Progetto Almax

15112015

2013 Marzo - "BIG" Musica - DIEGO MANCINO

“Diego Mancino è un cantautore e musicista italiano. E' approdato al movimento cantautorale italiano dopo aver militato in vari gruppi di rock e punk italiani.

Ciao Diego, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. I tuoi testi così intensi e riflettuti li scrivi personalmente di tuo pugno? Si, mi piace scrivere. Quando impieghi in media a scrivere un testo? Non saprei dire, io scrivo tutti i giorni, scrivo sempre quindi non saprei quantificare le mie tempistiche cantautoriali. Hai un metodo particolare di scrittura? Tengo sempre a portata di mano un moleskine e una penna ed in genere scrivo tantissime pagine che poi rileggo e seleziono. A volte le canzoni nascono senza la mia approvazione, lo fanno per un qualche incidente astrale. Hai viaggiato molto all'estero per ascoltarne ed impararne le sonorità o per il puro piacere di visitare altri paesi? Si, ho viaggiato molto e molto spesso ho vissuto all'estero per anniinevitabilmente per entrambe le motivazioni. Una canzone che vorresti aver scritto tu? Tantissime, non saprei da dove cominciare, ad esempio “Stella di mare” di Lucio Dalla o “Ragazzo mio” di Luigi Tenco, ma ce ne sono centinaia. Influenze artistiche? I poeti simboliti ma anche la musica di Joy Division o anche i Nirvana. Non nascondo che però ascolto molta musica classica e jazz quando sono a casa. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sono tutte cose importanti… Che valenza ha l'aspetto estetico? Si è importante anche l’apparenza. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Il panorama non mi esalta, la scena indie è tra le peggiori chericordo. C'è un ritorno ad una musica molto borghese e spesso è la rappresentazione di una gioventù conservatrice e mediocre ma di certo come sempre accade ci sono artisti che brillano per coraggio o per talento. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Lo spazio è davvero poco è vero, ma da quando faccio questo lavoro è sempre stato così, la musica in Italia ha sempre a vuto molti problemi a farsi notare. Davvero però a volte penso che siano troppo deboli le proposte per avere un peso (almeno questo è l'effetto che fa su di me la scena attuale) Come è nata la decisione di intraprendere un percorso solista? Beh, avevo voglia di provare a raccontare il mio punto di vista.Hai avuto tante collaborazioni, tanti gruppi musicali, senti la mancanza un pò di quei periodi? No, perchè dovrei? Ancora oggi collaboro on molti artisti, spesso molto diversi da me ed è quello che mi incuriosisce:”imparare dalle esperienze musicali di altri”. Rapporto con i fan?Cerco di essere disponibile con tutti finchè mi è possibile. Devo molto a chi mi segue, mi fa sentire compreso e in questo lavoro è davvero importante sapere di avere qualcuno che ascolta ciò che hai da dire. In genere ho trovato persone deliziose che hanno i miei dischi e che li vivono e mi vivono quasi come un piccolo segreto che hanno scoperto e mi piace sia così. Più soddisfazioni o delusioni inseguendo la musica? Le delusioni sono all'ordine del giorno e le soddisfazioni spesso sono troppo poche ma questo è il mio lavoro, il mio mondo...!!! Credi nella discografia Italiana? La discografia italiana... non saprei è come tutte le industrie italiane in grave difficoltà ma non mi aspetto che sia la discografia a far conoscere il mio lavoro, mi aspetto che siano gli amati della musica a farla girare e a darle lustro, mi aspetto di essere io ad innescare un fuoco. Cosa pensi dei talent show? Non so dire… non conosco l'ambiente... non ho mai lavorato con i loro cantanti. Devo dire che non mi piace l'aspetto morboso delle creature che ne escono, ma ho smesso i giudizi personali da un po’, ci sono cose più importanti che accadono in questo paese. Una tua canzone alla quale sei particolarmente legato? Sicuramente “Cose che cambiano tutto” è una canzone per me molto importante ma anche “Come dei ragazzi” dell'ultimo disco, mi rappresenta a pieno per quella che è la mia vita adesso. E com’è la tua vita adesso? Beh, una fantastica avventura ricca di moltissime emozioni. La tua passione per la musica da chi ti è stata trasmessa? Da mio padre e da mia madre. Mio padre suona il pianoforte mentre mia madre no … lei ballava il  rock’n roll. Io suono piano chitarra ed anche la batteria mi piace. Suono un pò tutto male ma il necessario per scrivere le mie idee. Ti sei mai emozionato per qualche canzone ultimamente? Ricordo di essermi sentito felice per me e per la canzone per il mio socio Dario Faini ed anche per Francesco Renga che è stato bravo ed è un simpaticissimo amico. Come ti sei trovato invece in un ambiente alternativo come quello degli Aftherhours e Roberto Dell'Era? Roberto era il mio bassista, lo conosco da 20 anni, non faccio parte del mondo indie e del " Il Paese è Reale " Io sono alternativo a quello ma ma sono un fan di Manuel da anni, lo stimo e mi piace il suo lavoro. Per Roberto ho scritto e prodotto e mi sono anche divertito, diciamo che per me Rob è stata un pò una mia scommessa. Quali aspettative hai per il futuro? Progetti? Sto scrivendo il mio prossimo disco, voglio fare un po’ di live e mi piacerebbe continuare a scrivere per altri. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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