Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Band - MALATJA

“La band Malatja nasce nel lontano '93 in pieno boom dei centri sociali autogestiti/occupati ed in quel contesto si sviluppa anche grazie al Grunge di Seattle che di lì a poco avrebbe influenzato il mondo intero del rock.”

Ciao Malatja, vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il vostro percorso artistico in Biografia?  Era il 1993 e a Seattle esplodeva il grunge ma nell’ entroterra campano, tra i carciofi arrostiti, nulla sembrava cambiare. In effetti è il 1993 quando dalla collaborazione artistica di Paolo Sessa e Camillo Mascolo nascono i Malatja. Nulla di più immediato. Nel 1994 il gruppo incide il primo demo live dal titolo “Il Sud non morirà”, registrato presso il centro sociale autogestito Macello ad Angri. L’impronta punk e il contenuto ironico e sferzante dei testi sono i due motivi portanti di tutta la carriera artistica della band campana. Inventori del “Punkardone” (punk sì, ma pure cafone) i Malatja accontentarono presto coloro che vivevano di classificazioni e di generi musicali, mescolando insieme tutta la decadenza e l’ironia accumulata nella provincia , esprimendosi in un dialetto napoletano ricco di contaminazioni italiche e non. Appena quattro anni dopo e la band registra il secondo demo-tape mai edito: Psycopummarola. Il 2000 è l’anno della svolta. In tempi non sospetti l’immondizia e i maleodoranti angoli di Angri, (la cittadina salernitana da cui provengono) divengono il leitmotiv che anima la prima registrazione ufficiale. Segue la registrazione di Munnezz, titolo di un album che la dice lunga sulla situazione che vive e respira la band. Angri non era Los Angeles, ma a noi piaceva: così statica così priva di opportunità, così fatalmente decadente Munnezz, come tanti altri precedentemente mai impressi su un supporto audio, sono il marchio volutamente cercato che la band si porta dietro sui numerosi palchi italiani. La canzone piccola, di breve durata, dove trovano spazio le piccole e piacevoli melodie. Ma anche la canzone intensa dove le parole affondano, fanno male, così cariche di passione e allo stesso tempo di odio e di amore Di seguito nascono Zukami l’anima, M’indisponn, Fa’ ca’ tien o’ tifo. Un album dalla spiccata rabbia sociale e dalle più estreme dimostrazioni d’amore verso la propria terra, verso le buone e cattive abitudini ( M’indisponn), contro ogni forma di violenza (Violenza plebea) ma anche un attestato d’amore verso le persone che si amano. O’ Mazz e sciure è una di queste. Un inno all’ amore genuino. Senza fronzoli nè gesti ridondanti. Il classico non tramonta mai e al primo appuntamento o ad uno speciale, un mazzo di fiori è quello che colpisce. Lo scrivono, lo cantano e lo urlano con il sorriso sulle labbra di chi la vita non la prende mai troppo sul serio. Il sole estivo regalava pomeriggi meditativi ma le fermentazioni della spazzatura agli angoli delle strade distruggevano ogni segno bucolico. Nel 2001 esce l’ep Technorivoluzione. Il 2003 è l’anno dei primi attestati di stima da parte della critica e dei festival italiani di musica alternativa:Giovani Suoni Track è la prima compilation che li ospita, nel 2004 No Chemical Brother è la seconda. La decadenza è il gradino più basso; da lì puoi solo risalire… e noi risalimmo perchè era giunto il momento di gridare che la polvere delle nostre strade, l’accento sconcio del nostro dialetto e le esalazioni nocive del fiume Sarno erano più rock delle unghie laccate di Dave Navarro. Cantavamo e cantiamo la decadenza delle periferie di camorra, le campagne sconfinate senza  vento. Il 2004 segna una tappa importante. Dieci anni di vulcanici live, dieci anni di musica vissuta con la stessa determinazione e lo spirito di sempre. Red Ronnie ne prende atto e dopo averli invitati al Roxy Bar e aver superato una selezione tra ben 1400 band italiane (tra le quali Audiorama a Negramaro) la band entra di diritto nella compilation che lo stesso promuove: Nuova Polo X – I Miti della musica. I tempi sono maturi, i brani anche. Caparott (2004) è la seconda autoproduzione coraggiosa e il trio campano non si lascia impaurire dal momento poco felice che sta attraversando la discografia italiana. Vengono registrati brani come Past e cicer, (inclusa nella Nuova Polo X Compilation) Cap’e Mort’ E’ ‘Nu Punkabbestia, Russ’ Ceras’, Technorivoluzion’, Borbonica, Sexy Contadina, Facc’Ammor’ Cu Te (Non Per Questo Jett’O Sang Per Te), Catiell E’ ‘Nu Sballat’, Te Scomm’E Sang’, Pare Ajer’ e La’ Do’ Fernisce ‘O Sole. La conferma di quanto fatto finora. L’amore per la propria terra, per le sue bellezze ma anche per le nefandezze che continuano ad abitarla. Rabbia, amore e riscatto sociale. Si tirano le somme, non le prime e i tre artisti, che nel frattempo hanno visto alternarsi al basso diversi musicisti (attualmente Mauro Correale) si accorgono di aver suonato tanto in questi anni. Hanno condiviso il palco con Avion Travel, Quintorigo, Eugenio Bennato e Taranta Power, Tre allegri ragazzi morti, Malfunk, 24 Grana, Francesco Tricarico.Il 2008 è un nuovo anno soprattutto per i Malatja. È uscito il 29 febbraio 2008 e si chiama 48 il terzo album della rock band angrese. Edito per Voci Alternative, il sound, dell’allora trio punk, oggi ha conosciuto un’evoluzione sonora ben precisa. Punk, elettronica e pop. Il punk rimane ma fa da tappeto alle new entry. Una miscela esplosiva che promette scintille. Con la collaborazione e la supervisione di Vinci Acunto (Bisca, Katap), i Malatja pubblicano 48 con la consapevolezza di aver esplorato nuovi linguaggi che nulla tolgono alla sfera musicale intrapresa nel lontano ’94. L’elettronica, su tutti, completa ed equipaggia la maggior parte della tracklist senza mai invadere gli spazi delle chitarre, del basso e della batteria che, intatti, rimangono nudi e crudi come si ascoltano durante i live. Ambienti, rumori e synth si fondono magistralmente con un suono già caldo e per nulla artefatto. L’anima sonora vive di graffianti sonorità distorte, improvvise impennate chitarristiche unite ad incalzanti ritmiche percussive, il tutto reso fluido dalla costante vena ironico-realistica che ispira le loro performance. Senza mai perdere di vista il background musicale dal quale provengono, i Malatja, con 48, hanno approdato ad un suono più fluido, popolare e di facile ascolto. All’interno della tracklist anche un omaggio a James Senese con Viecchie, mugliere, muort’ e criature e la reprise di Munnezz come fu registrata nel 2000 ai Donato Farina Studio. Abbiamo suonato ovunque ma non abbiamo mai cercato nulla, forse non vogliamo nulla, abbiamo già tutto… La periferia del Mondo. Influenze musicali? Le nostre influenze musicali vanno dal classic rock del grande Hendrix a tutta la scena americana dello stoner ma non ultima si evidenzia l'influenza dei Napoli Centrale e della grande tradizione vernacolare del sud Italia. Come nascono vostre sonorità? Le nostre sonorità sono legate al vecchio modo di fare rock: ampli valvolari ed un belpò di sano e robusto Rock&roll. E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? Siamo un gruppo live prima di tutto ed abbiamo lavorato molto per ricreare le tipiche sonorità live all'interno del disco. Con questo album siamo convinti di esserci riusciti anche grazie al supporto di persone che hanno lavorato insieme a noi per la riuscita del nostro ultimo lavoro STRACCIACORE. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Il lato estetico di una rock band ha un valore sostanziale e noi diamo grande importanza al lato visivo dei nostri live, provare per credere. Ormai siamo anche un gruppo da vedere oltre che da sentire, forse per l'avvento della nuova bassista, Daniele De Martino, e per l'affiatamento che si è creato fra noi. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Abbiamo il nostro addetto stampa di sempre che è Daniele Mazzotta ma da qualche mese si occupa di noi anche L'ALTOPARLANTE di Fabio Gallo. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Il panorama artistico italiano legato al mondo della etichette indipendenti è assolutamente splendido e ricco di idee geniali. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Il grande problema è che si dà spazio solo agli artisti legati alle major ignorando completamente l'affascinante mondo delle band alternative. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? Non credo molto nei talent show, credo nella gavetta vera fatta di locali pieni di fumo e viaggi interminabili durante i live. Sono queste le esperienze che formano un artista. Rapporto con i fan? Il nostro rapporto con i fan è stupendo e durante i live si crea una magia irripetibile ed questa la ragione checi spinge ad andare avanti nella musica fra mille difficoltà. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Credete nella discografia Italiana? Il nostro percorso nella musica è ricco di grandi soddisfazioni anche se la discografia italiana non è molto vicina agli artisti indipendenti. Sogni nel cassetto? Vivere suonando in giro per il mondo. Progetti futuri ed aspettative? Un doppio disco live che celebri i nostri venti anni di ROCK&ROLL!!! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]   

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