Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Musicista - LUCA ZAMBERLIN

Ciao Luca, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come Ti sei avvicinato alla musica? Mi sono avvicinato alla musica classica, per essere precisi, grazie a mia madre, la quale mi portava ogni settimana a teatro per assistere ai concerti dei grandi compositori. Ho scoperto la musica barocca, fonte per me di ispirazione fin da quell’età. Ci racconti il tuo percorso artistico, la tua formazione? Formazione sicuramente classica, partendo dal pianoforte a 8 anni, finché scoprii gruppi quali i Deep Purple, i Led Zeppelin e The Jimi Hendrix Experience, che mi fecero scoprire la chitarra elettrica. Ovviamente iniziai da autodidatta, trascrivendo assoli e riffs dai dischi dei chitarristi che più ammiravo come Hendrix, R. Blackmore, Jimmy Page e Jeff Beck. Poi emerse Van Halen, che rivoluzionò il mondo chitarristico, così come Y.J. Malmsteen. Diciamo che trascorrevo giorno e notte ad ascoltare prima ed imparare poi ad eseguire tutti gli assoli tecnicamente più avanzati. Qual è il genere musicale che preferisci? Sicuramente l’hard rock, il blues e la musica classica barocca, ma cerco di ascoltare qualsiasi genere purché sia musicalmente valido sia a livello esecutivo che compositivo. Vuoi parlarci del tuo ultimo lavoro discografico? L’ultimo lavoro, tra l’altro appena realizzato con la De Fox Records si intitola: Luca Zamberlin feat. Atma Anur “Mad for it”, con lo stesso Atma Anur (batterista già con David Bowie, Journey, Joe Satriani, Richie Kotzen, Tony Mcalpine, Greg Howe), Piero Trevisan (bassista con esperienze sia in Italia che a livello internazionale), Carlo Zundo nelle vesti di produttore (ha anche contribuito a comporre vari brani e registrato basso e chitarra in alcuni di essi), Steve Saluto come special guest, il tutto mixato da Claudio Zambenedetti e registrato agli Imput Studios (TV). Il disco è interamente strumentale e contiene brani di stampo neoclassico-rock, hard driving rock ma anche brani con sonorità acustiche e perfino indiane come ad esempio il brano “White summer” (di Jimmy Page). Ti piace la musica italiana, anche se sei orientato a tutt’altro tipo di sonorità? Sinceramente parlando, grandi compositori classici a parte, non mi sono mai ispirato alla musica italiana né ho mai pensato di produrre un disco di musica italiana moderna. E’ solo una mia scelta personale. Qual è l'esperienza che ti ha regalato più soddisfazione, come musicista? Ce ne sono tante. Ne menzionerò solo due: suonare di fronte a Jeff Beck (uno dei chitarristi che più mi ha influenzato) durante un’esibizione avvenuta al Guitar Institute a Londra e ricevere i suoi complimenti sigillati da una bella bevuta assieme; per secondo, collaborare con svariati musicisti quali Cozy Powell (R.I.P.), storico batterista, suonare al Guitar Institute e collaborare a livello compositivo con Shaun Baxter (chitarrista virtuoso inglese e direttore della Thames Valley University). Nel mio cd “Mad for it” sono contenuti due brani scritti da Shaun. Qualche sassolino nella scarpa? La mancanza di professionalità e qualità ed il basso livello didattico nelle scuole ed istituti musicali in Italia (al contrario di Londra, New York e Los Angeles, di cui ho fatto esperienza). Un sogno nel cassetto? Ne ho parecchi, molti ne ho realizzati grazie alla mia testardaggine e alla mia attitudine positiva. Ad esempio, un mio sogno è continuare a fare musica, che mi procura un’intensa soddisfazione personale, e che questa musica sia gradita anche ad un pubblico variegato, che non segua solo i chitarristi.Sei un chitarrista molto apprezzato, e non solo in Italia. Credi nel nostro Paese sia più difficile affermarsi, per un musicista? Avendo vissuto a Londra dal 1989 al 2006 devo dire che qui in Italia c’è sempre stata e c’è tuttora una situazione musicale (parlo da chitarrista) molto triste a causa del pressappochismo,della mancanza di professionalità e di tanti altri fattori che preferirei evitare di commentare qui. Certamente credo che si debba avere intorno un team di persone totalmente affidabili e sempre, ripeto sempre, supervisionare tutto il lavoro (dalle foto, alle grafiche, non solamente l’aspetto musicale).Progetti futuri? Sicuramente un mini EP strumentale con vari special guests, forse un CD cantato (non da me, per fortuna!) ed un DVD didattico con lo scopo di insegnare le nuove tecniche chitarristiche nella musica rock..   Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Martina Galvani]  

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento