Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Cantautore - GIUSEPPE LONGO

Ciao Giuseppe, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il tuo percorso artistico? La mia prima chitarra mi fu regalata da mio padre a 16 anni. Da allora, cominciai a imparare i primi accordi e a scrivere le mie prime canzoni. Cominciai ad accettare serate di pianobar e di piazza di diversi paesi. L’entusiasmo fu tale, da spingermi ad approfondire lo studio del canto, della dizione e della musica in generale. Dopo tanta gavetta e dopo un periodo di pausa in cui avevo deciso di non fare più niente, mi si cominciarono ad aprire nuove offerte, come l’opportunità di esibirmi in anfiteatri prestigiosi con concerti live e dove ebbi l’occasione di presentare, oltre ad alcune cover, anche pezzi miei. Alcuni di quest’ultimi sono stati mandati in onda in alcune emittenti radiofoniche importanti. Fui scelto per i premi ‘Mia Martini’, ‘Alex Baroni’ e una canzone mia La casa nel porto, è stata inserita in una compilation a livello nazionale per la ‘Notte bianca di Pontedera’. Influenze musicali? Le mie influenze musicali si rifanno ai grandi cantautori italiani, da Paolo Conte a Franco Battiato, Ivano Fossati ecc. ma l’artista con cui ho condiviso gran parte della mia attività artistica è senz’altro Lucio Battisti. Faro e innovatore della musica italiana. In ogni caso, negli anni, ho maturato uno stile del tutto personale evitando frasi ormai divenute cliché e impegnandomi in testi più ricercati e impegnativi. Come nascono tue sonorità? E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Le mie sonorità sono del tutto istintive, nascono spontanee al solo pensiero di un’idea. Quest’ultima, non fa altro che versare le prime gocce d’acqua affinché dal nulla e senza che neanche me ne renda conto, dalla mia bocca comincino a germogliare le prime note e da lì, far nascere, successivamente, tutto l’apparato musicale. Io credo che siano importanti, sia un buon cd che tanta esibizione live, perché un buon disco funge da traino affinché si possano riempire i locali dove poi ti andrai ad esibire. Io credo che l’aspetto estetico in un’opera, sia essa una canzone, un libro, un quadro, una fotografia sia determinante, non ci si può permettere il lusso di snobbarla perché decreterebbe l’insuccesso di un’opera seppur meravigliosain tutti gli altri aspetti che la caratterizzano. Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Attualmente, la mia sponsorizzazione è auto prodotta. Propongo le mie idee ai vari istituti, siano essi comuni, province, regioni e aspetto che esse vengano accettate. Capita,  che mi si allarghino le braccia per mancanza di fondi e a quel punto cerco alternative per mettere ugualmente in atto le mie idee. Rapporto con i fan? Ho un bellissimo rapporto con i miei fan…mi seguono ovunque io vada ad esibirmi. Hanno capito il mio modo di fare musica e, spesso, si identificano nelle cose che racconto attraverso le canzoni. Gli sono debitore….Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Riguardo il panorama artistico in Italia, purtroppo, ho molte riserve. Vi è molta mediocrità e un’assenza totale di una spiccata sensibilità artistica. Se non si possiede quest’ultimo dono, si è come una pianta pronta e seccare per mancanza d’acqua. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Gli esordienti fanno fatica ad emergere perché si scontrano con mille difficoltà e con un mercato che esige di correre dietro alla moda che magari non si confà al modo di essere di un artista ed è per questo (ma non solo per questo) che si rimane indietro. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perché? Non ho mai fatto provini in Talent show e spero di non farne mai perché ritengo sia ingiusto fare esibire un artista per pochi minuti e deciderne il destino. Se è pur vero che basta poco per capire se hai stoffa o meno è pur vero che alcuni artisti, per far valere il loro talento, hanno bisogno di più tempo perché non vengono capiti subito. Son sicuro che un Battisti o un Bob Dylan sarebbero stati scartati con annesse risatine di sfottò.. Senza dimenticare che, spesso, questi pseudo giudici, è gente del tutto incompetente. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica?Guarda, la musica è fatta di delusioni e soddisfazioni allo stesso tempo. In un certo senso, essi sono speculari. La musica è capricciosa, ti fa innamorare di essa ma, a volte, fa di tutto per farti allontanare da lei. Ed è il gioco dell’amore, così facendo, finisci per innamorarti perdutamente di questa strana donna anche quando ti è aggressiva. Credi nella Discografia Italiana?Io credo nella discografia italiana, nonostante i tempi in cui viviamo, ma vorrei che anche lei credesse e stesse più attenta ai veri artisti perché, spesso, essa costruisce personaggi che servono ad accontentare il mercato del momento per poi buttarli via e questo, credo, sia ingiusto. Sogni nel cassetto? I sogni nel cassetto sono tanti, uno fra questi è continuare a fare quello che sto facendo e sperare di arrivare sempre più in alto ed avere, quindi,  la possibilità di raccontare, ad un pubblico ancora più vasto, le mie canzoni e le mie emozioni. Progetti futuri ed aspettative? Mi sto preparando in vista dell’estate alla preparazione di un nuovo disco di inediti e nuovi concerti. Spero, comunque, di fare qualcosa entro primavera. Tutto dipende dai finanziamenti che, spesso, si fanno fatica a trovare. Sto aspettando la risposta di alcuni progetti importanti come l’esibizione in alcune importanti emittenti televisive ma, per adesso, preferisco non parlarne… Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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