Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - "BIG" Band - ALMAMEGRETTA

Ciao Gennaro Tosone (Almamegretta) , ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Sanremo? Anni di esperienza sui palchi, ma Sanremo è un'emozione. Influenze musicali? Come nascono le vostre sonorità? Nascono da un progetto che è una sorta di scommessa nel mettere insieme musiche di tutto il mondo, in primis la Jamaica e il Dub nato negli ultimi anni ‘60 che ha preso il sopravvento ed è una costola del reggae. Effetti reverbero e delay provocano un effetto magico ancestrale e misterioso. Noi ne siamo affascinati. Questa musica e unita a quella del mediterraneo. È più importante un buon CD o tanta esibizione live? Due facce della stessa medaglia. Ora si sta facendo avanti il digitale e con grande probabilità scomparirà anche il classico cd. Col digitale si evitano molte spese ed è tutto più agevole anche nella distribuzione. Le case discografiche quindi dovranno adeguarsi a costi sempre inferiori ed occuparsi solo della distribuzione o del finanziamento di un prodotto già elaborato. La  musica on line non necessita di nessuna mediazione da parte delle case discografiche ed anche i costi saranno quindi inferiori. Erano dieci le Major importanti in tutto il mondo, ora sono solo quattro. In studio il missaggio è una fase importantissima, si decide quali suoni attingere e a quali strumenti dare la prevalenza. Il live è la prova del nove, devi avere immediatezza nell'arrivare. Non ci sono aggiustamenti che puoi fare. Ti giochi tutto durante l'esibizione e vedi se la tua musica ha la giusta presa sul pubblico e procura un'emozione. Dal vivo la situazione è meno confortevole. Quando le prime avvisaglie della notorietà? Le prime avvisaglie che stavamo diventando famosi arrivarono al "Notting Hill di Napoli" che ora non esiste più. Ai concerti senza nessuna promozione interveniva tanto pubblico. Successivamente ci fu l’ esordio discografico col primo EP e poi il primo CD con molti consensi. Costruzioni astruse con attitudini del Dub Napoletano. Mi sembra di intuire che non siate estimatori delle cover, vero? Per avere un background solido prima ascolti tanta musica, poi la suoni e la canti. Anche noi abbiamo fatto delle cover per prova rimaste solo fra noi in studio ma crediamo che un prodotto tendente alla copia sia sempre di serie B. Volevamo qualcosa di originale che in Italia non si fosse sentito. Sia chiaro che non abbiamo inventato niente ma abbiamo solo sperimentato, collaudato e messo assieme un mix di fusioni musicali. Tutto è sempre nato per mezzo di commistioni. Se non ci fosse stato il blues nero non ci sarebbe mai stato il Rock. Elvis Presley  ne è un esempio lampante: ha fuso il country bianco con il blues nero. In America si ascolta molto il genere country. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L'aspetto estetico sul palco è importante non solo nella presentazione ma anche nelle movenze che debbono essere adatte. Il dono e il talento di stare sul palco non è di tutti. Devi essere comunicativo. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Inizialmente eravamo indipendenti, successivamente BMG e poi fusi con la Sony, ed in seguito nuovamente indipendenti. Solo la distribuzione dei cd fisici la affidiamo ad un'altra compagnia. Questo disco lo facciamo con Rais dopo dieci anni di assenza dal nostro gruppo che è comunque sempre stato operativo ed attivo. Erano dieci anni che non facevamo un disco assieme a lui. Lui ha intrapreso una carriera solista mentre noi siamo rimasti una band. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Insomma, l'opinione non è molto positiva, perché la musica italiana stenta ad avere una sua fisionomia. Da una parte c'è una ripetizione degli stessi senior nella musica e dall’altra abbiamo dei giovani che sono vecchi nel proporsi. I giovani dovrebbero portare novità in un mondo che sta invecchiando. Non c'è coraggio e si  ha la tendenza a ripercorrere sempre le stesse determinate strade che hanno già indicato successo. Questo fenomeno accade specialmente nella musica leggera. La scena indipendente si sbatte da parecchi anni però rispetto agli investimenti soprattutto di energie i riscontri sono ancora per pochi. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti se non nei talent show? Ci sono sempre meno posti per fare gavetta, che è utilissima. Sul palco succedono tante cose ed imprevisti che non puoi imparare se non sul campo. Questa situazione è sempre più povera ed è normale che i ragazzi si buttino sui talent show che danno visibilità anche di passaggio attraverso importanti  mass media. Si otterrà visibilità e si farà audience più che per la musica proposta per il pianto e l'emozione del cantante. In Italia c'è la gerontocrazia, (il potere dei vecchi), ed un giovane se non fortemente motivato fatica a scalzarlo. Rapporto con i fan? Ottimo ma quando si prendono delle scelte importanti c'è sempre qualcuno a cui non sta bene: forse sia per gelosia che per senso di possesso. Quando siamo intervenuti a Sanremo alcuni fans ci hanno fatto considerazioni non attinenti ma sono osservazioni che lasciano il tempo che trovano. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Più soddisfazioni. Non ci possiamo lamentare, anzi, all’inizio ci meravigliavamo del seguito del nostro progetto. Tutte le cose belle sono arrivate dalla musica: sia in privato, che in pubblico. Credi nella discografia Italiana? Come avrai capito, non troppo nella discografia italiana. Questo mio pensiero non riguarda solo la musica, l’Italia è il fanalino di coda in Europa un po’ in tutti i settori, non solo nella musica. All’ Estero la situazione è diversa? Suoniamo spesso all’estero ed anche il 10 Aprile terremo un concerto a Londra. All’Estero non siamo conosciuti come in Italia ma la musica è seguita in maniera diversa. C’è più interesse nell’ascoltare nuove sonorità. In sintesi: l’atteggiamento estero è più di curiosità mentre quello Italiano si mantiene conservatore. Dopo il successo ci si accontenta o si continua ad avanzare? Non ci si accontenta mai, si deve andare avanti tentando di fare e dare sempre il meglio, non solo nell'ampliare il pubblico ma per fare qualcosa che in primis piaccia a te medesimo e poi tentare qualcosa di nuovo. Progetti futuri ed aspettative? Un nuovo disco al quale stiamo ancora lavorando. Abbiamo il missaggio ai primi di Aprile e contiamo di essere pronti verso la metà di Maggio. Subito dopo inizierà il tour che porterà canzoni già vecchie e nuove. Impronteremo in modo diverso i brani  registrati in studio da quelli del live. Ripetersi è noioso, sia per noi, che per il pubblico anche se l’ascoltatore predilige riconoscere anziché conoscere. Già l’ambiente asettico dello studio o la riproduzione in piazza sono completamente diversi; anche l’ambiente fa la sua bella differenza.  Avete già deciso il nome del disco? Il nome del non è ancora stato deciso ad oggi Alessia e cioè : “LUNEDI’ 18 MARZO ALLE ORE 20.48” ma non stare in ansia perché quando uscirà ne verrai a conoscenza. Ci fai un saluto speciale per Almax Magazine? Cari lettori e lettrici di Almax Magazine continuate a seguirlo perché è pieno di argomenti interessanti,  stimolanti e tutto lo staff è molto preparato. Leggere fa bene e ti tiene informa ed informato. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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