Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - DJ FABRIZIO INTI

Ciao Fabrizio, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il tuo percorso artistico? Iniziato nel 1984 con Radio More Music una delle tante radio milanesi, come tecnico radiofonico che poi è la cosa che mi ha sempre interessato, non avevo ambizioni di andare in voce, mi occupavo di tutto quello che riguardasse la regia radio, e della programmazione musicale notturna in pratica realizzavo le bobine che andavano in onda di notte. Dal 1985 entro a far parte di un team di dee jay per l'agenzia Effetto Erre con la direzione artistica della Contessa Pinina Garavaglia, e qui se pur giovanissimo, ho avuto la possibilità oltre che lavorare affianco a grandi del djing, inizio la mia avventura nei principali club milanesi, un nome per tutti, la discoteca Time. Influenze musicali? Grazie a mio fratello di 11 anni più grande che comprava molti dischi e ascoltava molto la radio, fin da bambino 6/7 anni, ammiravo e ascoltavo musica. i dischi che comprava mio fratello erano principalmente disco music e tutto il genere della Philadelphia sound, quindi dischi come Fly Robin Fly delle Silver Convention e dischi della love unlimited orchestra hanno influito e contribuito molto affinchè mi avvicinassi sempre più alla musica. Un altro grosso contributo al mio orientamento musicale l'ho subito ascoltando Radio Milano International che trasmetteva musica molto Black, R&B funky e Soul molto ben presentata, musica che solo su RMI potevi ascoltare o meglio le altre radio arrivavano mesi dopo. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Io non mi sono mai interessato alle produzioni musicali intese come realizzazione di dischi, mi sono limitato poche volte a collaborazioni, invece curo molto la parte dei dj set , ancora oggi mi preparo bene prima di un dj set. Rimane comunque la radio il mio interesse principale dove produco e realizzo programmi. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Ho una buona opinione della musica italiana e delle produzioni italiane, anche se dagli anni 80 il periodo d'oro della italo disco esportata in tutto il mondo, un po' le cose sono cambiate in negativo, noi in Italia abbiamo molti giovani che fanno musica e la fanno veramente bene, nel boom iniziale di my space, realizzavo un programma radio solo con artisti sconosciuti al grande pubblico che rintracciavo su my space, e ti assicuro che abbiamo tanti bravi artisti. Non sono completamente d’accordo che gli artisti emergenti hanno poco spazio, il problema che i grossi network radiofonici li trasmettono poco o niente, al contrario delle radio così dette di provincia, basterebbe che l'ascoltatore fosse un attimino più aperto nell'ascolto. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Nessuno con mandato in esclusiva. Rapporto con i fan? Ottimo e la rete in questo ti agevola molto perchè pur parlando di numeri bassi per quanto mi riguarda, ho un buon rapporto, io poi ho sempre avuto rispetto per le persone che ho davanti in una serata o per chi ascolta i programmi che realizzo, indipendentemente dal numero perchè molti o pochi sono persone che hanno deciso di venire nel locale dove suono pagando un biglietto d'ingresso o di accendere la radio e sintonizzarsi sul mio programma. Sogni nel cassetto e progetti futuri? Sogni nel cassetto sempre tanti o probabilmente progetti da realizzare, più che progetti per il futuro, direi, buoni propositi di continuare a fare bene, per le aspettative se pur con un età che dalle mie parti si dice, ormai ho dato, posso dire che sono aperto a tutto. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]   RADIO ICARO - WMFM

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento