettative? Noi come Datura lavoriamo sul nostro passato. I nostri progetti per il futuro si concentrano nella collaborazione con Rudeejay nostro socio in quella che è la nuova avventura musicale del Coco Studio. La scommessa e le aspettative sono generate da tutto ciò e dai tanti giovani produttori e dj che frequentano il nostro studio con le loro idee e il giusto entusiasmo che le sostiene. Il vostro brano preferito è la secondogenita "Yerba del Diablo", com'è nata l'idea? Yerba del Diablo nasce da una ricerca sonora, la volontà di creare un suono nuovo che non ci fosse. Il nome Yerba del Diablo altro non è che la traduzione di Datura nel linguaggio degli sciamani Yaqui. L’idea presa da un libro di Castaneda ci affascinava: il resto è storia… Siete ancora in buoni rapporti con gli Usura? e con che voci anni '90 siete ancora in amicizia? Siamo in ottimi rapporti con gli Usura e con tutti gli artisti degli anni ‘90 con i quali continuiamo a condividere anche serate in giro per le discoteche non solo italiane. Se doveste rinnovarvi completamente a che genere musicale vi rifareste? Agli anni 90, ovvio… Perché la dance anni '90 non è ancora tramontata a vostro avviso? Perché gli anni 90 sono stati un decennio davvero speciale per la musica. Sono avvenute così tante rivoluzioni sonore e di ruoli in quel decennio, basti pensare solo alla nascita del campionatore o al ruolo del dj che diventa produttore musicale, che nessun decennio prima aveva mai avuto. House, techno, trance e tanti altri generi e sottogeneri musicali sono nati negli anni 90, l’unico decennio dove la musica di tendenza era in classifica al fianco della musica commerciale. Inoltre l’assenza di una colonna sonora nel decennio successivo (2000/2010) ha lasciato un vuoto che solo la freschezza e il divertimento dalla dance anni 90 poteva riempire 15) Progetti futuri? Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. Mi fate un saluto speciale per Almax Magazine? Un saluto speciale? Datura te salutant! [Intervista di: Alessia Marani – Almax] 

 

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